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NintendOn Indie Hit Parade #3

Game

Siamo ritornati indie lovers! Riparte la nostra rubrica dedicata ai giochi indipendenti da tenere d’occhio nel catalogo dell’eShop…con qualche novità.

Siamo ritornati indie lovers! Riparte la nostra rubrica dedicata ai giochi indipendenti da tenere d’occhio nel catalogo dell’eShop…con qualche novità.

Aprile 27, 2021

Guess who’s back, indie lovers!

Oh sì, finalmente si parla di nuovo di giochi indie, quelli giusti, quelli che meritano davvero, dato che ormai è difficile districarsi nella palta dell’eShop, da quando ospita pure i giochi che non vorreste neanche vi regalassero. Oh sì, ci sono io, sono il Dr. Backlog, quello con un sacco di giochi acquistati e provati e con un numero di arretrati da giocare sempre crescente. Il Dr. Indie mi ha affidato questo incarico e già che ci sono ho fatto le pulizie.

Per l’occasione il formato è leggermente rivoluzionato e, se per voi va bene, per questa volta parleremo di giochi che non abbiamo già recensito. Inoltre, al termine della nostra raccolta daremo uno sguardo ad una proposta da monitorare attentamente cercando di non cadere nell’ovvio, e per ovvio intendiamo quell’Hollow Knight: Silksong che credo non abbia bisogno di presentazioni e quel Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge, che sarà obbligo morale comprare all’uscita.

Detto questo iniziamo, e come amo dire: non sottovalutate il cuore di un gioco indie!


Dicey Dungeons

Da quel mattacchione di Terry Cavanagh, creatore di VVVVVV e Super Hexagon arriva un gioco di ruolo roguelike con meccaniche di deck-building in cui impersonerete…un dado. Sì, esatto un dado, ma non un dado qualunque: a volte sarete un ladro, a volte una maga, a volte il guerriero od il robot, ognuno con il proprio mazzo di carte che si attiveranno con specifiche combinazioni al lancio dei dadi. Insomma, parteciperete al gioco di Lady Luck per vincere, o quanto meno cercare salvezza.

Un gioco che vi farà sentire più intelligenti ad ogni mossa e ad ogni combinazione riuscita, che vi stimolerà a far interagire il lancio dei dadi con un deckbuilding ben studiato e che porta in dote una coerenza artistica vicina alla perfezione grazie alle musiche di Chipzel (che vi accompagneranno per lungo tempo dopo che avrete spento il vostro Switch) e l’art direction di Marlowe Dobbe. Si può influenzare la dea bendata?

Dio non gioca ai dadi…ma a dadi e carte insieme?


Undermine

Mi dispiace, per contratto sono costretto ad includere almeno due roguelite in qualsiasi tipo di contenuto io tenti di creare. Undermine vi vedrà appunto scaraventati in una miniera, armati di piccone alla ricerca di oro e fortuna…eh beh sì, ci sarà un motivo per cui vi hanno spedito lì dentro e siete costretti a tornarci dopo ogni morte, no?

Il gioco vanta già centinaia di oggetti, equipaggiamenti maledizioni e benedizioni e come roguelite, vi permetterà di ricominciare sempre più forti, grazie ai miglioramenti permanenti che potrete effettuare negli shop sbloccabili dopo ogni run. Undermine non fa niente che non abbiamo già visto in altri giochi (The Binding of Isaac, anyone?) ma lo fa molto bene e con una progressione molto accattivante anche per chi non è un patito del genere. Il gioco ha già ricevuto supporto e nuovi contenuti con l’update The Royals: questo ha aggiunto una nuova zona, un nuovo boss e tutto quello che vorremmo facesse anche Hades, ma che ancora non ha fatto (capito Supergiant Games?).

Heigh Ho, Heigh Ho andiamo a ritentar!


Spiritfarer

Caronte vuole andare in pensione e ha trovato chi può sostituirlo: una giovane fanciulla di nome Stella e il suo simpatico micio Daffodil saranno i nuovi traghettatori di anime. Il bello è che Caronte vi lascerà in dote la sua fantastica chiatta, che non è esattamente una canoa 2 senza. Anzi è quel “con” che farà la differenza nella vostra avventura.

Sì, perché dovrete occuparvi della gestione della barca, della sua cambusa, del suo giardino e di tutte le strutture che renderanno il trapasso dei vostri ospiti verso la Everdoor più piacevole. Ecco qui, poi, c’è la cattiveria di Spiritfarer: soddisfacendo le loro richieste attraverso l’ampliamento delle risorse di bordo, capirete qualcosa di più degli spiriti che traghetterete, ed inevitabilmente vi affezionerete a loro…ma per proseguire il gioco dovrete lasciarli andare.

Questa è la soglia, solo tu puoi attraversarla…io preparo i kleenex.


Disc Room

Devolver ha fatto una mossa Kansas City: ci ha fatto vedere Carrion e Olija e forse questo titolo è passato sotto silenzio. Vi ricordate quando giocavate a Snake sul cellulare? Ecco, la dipendenza che può provocare Disc Room è la stessa. Le meccaniche sono semplici: siete in una stanza, dei dischi si muovono, aumentano in numero, velocità e complessità dei percorsi e voi…dovrete schivarli.

Se vi dicessi che alcune stanze vi permetteranno di guadagnare abilità che renderanno il tutto più interessante, come la possibilità di rallentare il tempo o di passare attraverso un disco per volta? Se vi dicessi che per quanto il gioco sia semplice possiede anche una piccola trama? Perché se non lo avete capito, ”schivare” è il nuovo “colpire con perfetto tempismo” e Undertale ce lo aveva già suggerito.

1000 modi per non morire…schivando.


Everhood

Se questo nome non è comparso nei correlati delle vostre recenti ricerche, ditemi quale sistema utilizzate, perchè siete ben schermati. L’unica cosa su cui tutta la stampa specializzata è d’accordo, è che una volta che Everhood avrà rotto la quarta parete, voi ci sarete dentro fino al collo e sarà lui che gioca con voi.

Un fecondo Undertale ha avuto un figlio con Guitar Hero, ma i geni del neonato hanno assunto una configurazione particolare.

I personaggi e lo stile sono essenziali e le fasi di combattimento sono basate sullo schivare (cosa dicevamo poco sopra?) o saltare le note che vi vengono incontro, anziché premere il tasto corretto contemporaneamente alla giusta nota da eseguire. Se non altro, tali note producono melodie strafighe e ogni passo del gioco ti spinge a chiederti quanto sei dentro alla tana del Bianconiglio. Quando avrete perso la cognizione di chi gioca cosa e vi verrà da chiedervi se non siano gli autori a giocare con voi, vi renderete conto di essere, già in aprile, di fronte ad uno degli indie dell’anno. Ah, la difficoltà consigliata è hard.

Cosa esser tu…? Guitar Undertale…senza la chitarra.


Ikenfell

Il tempismo è tutto…anche negli RPG. Specialmente negli RPG che fanno dell’identità di genere (anche non-binario) dei propri personaggi la propria bandiera. Specialmente negli RPG a turni in cui vi sembrerà di essere una Weasley qualunque alla ricerca della “sorella” in una specie di Hogwarts.

Tanti pixel, tanto amore per i vecchi giochi di ruolo, la colonna sonora di quei fenomeni di Steven Universe (Aivi & Surasshu) e pure un po’ di difficoltà. L’accessibilità è completamente modulabile, e se non amate parare gli attacchi nemici e potenziare l’effetto dei vostri con l’esatta pressione del tasto corrispondente (alla Paper Mario), potrete sempre e solo godervi la storia. In pochi quadratini si nascondo tante espressioni, emozioni ed amore…e tanta inclusività. Rivoluzionario tra le righe, anche se già sappiamo come questa rivoluzione andrà a finire. Non guardate dall’altra parte: giocatelo, maghetti in erba!

Un RPG con le lenti arcobaleno!


Grindstone

Potrei fermarmi subito dicendo che l’edizione fisica di questa perla indie contiene dei veri e propri pastelli colorati. Ancora non siete convinti a comprarlo? Ok, siete senza cuore. Il capolavoro assoluto approdato da Apple Arcade anche su Nintendo Switch, Grindstone è un puzzle in cui dovrete allineare i nemici dello stesso colore per farli fuori tutti insieme.

Se a questo aggiungiamo la possibilità di sbloccare progetti per equipaggiamenti ed armamenti che vi permetteranno di variare questa semplice formula, capirete che siamo di fronte a una droga raffinata, una droga di alta classe: un puzzle che mi diventa action e anche un po’ RPG. Capybara Games non si risparmia, e continua ad aggiungere livelli, modalità e nemici con alcuni aggiornamenti totalmente gratuiti. Ci sono anche alcuni eventi in cui trovare equipaggiamenti extra. C’è anche una modalità sfida giornaliera…ma come detto, bastavano i pastelli dell’edizione fisica.

Mi avevi già convinto ai pastelli.


Cyber Shadow

Non potete ignorare questo gioco solo perché in estate usciranno le versioni rimasterizzate di Ninja Gaiden. Io parlo di quello hardcore, quello vero, quello in due dimensioni, quel Ninja Gaiden. Questa volta Yacht Club (quelli di Shovel Knight) fanno i publisher e lasciano che il cavaliere con la pala ceda il passo a un ninja dagli innesti cibernetici, che cerca di salvare il proprio clan.

Se The Messenger non vi è bastato e avete ancora voglia di combattere in due dimensioni, alla vecchia maniera, tra platforming intricato e sfide veramente appaganti, Cyber Shadow è il prodotto che fa per voi. La precisione nei controlli è maniacale e studiata al millimetro e la soundtrack vi riporterà alle elementari, quando il futuro doveva ancora arrivare. Quel futuro non è ancora arrivato, ma quel passato è dentro a questo videogame.

Un ninja cibernetico, disegnato nel 1984 con le tecnologie di oggi.


Sayonara Wild Hearts

Se un gioco inizia con un valido remix del Claire de Lune di Debussy e poi prosegue con degli inediti, deve far sì che questi brani mantengano alta l’attenzione. Il gioco si autodefinisce un album pop e si configura come un rhythm game onirico, sempre a 300 chilometri orari, a bordo di uno skate, con una spada laser in mano o compiendo acrobazie su una motocicletta.

Ci sono missioni nascoste da completare in ogni livello, e se collezionerete tutti i cuori potrete raggiungere i rank più alti delle classifiche. Carpite i cuori per ritrovare quello spezzato della protagonista, sfidando tutte le carte dei tarocchi che conoscete bene grazie alle ripetute visioni di Stardust Crusaders o alle troppe sessioni di Persona 5. Giunti alla fine, fate come si faceva con le audiocassette: riavvolgetelo e riascoltatelo di nuovo.

Un cuore matto andava a 100 all’ora per veder la bimba sua.


OMORI

Eccoci invece alla prima nuova proposta da seguire con attenzione. Tutti i giochi di cui abbiamo parlato fino ad ora sono già disponibili, mentre questo è per mantenere alta la soglia d’attenzione di noi indie lovers. Se vi dico Earthbound, so di avervi già catturato. Se dentro ad Earthbound facciamo colare un po’ di colore scuro e lo rendiamo vagamente horror grazie a un bel tratto di matita nero?

Seguiamo l’hikikomori Sunny (anche se lui non vorrebbe) e il suo alter ego, in un mondo onirico in cui le battaglie contro i mostri sono influenzate dalle emozioni dei personaggi.

Esistono diversi finali a seconda delle scelte che avremo intrapreso nel corso dell’avventura. Il titolo sta riscuotendo un enorme successo su Steam e ne è stata confermata l’uscita anche per Nintendo Switch, ma non c’è ancora una data precisa. Vi consiglio però di segnare OMORI con una bella matita B nel vostro diario, perché potrebbe essere una delle esperienze che alleviano la pena di esistere da nintendaro senza un nuovo Earthbound o Mother che sia.

Ok il tipo hikikomori, ma ci sono le waifu tsundere?


Eccoci qual al termine di questa hit parade di 9 giochi indie da possedere, più 1 in arrivo. Come dite? C’è quell’indie che conoscete di cui non ho parlato? Dovrei assolutamente provarlo? Vorreste che parlassi di tale o tal altro gioco? Vorreste più giochi da scoprire e attendere? Vorreste una bella live su Twitch dove vi parlo (rigorosamente in toscano) di queste proposte indie? Fatemelo sapere nei commenti o sui social di NintendOn.

La porta del Dr. Backlog è sempre aperta e questo spazio ce lo ritagliamo noi, in modo indipendente.

Un saluto dal Dr. Backlog e…

Stay classy, stay indie.

Puntate precedenti

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NintendOn Indie Hit Parade #2

2 thoughts on “NintendOn Indie Hit Parade #3

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