Nintendo Labo, ma che VR Kit mi fai?

La realtà virtuale di Nintendo… alla maniera di Nintendo

Nintendo entra nella realtà virtuale. Ha atteso qualche anno per capire forse se il successo di questa concezione immersiva dei videogiochi e dell’intrattenimento in generale fosse passeggero o potesse prendere davvero piede. Perché Nintendo nella realtà virtuale, ad essere precisi, ci sta rientrando, ma non starò qui a rievocare la debacle del Virtual Boy perché se ne è già parlato abbastanza in passato. Nintendo Switch è popolare, diffusa e apprezzata e ha le dimensioni giuste per entrare, come un voluminoso smartphone, in un accrocco simile a Google Cardboard.

Ed è proprio con il cartone che Nintendo prova a rientrare nella realtà virtuale. In barba ai complessi e ultratecnologici PlayStation VR, Oculus Rift e HTV Vive, l’azienda di Kyoto ha scelto di sfruttare il suo filone costruttivo-educativo di sofrware-hardware creando Nintendo Labo Kit VR. Questo nuovo kit di accessori cartonati componibili in arrivo nei prossimi mesi è sicuramente un modo curioso di approntare le vele in vista di un viaggio nella realtà virtuale. Non nego il mio dispiacere nel vedere che ancora una volta il pensiero di Nintendo sia rivolto ai più piccoli.

Questo costa pochi spiccioli… Nintendo Labo Kit VR 80€.

Nintendo Labo è pensato “per i bambini e per chi si sente bambino nel cuore” e già solo questo deve far capire come l’azienda nipponica abbia scelto nuovamente di non inserirsi nella lotta tra i competitor ma di fare una strada a sé. Un planning aziendale storico e stoico questo che mostra come tra le mura di Kyoto continuino a concepire il videogioco come un prodotto da adattare a tutte le età. E con questa considerazione nella mia testa ha iniziato a girare il pensiero che nei laboratori e uffici di Kyoto venga trasmessa in filodiffusione in loop la citazione dei Simpson “Perché nessuno pensa ai bambini?”.

Labo VR: bene, ma non benissimo

Lungi da me criticare questo aspetto. È un bene avere un’offerta differenziata in base alle fasce d’età. E anche sotto un punto di vista di mercato Nintendo pare stia cercando di puntare sulle fasce d’età più giovani e nuovi fan. Questo, tuttavia, comporta il rischio (non so quanto calcolato) di perdere gli appassionati storici che hanno superato le venti primavere. Con questi presupposti Nintendo forse non è entra nella realtà virtuale odierna, ma ne crea una branca accessoria, di nicchia. Il filone Labo è una parte secondaria, sperimentale e dagli obiettivi educativi e non rappresenta il core dell’esperienza videoludica Nintendo. Ma è innegabile che avere nel titolo la sigla “VR” porta a paragonare (erroneamente) questo kit con i visori ad alta immedesimazione lasciando tanto, troppo spazio a commenti ironici e denigratori.

Nintendo Labo Kit VR… un po’ delicata come realtà virtuale.

Al momento Nintendo Labo Kit VR sta alla realtà virtuale come il Sapientino sta ai personal computer. Un paragone forse degradante ma che a mio modo di vedere rappresenta la cruda realtà. Ad oggi Nintendo Switch non ha le caratteristiche di hardware capaci di sopportare una VR. In effetti sotto la scocca della VR serve un grande motore e per ora Nintendo non ha questo motore. Del resto per ora Switch ha dimostrato che non serve la realtà virtuale per essere popolare e vincente. Nintendo NON sta entrando nella realtà virtuale, sta solo passando da quelle parti come un visitatore incuriosito ma senza reali interessi all’acquisto nell’immediato presente.