Analisi Terzo Trimestre anno fiscale 2019 di Nintendo

Come ogni anno, il 31 gennaio, Nintendo rilascia al mondo le informazioni sull’andamento della sua economia dei 3 mesi di esercizio di ottobre, novembre e dicembre. Il periodo di festività è sempre stato il più importante per l’industria videoludica, dove le vendite aumentano vertiginosamente rispetto a tutto il resto dell’anno. I documenti da leggere sono parecchi ed oggi sono qui per aiutare a filtrare le informazioni utili.

 Stime al Ribasso

Quando rilasci tutte le bombe nel fine anno….

Come primo punto, guardiamo alle effettive vendite di Switch nel corso dell’anno. A marzo 2018, Nintendo aveva posto come obiettivo il raggiungimento di vendite per 20 milioni di Switch nel corso dell’anno fiscale 2019, cioè del periodo che va da aprile 2018 a marzo 2019. Una cifra molto alta. Numerosi analisti videro il risultato difficile da raggiungere. Ed infatti, Nintendo ha abbassato la stima a 17 milioni, un numero simile a quello dell’anno scorso. Una mossa del genere, nel mondo finanziario, è sempre vista come negativa, in quanto si sta ammettendo di non avere avuto i mezzi per raggiungere determinati traguardi. Perché questo problema? Bene perché le vendite del trimestre festivo, malgrado siano alte, non riescono da sole a compensare le vendite degli altri mesi.

Le vendite nel terzo trimestre sono state di 9,42 milioni do Switch, contro le 7,24 dell’anno scorso. Un aumento del 30%. Il problema sono stati i mesi precedenti, dove Switch non è riuscita a brillare. Parliamo di 14,49 milioni nei primi 9 mesi dell’anno fiscale contro i 12,13 dell’anno scorso, ovvero solo un +20%. Usando il potere delle operazioni matematiche, scopriamo che nei 6 mesi precedenti Switch ha venduto il 3% in più nel 2018 rispetto al 2017, praticamente parliamo degli stessi numeri. A questo punto, Nintendo sta assumendo che tra gennaio e marzo, si aspetta di vendere esattamente come l’anno scorso, un 2 milioni e mezzo di pezzi. Il problema è stato sotto gli occhi di tutti: i primi 6 mesi dell’anno fiscale non hanno visto rilascio di software interessante e pertanto le vendite sono rimaste stabili. E questo porta ad un calo in borsa, normalissimo.

Tanto software, ma il 3ds frena la possibile crescita esplosiva

Il successo di Wii è a portata di zampa

Abbassando le stime si sta mettendo però in una situazione di poterle superare. In ogni caso, tutti gli altri indicatori sono positivi. Soprattutto, l’azienda sta osservando un aumento veramente cospicuo di software venduto. Un anno fa, nei primi 9 mesi di esercizio, vendeva 47,10 milioni di software, contro i 94,64 di quest’anno. Parliamo di un +100%.  Da questo punto di vista, i software lanciati a fine anno, hanno infranto parecchi record. Smash Bros Ultimate in meno di un mese è riuscito a piazzare 12,08 milioni di copie, diventando il terzo gioco più venduto su Switch. Anche Pokémon Let’s Go se l’è cavata bene, con 10 milioni piazzati. Meno dei capitoli principali su 3DS, ma più di Ultrasole e Luna.  Non si parla solo di software Nintendo, ma anche le terze parti hanno visto un aumento del software venduto di entità simile.

Fa inoltre tenerezza vedere Mario Kart 8 Deluxe a 15,02 milioni, il 78% in più della versione Wii U. Però perché gli indicatori generali di Nintendo non rispecchiano meglio questo aumento esplosivo? Perché il 3DS ha sofferto l’ultima, grande contrazione. Vendite di hardware dimezzate per il New 2DS XL, ed il 70% in meno per il New 3DS XL. Anche il software ha subito un’ulteriore contrazione, vendendo un terzo che in passato. Volenti o nolenti, sono incassi in meno. Nintendo però sta dimostrando di essere in grado di sopravvivere più che bene con una sola console. Ma vorrà farlo?

Vendite digitali ancora deboli

Confronto tra i guadagni del PSN e del servizio analogo di Nintendo.

Un altro elemento interessante, che è un po’ il segreto di pulcinella però, è come le vendite first party rappresentino oltre l’80% delle vendite software della console. Ben 18 titoli first party hanno venduto più di 1 milione sulla console. Solo 9 titoli delle terze parti hanno raggiunto questo risultato. Di fronte a 27 titoli totali di Nintendo e circa 1500 titoli di terze parti.

Dove Nintendo ancora arranca è nel mondo del digitale. C’è stato un aumento del 95,1% lato eShop, ma rispetto ai concorrenti, siamo ancora estremamente lontani. Le vendite digitali rappresentano il 20% delle vendite totali. È un lato nel quale Nintendo ha ancora molto potenziale inespresso. Per poterlo sfruttare occorre però un’infrastruttura Online decisamente più elaborata a mio avviso. Un settore dove invece Nintendo non sembra fare i botti che avrebbe dovuto fare è quello dei giochi su smartphones. Il miglioramento su base annua è stato solo del 14,7% e con lo slittamento di Mario Kart Mobile la situazione non appare così tanto rosea.  Nintendo stessa parla della difficoltà nel realizzare software su device smart, di come ci sia un’agguerrita concorrenza e di come il mercato stia raggiungendo una saturazione.

I 3 Pilastri

L’unico grafico che davvero conta (cortesia di Daniel Ahmad come i precedenti)

All’interno della relazione di Nintendo, si parla dei tre pilastri della compagnia. Questi sono: Il business del videogiochi dedicati, il business mobile e il business dell’espansione delle proprie IP. Nintendo li definisce tutti e tre critici per la compagnia, ma spiega come abbiamo uno scopo diverso ed una dimensione diversa. Il primo è abbastanza ovvio: parliamo di console hardware dedicate con software in esclusiva. La Nintendo che conosciamo da anni. L’idea è di continuare anche espandendo la base installata di 8 milioni di abbonati al servizio di Switch Online, offrendo “più giochi, più features e più divertimento”. Nintendo vede il servizio Switch Online come punto di partenza per la fidelizzazione dell’utente.

Il secondo pilastro, il business mobile, ha come obiettivo quello di creare punti di contatto Nintendo nel mondo. Nintendo specifica come abbia intenzione di stringere nuovi accordi con svariati partners nel mondo per sfruttare i loro punti di forza. Ed infatti, il nuovo Dr.Mario World, è prodotto insieme a LINE Corporation. Fare accordi con molte più case produttive, potrebbe portare ad un aumento di giochi rilasciati, lasciando Nintendo più libera di concentrarsi altrove.

L’espansione dell’IP invece ha a che fare con l’aumentare la potenza delle IP Nintendo nel mondo, facendo si che i consumatori nel mondo amino Nintendo e continuino a farlo. Si fa riferimento ai parchi a tema, al film di Super Mario realizzato da Illumination ed a vari prodotti realizzati nel tempo, come il Monopoly Mario Kart ed i concerti di Zelda.  Di grande importanza secondo me è l’apertura del primo negozio ufficiale Nintendo in Giappone a Tokyo, che aprirà per la fine del 2019. Finalmente Nintendo sta capendo che è come Apple e Disney.

Un calendario migliore

Insomma, un trimestre natalizio che fa registrare numero ottimi per la compagnia, ma che va a mettere in risalto il solito problema. Serve il software, altrimenti non si vende. Il ritmo di rilascio estremamente rallentato del 2018 ha portato ad una stabilizzazione della crescita per ben 6 mesi. Speriamo che per il 2019 Nintendo riesca a mantenere una cadenza di titoli più costante ed a limitare i port da Wii U.