Gunman Clive 2 – Recensione

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Genere: Platform/Azione
Multiplayer: Assente
Lingua/e: Italiano

La prima volta che presi in mano il 3DS, un XL comprato in bundle con Monster Hunter 3 Ultimate (si, l’ho comprato tardino), andai immediatamente nell’eShop per comprare Gunman Clive. Avevo visto il trailer e dei video su YouTube ed ero rimasto incredibilmente affascinato dallo stile grafico del titolo, con tratti di matita mescolati a toni seppiati. E si, fu un buon acquisto, ottimo anzi, deludente solo per una monotonia delle ambientazioni ed una longevità alquanto ridotta. Bertil Hörberg sembra aver imparato molto dalla sua prima esperienza videoludica, ed è riuscito a creare quello che si candida ad essere uno dei migliori titoli eShop in assoluto. Parliamo ovviamente del seguito del gioco sopracitato, Gunman Clive 2!

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Il menù principale trasmette immediatamente una forte sensazione di déjà vu essendo praticamente identico, in tutto e per tutto, a quello del primo capitolo, ma già a partire dal primo livello possiamo notare nettissime differenze. Il titolo non appare più con il tono seppia del suo predecessore ma, finalmente, si dà ai colori. Ogni livello è infatti caratterizzato da una diversa tinta che va dal viola al verde al blu scuro e così via, il tutto godibile appieno grazie all’effetto 3D della console che rende i colori ancora più vividi. Quest’ultimo è implementato in maniera perfetta e non si sente mai il bisogno di disattivarlo (sottolineo che ho avuto modo di provarlo sul New 3DS che, con il nuovo 3D super stabile, è a dir poco una goduria). Lo stile è rimasto quasi inalterato, ovviamente rifinito e perfezionato grazie all’esperienza accumulata. Le ambientazioni appaiono ben differenziate tra di loro, ognuna con i propri nemici.

Il titolo non ha, praticamente, una vera e propria storia: inizia semplicemente con l’arrivo di un robot, non si sa da dove, che comincia a distruggere, non si sa perché, una città del west dal nome sconosciuto. Brutta bestia la noia, eh robottone?
Di conseguenza Clive, il nostro coraggioso cowboy, inizia l’inseguimento, attraversando gli scenari più diversi. Si va dalla classica città del West alle vette innevate all’Australia, con tanto di nemici armato di boomerang e canguri saltellanti, al Giappone, ovviamente pieno di ninja, samurai e lottatori di sumo, fino a trovare addirittura una foresta piena di dinosauri.

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La formula di gioco rimane quasi invariata. Si devono percorrere a piedi i vari stage, eliminando tutti i nemici ed arrivando alla fine utilizzando solamente due tasti – B per saltare e Y per sparare – con l’inserimento però, di una serie di chicche. Alcuni livelli sono da affrontare cavalcando degli animali, come cavalli o panda, in un perfetto mix tra Metal Slug e Donkey Kong Country, sempre in rigoroso stile 2D. Altri presentano zone con gravità variabile, già presenti nel titolo precedente ma ulteriormente rifinite, che possono ricordare sia VVVVVV sia, addirittura, Mario Galaxy. Il tutto è alternato da fasi platforming dure ed hardcore ispirate apertamente ai primi Mega Man.
Fanno capolino anche livelli realizzati totalmente in 3D, con la telecamera posta alle spalle del giocatore, a la Kid Icarus Uprising nelle sue sezioni di volo. In queste occasioni si sente l’assenza di un mirino, ma ci si abitua abbastanza velocemente.

La soundtrack rinuncia ai semplici giri di chitarra del primo capitolo, proponendo una serie di tracce non estremamente corposa, sono infatti circa sei-sette brani, ma ben realizzata, coinvolgente e che non stanca mai. Ha quel tocco in più che le permette di entrare nella testa del giocatore e di non uscire mai più: gran bel lavoro di Arne Hörberg.

Due dei personaggi giocabili sono gli stessi che troviamo nel capitolo precedente. Abbiamo quindi il nostro fido Gunman Clive insieme a Ms. Johnson, la gentil donzella leggermente più lenta di Clive ma capace di levitare per qualche secondo (qualcuno ha detto Peach?… no?). Si aggiungono alle fila Chieftain Bob, un indiano veloce e dotato di lancia, ma sprovvisto di un attacco a distanza, ed un personaggio segreto sbloccabile finendo il gioco.

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Come già detto spesso in precedenza, Hörberg dimostra di aver compreso i punti deboli del primo capitolo, eliminandoli ed aggiungendo nuovi elementi, sebbene ci siano almeno un paio di campi che non hanno goduto degli stessi miglioramenti.

La longevità, infatti, si assesta a livelli ancora non accettabili. Il titolo si articola lungo 25 livelli, sprovvisti di qualsivoglia tipo di oggetto collezionabile (che avrebbe aumentato, anche di poco, la durata generale del titolo), e può essere terminato agevolmente in un’oretta – seppur, per sua natura, il titolo si presti ad essere giocato più volte per la presenza di un timer per ogni livello.
Altro punto dolente, che in questo caso può essere soggettivo o meno, è l’assoluta mancanza di una storia di fondo del titolo e di una vera continuità tra i livelli, che in certi momenti appaiono totalmente no-sense, con passaggi disinvolti da luoghi semi-realistici a posti folli, decontestualizzati e che cozzano con quanto visto fino a quel momento e che potrebbero lasciare il giocatore, almeno in un primo momento, totalmente spiazzato.

Ricordiamo comunque che questo è solo il terzo titolo realizzato da Hörberg, dopo il primo Gunman Clive ed Helium Boy. Lo sviluppatore ha però dimostrato in maniera eccellente di sapersi migliorare, di imparare dagli errori commessi e di correggere molto bene il tiro. Speriamo quindi in un Gunman Clive 3 e, soprattutto, in un titolo che finalmente vada oltre l’ora di gioco per una singola run!

8.6

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