Sotto la Scocca

Sotto la Scocca – Switch Pro è arrivato ma si chiama Steam Deck

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Il titolo qua sopra è un po’ sensazionalistico ma mica l’aprivate il pezzo sennò Questa volta dei rumor di corridoio si sono rivelati veri. Valve, l’azienda dietro indiscussi capolavori videoludici come Half-Life 2, artefice di […]

Il titolo qua sopra è un po’ sensazionalistico ma mica l’aprivate il pezzo sennò Questa volta dei rumor di corridoio si sono rivelati veri. Valve, l’azienda dietro indiscussi capolavori videoludici come Half-Life 2, artefice di […]

Luglio 17, 2021

Il titolo qua sopra è un po’ sensazionalistico ma mica l’aprivate il pezzo sennò

Questa volta dei rumor di corridoio si sono rivelati veri. Valve, l’azienda dietro indiscussi capolavori videoludici come Half-Life 2, artefice di un nuovo modo di intendere il mercato digitale su PC attraverso la piattaforma Steam e pionieri del mondo VR, ne ha sfornata un’altra delle sue.

Il mondo dei computer è sempre stato molto eclettico e versatile, con una miriade di piattaforme e form factor. Il formato console portatile però non è mai stato dei più famosi. Esperimenti qui e là e mini PC sono esistiti nel tempo, principalmente con GPD a farla da padrone con numerosi progetti Kickstarter, andando ad asservire a prezzi molto alti una clientela limitata.

Valve invece, da grande compagnia, può flettere meglio i muscoli della grande distribuzione ed arrivare con un pricepoint molto più aggressivo. Lo Steam Deck costa, nella sua versione base, 399$/419€. Contro uno Switch Oled a 349$/350€. Credo che questo tipo di piattaforma sia molto interessante per effettivamente andare a rispondere alla domanda: cosa si può fare con tecnologia del 2021 in ambito portatile per potenza ed autonomia? È inoltre a mio avviso interessante andare a vedere come Valve abbia risposto alle restrizioni ingegneristiche che un tale prodotto comporta. Il pezzo sarà quanto di più ampio respiro possibile.

Inoltre vorrei fare un leggero appunto a tutti quelli che si stessero domandando che senso ha paragonare questo sistema con le offerte Nintendo. Ebbene, stando alla definizione da vocabolario del verbo paragonare: “Istituire un confronto fra due elementi per rilevarne le differenze o le affinità“. Quindi si, si possono paragonare proprio per arrivare a capire chi sono molto più a fondo. Senza lanciarsi in proclami di concorrenza spietata al di fuori del titolo, perché lì serve sempre. Ma direi di andare con ordine, partendo dalla parte più interessante. Le performance per il prezzo.

Steam Deck
Già con il colpo d’occhio, il Deck si presenta molto chonky

Le specifiche tecniche di Steam Deck sono una soluzione cutting edge, altresì nota come l’ultimo ritrovato della tecnica. Come è ovvio che sia, non abbiamo la potenza complessiva di una console Next Gen in un form factor del genere. Ma abbiamo la stessa tecnologia di base. Steam Deck monta lo stesso cuore di Playstation 5 e Xbox Series X. Parliamo di 4 core Zen 2 in grado di viaggiare fino a 3.5Ghz, e 8 RDNA 2 CU che elaborano dati fino a 1.6Ghz.

Avere le ultime tecnologie sotto la scocca è un costo notevole da sostenere, ma permette di fare leva sulle architetture più efficienti a disposizioni del mercato. Inoltre la Steam Deck sarà il primo hardware PC ad essere lanciato con questa combinazione di Zen 2 e RDNA 2, quando sino ad ora AMD ha sempre affiancato la sua vecchia architettura grafica VEGA alle unità integrate.

In termini di capacità di calcolo, la GPU è in grado di raggiungere 1.6 TeraFLops. In termini di potenza teorica siamo a 10 volte ciò che può fare Switch in Portable, di fronte ad un consumo di 15W, un po’ più del doppio di Switch con Mariko. Come potete capire, il salto computazionale e di efficienza è notevole.

Andando a paragonare questa potenza di calcolo con le console fisse, siamo tra Xbox One e Playstation 4. Dobbiamo però ricordarci che l’architettura è nettamente più moderna. Esattamente come Xbox Series S con 4TF riesce a superare la vecchia Xbox One X da 6TF proprio per i miglioramenti architetturali.

Questo il post di Durante oramai rimpallato ovunque

Se avete già letto in giro anteprime o impressioni da altri siti, avrete notato che molti si sono affidati al commento di Durante, sviluppatore noto nell’ambiente PC, dove “introduce” un concetto di “performance per pixel“. Il concetto non è assolutamente nuovo, ed io stesso ho più volte espresso idee simili discutendo del perché Switch non possa aumentare la risoluzione del pannello senza aumentare anche la potenza di calcolo ad esempio. Credo che valga la pena spiegarlo meglio con dei numeri, in quanto ora che questa metrica è stata “scoperta” dalla stampa di settore c’è il rischio che venga usata dal volgo e dalla stampa senza una chiara idea di cosa sia veramente.

Le grandezze che sono un rapporto di altre due sono spesso in grado di confrontare in modo nettamente migliore diversi manufatti. Nel mondo dell’automotive, per confrontare motori molti diversi tra di loro, si utilizza la pressione media effettiva, il pme, il rapporto fra il lavoro utile per ciclo e la cilindrata. La misura che andremo a definire si basa sullo stesso concetto.

Assumendo che ogni calcolo che c’è da fare in un videogioco scali linearmente con la risoluzione, possiamo stabilire il numero di pixel come il carico di lavoro base da eseguire per renderizzare un gioco. Ci sono due modi per rendere un gioco piacevole alla vista. Aumentare la risoluzione o rendere quei pixel più belli.

C’è un motivo se spesso dal passato arrivano remaster che toccano altri aspetti e non solo la risoluzione

Posso prendere un gioco per Playstation 1 e portarlo dai suoi 320×240 al 4k. L’immagine sarà più nitida, più pulita e più piacevole da vedere. Ma non cambia nient’altro del gioco. Sarà sempre antiquato da vedere. Oppure posso eseguire un gioco moderno, con molti elementi grafici complessi alla stessa risoluzione di PS1. Assumendo uno schermo CRT per entrambi o un pannello LCD di quella esatta risoluzione, il gioco moderno sarà migliore visivamente.

Ecco quindi che se abbiamo un’idea della risoluzione obiettivo in rapporto a quanta potenza abbiamo, possiamo avere un’idea di quanto possiamo abbellire i pixel.

Steam Deck, esattamente come Switch, ha come risoluzione obiettivo 720p, con un rapporto d’aspetto di 16:10, quindi 1280×800. 1 Megapixel. 1.6TF/1Mp = 1.5 MF/p, ovvero Megaflop per Pixel. Switch, in portatile, raggiunge i 169KF/p. Xbox Series X, che invece ha 12TF e punta al 4k, raggiunge i 1.4MF/p. Quindi, secondo questa metrica, lo Steam Deck ha la forza di calcolo per rendere i suoi pixel tanto belli, tanto elaborati quanti quelli della Series X. Non male.

L’Aya Neo incorpora un processore comparabile anche se con una GPU VEGA da 1,1TF . Steam Deck dovrebbe avere performance migliori.

E giusto per curiosità, si può verificare la validità del proclama di Microsoft, quando parla di Xbox Series S come una macchina per i 1440p. Ebbene, per quella risoluzione la Series S ha 1MF/p, quindi un po’ di meno della sorella più grande, ma considerando che i 1440p li raggiunge poche volte, tutto torna.

Non si vive di sola GPU, da una visione parziale, ed infatti un altro elemento molto limitante nelle prestazioni è la memoria. Su Steam Deck troviamo 16GB di RAM. LPDDR5. Da 5500 MT/s. Non sappiamo bene la grandezza dell’interfaccia di comunicazione, ma qualora fosse 128 bit, avremmo 88GB/s di banda passante. Un valore più che triplo di quello di Switch, ma molto lontano da quello che possono vantare le console ed i PC con GPU dedicata.

Quindi, guardando a cosa si ottiene per 399$, è tanto. Confrontando la capacità di calcolo con Switch, sto pagando il 14% di più per avere +900% di performance lato grafico. A conti fatti, un affare. Ma un’analisi non si può fermare solo qui. Direi di andare a guardare altri vantaggi che porta Steam Deck nella sua categoria di prezzo per poi andare a guardare quali sono tutte le concessioni fatte per ottenere il loro obiettivo.

Nel Marketing di enfatizza l’elevata qualità degli analogici. Che sappiano del Drift?

L’altro grande miglioramento che Valve ha portato su questa piattaforma portatile è la pluralità di input ed in generale di feature integrate. Oltre ai classici pulsanti frontali con le lettere in layout Xbox e due stick analogici abbiamo 4 pulsanti da impugnatura programmabili, due grilletti analogici e due trackpad. I trackpad possono sembrare una feature strana, ma non si tratta di quella ciofeca ancestrale che c’è sul Dualshock 4. Sono derivati dalla tecnologia dello Steam Controller e sono assolutamente divini una volta calibrati a dovere, andando a fare le veci del mouse e di un analogico senza il minimo problema.

Abbiamo a disposizione inoltre un IMU, ovvero un’unità di misura inerziale, a 6 assi. Questo nome indica un sistema che fonde accelerometro, giroscopio e sensore di gravità. Come termine è più usato nell’aviazione che per indicare i sensori da device integrati. Ha anche “rumble HD“, visto che l’aveva integrato Valve per la prima volta sul suo Steam Controller come “tecnologia aptica HD”.

Lo schermo ha un sensore di luce ambientale per cambiare la luminosità al volo, ha bluetooth 5.0 con supporto pieno ad ogni device, casse stereo con DSP integrato, ha due microfoni integrati da usare per comunicazione o come input, e la sua uscita USB-C supporta il protocollo Displayport 1.4, quindi potete usare uno dei tanti dongle in commercio per collegarlo direttamente ad un monitor ed usare ogni periferica vogliate. Non serve una dock proprietaria.

C’è di tutto.

C’è davvero tanto in questa macchina ed ancora i 399$ di prezzo di partenza, sono allettanti se si guarda solo questo. Come ho detto prima però ci sono dei constraints quando si progetta una macchina portatile. Spazio, peso, autonomia, ergonomia. Sono tutti vincoli che sbattono con l’idea principale di creare un qualcosa che possa offrire molto ed abbia performance di alto livello.

Ed è proprio in questi elementi che si nota il focus produttivo di Steam Deck. Il primo limite è dettato dal volume occupato dalle soluzioni tecnologiche adottate. Per avere un’autonomia di 2 ore al consumo massimo del chipset di 15W, c’è bisogno di una batteria da 40Wh. Switch lite ha 13.6Wh di batteria e Switch Oled ha 16Wh di capacità. Parliamo di due volte e mezzo la capacità. Considerate che le batterie dei portatili medi sono meno capienti di quella dello Steam Deck.

Ecco quindi che abbiamo delle dimensioni di Steam Deck di 298x117x49mm, con un peso complessivo di 669 grammi. Un Ipad Pro pesa 471 grammi. Switch Oled con i joycon 420g. Però attenzione a bollare questo sistema in automatico come scomodo. L’ergonomia è data da numerosi fattori e se ben calibrati possono rendere un oggetto grande e pesante più ergonomico di uno piccolo e leggero ma progettato peggio. Le mie mani si devastano se gioco troppo tempo con lo Switch Lite.

Ha più feature lui che Switch

Il suo combattente più diretto in casa Nintendo è il Gamepad di Wii U. 259x135x23 dal peso di 491g con batteria piccola. Che a conti fatti è più mastodontico del Game Gear al quale sta venendo scherzosamente confrontato lo Steam Deck per il club di “grossi e scomodi”. Però il Gamepad non era così scomodo, almeno per il sottoscritto. Purtroppo per i giudizi finali su questo aspetto dobbiamo provare con mano. Per il momento possiamo scherzare sul fatto che Steam Deck abbia Ring Fit Integrato.
Giusto come appunto, l’Aya Neo mostrato sopra pesa 650g.

Altro punto al momento completamente ignoto sono le performance termiche. Il chipset così presentato ha frequenze dinamiche, variabili con performance massime. Le performance vere in ogni dato titolo non sono mai veramente stabili ed uguali nel tempo. Quanto la soluzione di raffreddamento adottata da Valve riuscirà a tenere le performance in linea con le attese?

L’altro grande limite della console Valve è lo storage. A detta loro quello interno non è espandibile direttamente e quindi l’acquisto iniziale diventa estremamente importante, perché l’espandibilità è assicurata solo da schede SD, che potrebbero non essere adeguate a determinati tipi di giochi.

Aggiornamento: il Deck ha uno slot m.2 2230 a disposizione dell’utente. Quindi è qualcosa che sarà aggiornabile dall’utente qualora voglia, al prezzo più conveniente. Considerate che per la differenza di prezzo tra la 64Gb e la 256Gb, si possono comprare Nvme da 512GB.

La console di ingresso ha 64GB di memoria eMMC. Siamo sulla stessa tecnologia e taglio di Switch Oled. Quindi alla fine, se si vuole risparmiare, il taglio da scegliere è quello. Le performance, essendo un macchina che si basa su Linux, non dovrebbero essere disastrose come su una macchina con Windows 10, ma non si sa mai cosa aspettarci, visto che esistono numerosissimi tipi di qualità di eMMC.

Il prezzo d’attacco nasconde molte insidie.

Se si vuole più memoria, i prezzi salgono vertiginosamente. Da 419€ a 549€ per un SSD Nvme da 256GB. Per finire a 679€ per 512GB ancora più rapidi. Ma anche nella SKU massima, risulta molto più economico dei sopracitati Aya Neo e GPD Win 3.

Ultimo ma non ultimo, abbiamo uno schermo LCD, niente Oled, con solo 400 Nits di luminosità tipica ed a 60hz. Touch almeno. E comunque 400 nits sono più dei vari modelli di Switch usciti sino ad ora.

Dopo aver sviscerato tutti i punti di forza e le costrizioni, la domanda rimane no? Perché Nintendo non ha sfornato uno Switch Pro con queste specifiche? Perché non si è fatta fare da Nvidia un chipset migliore? La risposta è molto semplice in realtà. L‘obiettivo delle aziende è totalmente diverso.

Solo perché due oggetti sono simili in forma e assolvono la stessa macrofunzione, giocare videogiochi in mobilità in questo caso, non vuol dire che siano stati creati allo stesso modo e che vogliano seguire la stessa strada.

Gabe Newell, in uno stralcio di intervista rilasciata in occasione della presentazione di Steam Deck è stato molto, molto chiaro. Ha definito il prezzo di 399$/419€ come estremamente doloroso da scegliere. Si tratta quindi probabilmente di una macchina venduta in perdita e NON in guadagno come Nintendo Switch.

Anche l’intento viene comunicato molto bene. Steam Deck non vuole competere con nulla. Vuole provare ad espandere il mercato PC in questa direzione. E lo fa vendendo PC sotto una nuova veste. L’idea è quella di aggiungere al classico scatolone desktop, ai portatili ed ai 2 in 1, il formato console portatile.

Il profeta

Ho già nominato GPD Win e Aya. I “PC console” esistono da un po’. Ma sempre sostenuti da crowdfunding e da prezzi alti di fronte a produzione con bassi volumi. Valve ha la possibilità di vendere in perdita perché guadagna con un’ecosistema mostruoso di 90 milioni di utenti attivi al mese. Anche se Gabe ha toccato anche questo punto. Dicendo qualcosa come “non abbiamo una strategia di dobbiamo vendere 3 giochi per rientrare nei costi e così via. A noi interessa espandere il mercato PC”. E sappiamo che Valve spesso si lancia in missioni completamente irrazionali spinta solo dalla folle struttura decisionale.

Le Steam Machines erano dei PC con su Linux che costavano un sacco ed avevano una libreria limitata. Uno schifo anche solo sulla carta. Lo Steam Link e lo Steam Controller erano un’ottima idea ed ottimi prodotti, morti perché si. I visori VR ad alto costo e prestazioni di Valve sono ottimi ed hanno anche sviluppato Half-Life Alyx come Killer App. Steam Deck come se la caverà? Eh, come sempre difficile dirlo. Cioè, vi ricordate Artifact? Appunto.

Nintendo invece vuole “solo” fare soldi. La bruciatura del lancio del 3DS unita al buco nero che fu Wii U deve averli scottati davvero tanto se dopo tutti questi anni non ci sono stati né tagli di prezzo sulle console, né linea Nintendo Selects. Sono sulla cresta dell’onda e non ne hanno bisogno, sia chiaro. Ma non vogliono nemmeno accettare di guadagnare di meno su ogni singola vendita per attirare altra utenza. Si massimizza TUTTO. Non si prefiggono un altro obiettivo al di fuori di quello.

Un altro punto di riflessione interessante è come Steam Deck sia una macchina che fa leva su un parco giochi pre-esistente. Io compro il Deck, effettuo il log-in con il mio account e posso giocare ad una vasta parte della libreria grazie al layer Proton esistente in Steam OS 3.0, il sistema operativo di Steam Deck basato su Arch Linux. Non devo ricomprare i giochi un’altra volta. Posso installarci Windows e sfruttare il gamepass o i giochi gratis dell’Epic Store qualora lo voglia.

Facile no?

Non è una nuova missione. Non è “compra Switch perché esce Breath of the Wild 2 solo qui”. È “solo” un nuovo PC. Chi mi segue sa che io sono un giocatore principalmente PC oramai, con Nintendo di lato per quelle sue esclusive. Che finisco per odiare tutte ultimamente ma è una storia per un altro momento.

La mia libreria di Steam ha 10 anni. È stata trasportata su 5 PC di diverse forme e prestazioni. Basta cambiare monitor, GPU, periferiche per avere un’esperienza diversa e che si evolve, rimanendo familiare. Dove c’è la possibilità di smanettare. Lo Steam Deck, come ho già detto, è un nuovo modo di portare avanti questa filosofia.

Per questo non ci azzecca assolutamente nulla con Switch Pro, Switch 2, New Switch XL with Dante & Funky Kong. Però ha dimostrato cosa si può ottenere flexando un po’ i muscoli. Se questa potenza c’è oggi in un oggetto da 669g, sarebbe carino auspicare che per il futuro Nintendo non faccia di meno. E questa è l’unica conclusione, che è una speranza, che ne se può trarre per noi Nintendari.

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