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New Pokémon Snap – Dagherrotipia di una recensione

Game

Pikachu! In posa! È giunto il momento di qualche scatto fotografico ai nostri amati Pokémon, e la nostra Mari è già dietro l’obiettivo di New Pokémon Snap

Pikachu! In posa! È giunto il momento di qualche scatto fotografico ai nostri amati Pokémon, e la nostra Mari è già dietro l’obiettivo di New Pokémon Snap

Maggio 16, 2021
Genere
Avventura
Lingua
Italiano
Multiplayer
no

Abbaciniamo Pokémon col lampo

Era il lontano 21 marzo del 1999 quando sul nostro amato Nintendo 64 uscì Pokémon Snap (anche se l’Europa dovette aspettare il 15 settembre del 2000), un altro modo per cavalcare l’onda del mastodontico successo dei mostriciattoli tascabili, sviluppato ai tempi dalla HAL Laboratory. Diversamente dai canovacci della serie che ha un’anima RPG, qua non si affronteranno capipalestra o leghe Pokémon ma semplicemente lo scopo del gioco è quello ameno e rilassante dell’esplorazione di varie isole su di un mezzo, al solo scopo di fotografare Pokémon.

E nonostante siano passati tanti anni, anche in questa nuova iterazione della serie il concetto rimane invariato, ovvero la ricerca dello scatto perfetto. Questa volta è Bandai Namco Studios a portarci nel mondo di Lentil per supportare le ricerche del Professor Speculux e della sua assistente Rita, dipanando al contempo il mistero legato al fenomeno Lumina.

Per chi nasce questo gioco? Premettiamo che il gioco non offre una sfida in termini di difficoltà, proponendosi come un passatempo fresco e disimpegnato, dove non dovrete far altro che cogliere l’attimo perfetto per ricevere la miglior valutazione dal Professore a fine safari. Ma ha senso nel 2021 un gioco dalle premesse simili? Oggigiorno possiamo fotografare qualsiasi cosa in un istante con un semplice tocco sullo smartphone, e le stesse console oramai hanno la funzione dello screenshot e possiamo immortalare ogni istante che più ci piace senza difficoltà, contrariamente a quanto succedeva ai tempi del Nintendo 64.

Nonostante queste perplessità, posso già anticiparvi che la magia che permea il gioco rimane intatta nonostante qualche piccolo problema, dopotutto perchè passare giornate intere a fotografare il nostro gatto dovrebbe essere diverso o meno divertente di fotografare i mostriciattoli che già amate? Il target principale, comunque, è proprio l’appassionato del franchise più denaro tuonante della storia, e se non rientrate nella categoria, difficilmente questo gioco potrà farvi cambiare idea. Fotografo avvisato…

Il gioco ci catapulta, subito dopo aver scelto il nostro avatar, nella regione di Lentil strutturata in vari arcipelaghi che si vanno sbloccando a poco a poco andando avanti nelle esplorazioni. In men che non si dica, ripercorreremo le orme di un grande esploratore, il Capitano Vic, che cento anni prima aveva scritto del fenomeno conosciuto come Lumina, che invade i Pokémon di una luce iridescente, completando nel contempo il nostro Fotodex, che radunerà gli oltre 200 mostri presenti in gioco.

A differenza del primo capitolo non troveremo solo Pokémon di prima generazione ma di un po’ tutte le varie generazioni che si sono avvicendate negli anni, quindi facile trovare nello stesso bioma un Bulbasaur e un Applin. Il fulcro del gioco, come già dovreste aver intuito, è la fotografia e il riuscitissimo gameplay cucito attorno, ma pur non essendo fondamentale, la storia c’è, e ci vedrà dipanare il mistero del già citato fenomeno Lumina, che permise ai vecchi pokémon di salvare il destino del mondo (e a noi oggi di fare scatti adorabili).

Con un fucile, questo New Pokémon Snap sarebbe uno sparatutto su binari, ma siccome la stagione della caccia ai Pokémon non è aperta (né mai lo sarà, per fortuna), saremo dotati di una macchina fotografica, da usare durante i viaggi guidati sulla fidata navicella NEO-UNO, costruita dal Professor Speculux, come ogni oggetto esistente sull’isola probabilmente. Ogni sessione di scatti dura circa 5 minuti, in cui potrete muovere con i due analogici l’obiettivo cercando di immortalare più Pokémon possibile.

Ogni pokémon ha la propria routine: chi dorme, chi corre, chi si avvicina incuriosito, chi vi ignora bellamente. La sfida nella sfida consiste nel riuscire di capire il modo migliore di approcciarsi, e a questo proposito potremo cercare di attirare la loro attenzione con mele morbide da lanciare, o ancora potremmo far partire una musichetta dalla nostra Ricercamera.

Uno stesso ambiente in questo modo necessita ben più di un viaggio per carpire gli scatti migliori o cogliere un Pokémon di cui non ci eravamo accorti prima, magari perché distratti da un Bouffalant intento a mangiare. Colpo d’occhio e riflessi la fanno da padrone, e la ripetizione è sempre un ottimo allenamento per migliorare il punteggio di esplorazione di un territorio e aumentarne il livello.

Ogni zona ha fino a quattro livelli e a ogni nuovo punteggio, i Pokémon faranno nuove azioni oppure potrebbero spuntarne di nuovi. Altra funzione della macchina fotografica è lo zoom, che permette visuali ravvicinate dei nostri modelli, per poi scattare una foto con la semplice pressione del tasto A (alla fine dell’avventura potrete sbloccare anche gli scatti multipli così da poter fare anche più scatti in automatico). La macchina ha un limite di 72 scatti a disposizione per ogni safari, e se li terminate prima della fine del percorso il Professore vi riporterà in automatico al campo base, ma solitamente 72 scatti sono più che sufficienti (tranne per me).

Una volta tornati in laboratorio ha luogo il momento della valutazione del vostro lavoro. Le migliori foto vedranno Pokémon ben centrati, visti in maniera ravvicinata e possibilmente che guardino in camera, ma anche fotografare un loro comportamento anomalo o una scena tipica come un attacco o altre scene di routine giornaliera potrebbe aumentare la valutazione che va da una a quattro stelle e che a loro volta vanno da bronzo a platino. Un’altra funzione aggiuntiva è quella del radar che fondamentalmente serve per analizzare alcuni punti speciali del percorso, come una strada alternativa, ma può anche farci trovare Pokémon o attirarli per un istante verso di noi, prima di scappare.

In alcuni percorsi è possibile un’esplorazione anche in altre fasi della giornata come il tramonto o la notte, e questo favorirà l’alternarsi di Pokémon con abitudini diverse. Nonostante tutte queste succulenti varietà di situazioni, è oggettiva una certa ripetitività d’azione proprio dovuta alla natura del gameplay, considerabile sia oasi di relax, che noia mortale, a seconda delle vostre abitudini gaming. Difatti, al giocatore completista si chiede di percorrere lo stesso percorso davvero tante volte, sebbene vi siano variazioni sul tema, come un personaggio che vi richiederà di scattare una foto a un particolare Pokémon mentre sta facendo una tal cosa.

L’online è un po’ limitato e si riduce nel votare e ricevere voti per i propri scatti magari modificati per ottenere mele d’oro. Infatti una volta terminato il percorso e superate le dovute valutazioni, è possibile tornare sulle foto proponendo un’angolazione o una messa a fuoco differenti oppure aggiungere effetti che andremo sbloccando macinando record nei percorsi. Il comparto grafico, a parte qualche sporadica situazione di affollamento di elementi a schermo, è semplicemente da applausi, perché mai i Pokémon sono stati così belli su Switch. Un confronto tecnico che Bandai Namco vince a mani basse con Game Freak (non che fosse difficile…).

Nonostante sembri veramente di trovarsi in compagnia dei mostri tascabili, in alcuni casi questi non reagiscono come ci si aspetterebbe. Non è la norma, ma può capitare che lanciate l’impossibile a un Pokémon senza riuscire a farlo voltare, pensate di andare allo zoo, lanciare una cascata di noccioline in testa all’orango e nonostante lo centriate dritto sulla cocuzza lui non faccia una piega…

Le melodie sono un po’ impersonali, mi hanno riportato alla mente giochi come Wii Sport, diversamente dai suoni ambientali, per i quali è stato fatto un lavoro d’eccellenza, per cui vi consiglio di giocarlo utilizzando delle buone cuffie per goderne appieno. Noterete voi stessi questa cura maniacale delle dinamiche sonore ambientali non appena vi arriverà un fruscio o un verso che vi farà capire in quale direzione sta accadendo qualcosa di interessante. Prevedibilmente, il gioco è localizzato nel solito eccellente italiano per quanto riguarda il testo mentre per il doppiaggio è assente.

Un’altra critica che mi sento di muovere è sulle valutazioni non sempre convincenti, con voti buoni anche se la foto è sfocata. Una volta mi è capitato di fare la foto con una tempistica errata, ma ottenendo comunque una valutazione di quattro stelle nonostante l’unico soggetto fosse unicamente la coda di un Liepard.

E ovviamente, la critica più ficcante consiste nell’assenza di libertà di movimenti. Non che ci si aspetti un open world da mozzafiato durante il safari, ma almeno piccole sezioni un po’ più aperte in cui camminare autonomamente sarebbero state interessanti.

Ad esempio avrebbero potuto rendere a struttura libera la navigazione nel laboratorio, luogo in cui è già possibile fotografare Pokémon che vivono nella struttura. Purtroppo la realtà dei fatti è che il gioco è pensato in due dimensioni e così la scelta della macchina per spostarci diventa obbligata. Questo ha permesso un titolo tecnicamente quasi ineccepibile, ma per forza di cose poco coraggioso.

Andata come sia andata, una recensione deve giudicare quello che c’è, non quello che vorrei ci fosse stato, e mi sento di poter affermare che comunque New Pokémon Snap è un titolo degno di attenzione, perché proprio questa scelta di rimanere fedele al concept originale, che non ha praticamente eguali, lo pone fuori dal coro nella vasta produzione dei videogiochi, non solo per Nintendo Switch, ma in generale.

Giochi in grado di prendersi i suoi tempi, senza stressare il giocatore (e forse senza nemmeno entusiasmarlo) sono bestie sempre più rare, produzioni atipiche ma ipnotiche e calamitanti, che mi sento di sconsigliare sul serio solo a chi è allergico a pucciosità assortite, e cerca l’adrenalina degli spari.

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Chi ha apprezzato Pokémon Snap anni fa non potrà che innamorarsi di questo nuovo gioco che riesce a riproporre un mondo vivo e zeppo di Pokémon animati alla perfezione, soprattutto se si possiede il senso della scoperta o si vuole staccare dalla frenesia giornaliera con un’esperienza più rilassante
Una certa ripetitività potrebbe annoiarvi alla lunga. A volte le valutazioni e le reazioni dei Pokémon suscitano qualche perplessità

MODUS OPERANDI

Ho esplorato la regione di Lentil per circa 20 ore, ma per completare la storia ne bastano la metà, grazie a un codice gentilmente offerto da Nintendo

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