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Kingdom Hearts: Melody of Memories, la recensione della melodia del cuore

Game

Kingdom Hearts: Melody of Memories è un buon rhythm game con oltre 140 tracce musicali di estrema qualità, ma con alcuni difetti da tenere a mente.

Kingdom Hearts: Melody of Memories è un buon rhythm game con oltre 140 tracce musicali di estrema qualità, ma con alcuni difetti da tenere a mente.

Nintendo Switch
Novembre 19, 2020
Genere
Rhythm Game
Lingua
Italiano
Multiplayer
Si

Il ritmo musicale è l’unica cosa che importa

Kingdom Hearts è pura luce, l’insieme dei desideri e delle speranze del mondo intero. Eppure, come tutti sappiamo, è proprio dalla luce che nasce l’oscurità.

Questa dicotomia tra luce e ombra è il modo migliore per descrivere Kingdom Hearts: Melody of Memories, l’ultima avventura dedicata alla storica saga di Square Enix e diretta da Tetsuya Nomura appena sbarcata su Nintendo Switch e altre console.

Dopo il lancio di Kingdom Hearts III e del relativo DLC “ReMind” ci saremmo aspettati un titolo proiettato verso il futuro della saga, chiudendo definitivamente i battenti con l’enorme ciclo di racconti dedicato alla saga di Xehanorth per iniziare, finalmente, il nuovo ciclo.

Gli artwork di Nomura sono sempre splendidi

Invece Nomura e il team di sviluppo hanno optato per riproporre un mega riassunto dell’intera saga sotto forma di rhythm game, il tutto condito con una leggerissima spruzzata di trama inedita che vede Kairi al centro dell’avventura.

Saranno riusciti a donare al gioco quel classico tocco di nostalgia e amore che troviamo di solito nei vari titoli dedicati alla saga?

Sognare la musica

Attenzione agli spoiler di Kingdom Hearts III

Dopo la fine di Kingdom Hearts III e la scomparsa di Sora, approfondita poi nel DLC ReMind, Kairi viene tenuta in uno stato di sonno profondo da Ansem e i suoi allievi per scandagliare il suo cuore, nella speranza di trovare qualche indizio o collegamento che possa aiutarli a scoprire dove potrebbe essere finito Sora.

Il sonno di Kairi

Ed è proprio nel finale di Melody of Memories che, raccontato nel giro di pochi minuti di cinematiche inedite, scopriamo finalmente indizi importanti relativi alla domanda di cui sopra. Dov’è finito Sora? E, soprattutto, chi è davvero Yozora?

Fine spoiler di Kingdom Hearts 3

La sistematica capacità di Nomura e di Square Enix di suddividere la trama principale in tantissimi titoli differenti non ha giocato un ruolo positivo per Melody of Memories, immediatamente etichettato dai fan come un insulto per tutta la fanbase che si è ritrovata a dover giocare l’ennesimo spin-off che contiene però parti di trama estremamente importanti per l’intero racconto.

Non si tratta quindi di un vero e proprio spin-off, eppure Melody of Memories nasconde un titolo molto più interessante di quello che avremmo potuto sperare a giudicare dai primi trailer pubblicati in fase di annuncio.

L’intero gameplay è costruito attorno a un’esperienza da vero RPG, misto a meccaniche tipiche dei rhythm game che gli Indieszero hanno già ampiamente dimostrato di saper padroneggiare con i due Theathrythm dedicati a Final Fantasy per Nintendo 3DS.

Correre a ritmo è fondamentale

E, incredibilmente, il gameplay funziona. E funziona anche bene. Tramite la pressione di alcuni tasti potremo controllare i movimenti di Sora e del suo gruppo di amici, Paperino e Pippo, lungo un percorso irto di nemici e pericoli da abbattere a suon di musica, schiacciando i relativi tasti nel momento propizio per poter ottenere il miglior risultato possibile, così da assicurarsi poi una votazione alta a fine canzone.

La struttura da tipico RPG viene fuori nel momento in cui, completando le canzoni, avremo accesso non solo a nuovi oggetti da utilizzare durante le partite, ma anche a punti esperienza preziosi per potenziare i nostri personaggi. I punti vita, infatti, sono fondamentali per l’ottenimento di un buon voto alla fine di ogni brano, poiché per ogni errore commesso Sora (o il protagonista dell’occorrenza) perderà alcuni punti vita. Meno punti vita, valutazione peggiore.

Andando avanti con la storia sbloccheremo poi altri team da poter utilizzare, i quali sono composti da uno degli storici trio presenti nella saga, purtroppo non modificabili liberamente in base ai nostri desideri. Ogni trio avrà abilità e magie differenti l’uno dall’altro, e andrà livellato per bene per garantire l’ottenimento della miglior valutazione possibile. Peccato però che modificare il team non abbia influenza sul gioco, perdendo un po’ di quella caratterizzazione RPG che avevamo adorato in Theathrythm Final Fantasy.

L’amicizia sopra a tutto

Bisogna sottolineare, però, un piccolo difetto che speriamo Square Enix possa correggere il prima possibile. A volte, in maniera molto randomica, l’input lag dei comandi tende a far perdere alcuni attacchi, portando così all’interruzione di una catena e al peggioramento della valutazione finale. Questo input lag non è mai troppo invasivo, ma le poche volte che compare rischia di rovinare un attento lavoro di precisione fatto dal giocatore.

Capita poi che, giocando una canzone (specialmente in modalità eroe, la più difficile tra le tre a disposizione), l’inclinazione del piano su cui i nostri eroi corrono tenda a coprire alcuni nemici in avvicinamento qualora ci trovassimo di fronte a un gruppo consistente di Heartless o simili. Niente di grave che possa inficiare sulla godibilità del titolo, ma sarebbe stato preferibile trovare dei colori un po’ più accentuati per definire il momento in cui premere un tasto oppure adottare una soluzione meno ingombrante, con una visuale differente che non rendesse l’uso del 3D più un problema che un effettivo guadagno.

Un piccolo accenno d’obbligo, poi, va fatto sulle modalità di gioco disponibili. Oltre al “Tour mondiale“. ovvero la modalità storia alla base del titolo, potremo decidere di giocare liberamente alla “Raccolta brani“, per migliorare i nostri risultati o semplicemente goderci una delle moltissime canzoni incluse, nonché alle “Battaglie VS“, dove il multiplayer online competitivo la fa da padrona.

Non mancano numerose modalità di gioco

Non manca poi una modalità cooperativa, dove potremo giocare con un nostro amico equipaggiato dei suoi Joy-Con o di un Pro Controller a una qualsiasi canzone. Quest’aggiunta dona un’ottima rigiocabilità al titolo, trasformandolo in un gioco perfetto per passare il tempo assieme ai propri amici appassionati alla saga.

La soundtrack

Tra i mille difetti che possiamo imputare a Kingdom Hearts e a Nomura, la soundtrack sicuramente non rientra tra questi, L’opera musicale dietro al prodotto Square Enix si è sempre rivelata di estrema qualità sin dal primo capitolo su PlayStation 2, e continua a essere un punto di estrema importanza anche in Melody of Memories.

Le oltre 140 tracce selezionate dal team sono tutte strepitose e iconiche, e non faticheremo a sentirci catapultati nel mondo di Kingdom Hearts una volta avviato un brano. Tra canzoni iconiche come “Simple and Clean” o “Traverse Town“, storiche tracce come “Dearly Beloved” e “This is Halloween“, “Welcome to Wonderland” e “The Other Promise” potremmo andare avanti per giorni a descrivere le prodezze di una soundtrack tra el più belle mai create.

Giocando avremo a disposizione un intero karaoke per noi

Yoko Shimomura è sempre stata maestra nella creazione di soundtrack di qualità, e la voce di Hukaru Utada risplende di luce propria nei brani cantati. Insomma, se le tracce musicali di Kingdom Hearts vi hanno rapito, questo è sicuramente il gioco che fa per voi.

La possibilità di giocare ogni singolo brano in tre difficoltà differenti, poi, offre un modo ancora migliore per poter vivere ogni volta un’esperienza di gameplay sempre più intensa e piacevole, obbligandovi a concentrarvi sul ritmo della musica del momento per non perdere nemmeno una nota.

Un ottimo gioco, peccato per la trama

In definitiva, Kingdom Hearts Melody of Memories è un buon rhythm game, forgiato dalle mani esperte dei ragazzi di Indieszero e impreziosito di una colonna sonora semplicemente spettacolare, al netto di alcuni difetti che speriamo il team di sviluppo possa correggere il prima possibile (per quanto il problema dovuto al 3D rimarrà sempre tale).

Peccato l’avevo voluto inserire parti di trama molto importanti a tutti i costi, poiché questa mossa ha messo in cattiva luce il titolo agli occhi dei fan, che ora avranno modo di speculare su quei pochi minuti di rivelazioni inedite per chissà quanti anni prima dell’arrivo del prossimo titolo main di Kingdom Hearts, ma saranno obbligati a giocare un titolo potenzialmente non nelle loro corde, pur data la buona qualità del tutto.

0
10
7
La soundtrack è sempre stellare, il gameplay funziona abbastanza bene, le illustrazioni di Nomura
Un leggero input lag di tanto in tanto, la visuale 3D non sempre è un vantaggio, Nomura

MODUS OPERANDI

Completata l'avventura principale in una ventina di ore grazie a un codice gentilmente fornitoci dallo sviluppatore

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