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La Principessa Zelda, il coraggio di essere normali tra grandi eroi

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La Principessa Zelda è la vera eroina di Breath of the Wild, e vogliamo parlarvene prima del lancio di Hyrule Warriors Age of Calamity.

La Principessa Zelda è la vera eroina di Breath of the Wild, e vogliamo parlarvene prima del lancio di Hyrule Warriors Age of Calamity.

Novembre 14, 2020

Il vero volto di The Legend of Zelda: Breath of the Wild

La Principessa Zelda non è solo una delle figure più importanti della saga a cui presta il nome, ma è anche il perno attorno a cui ruotano tutte le avventure dell’eroe Link e dello storico nemico Ganondorf.

Un personaggio che nel corso degli anni ha visto tante versioni differenti, non solo nel design ma anche nella propria caratterizzazione. Abbiamo visto principesse più allegre e arzille come la Zelda di Skyward Sword, più guerrigliere e tetre come la principessa di Twilight Princess financo a principesse dal portamento più nobile e composto come quella di Ocarina of Time.

Eppure, fino a oggi, c’era una figura che mancava all’appello, una principessa che in molti hanno desiderato e infine hanno avuto: una principessa vera, una principessa umana dotata di sentimenti, di forze e debolezze.

Essere eroi tra gli eroi

La Principessa Zelda di Breath of the Wild è forse tra le figure più umane e reali che si siano mai viste all’interno della saga. Su di essa grava un compito estremamente pesante ma di fondamentale importanza, eppure ella non lo accetta con facilità.

Il percorso imposto da parte del padre, il Re di Hyrule, si fa sempre più gravoso sulle spalle della principessa, ed ella fatica a destreggiarsi negli abiti regali con la stessa tranquillità con la quale si dedica a ciò che più l’appassiona, come la ricerca.

Dal diario personale del Re di Hyrule

Zelda è tornata dal suo pellegrinaggio alla fonte. Purtroppo il potere del sigillo non si è ancora risvegliato in lei. Forse non ha ancora superato il trauma per la morte di sua madre. Sono trascorsi un anno e tre mesi da quel giorno. Ah, se la profezia sulla calamità Ganon non fosse così incombente, le direi di fare con calma, ma non c’è più tempo. Mi dispiace molto per mia figlia, ma devo ordinarle di intensificare la disciplina e le preghiere presso le fonti.

Eppure il ruolo assegnatole diventa sempre più fondamentale, così come il compito di riuscire a guadagnarsi il favore delle divinità per risvegliare i poteri in lei sopiti che dovranno essere utilizzati per salvare Hyrule dalla minaccia incombente della Calamità Ganon.

Zelda è giovane e insicura, schiacciata dalla necessità di adempiere al proprio destino e di dimostrarsi all’altezza del proprio lignaggio. L’addestramento continuo sotto gli occhi impavidi di Link riempiono le sue giornate e assorbono tutte le sue energie.

Sfido chiunque di voi, chiunque, a non aver versato almeno una lacrima o a non aver avvertito una minima stretta al cuore nella scena di pianto della principessa, distrutta dalla sua incapacità di risvegliare il proprio potere legato alla Triforza della Saggezza.

Se non vi siete emozionati non avete un cuore

Eppure, la Zelda di Breath of the Wild ricopre un ruolo quasi camaleontico, non immediatamente identificabile all’interno dell’organismo di gioco ma di estrema importanza. Siamo da sempre abituati a pensare a Link come l’eroe che risolve la situazione e porta in salvo la principessa in pericolo.

E invece, in Breath of the Wild, Link non è altro se non l’ennesima vittima della calamità Ganon salvata dalle abilità della Principessa Zelda.

Dal diario personale del Re di Hyrule

Ho saputo che Zelda è partita per recarsi alla fonte della saggezza. Questa è la nostra ultima possibilità. Se nemmeno a Ranel il suo potere si rivelerà, allora non c’è più speranza. Se ciò dovesse accadere, non me la prenderò con lei. Anzi, le parlerò con calma. Se i dieci anni ai quali l’ho forzata sono stati inutili, forse il potere del sigillo potrà rivelarsi in altro modo? Forse dovrò incoraggiarla a proseguire gli studi sulla storia e sulle reliquie. Magari scoprirà qualcosa di rilevante? Tutte queste incertezze mi distruggono. Adesso sono solo un padre che aspetta con apprensione il ritorno di sua figlia…

Malgrado i mille pensieri, malgrado una calamità incombente ma quasi invisibile, malgrado la presenza costante di un guardiano muto, la principessa Zelda si mette sulle tracce di quattro grandi eroi provenienti dalle quattro popolazioni alleate del regno di Hyrule.

È così che facciamo la conoscenza di Daruk (il campione Goron), Urbosa (la campionessa Gerudo), Revali (il campione Rito) e Mipha (la campionessa Zora). Essi diverranno il sostegno per l’avventura della principessa, nonché suoi amici e ammiratori.

Dal diario della Principessa Zelda

Dopo aver incontrato i campioni, ho continuato ad analizzare le reliquie ancestrali, ma senza risultati. Per prepararci contro la calamità, dobbiamo scoprire tutto il possibile su quegli oggetti. Se la profezia si avvererà, vuol dire che non ci resta molto tempo. Questi pensieri non mi danno pace. Spero di riuscire a riposare stasera.
P. S. Domani mio padre mi assegnerà una scorta personale…

Il momento della disfatta

Gli sforzi di Zelda furono molti, e molto intensi. La principessa riuscì a rimettere in piedi un vasto esercito composto dai guardiani, macchine ancestrali utilizzate per eliminare la calamità Ganon millenni prima, nonché a dare ai quattro campioni un Colosso Sacro ciascuno, così da poter combattere il nemico con maggiore facilità.

Passarono i giorni, e infine la calamità si fece realtà. La potenza distruttiva di Ganon si riversò sulle terre di Hyrule portando con sé morte e distruzione, radendo al suolo intere città e distruggendo e corrompendo il castello di Hyrule.

Dal diario della Principessa Zelda

Abbiamo seguito delle esercitazioni per i campioni che dovranno controllare i colossi sacri. Mipha ha superato il test sensazione battere ciglio… e devo ammettere che la cosa mi ha stupito un po’. Daruk ha avuto delle difficoltà iniziali, mentre Urbosa e Revali se la sono cavata entrambi piuttosto bene. Finalmente comincio a vedere un raggio di speranza nella battaglia contro la calamità.

Ed è proprio qui, nel momento del bisogno, che la principessa Zelda rivela al mondo il suo incredibile potere. Dopo aver sottratto Link a morte certa e averlo portato in fin di vita al Sacrario della Rinascita, Zelda parte alla volta del castello di Hyrule e riesce a contenere, con le sue sole forze, la minaccia della calamità Ganon.

100 anni, e Link non ha ancora imparato come vestirsi bene

Siamo da sempre abituati a un mondo narrativo in cui l’eroe della situazione arriva al punto giusto per sistemare tutto, eliminare il nemico e ristabilire la pace quasi perduta. Eppure questo non è ciò che accade in Breath of the Wild. Qui la minaccia ha già vinto, il danno è già stato fatto. Gli eroi hanno già perso. Ma non tutto è perduto per sempre.

Uscito dal Sacrario della Rinascita, posto in un anfratto al centro dell’Altopiano delle Origini, Link riuscirà a recuperare le forze e a sconfiggere le quattro Ire di Ganon, poste ognuna in uno dei colossi prima mossi dai rispettivi campioni, fino a eliminare una volta per tutte (forse) la calamità Ganon.

E tutto questo è stato possibile grazie al vero eroe di questa fiaba, grazie alla Principessa Zelda che è stata in grado di trarre in salvo Link, fornendo così al destino l’eroe di cui aveva bisogno per sconfiggere il nemico, e tenendo poi a bada la calamità grazie alle sue sole forza.

Volete saperne di più sulla Zelda di Hyrule Warriors: Age of Calamity?

Visitate la pagina Facebook di The Hyrule Fantasy Italia per ulteriori approfondimenti sulla storia della Principessa Zelda e sulle sue meccaniche di gioco nell’ultimo titolo dedicato alla fiaba di Breath of the Wild.

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