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Cent’anni di Solitudine: da Breath of the Wild a Age of Calamity

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Speciale su Hyrule Warriors: Age of Calamity, prequel di Breath of the WIld sviluppato da Nintendo e Koei-Tecmo

Speciale su Hyrule Warriors: Age of Calamity, prequel di Breath of the WIld sviluppato da Nintendo e Koei-Tecmo

Novembre 7, 2020

La strada verso l’inevitabile futuro

Data stellare 8 settembre 2020. Un annuncio a sorpresa, come Nintendo ci ha ormai abituato, zero tempo per entrare in hype preventivamente, giorni e giorni per smaltirlo successivamente. Perché dal nulla, viene mostrato Hyrule Warriors: Age of Calamity, secondo capitolo della serie Nintendo/Koei Tecmo e soprattutto, vero e proprio prequel dell’immenso The Legend of Zelda: Breath of the Wild.
Finalmente, abbiamo l’occasione di scoprire cos’è davvero accaduto cento anni prima del risveglio di Link, quali forze oscure hanno mosso le fila e provocato il risveglio della Calamità Ganon e sembra che ci sia tanto, davvero tanto, che non sappiamo.

Dall’annuncio, numerose informazioni sono state svelate su Age of Calamity. La struttura di gioco è nuovamente quella di un musou, genere che ha fatto la fortuna di Koei Tecmo, un action in cui dovremo affrontare orde di nemici utilizzando le tecniche a disposizione attraverso numerose missioni in varie zone di Hyrule.

Musou, purtroppo, significa sacrificare in buona parte l’esplorazione e la possibilità di interazione libera col mondo di gioco, a fronte di uno svolgimento maggiormente lineare e guidato nell’avventura.
In questo speciale, andremo ad analizzare i collegamenti finora emersi tra The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Hyrule Warriors: Age of Calamity, basandoci su quanto sappiamo finora e soprattutto dalle informazioni emerse dalla demo, provando a ricostruire un mondo con un passato tutto da scoprire e vivere, prima di arrivare all’inevitabile distruzione.

Difficilmente troveremo la parola “rovine” sulla mappa

Hyrule Warriors: Age of Calamity ci mostra Hyrule come siamo stati abituati a vederla in molti capitoli della saga. Una terra tutto sommato tranquilla, attraversata da crisi e conflitti ma capace di rinascere ogni volta, senza particolari cicatrici da portarsi appresso. In pratica, l’esatto contrario della Hyrule di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, terra stanca, ricca di rovine e di speranze, in cui i pochi abitanti rimasti si limitano a sopravvivere.

La prima cosa che salta all’occhio analizzando la mappa della demo di Age of Calamity, è il grande numero di villaggi presenti.
In Breath of the Wild ci siamo trovati davanti a una grande quantità di ruderi, alcune volte senza sapere in nessun modo a che zona residenziale appartenessero. In Age of Calamity ci troviamo letteralmente a combattere nei villaggi con la possibilità di identificarli e già dalle missioni presenti nella demo possiamo tornare in due amatissime località: la Fattoria Lon Lon e il Villaggio Mabe.

Bentornati nella Fattoria Lon Lon, l’unica e sola

La Fattoria Lon Lon (Lon Lon Ranch) è una delle location più iconiche di tutta la saga, indissolubilmente legata a The Legend of Zelda: Ocarina of Time, residenza di Talon il fattore e Malon, la sua dolce figlia e allevatrice di cavalli. Situata nella piana di Hyrule, appariva totalmente distrutta in Breath of the Wild, rimanevano solo poche travi e mattoni ancora in piedi.
In Age of Calamity possiamo ammirare la fattoria in tutta la sua magnificenza, e ogni struttura appare esattamente dove la ricordavamo nel capitolo per Nintendo 64. L’arco di ingresso, le strutture ai due lati, la recinzione con gli ostacoli per correre con i cavalli, tutto è al suo posto.

Lo stesso discorso vale per il Villaggio Mabe; situato accanto alla Fattoria Lon Lon, presenta case e strutture nella stessa posizione in cui l’abbiamo visitato per la prima volta, in The Legend of Zelda: Link’s Awakening.
Riconosciamo facilmente le due case sulla collina, la piccola piazza centrale, lo stagno dove pescare e quella che sembrerebbe la casa di Tarin e Marin.
Dalla prima mappa che abbiamo a disposizione dalla demo di Age of Calamity appare anche il Villaggio Goponga, anch’esso ridotto a un cumulo di rovine in Breath of the Wild.

Il Villaggio Mabe, direttamente da Koholint

In Hyrule Warriors: Age of Calamity le mappe su cui combattere e svolgere le missioni sono ampie e attraversano numerose aree. La prima missione ci permette di ammirare il Castello di Hyrule, la piazza antistante, una parte della Piana, il Villaggio Mabe e la Fattoria Lon Lon.
Identificare le location in cui ci troviamo spetta a noi giocatori, non essendo segnate sulla mappa nel dettaglio e non apparendo nessuna indicazione durante la battaglia. Un modo differente di esplorare, un’ulteriore sfida per i fan di vecchia data della saga, che probabilmente avranno modo di trovare tanti easter egg nascosti in tutta Hyrule.

Ci troviamo nel passato, ci troviamo a ridosso della distruzione e cercheremo in tutti i modi di impedirla, anche se appare inevitabile.
Hyrule Warriors: Age of Calamity sembra porre maggiormente al centro la storia rispetto al primo capitolo della “saga” Koei-Tecmo e sin dalle prime battute della demo, veniamo a conoscenza di informazioni al momento difficili da decifrare ma che promettono di riservare non poche sorprese avanzando nell’avventura.
La speranza è che Nintendo e Koei-Tecmo riescano a trovare la ricetta giusta per amalgamare tutti gli ingredienti nel piatto, riuscendo a equilibrare combattimento, esplorazione e una storia all’altezza delle aspettative, a dir poco enormi.

Oltre a visitare villaggi e strutture ancora esistenti, avremo l’opportunità di conoscere e utilizzare alcuni protagonisti di Breath of the Wild in vita e nel fiore degli anni, come Impa, come i Quattro Campioni e il Re di Hyrule.
Approfondiremo le loro storie e impareremo a combattere con loro, passando dalle tecniche ninja di Impa all’ingenuità della Principessa Zelda, che prima di risvegliare il suo potere, da la sensazione di agitare la tavoletta Sheikah a caso, affidandosi a risultati al di fuori del suo controllo.

Hyrule Warriors: Age of Calamity è la sorpresa più inattesa del 2020 per console Nintendo. Il prequel di uno dei titoli più celebrati e amati della storia videoludica in chiave musou, probabilmente il genere videoludico più bistrattato in assoluto, a causa delle sue meccaniche ripetitive e spesso poco profonde (o considerate tali).
Una sfida enorme per Nintendo e Koei-Tecmo, ma anche un nuovo modo per raccontare una storia così importante, staccandosi totalmente dalle meccaniche classiche della saga e dando un “sequel” a Hyrule Warriors.

One thought on “Cent’anni di Solitudine: da Breath of the Wild a Age of Calamity

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