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Cloudpunk – Recensione di cubi al neon

Game

Cubi, neon, pioggia, consegne e intelligenze artificiali. Così si può riassumere Cloudpunk, nuovo titolo arrivato su Nintendo Switch. Ecco la nostra recensione.

Cubi, neon, pioggia, consegne e intelligenze artificiali. Così si può riassumere Cloudpunk, nuovo titolo arrivato su Nintendo Switch. Ecco la nostra recensione.

Nintendo Switch
Novembre 4, 2020
Genere
Avventura
Lingua
Testi a schermo in italiano
Multiplayer
No

Il cyberpunk dal punto di vista di un fattorino

Nota

Abbiamo aspettato la prima patch, preannunciata dal team di sviluppo, prima di pubblicare la recensione. Il 2 novembre è stato pubblicato un primo aggiornamento che va a migliorare alcuni aspetti, oltre a risolvere dei bug, e la recensione tiene conto di questi miglioramenti.

Per il changelog vi invitiamo a leggere il post ufficiale.

Recensione

Amo il cyberpunk. Quando vedo quelle foto ritoccatissime o gli artwork con palazzi, pioggia e le luci scintillanti dei neon non riesco a rimanere impassibile. Mettici poi un futuro distopico tra multinazionali, gang mafiose e cyborg, ecco che la mia voglia di giocare a Cloudpunk è sempre stata altissima.

Il gioco di Ion Lands è arrivato anche su Nintendo Switch e, complice l’arrivo di un certo Cyberpunk 2077 su altri lidi, l’attenzione per questo gioco è stata più alta rispetto a quanto ci si potesse aspettare. Praticamente è stato come approfittare di “pubblicità gratuita” grazie ad un altro gioco.

Stile cyberpunk da tutti i cubi

Partiamo dal principio: in Cloudpunk vestiamo i panni di Rania, una ragazza trasferitasi da poco nella futuristica città di Nivalis e che è alla sua prima notte di lavoro come corriere per l’azienda, non proprio legale, Cloudpunk. Il gioco, effettivamente, è una sorta di “corriere simulator”, con la stragrande maggioranza del tempo passato a guidare il nostro Hova (una macchina volante) per andare da una parte all’altra della città, con poi qualche fase a piedi per la consegna o il ritiro veri e propri del pacco.

Ovviamente, come un buon noir vuole, ci troviamo immischiati in diversi affari che coinvolgono gang mafiose, rapimenti, piccoli affari di famiglia e intelligenze artificiali che si ribellano all’uomo. Insomma, le premesse per un titolo che tiene incollati allo schermo ci sono tutte ed effettivamente, lato trama, il lavoro svolto è più che buono.

Ci sono quartieri sicuramente più raccomandabili di altri

I personaggi sono ben caratterizzati, a partire dalla nostra Rania, ma anche Controllo (il nostro “capo”) e la nostra IA che ci accompagna per tutta l’avventura, nientedimeno che il nostro… cane. Come già detto, lo scopo del gioco è viaggiare da una parte all’altra dell’immensa città passando da vari quartieri, ed è qui che quel che sarebbe dovuto essere un punto di forza del gioco è il primo grande difetto di Cloudpunk: la ripetività.

Non si fa altro che partire da punto A per arrivare a punto B. Certo, poi si scende dall’Hova e si cammina a piedi per la stupenda (ma qui ci tornerò dopo) città ricca di colori al neon, ma alla lunga anche queste camminate diventano stancanti e noiose. Di gameplay infatti ce n’è ben poco: non si fa altro che spostarsi in macchina e camminare, premere il pulsante d’interazione per parlare con gli NPC, attivare ascensori e poco altro. A tal proposito, è possibile selezionare una visuale in terza persona e una in prima persona: vi consiglio la seconda per la maggior immedesimazione, perché si evitano i problemi della telecamera fissa e vi risparmiate di vedere le animazioni di Rania, davvero orribili.

Neon, pioggia, decadimento, l’effetto cyberpunk c’è tutto

Entrato nel mood del gioco e comunque rapito dall’atmosfera che la pioggia riflettente i neon regala, su questi grandi limiti ci sono comunque passato sopra, ma non ho potuto chiudere un occhio su quante cose inutili ci siano da fare. Sembra quasi che gli sviluppatori abbiano voluto inserire forzatamente elementi per dare una sensazione di varietà al gameplay, quando nella pratica alcune cose sono del tutto inutili. Troviamo quindi spacciatori che vendono droghe per aumentare le statistiche (statistiche che non servono a nulla visto che non abbiamo alcuna barra della salute o similari), collezionabili che non hanno alcuna utilità se non quella di essere venduti. Gli stessi soldi non servono a molto se non per potenziare leggermente l’Hova, ripararlo dalle numerose botte prese nei momenti di estremo lag con conseguenti tamponamenti e il riempimento del serbatoio di benzina.

Abbiamo anche una casa, piccola ma confortevole, da abbellire acquistando pezzi d’arredamento ma anche qui è tutto fine a sé stesso: non comporta alcuna utilità avere o meno una bella casa addobbata o che al contrario somigli ad uno sgabuzzino. Quel che dobbiamo fare è sempre e solo portare i pacchi al prossimo tipo poco raccomandabile.

Un po’ vuota questa casa, bisogna migliorarla

Lato gameplay, come detto, Cloudpunk è davvero molto semplicistico, ma per fortuna c’è il lato artistico che compensa quasi del tutto. Peccato però che questo non sia accompagnato dal comparto tecnico, visto che ci troviamo sì di fronte ad un gioco che gira a 1080p e 720p rispettivamente in dock e portatile, ma i 30fps teorici raramente sono rispettati. Si viaggia (nel vero senso della parola) spesso sui 25fps, con vistosi cali soprattutto quando si cambia zona della città, dopo un caricamento lungo circa 20 secondi, decisamente troppi.

Innamorato della pioggia, dei neon e delle musiche in tipico stile retrowave, anche qui non sono riuscito a godermi tutto ciò per una scelta di base che a me, personalmente, non è piaciuta. Tutto il mondo è fatto a cubetti, come se fosse stato costruito con l’editor di Minecraft. Per la città in realtà funziona bene, ma quelli che sono davvero inguardabili sono i personaggi: stonano davvero tantissimo, soprattutto se paragonati con gli artwork realistici che li raffigurano accanto ai sottotitoli dei dialoghi.

Ok la città cubettosa, ma i personaggi sono davvero orribili

Il difetto più grave, di cui però gli sviluppatori hanno già parlato, si son scusati e sono al lavoro per risolverlo, è un campo visivo davvero ridottissimo. L’impatto grafico di Cloudpunk è infatti stupendo e sono rimasto parecchie volte fermo con l’Hova a mezz’aria per ammirare la città scintillante di neon che si riflettono nella pioggia e tra le pozzanghere, ma purtroppo tutto ciò appare solo quando si è a pochi metri da essi. Capita spesso infatti di viaggiare praticamente nel vuoto, per poi veder comparire improvvisamente palazzi, strutture e tutto ciò che compone la stupenda (per quanto decadente) città di Nicalis.

Questo è un vero peccato visto che, dal momento che lato gameplay siamo limitati a viaggiare e fare poco altro, almeno il viaggio sarebbe potuto essere un’occasione per ammirare le bellezze della città, cosa che attualmente non è possibile fare se non al momento della ricerca di un parcheggio tra i palazzi o durante le sessioni a piedi, quando ci troviamo a camminare tra gli stessi vicoli, locali e bassifondi della città.

Sì, siamo nel bel mezzo della città. Dove sono le luci e tutto il resto?

Come se ciò non bastasse, mi è capitato davvero troppo spesso che il gioco crashasse: nelle circa sette ore che mi son servite per portare a termine la storia principale (più qualche quest secondaria), ho visto il messaggio di errore e conseguente chiusura del gioco una decina di volte.

Bug, collisioni non realistiche, ripetitività, un campo visivo ridottissimo: tante piccole cose che rendono questo Cloudpunk molto deludente per chi aveva riposto tante speranze in esso, proprio come avevo fatto io, amante di questo mondo futuristico.

Un locale all’ultima moda… in cui però non c’è nessuno

Sia chiaro, Cloudpunk non è un gioco da buttare e infatti la controparte PC ha meritato voti più che discreti. Come spesso succede, però, è il porting per Nintendo Switch ad essere affetto da numerosi problemi che ne minano la qualità.

Le luci che illuminano Nicalis sono tantissime, come al contrario le ombre di Cloudpunk. Speriamo che gli sviluppatori affidino presto l’aggiornamento a Rania e che lei, con le sue indiscutibili capacità di guida e oratorie, possa portarlo sulla console ibrida il prima possibile.

0
10
6
Nicalis è bellissima da vedere… ma solo da vicino. La storia è intrigante.
Lato tecnico da rivedere. Numerosi crash e bug.

MODUS OPERANDI

Ho portato a termine la storia principale e qualche quest secondaria in circa sette ore.

One thought on “Cloudpunk – Recensione di cubi al neon

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