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C’è solo un capitano: Tsubasa! Cronaca di una serata da Champions

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Ci siamo presi a pallonate, ma stiamo tutti bene! La data del 28 agosto è stata da molti segnata sul calendario in rosso vivo, accesso, lampante: l’uscita di un nuovo gioco basato sul leggendario manga […]

Ci siamo presi a pallonate, ma stiamo tutti bene! La data del 28 agosto è stata da molti segnata sul calendario in rosso vivo, accesso, lampante: l’uscita di un nuovo gioco basato sul leggendario manga […]

Agosto 29, 2020

Ci siamo presi a pallonate, ma stiamo tutti bene!

La data del 28 agosto è stata da molti segnata sul calendario in rosso vivo, accesso, lampante: l’uscita di un nuovo gioco basato sul leggendario manga “Captain Tsubasa” è un evento più unico che raro e le migliaia di appassionati rimasti in sospeso dopo il discutibile titolo per Nintendo DS hanno potuto finalmente tornare a sperare in una efficace trasposizione digitale delle lotte tra tiri ad effetto e tiri della tigre.

Captain Tsubasa: Rise of New Champions prova a colmare questo vuoto portando in campo una clamorosa spettacolarizzazione dell’azione e mettendo in secondo piano gli elementi strategici che in passato erano cardine della struttura di gioco – anche nel recente Captain Tsubasa: Dream Team per dispositivi mobile, di cui io non ho assolutamente 7 partite portate avanti in contemporanea, no no!

Brividi!

L’uscita del nuovo titolo Bandai Namco rappresenta quindi una “festa della liberazione” per tutti i fan di Takahashi costretti a destreggiarsi tra gacha games ed emulazione di Get in the Tomorrow per PS1 o dell’incredibile Captain Tusbasa per PS2, forse la migliore rappresentazione della serie finora – il titolo per Gamecube non interessa a nessuno, era terribile.

Potevamo dunque noi lasciar correre questa giornata speciale senza dire una parola? No, ovviamente! Ecco perché nella cornice del Bug Arcade-Bar di Via Magolfa 23 a Milano abbiamo voluto approntare una serata dedicata al nostro unico, vero capitano, Tsubasa Ozora!

Non mancava niente: postazione di Captain Tsubasa: Rise of New Champions per Nintendo Switch, magliette decorative (compresa la mitica numero 10 del Giappone) e stralci della mitica serie animata “Holly e Benji: Due Fuoriclasse” che si alternavano ai trailer del videogioco.

Se vi è salita la scimmia nostalgica, trovate tutta la serie di Holly e Benji sul canale Youtube di Yamato Video.

C’era anche lui, il mitico puffo brontolon-ehm, Bruce Harper!

Da tempo era stato lanciato in guanto di sfida tra i vari fan della serie e trovarsi al locale per sfondarsi a colpi di tiri di Mark Lenders era d’obbligo: abbiamo preso in mano il nostro Pro Controller (comodissimo nell’occasione) e ci siamo lanciati in delle amichevoli con habitués del locale e visitatori occasionali.

Le prime partite hanno rappresentato la vera battaglia: Rise of New Champions richiede di fare tabula rasa di tutte le nostre conoscenze calcistiche per entrare in un mindset fatto di strategia, rapidità di pensiero e prontezza nel prevedere le mosse dell’avversario.

I tasti classici sono presenti tutti, che si tratti di tiro, passaggio, cross, scatto, profondità, e cambio giocatore, ma quando andiamo a coinvolgere i dorsali secondari vediamo letteralmente ESPLODERE il dinamismo del sistema di gioco.

Il leggendario numero 10!

La costruzione di gioco è fondamentale, ma la differenza la fa tutta la nostra capacità di trarre il meglio dagli 1vs1 premendo ZR nel momento in cui stiamo per affrontare un contrasto: tempismo e statistiche dei personaggi determineranno se supereremo con un dribbling l’avversario che sta entrando in tackle o se verremo malamente travolti perdendo palla e tempo prezioso.

Questo sistema è strettamente legato alla barra della stamina, che consumiamo correndo ma anche compiendo dribbling con ZR non propriamente perfetti. Cogliere perfettamente il momento in cui superare l’avversario però ci donerà velocità e stamina extra, oltre che una brevissima ed entusiasmante sequenza animata, che ci consentirà di presentarci davanti al portiere con la stamina necessaria a caricare un tiro speciale.

Se vi presenterete davanti a Ed Warner senza stamina… non segnerete mai!

Sintetizzando quanto vissuto nella serata di ieri, il succo è tutto qui: costruire gioco per alzare il baricentro dell’azione senza consumare troppa stamina (non dovete correre sempre!) per far arrivare la palla al giocatore che può fare la differenza e da lì esibirsi in dribbling, passaggi o tiri speciali.

Semplificando in questo modo si rischia di non rendere giustizia al gioco, ma chiamando in causa le peculiarità dei singoli giocatori, l’uso del pressing, i mind game per mandare fuori tempo attacco o difesa nell’usare ZR e la necessità di logorare la stamina del portiere per ottenere i migliori risultati (quindi costringendo ad avere un gioco offensivo) si ottiene un ritmo serrato e un gameplay che porta al limite impegno e tensione, in particolare quando l’avversario attiva la V-Zone che gli consente di compiere ogni azione con maggiore probabilità di successo.

Provare a sfondare la difesa inglese (non parliamo di quella giapponese…) con Victorino e il suo Uruguay privo di vere stelle ha generato urla ed esaltazione come poche altre cose!

Tempo di rigori: nascondere il pad all’avversario è d’obbligo!

Avremmo voluto provare a dare un occhio alle modalità single player, in particolare quella in cui impersoniamo una giovane stella del calcio che cambierà il destino della trama originale, ma le sfide 1vs1 hanno rubato la scena, alternandosi una dietro l’altra, con rivincite costanti e inevitabili.

Abbiamo lasciato spazio per le prossime occasioni, come nei più classici degli spokon: “Per oggi concludiamo con un pareggio, ma ci sfideremo nuovamente in futuro, dopo esserci allenati a dovere per diventare più forti”. C’era da chiedersi se eravamo posseduti dallo spirito di Tsubasa o di Goku… la differenza era flebile!

Cosa dire per ora di Captain Tsubasa: Rise of New Champions? Il gioco sembra davvero intrigante, originale nell’esecuzione e capace di trascinarci in modo estremamente fedele nel leggendario manga di Yoichi Takahashi. Non è poco, in particolare per chi ama il franchise come me.

Una delle mie scene preferite del manga, riproposta in modo eccezionale nel gioco

Prima ancora di approfondire, mi sento di dire fin d’ora che un fan della serie dovrebbe acquistarlo ad occhi chiusi e sfruttare ogni minuto ed ogni pixel di questa esperienza. La riproduzione digitale dei momenti più importanti della storia di Tsubasa in forma cartacea è impressionante e supera di diverse leghe quanto visto nell’originale serie animata, ad oggi ormai anacronistica per la qualità espressa – consiglio vivissimo è quello di fiondarvi sul nuovo anime del 2018, una vera perla.

Le modalità sono tante e richiedono dedizione e tempo, quindi pane per i nostri denti ce n’è: bisogna solo capire quanto può essere sfiancante un sistema di unlock delle squadre così integrato nei progressi generali (all’inizio abbiamo a disposizione, tra le nazionali, solo Giappone, Inghilterra e Uruguay…) e cosa ci attende con i prossimi contenuti aggiuntivi. Ma di tutto questo parleremo più avanti.

Per ora, palla al centro: un gol alla volta si rimonta ogni avversità!

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