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Nintendo, se ci sei batti un colpo

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In un 2020 funestato dal COVID-19, Nintendo ha deciso di scomparire nel nulla Il 2020 non è per niente un anno semplice, non solo per noi videogiocatori ma anche per tutte le persone comuni che […]

In un 2020 funestato dal COVID-19, Nintendo ha deciso di scomparire nel nulla Il 2020 non è per niente un anno semplice, non solo per noi videogiocatori ma anche per tutte le persone comuni che […]

Agosto 13, 2020

In un 2020 funestato dal COVID-19, Nintendo ha deciso di scomparire nel nulla

Il 2020 non è per niente un anno semplice, non solo per noi videogiocatori ma anche per tutte le persone comuni che hanno dovuto affrontare la grave minaccia imposta dal COVID-19.

Questo virus ha messo in seria difficoltà l’economia mondiale e la salute stessa delle persone, ma al tempo stesso ha anche esposto al mondo un problema relativo al settore videoludico che non riusciamo più a nascondere: Nintendo è sparita.

Abbiamo cercato sulle cronache dei giornali e nei tweet online, tra messaggi sui forum e nei mille post quotidiani ma non c’è stato verso, l’azienda giapponese è semplicemente entrata in uno stato di silenzio totale e perenne che continua ormai da mesi e mesi, addirittura da prima dell’inizio della pandemia.

Nel 2019 queste erano le previsioni per uno dei vari direct

Il 5 settembre 2019, Nintendo trasmise quello che ad oggi rimane ancora l’ultimo direct, con uno dei silenzi stampa più lunghi di sempre da parte dell’azienda. Da allora, il vuoto quasi totale. Certo, abbiamo avuto un Mini Direct il 26 marzo 2020, con praticamente solo titoli di terze parti e qualche brevissimo accenno a titoli in esclusiva come Bravely Default 2.

Abbiamo avuto anche un terribile e noiosissimo Partner Showcase il 20 luglio, con al massimo due titoli davvero interessanti (ovvero i due Shin Megami Tensei) e basta. La domanda, quindi, sorge spontanea.

Dov’è finita Nintendo?

Dov’è finita l’azienda che nel 2017 ha lanciato Nintendo Switch tra le critiche più feroci, sfidando il mondo intero con la sua console ibrida e il suo The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Dov’è finita Nintendo, che dopo un 2018 sottotono ha reagito alla grande regalandoci un 2019 pieno di grandi esclusive e titoli fantastici del calibro di The Legend of Zelda: Link’s Awakening, Fire Emblem Three Houses, Astral Chain, Luigi’s Mansion 3 e Daemon X Machina, oltre ad aver ricevuto tanti giochi di terze parti che fino a poco prima sembravano impossibili, come un Dragon Quest XI S, Mortal Kombat 11, Crash Team Racing Nitro Fuel e tanti altri.

In Giappone sanno come coccolarsi

Dov’è finita Nintendo, che continua a vendere console come il pane ma sta vivendo un anno di silenzio totale. Certo, Animal Crossing New Horizons sta reggendo il peso vendendo milioni di copie in tutto il mondo e il recente Paper Mario: The Origami King pare essere un titolo davvero delizioso.

Ma noi ci aspettavamo altro. Ci aspettavamo due parole su Metroid Prime 4, su Bayonetta 3, sul seguito di Breath of the Wild e sulle nuove esclusive che pensavamo Nintendo stesse preparando.

Perché si, il COVID-19 ha sicuramente rallentato lo sviluppo di tantissimi giochi, e altrettanto sicuramente ormai ci siamo messi il cuore in pace sapendo che questo sarà un anno funesto, arrivati alla soglia del mese di settembre senza nessuna informazione per titoli in arrivo a fine anno e nel 2021.

Lo stesso Sakurai ha detto nel suo Smash Direct dedicato a Min Min che ha dovuto lavorare da casa proprio a causa dei problemi dovuti al virus. Eppure, tutto ciò, non può far altro se non lasciare una sensazione amara, una sensazione di vuoto.

Un silenzio assordante

Se c’è una cosa che i nintendari amano fare è ricordarsi la tristezza dell’epoca Wii U. Console con grandi potenzialità buttata “alle ortiche”, con un supporto software ridottissimo e terze parti praticamente mai viste.

Eppure dal fallimento di Wii U l’azienda imparò a gestire i suoi brand al meglio, arrivando a Nintendo Switch e a quel fatidico 2017. Il coraggio non mancava, e pur andando totalmente contro a chi pensava che avrebbero floppato, Nintendo ha portato sul mercato la prima console ibrida della storia con un parco software sempre più importante e imponente nel giro di pochissimo tempo, partendo da The Legend of Zelda: Breath of the Wild per terminare il 2017 con Xenoblade Chronicles 2.

E il silenzio di questo ultimo periodo è terribilmente assordante, soprattutto se paragonato a quella visione dell’azienda che voleva coprire praticamente ogni mese di vita della console con una nuova esclusiva.

Addirittura l’azienda si scomodava a chiedere a figure molto famose di pubblicizzare i loro prodotti, così come successo nello spot dedicata a Mario Kart 8 Deluxe con Mara Maionchi e Gianluigi Donnarumma.

Molto spesso, poi, le pubblicità venivano mandate in onda sulle più importanti reti, nazionali e internazionali.

Insomma, la comunicazione di soli pochi anni fa era interamente incentrata nello spingere Nintendo Switch e le sue peculiarità, cosa che oggigiorno pare un miraggio quantomai lontano dai piani dell’azienda.

La riprova di tutto ciò è il modo in cui ora l’azienda annuncia i propri giochi, ovvero pubblicando semplicemente i trailer su youtube accompagnati da qualche messaggio sui social e basta. Un modo di fare nettamente lontano da quanto fatto fino a poco tempo fa con i Nintendo Direct, un comportamento freddo e che non fa parte del metodo di comunicazione di Nintendo.

L’ultimo esempio è Pikmin 3 Deluxe, versione ammodernata e con contenuto aggiuntivo del classico titolo pubblicato inizialmente su Wii U e ora in arrivo su Nintendo Switch, tra lo sconforto generale di chi si aspettava un nuovo titolo (o di chi sperava in Xenoblade Chronicles X).

Il gioco, infatti, è stato “presentato” tramite un semplice annuncio sui social come avvenuto col precedente Paper Mario: The Origami King.

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Publiée par Nintendo Switch sur Mercredi 5 août 2020

Dov’è finita Nintendo, dove sono finiti i giochi, dov’è finito il supporto che la stessa azienda voleva mantenere in linea col 2017 e col 2019.

Nintendo, se ci sei, batti un colpo.

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