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Pokémon Spada e Scudo: L’isola solitaria dell’armatura — Recensione

Game

Si torna a Galar e questa è la nostra recensione del primo DLC di Game Freak.

Si torna a Galar e questa è la nostra recensione del primo DLC di Game Freak.

Nintendo Switch
Giugno 20, 2020
Genere
JRPG
Lingua
Multilingua
Multiplayer

La prima estensione alla compagna principale di Game Freak. Ne sarà valsa la pena?

Se ci seguite probabilmente sapete già cosa ne pensiamo dell’ultima fatica di Game Freak. La nostra recensione fu un messaggio chiaro e diretto ai fan della storica serie, e un colpo al cuore per alcuni membri della redazione, appassionati dei mostriciattoli tascabili sin dall’infanzia. Quindi questo primo contenuto scaricabile, L’isola solitaria dell’armatura, poteva essere un modo per rilanciare l’avventura di Galar. In questi giorni ho provato a sondare tutto il sondabile e oggi sono qui per dirvi cosa ne penso.

Una volta aggiornato il gioco, basterà recarsi alla stazione di Brassbury per presentare il pass di espansione e avere accesso alla nuova area. Giunti all’isola ci ritroveremo, per uno strano malinteso, a divenire allievi del dojo di Mustard, abile maestro rispettato da tutti che ci metterà alla prova tramite tre sfide. Il premio di queste fatiche sarà il Pokémon leggendario Kubfu, il quale potrà evolversi a sua volta in una delle due forme di Urshifu. L’occasione sarà ghiotta anche per inserire in squadra uno tra Squirtle e Bulbasaur, donati dallo stesso dojo al giocatore. Questo il sunto del discorso, ma andiamo ad analizzare la struttura di questa, ahimè, breve campagna.

Lui è bellissimo.

Senza entrare nel dettaglio delle prove, vi basti sapere che si portano a compimento con una facilità disarmante. Tutte e tre sono iper-guidate, come ormai “da tradizione” e non presentano ostacoli degni di nota. Sostanzialmente, le tre sfide permettono di farsi un’idea della nuova area, composta da più ambienti: piane verdeggianti, boschi, grotte e isolotti solitari. C’è persino un deserto corredato da tempeste di sabbia.

Ottenuto Kubfu, bisognerà affrontare la sfida più consistente: la scalata, in sola compagnia del piccolo Pokémon, di una delle tue torri: la Torre Buio o la Torre Acqua. A seconda della torre scelta, Kubfu evolverà in Urshifu stile Singolcolpo (se allenato nella Torre Buio) o in stile Pluricolpo (se allenato nella Torre Acqua). Per scalare le due torri è consigliato un livello di esperienza pari al 70, facilmente raggiungibile accumulando caramelle tramite i raid Dynamax. Chi vi scrive, ha superato la prova con Kubfu al 64. La scalata, in ogni caso, si rivelerà impresa breve: le lotte con gli allenatori si contano sulle dita di una mano e, in sostanza, non riescono a trasmettere alcun senso di sfida.

Le due forme di Urshifu.

Completata anche questa missione, ci verrà affidato un ultimo compito: preparare la Zuppamax, piatto in grado di far acquisire al nostro Urshifu la forma Gigamax. E qui troviamo una delle nuove semplificazioni alle meccaniche introdotte da questo DLC: tramite la zuppa, infatti, i Pokémon che non erano in grado di Gigamaxizzarsi, ottengono questa capacità. A patto, tuttavia, di avere a disposizione i Funghimax, ingredienti che spawnano di rado e con maggiore frequenza dopo un raid. Ingurgitata la zuppa, ci attenderà la sfida finale, che decreterà poi la conclusione della storia.

Un giocatore consapevole porterà a termine la storia, nel peggiore dei casi, nel giro di 3-4 ore. In questo lasso di tempo avrà modo di esplorare più che a fondo l’interezza dell’isola e ogni suo angolo — a tal proposito, buona l’idea di farsi seguire dal primo mostriciattolo in squadra, feature assai gradita questa — e, ovviamente, di catturare alcune delle vecchie glorie bistrattate al lancio. La Prova Limitata permette di cimentarsi in diverse sfide con delle condizioni imposte, ma si rivelerà un passatempo solo secondario, soprattutto per i più navigati della scena competitiva.

Le nuove aree sono meglio realizzate e interconnesse di quelle viste nella campagna principale, probabilmente perché concepite sin dall’inizio come zone in grado di ospitare i Pokémon erranti. Tuttavia, queste (appena sufficienti) migliorie ambientali, tornano a scontrarsi con un comparto tecnico imbarazzante, che non rende giustizia ad un impianto artistico tutto sommato buono.

I Pokémon compagni!

Torna la pigrizia di Game Freak, capace di mettere nella stessa stanza NPC tutti uguali, come se cambiare colore di occhi e capelli fosse uno sforzo troppo difficile da compiere. Tornano le aree vuote, senza dungeon, segnate su mappa senza apparente motivo: non nascondono nulla al giocatore e non offrono validi stimoli all’esplorazione. Tornano anche i dialoghi stucchevoli e le caratterizzazioni al limite del ridicolo.

I dettagli. Li vedete anche voi, no?

Sofora, l’allenatrice che fungerà da “rivale”, ce la metterà tutta a fare la parte della guastafeste viziata vogliosa di vincere, che alla fine viene compatita dai suoi compagni di squadra, ma per qualsiasi essere pensante risulterà simpatica come uno Zubat in una caverna stracolma di Zubat — chissà come se la cava il suo alter ego maschile, mi documenterò al riguardo. L’estetica di Mustard, ben realizzata, deve invece scontrarsi con un adattamento del linguaggio che ha dell’osceno. Espressioni come “Bella raga!”, “Darci dentro di brutto” et similia contribuiscono a formare un vocabolario a dir poco raccapricciante per un uomo prossimo alla definizione di “anziano”. Il cerchio in ogni caso si chiude senza approfondimenti ulteriori dei due personaggi. E forse è meglio così.

Originale e imprevedibile, la nostra Sofora.
No, Mustard. No.

L’impressione generale è che questo DLC sia stato sfruttato da Game Freak come scusa per ampliare il Pokédex — che non doveva ampliarsi, almeno stando alle spiegazioni dei capoccia — e per introdurre scorciatoie alla meccanica Gigamax. Il trailer faceva presagire se non una trama degna di essere tramandata ai posteri, almeno nuovi inserti di lore basati su Urshifu e la cultura dell’isola. E invece ci si ritrova con la solita scrittura raffazzonata e anticlimax, luoghi spogli e privi di mordente.

L’isola solitaria dell’armatura aveva tutti i motivi del mondo per rimanere solitaria e poco aperta ai turisti. Probabilmente le giovani leve del mondo Pokémon troveranno qualche stimolo in più, incuriositi dai “nuovi” mostri catturabili e dall’anima gagliarda di Kubfu (che devo ammettere essere un ottimo compagno di squadra). Nel loro caso, aggiungere un +1 al voto della recensione. Per chi è cresciuto a pane e pocketto monsta, non resta che sperare nella nuova generazione. O in un progetto che riesca a svincolarsi dalla supervisione di Game Freak. Perché uno Slowpoke forma regionale non è abbastanza.

0
10
5.5
Nuove, vecchie glorie da catturare. Kubfu ed evoluzioni sono degni di essere tenuti in squadra. La meccanica Gigamax è finalmente più accessibile. Gradito il ritorno dei Pokémon compagni.
Molto breve e tecnicamente arretrato come pochi altri giochi. Esplorazione inconsistente e scrittura da sovrascrivere con qualsiasi altra cosa. Troppo semplice, come ormai da tradizione.

MODUS OPERANDI

Completata la campagna nel giro di 3-4 ore e approfondito il post-game grazie ad un codice fornito da Nintendo.

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