Dragon’s Dogma: Dark Arisen – Draghi, magie e labirinti oscuri

    • Sistema Nintendo Switch
    • Genere Action-rpg
    • Sviluppatore Capcom
    • Distributore Capcom
    • Rating PEGI 18
    • Lingua/e Inglese audio, italiano testi
    • Multiplayer No

Il gioco del tr… No, il gioco delle pedine

Amore e odio, le prime due parole che vengono in mente a buona parte dei fan Nintendo quando si parla di Capcom.
Una lunga storia fatta di esclusive temporanee, di seduzione e di abbandono, di immense gioie e di ferite ancora pulsanti, dopo tanti anni. Un rapporto lungo e travagliato, destinato a farci sognare e soffrire ancora e ancora, inevitabilmente, di cui abbiamo parlato nel dettaglio recentemente.
Dragon’s Dogma: Dark Arisen rappresenta l’ultimo capitolo della storia, in attesa degli imminenti porting di Resident Evil. Uscito inizialmente nel 2012 per Playstation 3 e Xbox 360, Dragon’s Dogma ha goduto di una versione migliorata e arricchita nei contenuti l’anno successivo, chiamata Dark Arisen e approdata sulla generazione corrente di console, fino ad arrivare su Nintendo Switch.

Un drago come protagonista di un fantasy, in questo caso un portatore di caos e distruzione. Il primo incontro tra il nostro avatar e il drago rosso protagonista del titolo sarà traumatico, con l’apparente immediata morte causa estrazione del cuore dall’unghia del drago. Trattasi di magia draconica, un incantesimo che renderà la leggendaria creatura custode del nostro destino. In poco tempo ci trasformiamo da un guerriero qualsiasi a un risorto, un evocatore magico chiamato Arisen, il cui destino è legato a quello del drago.
Il lungo viaggio nelle terre di Gransys ci porterà alla scoperta di numerosi misteri fino a ritrovarci faccia a faccia con colui che custodisce la nostra vita, ma sarà pronto a rispondere pacificamente alle nostre domande?

Dragon’s Dogma: Dark Arisen è un action-rpg profondo e ricco di sfumature, un titolo in cui bisogna tenere conto di tanti parametri, sin dalla creazione del nostro avatar. L’editor di gioco permette di modificare il protagonista in ogni dettaglio fisico, dall’altezza al peso, dal colore della pelle ai dettagli di occhi e capelli, dalla massa muscolare alle dimensioni dei singoli arti. Ogni parametro ha un suo peso nel gameplay del titolo: ad esempio, più è alto il nostro avatar e più distanza percorrerà correndo grazie alle gambe lunghe, più sarà corpulento fisicamente e più risulterà lento negli spostamenti ma potrà portare un carico maggiore di oggetti ed equipaggiamento grazie alla sua forza fisica; alcune creature vanno addirittura in berserk più facilmente in presenza di una donna.
Il nostro aspetto dipende solamente da noi e sin dalla miriade di opzioni che ci offre l’editor è percepibile la cura maniacale che ha risposto Capcom nella creazione di Dragon’s Dogma: Dark Arisen.

Ogni dettaglio può essere modificato, anche la pettinatura… e questa… nope

L’Arisen è un evocatore leggendario, un eroe che appare quando il mondo è in pericolo ed è in grado di sfruttare un’abilità unica: evocare le pedine. Creature dall’aspetto in tutto e per tutto simile a quello umano, semi-immortali, prive di sentimenti e nate per assistere ed ubbidire agli ordini dell’Arisen. Padroneggiare il potere delle pedine è la chiave per procedere nell’avventura a Gransys.
Possiamo avere al nostro fianco tre pedine alla volta, la pedina principale creata da noi e altre due, arruolate dopo averle incontrate nel gioco o da un portale d’evocazione. Le pedine principali dei giocatori di tutto il mondo di Dark Arisen sono connesse via internet, dopo averla creata ci accompagnerà per tutta l’avventura senza lasciarci mai, salirà di livello e imparerà nuove abilità.

Una sua versione online è reclutabile dagli altri giocatori, ogni volta che dormiremo in una locanda il gioco aggiornerà i suoi progressi in base a come è stata utilizzata dagli altri giocatori. Ogni avversario possiede un punto debole e in base alla loro pericolosità richiedono strategie precise per essere affrontati. La pedina principale ricorda i nemici contro cui ha combattuto, i loro punti deboli e i punti di forza, fa tesoro delle esperienze quando viene arruolata online e tutto quel che apprende in rete diventa conoscenza utile alla nostra avventura.
Migliori saranno il suo equipaggiamento e i suoi parametri e maggiori saranno le possibilità che venga reclutata da un altro giocatore.

Non ancora, sono povero, ma ci rivedremo….

Possiamo reclutare fino a due pedine di altri giocatori ed è importante cambiarle spesso, utilizzando alleati di classi differenti per cambiare strategia d’attacco e soprattutto, perché il loro livello, a differenza della pedina principale, non aumenta. Per questo è bene non affezionarsi ai nostri compagni di viaggio, anche se il gioco ricorda chi abbiamo utilizzato ed esiste la possibilità di arruolarle nuovamente in ogni momento, possibilmente più forti e utili alla causa.
Assoldare una pedina di pari livello o inferiore al nostro è gratis, mentre una pedina di livello superiore ha un costo in monete speciali, ottenibili dalle quest o in base alla popolarità della pedina principale.

Il complesso sistema delle pedine rende l’ia dei nostri compagni di ottimo livello e nelle situazioni più difficili sarà necessaria tutta la conoscenza sul campo che hanno appreso durante le battaglie. Dragon’s Dogma: Dark Arisen è un action-rpg complesso, difficile, in cui bisogna abituarsi alla sconfitta, tanto nelle fasi iniziali quanto in quelle avanzate, più diventeremo forti noi e più lo saranno gli avversari. E in un mondo medievale e cupo come Gransys è facile smarrire la via, data la sua vastità. La mappa di gioco è enorme, piena di cunicoli, labirinti e grotte da esplorare, capace di tenere impegnati per decine di ore solamente per scoprire ogni angolo.
Tecnicamente solido e stabile nel frame-rate, il porting di Dark Arisen è decisamente curato e nonostante i sette anni alle, non teme il confronto con i più recenti esponenti del genere, grazie a un gameplay unico e a una cura dei particolari magistrale.

Di notte è importante portarsi sempre una lanterna, pena il buio completo o quasi, e i nemici sono più forti…

Le battaglie si svolgono in tempo reale, in combattimento possiamo usare un’arma principale e una secondaria, variabile a seconda della classe scelta. Per ognuna delle armi è possibile settare fino a quattro tecniche speciali, utilizzabili consumando la barra della resistenza.
Inizialmente sono a disposizione le classi base del guerriero, dell’arciere e del mago. Ogni volta che saliremo di livello avremo un effetto secondario specifico della classe e un bonus a determinate statistiche. Ad esempio, un livello da guerriero conferisce un aumento alla difesa fisica e alla salute, un livello da mago beneficia di un aumento alla stamina, necessaria per lanciare le magie. Esistono un totale di nove classi: tre base, tre avanzate e tre miste, esclusive dell’Arisen e non utilizzabili dalla pedina principale.

Cambiare classe offre differenti esperienze di gameplay. Il guerriero possiede uno scudo, è in grado di parare i colpi avversari e di eseguire potenti contrattacchi, oltre ad avere una buona difesa fisica, il mago è in grado di infiggere notevoli danni magici ma necessita di tempo e protezione per lanciare gli incantesimi. L’arciere è un abile cecchino in grado di sfruttare le altezze e colpire il nemico da lunga distanza, stordendolo e respingendolo nel campo di battaglia. Le stesse tattiche e classi vengono utilizzate dai nemici, non è raro trovarsi assaliti da gruppi di briganti che come prima mossa attaccheranno i maghi o i curatori, per lasciarci inermi e senza copertura.
In ogni momento del combattimento è possibile accedere all’inventario per utilizzare pozioni o cambiare equipaggiamento. Le pedine sono autonome, raccolgono e utilizzano gli oggetti che trovano durante l’avventura e se sconfitte, possono essere rianimate dall’Arisen avvicinandosi a loro, recuperando metà della loro vita.

Tutto chiaro, chiarissimo

Gransys è un mondo cupo, malinconico, una terra dove gli abitanti vivono coscienti della minaccia che rappresenta il drago, vanno avanti preparandosi all’imminente battaglia. Visivamente il titolo ha sette anni e una generazione alle spalle e si vede, laddove le città, i labirinti e i mostri sono ben realizzati, non si vede la stessa cura nei modelli poligonali dei protagonisti, anche se, bisogna dirlo, su console Nintendo siamo abituati a porting in HD visivamente sufficienti e con poco impegno, Monster Hunter docet.

L’assenza di un lock on sui nemici crea a volte confusione nei combattimenti e la telecamera tende a sbandare richiedendo aggiustamenti manuali. Ottima la colonna sonora del titolo, con la presenza di numerosi brani vocali che ben contribuiscono a donare epicità al viaggio e a creare una buona atmosfera.
Il titolo è ricchissimo di quest secondarie e missioni, è facile perdersi per soddisfare le richieste degli abitanti o assistere ad eventi che ci allontanano temporaneamente dalla trama principale, di per se già abbastanza diluita.

Quale miglior momento per Dragon’s Dogma: Dark Arisen per uscire su Nintendo Switch della contemporaneità dell’ultima stagione di Game of Thrones? I draghi sono diversi e non propriamente amichevoli nel titolo Capcom ma il fascino di un mondo medievale e soprattutto di un gameplay unico sono inalterate, anche a distanza di sette anni.
Dark Arisen è la versione completa del titolo e include l’isola di Nerabisso, la regione esclusiva del DLC, enorme, popolata da creature feroci e da esplorare solo dopo aver superato almeno il trentesimo livello.

Dragon’s Dogma: Dark Arisen è una gemma da sempre sottovalutata, un titolo unico e peculiare da provare, armandosi di tanta pazienza e dedizione. Un titolo che pesca da Dark Souls e da Monster Hunter ma si distacca da entrambi proponendo meccaniche esclusive, uniche. Al netto degli anni sulle spalle dal punto di vista tecnico, un action-rpg da giocare, dedicato agli appassionati del genere e dell’epica medievale.

8

Dragon's Dogma: Dark Arisen

"Magia, paladini e draghi, serve davvero altro?"

Un action-rpg dalle meccaniche peculiari ed esclusive, un immenso mondo da esplorare per decine e decine di ore

Tecnicamente risente del peso degli anni, confusionario nei combattimenti, trama principale eccessivamente diluita

Modus Operandi: Ho giocato al titolo nella sua versione originale e ho speso oltre dieci ore al porting per Nintendo Switch grazie a un codice gentilmente fornito da Capcom