Yoshi, dai pixel di Super Mario World al cartone di Crafted World

Parliamo dei giochi del dinosauro verde

Come sicuramente avrete intuito dal mio nickname, usato all’interno del sito e in buona parte dell’internet (insieme a Zerosauro, ma quella è un’altra storia), Yoshi è il mio personaggio preferito in assoluto. Adoro Mario, Link, Kirby insieme a moltissimi altri personaggi partoriti all’interno del mondo videoludico ma il dinosauro verde con le scarpette arancioni mi ha colpito subito, già dal primo sguardo. Il primo ricordo che ho di lui è legato a Yoshi’s Story, certo non il primo titolo a lui dedicato ma il primo su cui ho posato gli occhi e le mani. Non il migliore dei giochi, estremamente semplice e letteralmente “per bambini” ma a me non importava allora e non importa ora, rimane uno dei miei giochi preferiti. Le musiche, le ambientazioni, lo stile artistico, gli Yoshi stessi, tutto mi trasmetteva e mi continua a trasmettere serenità e buonumore, mi fa stare proprio bene.

Questo è l’angolino Yoshioso che ho a casa dei miei genitori

Ed è una cosa che oggi non ritrovo praticamente in nessun gioco ad esclusione di qualche sparuto titolo Nintendo. E da quel momento è partita la mia fissazione per il personaggio, non chissà per quali motivi particolari o altro, è una storia semplice, proprio come un gioco di Yoshi. I suoni che emette, la sua apparente stupidità che però cela un’arguta intelligenza, il suo spirito di sacrificio per Mario, tutti elementi che mi fanno amare il dinosauro. Ok, forse l’ultima caratteristica non è che gli piaccia più di tanto in effetti!

I boss di Yoshi’s Story sono la digitalizzazione della parola “facilità”

Yoshi nasce in maniera strana. La sua prima apparizione è infatti all’interno di uno dei massimi capolavori della serie Super Mario, Super Mario World, gioco pubblicato su SNES nel 1990. All’avvio della partita scopriamo che Mario e Luigi sono arrivati a Dinosaur Land per rilassarsi ma, come da copione, Peach è stata rapita, e non solo! Vengono anche informati, da un dinosauro verde abitante del luogo, che anche i suoi amici sono stati rapiti dai Koopa. E quindi via verso i mondi di gioco, pronti a salvare tutti. La nascita, ripeto, è strana poiché la prima apparizione è su Super Mario World ma il primo gioco a portare effettivamente il suo nome, Yoshi, verrà pubblicato solo due anni dopo, nel 1992, sulla console precedente, il NES! Iniziamo quindi a parlare velocemente di tutti i titoli che portano il suo nome ma prima, eccovi una gif per mettervi il buonumore. In giapponese “Yossi” significa anche “felice”, ed in effetti è difficile non sorridere guardando il dinosauro verde che saltella.

Nel primo titolo in cui compare, Yoshi non è il protagonista quanto più un aiutante estremamente utile e versatile. Grazie agli stivali che porta riesce a saltare quasi su ogni nemico senza ferirsi e, nel caso in cui veniate colpiti, Mario non subirà alcun danno. L’unico effetto è quello di vederlo scappare all’impazzata e, nel caso in cui vi sia un precipizio, perderlo fino a quando non si ritrova un altro uovo, a meno che non riuscite a saltarci in groppa prima dell’inevitabile. Oltre a questo utile strumento difensivo, Yoshi è dotato anche di utilissimi sistemi di attacco, come la lingua, con cui può inglobare oggetti e nemici anche molto più grandi di lui, disintegrando qualsiasi legge fisica conosciuta.

Copie giapponesi originali di Yoshi’s Safari e Yoshi’s Island

Inoltre è dotato di un sistema digerente estremamente rapido che gli consente di metabolizzare istantaneamente ciò che ingloba e, all’evenienza, recuperare vita nel caso in cui mangi frutta oppure acquisire poteri d’attacco nel caso in cui mangi i gusci dei Koopa. Se ne mangia uno rosso, l’incredibile stomaco del dinosauro gli consentirà di sparare palle di fuoco oppure, mangiandone uno blu, potrà svolazzare per un po’. Letteralmente dei superpoteri! In questo titolo sono presenti anche le classiche uova ma non vengono usate come proiettili quanto come delle “prigioni” all’interno dei quali sono stati rinchiusi gli Yoshi da salvare. Sottolineo infatti che con la parola Yoshi si intende tutta la razza dei dinosauri colorati di cui fa parte anche l’aiutante di Mario, l’unico ad avere un nome ufficiale, T. Yoshisaur Munchakoopas.

Vorrei solo dire che Yoshi evade le tasse, davvero.

Shigeru Miyamoto aveva già avuto l’idea di dare una cavalcatura a Mario ma su NES era irrealizzabile a causa dei limiti tecnici imposti dalla console, gli stessi limiti per cui non poterono fare la bocca a Mario e la coprirono con dei pixel rappresentanti i baffi, per cui si dovette aspettare l’arrivo di una console più potente. Al contempo, il design non è originale ma deriva dal protagonista di un altro gioco praticamente sconosciuto, Devil World, realizzato sempre dal mitico duo Tezuka – Miyamoto e arrivato dopo anni in Europa (e mai in America a causa dei temi religiosi, banditi da Nintendo of America). Come potete vedere dall’immagine sotto, il protagonista è una specie di fusione mal riuscita tra Bub e Yoshi in cui sono già rilevabili il colore caratteristico e le tre scaglie arancioni sul dorso.

La somiglianza è innegabile

Se escludiamo i titoli “corali” in cui sono presenti molteplici personaggi Nintendo, Yoshi ha avuto la sua buona serie di giochi personali. Il primo in elenco è conosciuto molto semplicemente come Yoshi, il cui titolo inglese per esteso è Yoshi: Pure Puzzle Panic with Yoshi and Friends (adattatori inglesi, ma che è PURE PUZZLE PANIC?!?). Classico puzzle game in cui alcune figure scendono dall’altro e il giocatore può spostare dei piatti in fondo alla schermata per realizzare delle colonne di figure uguali per farle sparire. È disponibile anche tramite il servizio Nintendo Switch Online. Piccolo fun fact: il gioco si chiama Yoshi ma noi controlliamo Mario, il dinosauro è relegato ad un quadratino sulla destra. Subito dopo si passa ad un altro puzzle game, Yoshi’s Cookie, in cui anche stavolta il dinosauro non è il protagonista. Bisogna allineare dei biscotti che compaiono all’interno della schermata di gioco ma il nostro amico verde appare solo nella modalità VS a due giocatori. Tecnicamente c’è pure una storia che ha a che fare con il duo che realizza troppi biscotti, si stancano, vanno a dormire e nel frattempo Bowser incasina tutto ma vabè, parliamo di un puzzle game del 1992, meglio non starci troppo a perdere tempo.

Guardate che bellino Yoshi che gira la manovella con le zampette!

Il prossimo titolo nella lista è già molto più particolare, Yoshi’s Safari. È uno dei pochi titoli per NES ad utilizzare il Super Scope, una periferica simile alla Zapper ma con una forma leggermente diversa. Praticamente è un bazooka. In un gioco di Yoshi! E un altro piccolo fun fact: questo è il primo gioco in assoluto in cui la Principessa Toadstool viene chiamata Peach!

Stupenda!

Anche in questo titolo si esplora un mondo diverso dal regno dei Funghi. Infatti Mario e Yoshi sono stati mandati da Peach nel Jewelry Land a salvare King Fret e Prince Pine, rapiti ovviamente da Bowser, che se non rapisce qualcuno durante i suoi viaggi non è contento. Il gioco, anche stavolta, vede come protagonista Mario, questa volta “bloccato” a cavallo del dinosauro. Lo scenario di gioco è rappresentato dal punto di vista dell’idraulico, con la testa di Yoshi perennemente al centro dello schermo.

Stranissima!

 

 

 

 

 

 

 

E casomai non fosse chiaro, il gioco è un FPS a tutti gli effetti. Con Mario che imbraccia un bazooka a bordo di Yoshi che deve anche saltare per evitare ostacoli. Battlefield chi?? Inoltre è anche possibile colpire la testa che spunta, cosa che causerà perdita di vita. Non so voi ma per me, concettualmente, questo è uno dei punti più elevati toccati da Nintendo. Dopo queste sperimentazioni, la società torna su una strada più canonica e conosciuta, quella dei platform 2D, realizzando probabilmente quello che è il miglior titolo mai dedicato al fedele compagno di Mario, Super Mario World 2: Yoshi’s Island. Il gioco ha un’estrema importanza nella lore di Mario in quanto funge da prequel per l’intera saga, con l’introduzione di Baby Mario, la versione neonata e super fastidiosa dell’idraulico baffuto, portato sempre in groppa a Yoshi che questa volta deve badare alla sicurezza del pargolo e nel frattempo puntare a sconfiggere i due nemici che diventeranno caratteristici della serie, Kamek e Baby Bowser, che in questo gioco fanno entrambi la loro prima comparsa. In questo caso, Yoshi è dotato di sistemi di attacco diversi da quelli visti in Super Mario World. Compaiono quindi le uova a pois, tipiche della sua razza, che vengono defecate dopo aver mangiato un nemico o possono essere raccolte dai cubi svolazzanti per i livelli. In questa maniera si possono attaccare i nemici lanciandole ad incredibile velocità. Non si capisce però se è lui ad essere fortissimo o le uova ad essere leggerissime ma resistenti.

Grafica coloratissima e che cattura subito

Il gioco, oltre ad aver ricevuto il plauso dalla critica per la grafica, estremamente colorata e le cui animazioni erano realizzate con estrema cura, ha dato pure il via alla serie di platform tipica di Yoshi, che si discosta da tutte le altre di Nintendo. In Mario abbiamo la serie “classica”, con Donkey Kong quella per hardcore gamer, con Kirby quella un po’ più facilona e tranquilla. Con Yoshi invece si è puntato ad una difficoltà sempre tendente al facilone ma che punta alla rigiocabilità dei livelli, all’interno dei quali sono sempre presenti diversi percorsi e tanti collezionabili da raccogliere. Dopo aver fatto anche una comparsa in Tetris Attack, Yoshi torna su Nintendo 64 con il titolo da me citato ad inizio articolo, Yoshi’s Story.

E anche questo titolo presenta delle “prime volte”: infatti, per la prima volta, Yoshi viene doppiato da Kazumi Totaka, compositore Nintendo al suo primo lavoro da doppiatore e che gli continuerà a prestare la voce (o meglio, i suoni) fino ad oggi, che ne compone anche le musiche.  Dopo la pubblicazione del gioco comparve anche una tech demo, destinata al Game Boy Advance, basata proprio su Yoshi’s Story. Di tale demo non esiste praticamente nient’altro e non è mai stato chiaro se fosse effettivamente una demo di un porting del gioco o un seguito. Il gioco inizia in un tripudio di felicità e allegria, con i colorati dinosauri che vivono felici e tranquilli grazie al Super Happy Tree (Nintendo, ma con questi nomi esagerati che dobbiamo fare?!?). Baby Bowser, per vendicarsi della sconfitta subita nel gioco precedente, ruba l’albero e sconvolge le vite dei poveri dinosauri trasformando il mondo in uno splendido libro pop-up. Per una volta, niente Mario in mezzo, solo i dinosauri come protagonisti! All’inizio di ogni livello possiamo sceglierne uno tra i sei disponibili (più quello bianco e quello nero da sbloccare) ed iniziare la partita. I livelli non hanno contatori e per finirli bisogna mangiare trenta frutti. Una volta arrivati alla fine, se non si è riusciti ad arrivare alla cifra necessaria, semplicemente si torna all’inizio del livello in modo da terminarlo o provare altre strade, quando disponibili. Tipi timidi, nuvole e strani dragoni svolazzanti fanno da contorno ad una fiaba delicata e che, purtroppo, finisce molto presto.

Una volta riempiti i bordi con la frutta termina il livello

In seguito Nintendo si diede nuovamente alle sperimentazioni con Yoshi’s Universal Gravitation, la cui cartuccia possedeva dei sensori giroscopici che facevano ondeggiare gli scenari in base a come si muoveva il Game Boy Advance (tale tecnologia venne usata solo con un altro titolo di Wario e uno di Kirby), e Yoshi Touch & Go, un titolo che mostrava le caratteristiche peculiari del Nintendo DS i cui input erano impartiti solo con pennino e microfono. Sostanzialmente due titoli alquanto dimenticabili. Per fortuna si torna presto nei territori conosciuti dei platform 2D con Yoshi’s Island DS, seguito diretto del titolo pubblicato su SNES, ed è di nuovo tempo di debutti. Nel gioco compaiono per la prima volta sia Baby Donkey Kong che Baby Wario. La sostanza del titolo non cambia molto dall’originale così come in Yoshi’s New Island, titolo per Nintendo 3DS che mi ha lasciato un po’ freddino, così come a buona parte della critica. Idee e addiritture musiche riutilizzate dall’originale senza praticamente alcun tocco di originalità per un titolo realizzato con malavoglia e a costo zero o quasi. Discorso diametralmente opposto per quanto riguarda il titolo successivo, che ha prodotto anche gli amiibo più belli in assoluto (con buona pace di quelli dedicati a Breath of the Wild e il cui primato è scalfito forse solo da Bowser vestito da sposo), Yoshi’s Woolly World.

Guarda che cattiveria questo Yoshi!

Riprendendo ed ampliando quanto realizzato con Kirby e la stoffa dell’eroe, Woolly World è ambientato in un modo tutto realizzato di lana con uno stile artistico morbidosamente grazioso. La storia si mantiene sempre sui temi classici dei titoli di Yoshi, con Kamek che da fastidio e i dinosauri che devono sconfiggerlo percorrendo i vari livelli e transformandosi, all’evenienza, in moto, ombrelli e quant’altro serva per poter andare avanti. Ma Nintendo non ha mica esaurito le idee, e nemmeno il cartone avanzato di Labo, ed è così che, a marzo, verrà pubblicato l’ultimo titolo in ordine cronologico, Yoshi’s Crafted World. Questa volta la lana viene abbandonata in favore di un ambiente in 2.5D tutto realizzato di cartone. Yoshi, con le sue uova, può anche colpire gli oggetti dello scenario in modo da aprire nuove strade o scoprire oggetti che vi si nascondono dietro.

Mamma mia quanto è bello Crafted World

Da poco è stata anche pubblicata una demo, su Nintendo Switch, che mostra il primo livello di gioco. Questo elemento della prospettiva viene usato proprio per ribaltare letteralmente i livelli. Una volta terminato infatti può essere giocato di nuovo, al contrario, cercando i Poochy sparpagliati per il livello e ammirandolo così da un diverso punto di vista. Così come con Woolly World, anche Crafted World mi ha fatto nascere un sorriso spontaneo e involontario e devo dirvi di attendere veramente con ansia il titolo completo a fine marzo, fiducioso di vedere il dinosauro verde tornare sulle console Nintendo Switch di molti giocatori, magari anche di persone (e perché no, bambini) che si approciano per la prima volta ad un titolo di Yoshi e che vi sapranno trovare quelle emozioni positive che vuole veicolare.