Microsoft e Nintendo: Il matrimonio del futuro

C’era una volta la Console War…

Stiamo vivendo una situazione a dir poco utopistica. Secondo l’immaginario collettivo, fino a qualche mese fa, era a dir poco impossibile — per non dire folle — pensare che due aziende del settore, produttrici di console, collaborassero insieme. Poi sono esplosi i rumor che vorrebbero Microsoft e Nintendo viaggiare insieme sulla stessa onda, con la prima a supportare la casa di Kyoto con giochi e servizi.

Xbox Live, Game Pass, Project xCloud. Una tripletta che potrebbe segnare un vero e proprio level-up delle infrastrutture Nintendo, al momento semplicemente imbarazzanti se comparate alla concorrenza. Premesso che questo magico scenario deve ancora vedere la luce, in questi giorni è lecito farsi una domanda: con i tempi che corrono, perché mai ci meravigliamo di quanto sta accadendo? È probabile che il matrimonio tra Microsoft e Nintendo rappresenterà una svolta storica per il gaming tutto. Un colpo di fianchi in grado di segnare il futuro dell’industria.

Momento storico, che scalda il cuore. E che fa versare lacrime. Mannaggia a te, Reggie.

Ricordo bene la presentazione di Playstation 4 e Xbox One. La prima ne uscì come la console fortheplayers, mentre la seconda sembrava quasi tradire il concetto stesso di console. Online sempre attivo, giochi impossibile da prestare ed un centinaio di euro in più a pesare sulle tasche degli appassionati per via del Kinect. Insomma, Sony riuscì a puntare i riflettori— senza nemmeno troppa fatica perché in fin dei conti gli errori furono tutti di Microsoft— su di un prodotto nel complesso migliore, più accattivante, più economico.

Negli anni la quarta stazione di gioco ha dato la polvere a Xbox. Sarebbe cambiato qualcosa se durante quell’E3 sfortunato Microsoft fosse riuscita a presentare una console, semplicemente, normale? Forse One sarebbe partita meglio, ma sono abbastanza sicuro che nel lungo periodo avrebbe sofferto ugualmente la forza del brand Playstation. Persino Nintendo sembra aver voluto evitare una battaglia impossibile da vincere, immettendo sul mercato una console che al momento non ha dirette concorrenti.

La situazione un anno fa. Se oggi Nintendo Switch ha praticamente raddoppiato le unità vendute, Microsoft ha racimolato sì e no altre 5-6 milioni di console. Nel 2018 Sony ha piazzato quasi 20 milioni di PS4.

Microsoft non vanterà uno spropositato numero di esclusive né la console più accattivante, ma può contare su di una infrastruttura di servizi online semplicemente impareggiabile. La casa di Redmond è eccellenza e garanzia quando si tratta di servizi. Il fatto che anche le poche esclusive Xbox siano migrate su PC è un chiaro segno del cambio di strategia effettuato da Spencer e compagnia. Quindi, perché non affacciarsi anche su altri lidi? Magari sulle coste di un Giappone del tutto indifferente al mercato console americano?

Estendere la portata dei servizi anche ad una piattaforma come Nintendo Switch è una mossa che, per quanto folle, potrebbe rivelarsi nel tempo vincente. In un mercato dove Sony fa letteralmente ciò che vuole, questo potrebbe essere il primo mattone verso la fantomatica console unica, o comunque verso il videogioco libero da barriere quali console posseduta, esclusive e via dicendo. Un mondo che, lasciatemelo dire, sarebbe il paradiso di ogni giocatore con un po’ di sale in zucca. E che Microsoft si ritroverebbe pronta ad affrontare.

Il nemico del mio nemico è mio amico.

Ma nel frattempo, Nintendo cosa ci guadagnerebbe? Direi tutto. Il Nintendo Switch Online è, al momento, il servizio a pagamento più scadente in assoluto, sia per quanto riguarda i contenuti — non bastano una manciata di titoli NES per appagare la fame dei fan — sia per la qualità effettiva della connessione che tutti lamentano, soprattutto da quando Super Smash Bros. Ultimate è entrato nelle case di dieci e più milioni di giocatori. Un’infrastruttura online in grado di supportare al meglio il picchiaduro-crossover più chiacchierato del momento e i vari Splatoon, Mario Kart, Fortnite, potrebbe elevare l’esperienza di gioco multiplayer al grado massimo. Magari integrando una chat vocale degna di questo nome.

C’è poi la questione giochi. Si è parlato di un servizio in streaming in grado di far girare le grandi IP firmate Microsoft sull’ibrida giapponese. Si è parlato persino di veri e propri port dedicati, con nomi quali Ori and the Blind Forest e Cuphead (e THQ Nordic come publisher), oltre ad una misteriosa e importantissima grande IP. Sarà mica Halo?

Anche se il verde stona un po’ con i colori del mio Switch.

Una libreria di per sé già ricca, che potrebbe quindi inglobare titoli di una certa importanza nel settore e di richiamo per un pubblico desideroso di vivere esperienze più mature. Xbox Game Pass sta riscuotendo successo tra i giocatori, anche a fronte di un’offerta davvero gustosa; darlo in pasto ad altri trenta e più milioni di utenti, sotto forma di un servizio in streaming, potrebbe segnare la sua definitiva ascesa. Lo stesso Scalebound su Switch — che prima di girare sull’ibrida giapponese è probabile che verrà stravolto graficamente e concettualmente — poteva essere visto come una sorta di affronto da parte della Grande N nei confronti di Microsoft; ora potrebbe invece rivelarsi il frutto di un accordo.

Stiamo vivendo una parentesi storica del gaming, è difficile prevedere a cosa porterà di preciso questa alleanza, sempre se confermata. È possibile che Microsoft si sia posta un obiettivo più grande di quel che possiamo immaginare, che probabilmente prenderà forma tra diversi anni. Nintendo, dal canto suo, per mettere da parte un orgoglio secolare scegliendo di fare spalla e spalla con una diretta concorrente, evidentemente sta già pensando al futuro.