Pokémon per Nintendo Switch: la lista dei desideri (aggiornata)

Ci risiamo, è di nuovo quel periodo dell’anno. Quei giorni in cui ci separano dal reveal di un nuovo titolo di Pokémon, imminente, quei giorni in cui le informazioni e i rumors si moltiplicano giorno dopo giorno, alimentando sogni e speranze nei Pokéfan di tutto il mondo. Quello che sappiamo finora non permette di trarre conclusioni ne, teoricamente, di essere pessimisti o ottimisti. Ma poi, qualcosa fa scattare la pulce nell’orecchio:

“Dato che la gente me l’ha chiesto, ho molti pensieri a riguardo su questi possibili nuovi titoli, ma aspetterò fino a quando non avremo il reveal ufficiale prima di dire la mia. Se tutto va bene, le cose non andranno così male come sembra, ma un’ulteriore casualizzazione della serie principale non è la strada giusta, dal mio punto di vista”.

Parole di Joe Merrick, fondatore di Serebii.net, ragionevolmente considerabile tra i più grandi fan, se non il più grande, del mondo Pokémon. E se lui anche lui ha dubbi, è difficile dormire sonni tranquilli.
Così, torna quel periodo dell’anno, come dicevo, in cui pensiamo alla serie, a cosa è andato storto e cosa è andato bene. Un anno e mezzo fa, poco prima dell’uscita di Sole & Luna, ho redatto una lista di “quel che è andato smarrito” lungo il cammino in due speciali (parte 1 e parte 2), quello che avremmo voluto rivedere nel nuovo gioco analizzando i motivi principali che, fino a quel momento, avevano contribuito a rendere la serie sempre più casual.
In breve:

  • La storia
  • I dungeon
  • Contenuti dopo la main quest
  • Pokémon dark e Pokémon persi per strada
  • Scelte logiche e soluzioni rivoluzionarie
  • Ruolo dei leggendari nella storia
  • Pokémon Event ed eventi globali
  • Ciclo giorno e notte e stagioni
  • Livello di difficoltà
  • Seconda Regione

Tale elenco nasceva dopo il salto tra quinta e sesta generazione, ovvero il passaggio tra quello che considero il punto più alto della saga, Bianco2 & Nero2 e quello più mediocre, X & Y. Sole & Luna uscirono poco tempo dopo i due speciali, seguiti da Ultra Sole & Ultra Luna un anno dopo. A quanti dei punti sopra citati la settima generazione ha posto rimedio? La risposta è molto semplice, quasi nessuno.
Sole & Luna sono rpg story-driven, molto più che nella sesta generazione, da questo punto di vista il miglioramento è stato netto, peccato che per godere della VERA storia abbiamo dovuto aspettare le versioni Ultra, per un anno Necrozma ha vagato nei prati di Alola senza meta e senza scopo alcuno (e qui ci riallacciamo al punto dei leggendari nella storia). Una volta terminata la main quest, specialmente nelle versioni Ultra le cose da fare non mancano per fortuna e la longevità è elevata.
La settima generazione e il viaggio ad Alola purtroppo, hanno portato anche brutte sorprese come un HUB online totalmente rivoluzionato e molto più confusionario rispetto alla sesta generazione.
Quindi, in sintesi, la lista dei desideri di un anno e mezzo fa è ancora oggi valida, ancora oggi come allora si torna a sperare e a contare cosa è andato perso per strada. Ma oggi, si parla di Nintendo Switch, di una console casalinga e a quella lista, forse, bisogna aggiungere nuovi desideri, forse finalmente realizzabili grazie alla maggior potenza della console.

Senso di scoperta 

UltraSole & UltraLuna sono bei giochi, sono godibili, divertenti e piacevoli da giocare, curati sotto la maggior parte degli aspetti ma, rispetto al passato, come non mai sono titoli che non fanno sentire il giocatore libero.
Sin dalle prime battute siamo guidati nelle azioni da compiere, il nostro cammino viene dirottato continuamente e non ci sentiamo mai liberi di scegliere dove andare. Manca la scoperta, manca la sensazione di vivere un’avventura imprevedibile, manca la libertà. Forse siamo grandi, forse l’effetto novità vissuto con le prime generazioni è irripetibile ma giocare oggi i primi giochi su Virtual Console permette di esplorare mondi con pochi ma essenziali dialoghi dove accedere a un nuovo percorso rappresenta una soddisfazione e non un obbligo dettato dalla storia.
I dungeon non esistono più, sappiamo bene che sono un retaggio del passato ma fa male ricordare che una volta, raggiungere un Pokémon leggendario in fondo a una grotta marina rappresentava una ricompensa per le fatiche svolte e la lotta che ci aspettava per la sua cattura, era veramente leggendaria.
Un open world è possibile e fattibile, se Let’s Go! Pikachu e Let’s Go! Eevee rappresenteranno davvero, un ritorno a Kanto e un remake di Pokémon Giallo, sarebbe ora di vivere nuovamente una vera avventura e non un’esperienza divertente ma guidata. Sarebbe ora di diventare nuovamente campioni della Lega con le proprie forze e non spinti da png o protagonisti della storia pronti a richiamarci se solo proviamo a uscire dai binari. Sarebbe ora di tornare a conquistarsi i Pokémon rari e non trovarli in fondo a un anello di Hoopa o in un portale spaziotemporale.
Inoltre, sarebbe giusto dare la possibilità finalmente di scegliere se vivere l’avventura come un nuovo allenatore o come un veterano, saltando tutorial visti e rivisti decine di volte, scegliendo di poter evitare i combattimenti contro gli allenatori (seriamente, basta allenatori obbligatori con uno-due Pokémon a fine avventura) e aumentando il livello e le capacità degli avversari. Restituire un senso di scoperta ai giocatori vuol dire tornare a giocare veramente, magari con una maggiore interazione anche da parte del nostro avatar col mondo circostante, senza più avere un protagonista monoespressivo che sorride in ogni situazione.

 

Gioco completo e DLC a seguire

In sintesi, basta terza versione o storia parallela alternativa. Se la versione definitiva di un titolo aveva senso di esistere in passato, oggi, ragionevolmente, non ne ha più grazie all’esistenza dei DLC.
Dal punto di vista commerciale i titoli vendono e fin quando continueranno a vendere Game Freak e Nintendo avranno ragione a pubblicarle ma dal punto di vista del consumatore non è raro sentirsi preso in giro, a ragione anche. UltraSole & UltraLuna sono storie alternative, veri e propri capitoli “reali” della settima generazione e introducono nuovi Pokémon, una vera e propria estensione della settima generazione in due versioni.
Un titolo completo sin dall’inizio sarebbe stato possibile? Sicuramente si ma come detto, dal punto di vista commerciale non fa una piega. Ora, speriamo sia finalmente arrivata l’ora di avere i “veri” giochi sin da subito, titoli con una cura maggiore ed espandibili con il tempo tramite DLC, venduti a un prezzo adeguato alle aggiunte e ai contenuti che offrono. Pokémon è un brand con un metagame molto sviluppato che vede eventi frequenti eventi a livello nazionale e mondiale, un nuovo titolo serve anche per cambiare le carte in tavola e modificare le regole di anno in anno ma non deve più andare a scapito del consumatore, ne costringerlo a pagare ogni volta un prezzo pieno per poche rilevanti aggiunte. Tramite DLC potremmo avere anche intere nuove regioni, quest per nuovi Pokémon e relativa espansione del Pokédex, avere rotazioni dei capi palestra e degli allenatori da sfidare, assistere a un mondo che cambia con nuove storie. Per esempio, se i due titoli per Nintendo Switch fossero davvero ambientati a Kanto, con un’espansione nei mesi a venire potremmo visitare Johto, prima di tuffarci in una regione del tutto nuova con i futuri giochi.

I limiti rispetto al passato sono molti di meno, al contrario dei sogni e dei desideri di un Pokéfan, divertito, ancora oggi appagato ma nostalgico e desideroso, come ogni anno, di vivere una vera avventura. Chissà, forse in questo momento sono gli stessi pensieri e le speranze di Joe Merrick…

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