La Droghyeria – DACRO #1 – Sword of Mana

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Rieccovi qui, affezionati della Droghyeria! (A cosa siate affezionati di preciso non lo so.)
Benvenuti all’inizio di un nuovo filone Droghyeriesco, il DACRO!

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Perché il GBA è una console Bella

(Avete notato il dacronimo? Ahahah?)
Comunque, se anche tu volevi pormi questa spinosa domanda sappi che sto per risponderti più forte che mai, giacché questa sett…cioè, questo mes… quest’ann… QUEST’OGGI, voglio recens… presentar… PARLARVI (che fatica) di un videogioco. Un videogioco VECCHIO.

Ora, come noi tutti sappiamo i giochi VECCHI sono BRUTTI. O forse no?

Ma sì, ma sì, lo so che c’è tanta gente affezionata ai giochi VECCHI (e brutti (ma belli!)). Allora proprio per questo vale la pena parlarne, anche e soprattutto per rispolverare amori passati (che ci sarà pur un motivo se sono passati) ma non morti (senza trattino, non sto parlando di WarCraft).

Ebbene, di cosa voglio parlarvi? Di Sword of Mana.
Non è un vero pezzo d’antiquariato, non come il suo “papàFinal Fantasy Adventure, ma si parla comunque di ben diec’anni fa.

Prima dei dinosauri, quando ancora non esistavano i poligoni tridimensionali, fu inventato lui:

.

Non lo vedete? Ma è un pixel!
E qui sotto un pixel visto da lontano:

<—

Poi ci si accorse che con più colori si riusciva a fare qualcosa che sembrasse qualcos’altro ed ecco che cosa è saltato fuori:

Sword of Mana Screen 1

Scrinsciot di Sword of Mana

Bello eh? Non avete voglia di limonarvi quella capanna? Be’, io sì.

Sword of Mana Screen 2

Altro scrinsciot di Sword of Mana.

Guardate il tetto di quella casa in basso, la prospettiva mi perplime quell’attimo, ma diavolo se è figa!

Sword of Mana Screen 3

E la message box, ma dove ne trovate una così? Coi ghirigori e le sfumature nocciola?

Quand’è che abbiamo cominciato a guardare i seni fotoreali invece dell’arte del disegno e dei colori? (Risposta: quando ce li hanno dati in treddì, ovviamente.)

Se TU, sì, proprio tu che leggi, hai smesso di giocare da tempo con il Game Boy Advance perché il 3D lo vedi a malapena con qualche titolo tipo F-Zero e Mario Kart, e ti senti annoiato perché non c’hai i soldi per comprarti il WiiU con il fighissimo Super Mario 3D World, torna sui tuoi passi e procurati un paio di pile stilo perché ti attendono piogge di colori di pastello e palette sbiadite caffelattiche, trasformazioni di Kirby, e MIDI indimenticabili dai motivetti flautici sognanti e incantevoli, tutto incelofanato in una console portatile a 32 bit, il magnifico e mai decaduto Game Boy Advance, la console Bella™.

Ora vi chiederete: “A Droghy, ma sto suord of mana sarà pure carino e incantevole ma er gheimplei ce sta?

ER GHEIMPLEI

Il combattimento è in real time, niente incontri casuali (che mi darebbero voglia di impiccarmi col cavetto rosa di scambio pokémon), ma al suo posto un buon range di armi tra cui scegliere e la possibilità di scambiare il controllo dell’eroe con la fidata partner curatrice o vari altri partner tra cui un nanetto e un saggio NonSoCosaFosse. Ma più che altro donnicciuole (biasimiamolo). Difficilmente i combattimenti risultano frustranti sebbene impegnativi e possiamo contare su alcuni spiritelli elementali, tra cui quello acquatico che ci consente di entrare in una bolla e lanciarci sui nemici per infligger loro danno. Ogni spirito ha un attacco passivo istantaneo e uno attivo caricato e quello caricato cambia a seconda dell’arma equipaggiata. Ma come si recupera il mana? Semplice, tenendo premuti due tasti.

Proprio così. “Maaaa… come, mi stai dicendo che non devo avere dei cristalli che si comprano con le monete oro che si comprano con le monete argento che si comprano con le monete di bronzo che si comprano coi rapanelli viola che si comprano nell’appstore con le monete vere, per comprare una pozione del mana? Che al mercato mio padre comprò? E odorava fra l’altro di pecorino?”

NO, ma mi ascolti? È UN GIOCO VECCHIO! IL PAY-TO-FARE-IN-FRETTA-TUTTO NON ESISTE. Per quelli c’è l’Aifon.
Al suo posto troviamo interfacce pulite, geometriche e stilose, rigorosamente in pixel art.
Paura delle combo? Atterriti dalle statistiche degli equip?
Niente paura! A attacca, R spara lo spiritello. Fine. Ed è bello così.
A onor del vero l’equipaggiamento potrebbe in qualche modo cambiare l’esperienza di gioco, ma sei sicuro di voler sprecare le tue preziose energie elucubrative in simili sciocchezzuole? Come dici? Sì? Bene! Allora Sword of Mana sarà per te un gioco ancor più meglio di quanto già precedentemente non fosse!

Come in ogni RPG che abbia calcato il suolo del mondo videoludico e abbia cavalcato anche per breve tempo l’onda del successo, in Sword of Mana sono presenti i dungeon. In essi si prova un senso di smarrimento a volte fastidioso, ma niente che non possa essere risolto da un momento di calma e pazienza a tu per tu col GBA, salvo poi scoprire fosse più semplice di quel che sembrava. Forse troppo?

In ogni caso, a rimpolpare l’esperienza di gioco troviamo alcune sub-quest, che per lo più sembrano buttate lì a tentare di tappare i buchi di un’avventura di per sé lineare e spoglia, sebbene curata. Un bel voto va invece alla personalizzazione del personaggio e delle armi.
Tra l’altro, ieri sono entrato in una bottega per temprare la mia spada, e il nanetto mi dice:

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Capito?

ORTAGGI. PER TEMPRARE LE SPADE.

ALTRO CHE PIETRE INCANTATE E CRISTALLI MAGICI, LA RISPOSTA È UNA SOLA: ORTAGGI. (Probabilmente carote di ghisa)

E vogliamo parlare degli NPC? NO DICO VOGLIAMO PARLARNE? Ok, non arrabbiatevi.

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Fatto.

A parte il dialogo di cui sopra, il gobbo del gioco altalena tra linee completamente inutili e discussioni di filosofia morale, forse un po’ banalizzate ma pur sempre alte, e per questo motivo non ho ancora ben capito se i dialoghi siano stati scritti da più persone diverse o da una persona con più personalità, oppure ancora da una persona con personalità singola ma multiple alzate di gomito; quel che ne risulta è comunque un range che comprende due estremi e la cui media è tutto sommato Buona™.

Il problema sorge semmai quando il Non So Cosa Devo Fare comincia a lievitare nelle nostre zucche.
In alcuni momenti scorre particolarmente potente™, ad esempio le strade sono ben nascoste, gli obiettivi non chiari e non c’è un vero e proprio diario da consultare, non c’è una mappa e tantomeno si può viaggiare velocemente da un posto a un altro.
Internet, di nuovo, rimane l’unica soluzione per quei momenti bui. La storia della mia vita. Ma parliamo diggrafica!

LAGGRAFICA

Graficamente, come già detto, è una piccola perla cromatica, ma quello che più colpisce è la varietà delle ambientazioni…

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…e delle architetture:

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E a condire la pappa abbiamo un ciclo giorno/notte non eccelso (niente real time o tempo proporzionale) ma gradito.
Le limitazioni grafiche invece saltano fuori di rado, però sono, come dire, abbastanza visibili.

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Tipo, cosa ci fa Eroe™ in piedi sul letto? È maleducato o semplicemente la sua gamma di configurazioni esistenziali pecca di una direzione verso sinistra da sdraiato?

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Eroe™, sul serio, ti pare il modo?

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Aridagli. Sei parente di Link? Mai un Eroe™ che abbia rispetto per le case altrui.

 

PERPLESSITUDINI

Abbastanza presto nel gioco sbloccheremo inoltre una sorta di cactus portatile, o meglio, gonfiabile, che si trasforma in una confortevole casa ogni qualvolta viene utilizzato su un vaso.

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Il senso di tutto ciò? Be’, con la porta di sinistra si raggiunge la mini bottega di un nano fabbro, in grado di temprare e forgiare armi, mentre a destra abbiamo un pratico orto (dove spunta il famoso faccione d’albero, in stile Deku Tree). Ma quello che più stimola la mia curiosità e la mia inquietudine è quel cactus col fiore in testa, che, appena usciti dalla Casa Tus, non esita a scrivere qualcosa sulla sua improbabile lavagnetta:

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Che cosa ci avrà scritto? La lavagnetta è per caso un Death Note? O un mero post-it con una lista della spesa? E cosa dovrebbe comprare un cactus umanoide poi? Shampoo per spine? (Gentilmente concesso da Iwata-sama).
Magari gli piace contare le volte che lo visitiamo così alla centesima o chissà quando potrà finalmente ucciderci?

Possibabile.

Ma queste non sono le uniche domande senza risposta. Ad esempio:

Sword of Mana 3

Perché l’oste sta ballando? Per cosa è felice? Sono rimasto più di un’ora fermo lì a osservarlo e non fa altro che ballare. Non ha una vita sociale.

E perché il fuoco è su un layer superiore a quello del volto del protagonista?

Nessuno lo sa.

 

I ConTrolli.

Parliamo infine dei controlli (mi è appena saltata la corrente quindi scrivo questo paragrafo per la seconda volta e fatevelo andare bene così come viene). È legittimo aspettarsi da una gioco con combattimento in tempo reale che i comandi siano reattivi e ben calibrati.

‘Nzomma. Possiamo caricare lo spirito e muoverci senza perdere la potenza acquisita per poi rilasciarlo sul nostro bersaglio, vero, però le animazioni delle armi ravvicinate come ad esempio la spada sono legnose e rubano tempo prezioso agli spostamenti, ergo: migliorabile.
D’altro canto si può saltare.
Saltare?
Ho detto saltare?
Sì, saltare. Un RPG a visuale classica in cui SI SALTA. Voi conoscete per caso RPG in cui si può fare? Eh?
Sì?
Tipo?

Kingdom Hearts: Chain of Memories…? Be’… è vero, ma… Mario and Luigi Superstar Saga? Sì, in effetti anche quello e i relativi seguiti, ma il punto è… oddio, qual era il punto?
Ah sì, eccolo: .

VOTO

SETTEH*

*SETTEH è leggermente più di SETTE.

PRO

sciutto

CONTRO

soffitto

Giochi simili: Shining Soul I e consorte.

E così concludo (ma come, di già? Sì devo andare a scuola, oggi si fanno i disegni con la pastasciutta), ci rivediamo nella prossima puntata, fate i bravi!

Fagioli!*

*Fagioli è il saluto del giorno. Leggi i prossimi per stare al passo con la moda. O sarai out. Vuoi essere out? Non credo proprio.

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