Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia – Recensione

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Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia – Recensione

“C’erano una volta gli dèi Duma e Mila, che lottarono tra di loro per un’intera epoca”

“Ma perché Duma e Mila lottavano sempre? Non potevano chiedersi scusa?”

“Giuriamo che non finiremo mai come loro, va bene?”

“Si, niente potrà mai separarci”

 

Forse, è proprio quando smarriamo la semplicità con cui vedono il mondo due bambini, quando sentimenti come amicizia, affetto e amore perdono la loro purezza, che nascono i conflitti. Conflitti come quello tra Duma e Mila, divinità sovrane del continente di Valentia che hanno combattuto per tanto, troppo tempo. Fino a far trionfare su Valentia la protezione di Mila, venerata come una divinità benevola ma la cui ira può essere molto pericolosa.

Come tanti capitoli di Fire Emblem, la storia comincia con la caduta di un impero, un’invasione da parte di un nuovo sovrano e due ragazzi che, praticamente soli, si fanno forza. Affetto, amore, sentimenti sinceri che, spesso, perdono la loro purezza e mutano, arrivando a scontrarsi con la realtà di un mondo che non perdona e non lascia scampo e spazio a ottimisti e sognatori. E in un’atmosfera così cupa, Alm e Celica rappresenteranno un raggio di speranza, due figure chiave per la liberazione della Zofia (la regione in cui vivono) e dell’intero enorme continente di Valentia, sfidando forze più oscure di loro, in una difficile battaglia contro il dio drago Duma, risvegliatosi dal sonno e in cerca di una feroce vendetta.

Correre insieme, spensierati... l'infanzia di Alm e Celica è destinata a cambiare radicalmente..

Correre insieme, spensierati… l’infanzia di Alm e Celica è destinata a cambiare radicalmente..

Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia sembra un titolo distante anni e anni dai recenti capitoli usciti per Nintendo 3DS. Molto più di un remake, è un titolo in buona parte nuovo, un gioco dalla doppia anima che coniuga sapientemente il classico con il moderno. Shadows of Valentia è la trasposizione odierna di Fire Emblem Gaiden, secondo capitolo della serie uscito nel 1992 su NES, una storia parallela agli eventi narrati in Mistery of the Emblem, il gioco da cui tutto ebbe inizio. E in 17 anni la saga ne ha fatta di strada, rinascendo come un’araba fenice e diventando oggi un fenomeno di massa, elevandosi a serie di punta Nintendo.

In attesa di Fire Emblem per Nintendo Switch, annunciato per il 2018, con Shadows of Valentia la casa di Kyoto ha voluto sperimentare e osare, implementando grandi novità ed evitando di accomodarsi sugli allori limitandosi a recuperare una storia antica finora mai uscita del Giappone e presentare ancora una volta le meccaniche di gameplay proprie dei titoli moderni. Per cominciare, sono assenti la possibilità di avere figli (giustificata in Awakening dai viaggi temporali e in Fates dalle dimensioni parallele) e il supporto di coppia in battaglia, da sempre un grande vantaggio in attacco. Praticamente assente anche il sistema della triangolazione delle armi, introdotta cronologicamente un paio di capitoli dopo Gaiden. L’avventura di Echoes è strutturata in quattro ambienti differenti, ognuno contraddistinto da un suo peculiare stile visivo: le mappe delle battaglie, il continente di Valentia, i dungeon e le città o le basi esplorabili.



Le mappe stupiscono sin dal primo combattimento, spesso di dimensioni enormi e capaci di contenere veri e propri eserciti, ospitando battaglie contro decine e decine di nemici. Più semplici nella loro costruzione rispetto a Fates, presentano comunque vantaggi o svantaggi legati alle differenti altezze del terreno o delle costruzioni, e alle condizioni ambientali, variabili. Gli sprite degli eroi in battaglia, nella mappa appaiono molto meno definiti rispetto a Fates (o anche a Heroes) e sembrano usciti dal NES, direttamente dall’originale Fire Emblem Gaiden.

I due eserciti sono divisi e contraddistinti dal colore delle armature delle unità ma, dati i pochi dettagli e le minime differenze, rischiano di generare inizialmente confusione e richiedono pratica per individuare velocemente l’unità da muovere. Anche la schermata relativa alle statistiche nel momento in cui si attacca o si viene attaccati è stata rivista, non evidenziando il danno in attacco ma solo il risultato, tenendo conto del colpo a segno sicuro e mostrando la percentuale di riuscita.

In fondo ai dungeon è spesso possibile trovare delle fonti sacre che permettono l'aumento dei parametri..

In fondo ai dungeon è spesso possibile trovare delle fonti sacre che permettono l’aumento dei parametri

Valentia è una terra molto vasta, ogni capitolo dell’avventura presenta numerosi passaggi e richiede la vittoria di numerose battaglie per essere completato. Alm e Celica, dopo essere entrati in guerra, verranno spesso attaccati da nemici alle loro calcagna che si sposteranno parallelamente al giocatore rendendo la prossima battaglia sempre dietro l’angolo, dando raramente tregua. Le città, i castelli o i fortini presenti sulla mappa, una volta conquistati o liberati diventeranno hub centrali costituiti da schermate statiche in cui spostarsi e da cui accettare missioni interagendo con gli abitanti.

Spesso, insieme a loro, appariranno anche membri del nostro esercito, pronti a raccontare aneddoti sul loro passato e ad esprimere le loro idee. Inoltre, nelle fucine è possibile forgiare o potenziare le armi, permettendo di incrementarne la potenza e aumentando le abilità che possono trasmettere alle unità: ogni personaggio ha la possibilità di equipaggiare un’arma (o un oggetto) extra oltre a quella base della propria classe; utilizzarla in battaglia ne aumenta la competenza, permettendo di imparare nuove tecniche speciali. Le armi extra non sono liberamente utilizzabili ma sono soggette alla classe di appartenenza e la loro durabilità è infinita, senza limite di utilizzi. Ogni magia, tecnica o abilità in battaglia richiede un costo in punti salute.

Celica ha tutte le carte in regola per diventare la nuova Lucina nei cuori dei fan....

Celica ha tutte le carte in regola per diventare la nuova Lucina nei cuori dei fan

La libertà totale si estende anche alla possibilità di cambiare classe, accessibile tramite preghiera a una statua della dea Mila e resa possibile, per determinate unità, anche a partire dal terzo livello. Anche le statistiche di crescita al passaggio di livello hanno subito una modifica e ora, cambiare classe prima di arrivare al livello 20 è forse più importante rispetto al passato. Pur offrendo una maggiore libertà nella crescita, il numero delle classi presenti appare limitato rispetto al passato, non vedendo l’aggiunta di nuovi tipi di combattenti che non fossero presenti nel titolo originale. La fortuna è determinante e capita molto frequentemente di salire di un livello e vedere, se va bene, aumentare al massimo due statistiche di un punto. Ironicamente, l’unità reagirà diversamente a seconda dell’aumento dei parametri, scherzando nei casi più drammatici.

Per fortuna, sia Alm che Celica possiedono la Ruota di Mila, un artefatto ancestrale che consente di riportare indietro le lancette del tempo, dando la possibilità di ripetere un turno della battaglia in cui le cose non sono andate come volevamo. L’antica Ruota è soggetta a un limite di utilizzi ma può essere ricaricata procedendo nella storia o vincendo le battaglie. Spesso, si rivela un ottimo metodo alternativo al soft-reset giocando con la morte permanente attiva, marchio di fabbrica della serie ma comunque opzionale. Tramite la Ruota, è inoltre possibile evocare tutti gli Amiibo dei protagonisti di Fire Emblem usciti, essi appariranno come alleati ombra in battaglia per un turno e hanno a disposizione tecniche letali che possono fare la differenza.

Alcune battaglie possono durare quasi un'ora, rappresentando veri e propri assalti contro decine e decine di nemici

Alcune battaglie possono durare quasi un’ora, rappresentando veri e propri assalti contro decine e decine di nemici

I dungeon rappresentano una delle grosse novità di Echoes. Labirinti liberamente esplorabili in 3d, con telecamera alle spalle del giocatore, oltre a ricordare Shin Megami Tensei, consistono in sezioni slegate dal gameplay principale, prettamente esplorative, ma comunque popolate di nemici da sconfiggere nella classica griglia bidimensionale. Nei dungeon è possibile osservare l’ottimo lavoro svolto da Intelligent System dal punto di vista grafico, con modelli e ambientazioni presi da Awakening e Fates e arricchiti di dettagli. Proseguendo nell’avventura, i labirinti diventeranno sempre più intricati e richiederanno anche del backtracking per il completamento di alcune missioni secondarie. Nei labirinti inoltre, le unità possono stancarsi e la fatica ne limiterà le prestazioni in battaglia.

Un tributo alla statua della dea Mila è necessario per recuperare la forma fisica. Uno scambio equo ma comunque più oneroso di un senzu. Su buoni livelli l’intelligenza artificiale nemica, in grado di sorprendere e mirare con facilità a un’unità debole o male posizionata e di ucciderla senza pietà. Schierare e muovere oltre dieci unità non è semplice e calcolare ogni movimento richiede concentrazione. Il livello di sfida del titolo a livello normale è decisamente superiore a quello di Fire Emblem Fates: Retaggio e molto più vicino, se non superiore, a quello di Rivelazione.



Eccellente, ancora una volta, la colonna sonora. Non capita di rado di tenere la console in stand-by per ascoltare e ascoltare la musica di sottofondo di un determinato evento o di una situazione. La malinconia che pervade il tempio di Mila, la tensione della lotta contro un vecchio amico, l’ansia crescente per un mini-boss in un dungeon che si avvicina passando sopra al tema principale sono esempi perfetti di una composizione di altissimo livello. Ma dal punto di vista sonoro, v’erano pochi dubbi.

Giocare Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia equivale a respirare un’aria antica, equivale a immergersi in una storia epica che richiama atmosfere medievali e distanti. Nuovi personaggi si uniscono a quelli originali, con uno stile visivo che abbandona i contorni anime di Awakening e Fates per tornare alle sue origini, con un character design che evoca i capitoli Gamecube, Wii e GBA. Di sicuro, il “nuovo” stile non potrà che far la felicità di chi non ha digerito il cambio di rotta dell’era 3DS. Cambio di rotta che, è bene comunque ricordarlo, insieme alla libertà e al feeling dei capitoli di nuova generazione, ha permesso di salvare la saga dall’oblio.

Splendidamente caratterizzati, Alm, Celica e i loro comprimari (ma soprattutto Celica, Lucina docet) non faticheranno a conquistare e ad ammaliare nuovi utenti. Tutte le unità del gioco, dai protagonisti ai comprimari ai semplici abitanti del villaggio sono doppiati in maniera ottimale, mentre il titolo è interamente tradotto in italiano, anche se la localizzazione testuale nostrana tende a volte a banalizzare l’audio inglese, limitandosi a fare il suo dovere ma senza eccellere o semplificando alcuni concetti espressi. Echoes narra di aspri conflitti, di sentimenti traditi, mette il giocatore di fronte a scelte sulla prosecuzione della storia e su quale esercito seguire, facendo intuire quello che potrebbe accadere se i due protagonisti dovessero scontrarsi. Una storia che, come detto, rimanda a quella gamma di sentimenti che, spesso, inevitabilmente smarriamo per strada crescendo.

Nelle città liberate è possibile interagire con gli abitanti, esplorare per trovare tesori nascosti, accettare sub-quest

Nelle città liberate è possibile interagire con gli abitanti, esplorare per trovare tesori nascosti, accettare sub-quest

Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia rappresenta una grande scommessa per Nintendo. Senza dubbio il miglior remake della saga fino ad oggi uscito, rappresenta l’inizio (speriamo) di una serie parallela, con meccaniche così differenti dai Fire Emblem “contemporanei” da sembrare quasi appartenere a un’altra saga. Rappresenta un ritorno alle origini estremamente moderno ma al tempo stesso classico, rappresenta molto, molto di più che un capitolo “annuale” in attesa di Fire Emblem per Switch. Inutile fare un paragone con Awakening o Fates, proprio per l’anima troppo diversa dei titoli. E solo il pubblico, giudice unico e imparziale, col tempo sarà in grado di decretare la vittoria o meno della scommessa di Nintendo. Echoes: Shadows of Valentia è un gioiello assoluto, un titolo che, dandogli la possibilità di conquistare e avendo mantenuto almeno una parte dei sentimenti sopra citati, sa emozionare per decine e decine di ore. E poi, c’è Celica.

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Che ne pensa NintendOn?

recensisceFire Emblem Echoes: Shadows of Valentia"Antico e moderno si uniscono in un nuovo gioiello della saga"

9.0
Una ventata d'aria nuova per il brand e il miglior modo possibile per chiuderne l'era 3DS, ripercorrendo le origini
Gli sprite 2d poco definiti generano inizialmente confusione, alcuni giocatori di nuova data potrebbero rimanere spiazzati dal trovare davvero poco dei capitoli moderni
Modus Operandi: Ho giocato la campagna principale per oltre 25 ore grazie a un codice di gioco gentilmente fornito da Nintendo
  • Io mi sa che lo potrò iniziare per bene solo la settimana prossima >:<

  • Pietro Spina

    Contento che il riscontro sia positivo. L’uscita così vicina al gioco precedente portava con sé il timore di un prodotto confezionato in modo approssimativo.

  • Zenox (Luigi)

    non vedo l’ora di provarlo, non sono un grande stratega, quindi andrò di difficoltà bassa, ma sicuramente mi divertirò.

    P.S:” Lucina is the best”

  • Enry

    ‘Anche la schermata relativa alle statistiche nel momento in cui si attacca o si viene attaccati è stata rivista, non evidenziando il danno in attacco ma solo il risultato, tenendo conto del colpo a segno sicuro e mostrando la percentuale di riuscita.’

    In awakening era possibile switchare tra le due viste. Qui dici che non può in pratica? O sbaglio?

    • the sky

      esiste una versione alternativa del menù, semplificata, ma è comunque differente nell’impostazione

      • Enry

        Uhm ok 🙂 grazie 😀 dai che tra un po’ mi arriva e lo inizio

  • Draco

    Io passo. Non sono nemmeno vicino alla conclusione di fates.

  • FrancHolic

    Iniziato oggi, ma devo ancora capire se convenga o meno salire fino al livello massimo come nei precedenti FE prima del cambio di classe o appena si può, approfittando delle statue della dea

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