Un ex dipendente Rare: Nintendo era invidiosa dei nostri giochi

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Ah, la Rare. Chi di voi ha abbastanza anni da aver vissuto l’epoca d’oro del Nintendo 64 (ma anche del SuperNes), non può che trattenere i lacrimoni ricordando la magnificenza e la bellezza dei titoli che quei geniacci riuscivano a sfornare: Banjo-Kazooie, Conker’s Bad Fury e Goldeneye 007, Donkey Kong 64, solo per citarne alcuni.

E proprio il successo che Rare riscuoteva presso i videogiocatori è stata causa della gelosia che Nintendo provava verso lo studio, o almeno così sostiene Phil Tossel, ex membro dello staff Rare.

Ecco le sue dichiarazioni:

Non abbiamo mai avuto la possibilità di lavorare col motore grafico che avevano studiato per Zelda. Ci era stata mostrata una versione di Zelda agli albori dello sviluppo e credo che prendesse molta ispirazione da Dinosaur Planet. Nintendo era spesso invidiosa dei risultati che riuscivamo ad ottenere: ho avuto la sensazione che loro pensassero che i nostri giochi fossero tecnicamente e artisticamente superiori ai loro. Miyamoto ci monitorava costantemente e ho sentito dire che dovettero rifare completamente le texture di Ocarina of Time, dal momento che, dopo aver visto Banjo-Kazooie, ritenevano il nostro gioco molto migliore visivamente!”

Certamente la Rare dei tempi del Nintendo 64 era una software house in stato di grazia, in grado di competere qualitativamente con Nintendo e per giunta nel campo di eccellenza della grande N, il platform. Queste chiacchiere di bar lasciano un po’ il tempo che trovano e tirare fuori discorsi del genere dopo anni e anni si riduce ad essere solo mero spettegolare. Vale la pena però notare che se Rare ha potuto sviluppare capolavori come quelli citati poc’anzi, certamente parte del merito va anche alla guida ed alle indicazioni di Nintendo: abbiamo tutti sotto gli occhi lo scempio che hanno fatto con Banjo-Kazooie Nuts & Bolts e, più in generale, quanto poco abbia combinato Rare dopo essere stata ceduta  a Microsoft.

Fonte: Nintendoeverything

 

 

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  • Giuseppe Di Dio Roccazzella

    non so se erano invidiosi. ma i giochi rare erano meglio graficamente.
    poi rare avrebbe dovuta essere invidiosa del gameplay dei giochi ead ma questa è un altra storia XD
    scherzi a parte graficamente gli occidentali ci hanno sempre saputo fare + dei nipponici …solo che prima non investivano su console. RARE era un grandissimo team che faceva giochi graficamente maestosi.
    è ingiusto pure dire che come gameplay erano scarsi eh…per me banjo kazooie era straordinario sotto tutti i punti di vista….ma anhe perfect dark ecc
    solo che a un certo punto se ne scesero un po in questo senso…jet force jemini e starfox adv…insomma gli ultimi giochi che fecero erano bellissimi visivamente ma criticabili come gameplay.
    certo la perdita di rare e delle sue ip oltre che del suo potenziale come sviluppatore occidentale in grado di integrare l’offerta molto japponese di EAD con giochi + vicini al gusto occidentale è stato un grave colpo per nintendo secondo me….cmq un errore.
    a Microsoft ha portato poco e niente ma nintendo ci ha perso.

    • blackprince80

      Si, indubbiamente per Nintendo è stata una perdita vista la carenza di team occidentali (e l’unico che hanno lo usano male). Imho Banjo anche a livello di gameplay non ha assolutamente nulla da invidiare a Mario 64

    • Diego Inserauto

      Per me invece Nintendo non ha perso granché, ha ceduto la Rare quando questi era alla frutta e le idee iniziavano a latitare. Per quanto graficamente non si possa dire davvero nulla alla Rare in quanto a potenza direi che qualche critica a livello di character design la si possa anche muovere, stilisticamente fin troppo americani, tanto è vero che pur avendo giocato banjo non lo metto nemmeno fra i primi dieci platform che preferisco personalmente: troppo lungo, ambienti dispersivi, difficoltà sbilanciata in alcuni punti, personaggi tutt’altro che memorabili (giusto la strega brumilde ma per il modo in cui parlava più che altro). Un ottimo gioco ma non un capolavoro già all’epoca, Mario 64 che è un titolo di lancio se lo mangia a colazione. Poi ovviamente sono anche gusti personali, ma io direi che una software house che fa della potenza grafica la migliore caratteristica dei propri titoli è alla sponda opposta dal quale si è mossa Nintendo nel periodo post-GC e che sapendo che la Rare non aveva chissà quali cartucce da sparare hanno fatto benissimo a vendere e guadagnare così come fa bene una squadra a vendere un campione con acciacchi fisici, con lo stipendio alto e che non rende quanto gli si viene richiesto.

      La cosa migliore che ha fatto rare negli ultimi 15 anni è stata Grabbed by Ghouls. A me piaceva, almeno aveva un’idea dietro nemmeno troppo originale ma sfruttata molto poco quantomeno. Poi Viva Pinata ma vabbé non vale la pena di citare altro perché scendiamo su livelli davvero, davvero, bassi.

      Per commentare invece le parole del tizio exrare: palle. Intanto considerando la segretezza di Nintendo mi riesce davvero difficile immaginare che abbiano diffuso dettagli interni come la decisione di rifare d’accapo graficamente oot a uno studio esterno anche se second. Poi il motivo per cui Zelda 64 fu rifatto è risaputo: OOT era un titolo only for 64DD che sarebbe servito a lanciare la periferica in un idilliaco quanto poco probabile ritorno al marketing dei tempi del Famicon Disk System: dare giochi su supporto riscrivibile e offrire agli utenti la possibilità di cancellare il gioco per metterne uno nuovo risparmiando, così come Nintendo avrebbe risparmiato in cartucce, così come il negoziante avrebbe risparmiato in magazzino, pagando solo al momento della scrittura della rom senza bisogno di prendere stock di merce col pericolo di invenduti.

      Le vendite dell’N64 però erano così basse da non poter sostenere un marketing del genere e Nintendo preferì rinunciare e commercializzarlo solo in Giappone. E probabilmente se non avesse preso accordi con l’azienda incaricata di fabbricare le cartucce non sarebbe uscito neppure lì.

      Inoltre i personaggi di Treasure Planet erano così inutili e poco carismatici da dovergli cucire addosso quelli di Star Fox per scongiurare il pericolo di basse vendite. Se pensiamo al fatto che l’unico personaggio che ricordiamo dell’ottimo perfect dark è la protagonista solo perché si chiama dark e che di un altro gioco ottimo come jet force gemini non se ne ricorda nemmeno uno non è così difficile credere che Miyamoto abbia rovesciato il tavolo del tè per ragioni diverse dall’ “invidia”.

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