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Sakurai spiega perché “semplice” non corrisponde a “più facile” nei giochi competitivi

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Masahiro Sakurai ci spiega come la semplicità di un gioco non corrisponda direttamente alla facilità d’utilizzo per il giocatore, nei giochi competitivi.

Masahiro Sakurai ci spiega come la semplicità di un gioco non corrisponda direttamente alla facilità d’utilizzo per il giocatore, nei giochi competitivi.

Sakurai Smash
Giugno 28, 2021

Una complessa riflessione…su un concetto semplice.

Masahiro Sakurai, la mente dietro Super Smash Bros. Ultimate continua a dispensare sapere dalla sua colonna sulle pagine di Famitsu. In particolare, questa volta si è cimentato in una spiegazione sul fatto che rendere le cose “più semplici” non corrisponda automaticamente  al renderle “più facili” per il giocatore, quando si parla di giochi competitivi.

Ecco di seguito alcuni brani più significativi del suo intervento:

Nei giochi in cui dovete affrontare un’altra persona, i controlli e le regole possono diventare molto complicati. Non è caratteristica specifica di nessun genere, ma prendete ad esempio i giochi di combattimento: ricordarsi le combinazioni dei tasti per mosse differenti è difficile di per sé. Rende le cose difficili per i principianti e può lasciarli con l’amaro in bocca. Sono sicuro che alcuni potrebbero suggerire che il semplificare il più possibile i controlli è una possibile soluzione per rendere i giochi più facili da giocare. Anche se ciò suona bene sulla carta, la realtà è molto differente.

Più si semplifica un gioco, meno opportunità ci sono per tentare una rimonta. Ciò non da ai principianti alcuna possibilità di vincere contro giocatori di maggiore esperienza dato che lascia pochissimo spazio per tattiche differenti e creatività.

[…]

Paragonata ad altri giochi di combattimento, la serie di Smash ha controlli semplici. Il risultato delle partite viene reso imprevedibile grazie ad oggetti e alle gimmick di alcuni livelli che interrompono costantemente lo scorrere di una partita. Nelle impostazioni online e competitive i giocatori tendono a preferire le partite uno contro uno in livelli semplici senza oggetti, il che nega quanto ho appena cercato di dire.

Certo, credo che sia una cosa buona. I giocatori dovrebbero essere liberi di godersi il gioco con qualsiasi tipo di regola scelta. Ma penso anche che sarebbe un peccato se questo desse l’impressione che Smash è troppo difficile da giocare.

L’online è stata una caratteristica che abbiamo introdotto in Smash per necessità dei tempi in cui viviamo. Smash è molto meglio giocato insieme nelle case gli uni degli altri, cercando di decidere chi è il migliore. Perciò io non credo personalmente che Smash sia adatto per essere giocato in sfide su scala globale. Ma nel caso di Smash, sono stati i giocatori a volerlo, quindi ho abbandonato i miei dubbi.

[…]

Per giocare a questi giochi è meglio non cercare di imparare tutto alla perfezione, ma piuttosto cercare di trovare cose che capite e in cui siete bravi ed espandere da lì il vostro set di abilità. Questo si può applicare a qualsiasi gioco, il fatto di conoscere cosa fa ogni tasto è la base per molte tattiche e tecniche avanzate.

Tornando all’idea delle rimonte, i giocatori con maggiore esperienza rimarranno tali ugualmente. Non c’è possibilità di vincere senza inserire qualche nuova variabile. Inoltre, guardare un match a senso unico non è divertente. Sto cercando di imparare tutti questi scambi in vari giochi.

In Smash, lo Shoryuken di Ryu fu disegnato in modo tale che la versione fatta con la combinazione di tasti risulta leggermente più forte della versione con il semplice imput. Infatti sarebbe giusto renderla ancora più forte di quanto lo è adesso, ma questo significherebbe che chi non è in grado di eseguire la combinazione perderebbe di più contro coloro che riescono a farla.

Questo è un semplice esempio, ma potete scegliere qualsiasi stile di gioco. Spero che ognuno possa trovare lo stile di gioco che lo fa divertire.

Masahiro Sakurai

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Che ne pensate di questa riflessione di Sakurai? Siete d’accordo sul fatto che “semplice” non signfica sempre “più facile”?

Fonte: Famitsu,

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