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Metroid Dread – Dalla Spagna con… orrore?

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ATTENZIONE: ci saranno spoiler su elementi di gameplay mostrati solo al Treehouse successivo al Direct, siete avvertiti! l’E3 2021 è finito (morto, direbbe qualcuno) e i fan Nintendo hanno potuto assistere ad una presentazione adatta […]

ATTENZIONE: ci saranno spoiler su elementi di gameplay mostrati solo al Treehouse successivo al Direct, siete avvertiti! l’E3 2021 è finito (morto, direbbe qualcuno) e i fan Nintendo hanno potuto assistere ad una presentazione adatta […]

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Giugno 23, 2021

ATTENZIONE: ci saranno spoiler su elementi di gameplay mostrati solo al Treehouse successivo al Direct, siete avvertiti!

l’E3 2021 è finito (morto, direbbe qualcuno) e i fan Nintendo hanno potuto assistere ad una presentazione adatta un po’ a tutti, nella quale almeno un paio di chicche hanno smosso gli animi di chi cerca ancora la Nintendo Difference™ vecchia scuola: l’attesissimo nuovo trailer di Breath of the Wild 2 e… Metroid Dread.

Spuntato dal nulla (o quasi, vero Pittanza?) come un fulmine a ciel sereno, ha spiazzato tutti soprattutto per il fatto di essere il nuovo ed ufficiale capitolo principale della saga, seguito diretto di Metroid Fusion uscito ben 19 anni fa sul mai dimenticato Game Boy Advance.

Sviluppato dagli spagnoli MercurySteam in uno slancio di continuità (è infatti loro il remake del secondo capitolo, Metroid Samus Returns apparso su 3DS 4 anni fa), fa tesoro dell’esperienza maturata nella saga, espandendone la formula ludica e circondandola di un’atmosfera dai tratti quasi horror, caratteristica che tra l’altro lo lega proprio a Fusion.

Da fan di Metroid non posso che essere felicissimo per questo annuncio, e dopo aver visto (molte volte) il trailer di lancio e i primi gameplay mostrati al Treehouse l’impressione che mi sono fatta è… cautamente positiva.

Metroid Dread si presenta molto bene dalle prime immagini, la classica tuta iniziale di Samus ha una palette di colori immediatamente riconoscibile dagli altri titoli e una forma unica (anche se le spalle mi hanno ricordato non poco una tuta di Metroid Prime 3 Corruption). Il gameplay base è un’evoluzione di quello già visto in Metroid Samus Returns e comprende quindi la mira completamente libera (non legata a 4 o 8 assi) e il “counter” fisico molto utile in tantissime situazioni.

L’atmosfera richiama in modo molto netto quella di Fusion perchè anche qui Samus sarà preda di entità che è meglio evitare, si instaura quindi una meccanica quasi da survival horror dove si cerca di attraversare indenni un’area mentre si è braccati da degli “E.M.M.I” (acronimo di Extraplanetary Multiform Mobile Identifiers), robot invincibili che possono finire istantaneamente Samus qualora la raggiungessero. Game Over.

Tutto molto bello… ma c’è un “ma”. Vedete, Metroid Fusion riusciva perfettamente nel suo intento di instillare tensione nel giocatore grazie ad un’attenta introduzione della minaccia principale (SA-X in quel caso, un “clone malvagio” di Samus) che veniva inserita progressivamente nella narrazione, mostrandone le estreme potenzialità distruttive. Tutti ricorderanno il minacciosissimo primo piano di SA-X che osserva il giocatore come per dire “SOON”. I successivi incontri con SA-X sono sì predeterminati come posizionamento nel percorso di gioco ma anche del tutto inaspettati, elemento che contribuisce a mantenere sempre all’erta il giocatore.

Metroid Dread decide invece di modificare questo sistema e adibire specifiche aree, chiaramente delimitate da apposite porte, agli E.M.M.I., rendendo quindi del tutto “tranquille” le altre zone della mappa (popolate in ogni caso dai normali nemici ovviamente). Trovo questo cambiamento un passo indietro a livello di tensione ed atmosfera, proprio perché l’ansia che dovrebbe permeare l’esperienza finisce per essere anch’essa “delimitata” e non costante.

È molto probabilmente una scelta dettata dal non voler opprimere costantemente il giocatore, cosa che non piace a tutti, rendendo l’esperienza un alternarsi di calma e tensione dai contorni ben delimitati.

In ogni caso, la costante sensazione di essere una preda non è certo un concetto innovativo, e Metroid Dread in un certo senso mi ha fatto venire in mente un altro titolo che ne condivide alcuni tratti: Alien Isolation. Anche qui si ha a che fare con una minaccia invincibile che può uccidere istantaneamente il giocatore, ma la sua presenza durante il gioco è un’incognita continua, che può saltare fuori in qualsiasi momento e da luoghi differenti. Insomma, è un sistema costruito per creare tensione costante. E purtroppo in Metroid Dread vedo… poco “dread”, almeno per i miei gusti. Dopotutto la parola stessa è parte del titolo, sarà quindi il centro dell’esperienza no? Francamente non ne sono del tutto convinto.

Detto questo, ho comunque avuto l’impressione di un titolo ancora molto acerbo in tanti aspetti – ad esempio l’HUD che vuole essere minimal ma a tratti sfiora l’amatoriale da quanto è “fuori posto” a livello di font e dettagli grafici rispetto ai predecessori – quindi ampiamente migliorabile, con un’ottima base dinamica che vede Samus muoversi con velocità ed eleganza nelle ambientazioni che ho trovato ispirate e piene di dettagli (soprattutto negli sfondi).

Spero che col tempo vengano limati gli intoppi presenti qua e là perché, ricordiamolo ancora, Metroid Dread non è uno spin-off o un remake ma è Metroid 5, capitolo “main” della saga e seguito diretto di Metroid Fusion, titolo che si merita la cura certosina dei migliori titoli Nintendo.

Nonostante sia rimasto un po’ interdetto da ciò che dovrebbe essere il punto cardine del titolo, sono comunque fiducioso e contento di rivedere Samus in una nuova avventura, ora non resta che attendere ulteriori info che sicuramente aumenteranno all’avvicinarsi dell’uscita, prevista per l’8 ottobre 2021.

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