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Snap, remake di quarta generazione e Leggende Pokémon: Arceus — Prime impressioni

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Cosa ci ha lasciato il recente Pokémon Presents? Analizziamo punto per punto gli assi nella manica di The Pokémon Company per i mesi a venire.

Cosa ci ha lasciato il recente Pokémon Presents? Analizziamo punto per punto gli assi nella manica di The Pokémon Company per i mesi a venire.

Impressioni Pokémon Presents NintendOn 2
Marzo 1, 2021

Sinnoh, Sinnoh everywhere

È da qualche anno che gli eventi dedicati alle novità sui mostriciattoli tascabili, per un motivo o per un altro, scuotono dalla fondamenta le solide mura della community Pokémon. L’ultimo streaming trasmesso da TPC ha contribuito a renderle ancora più instabili e il motivo è presto detto: per quanto clamorosi (e un po’ telefonati), i remake di quarta generazione, insieme al nuovo progetto di Game Freak, nascondono degli interrogativi mica da ridere.

In questo articolo proverò a fare un attimo il punto della situazione con il materiale che abbiamo a disposizione, partendo col titolo più semplice da analizzare.

New Pokémon Snap

Il successo dei Pokémon è dovuto in larga parte alla loro naturalezza. I mostri di Tajiri sembrano nati per far parte del nostro mondo e vederli in azione mentre si trastullano nella loro quotidianità ha un che di ipnotico. È chiaro dunque che un prodotto come Snap, con tutti i limiti del genere, sia in grado di attrarre quel tipo di utenza con una spiccata propensione all’arte dell’immortalare e particolarmente affezionata al design e alle personalità dei “pocketto monsta“.

Cucù!

La possibilità di trasformare le proprie fatiche in una vera e propria vetrina da condividere online è figlia dei nostri giorni, dove Instagram la fa da padrone. Possibilità coadiuvata da un comparto tecnico che sembra valorizzare al meglio le caratteristiche uniche di Pikachu e soci. Insomma, non c’è tantissimo di cui disquisire, nel complesso è un prodotto che ha tutto il senso di esistere e che farà felice quella fetta di utenza più propensa a godere di tutte le sfumature del brand Pokèmon.

Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente

Difficile prendere in contropiede una community che già sapeva, eppure ci son riusciti lo stesso. Diamante Lucente e Perla Splendente, al di là del richiamo al settore dei detersivi, sono probabilmente i remake più anomali del franchise. Innanzitutto perché sono sviluppati da uno studio esterno, ILCA (guidato da Masuda, director degli originali), cosa che già di per sé ha del clamoroso. E in secondo luogo perché sono i primi remake non aggiornati agli standard attuali della serie.

ILCA: conosciamo questo studio?
È uno studio giapponese che dà lavoro a 288 dipendenti, ubicato a Tokyo e fondato nel 2010 per produrre video in CG nel settore dell’animazione, del cinema, della televisione e, ovviamente, dei videogiochi. ILCA sta per “I LOVE COMPUTER ART”. È fondamentalmente uno studio di supporto che ha lavorato a progetti interessanti, tra i quali annoveriamo Yakuza 0, Dragon Quest XI, NieR: Automata, Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 4 ed Ace Combat 7: Skies Unknown. Cos’ha a che fare con i mostriciattoli tascabili? Prima di dedicarsi ai remake di quarta generazione, ILCA ha lavorato a Pokémon Home, l’app che permette di tenere conservati i vostri prodi compagni d’avventura tramite la tecnologia del cloud.

Rosso Fuoco e Verde Foglia sfruttavano il comparto grafico di terza generazione. SoulSilver ed HeartGold quelli di quarta. Rubino Omega e Zaffiro Alpha quelli di sesta. Era quindi lecito aspettarsi un’operazione simile anche in questo caso, oppure due titoli in stile Let’s Go. E invece ci troviamo di fronte ad un remake 1:1 che vede sì un aggiornamento grafico, ma non un aggiornamento meccanico.

Mi spiego meglio: i Let’s Go, per quanto snelliti, eliminavano i random encounters per offrire un tipo di esplorazione finalmente rivoluzionaria per la serie. Filosofia che è stata poi trasposta nell’ultima generazione, con addirittura l’implementazione delle Terre Selvagge, che facevano degli incontri nell’overworld un vero e proprio pilastro dell’esperienza di gioco. E quindi, perché tornare sui propri passi? A chi sono rivolti questi remake? A chi ha fatto i primi passi insieme ai Let’s Go e quindi nemmeno sa cosa siano gli incontri casuali? Ai veterani ormai abituati a un altro tipo di approccio ai selvatici? Ai puristi, ai nostalgici, che vedono nell’esplorazione libera un minus anziché un plus?

Se i gusti non si possono discutere (almeno in gran parte dei casi), permettetemi di dire che il percorso scelto da TPC pecca di incoerenza. Ricreare da zero, in un mondo completamente 3D, una Sinnoh in grado di essere “al passo” con Spada e Scudo avrebbe comprensibilmente privato Game Freak di tutte le sue risorse umane. Giusto (giusto?) quindi concentrarsi su altro e affidare il tutto a terzi. Ma un’operazione in stile Let’s Go Pikachu & Eevee? Ai quali tra l’altro questi remake sono graficamente inferiori? Davvero non si poteva realizzare di meglio? Davvero bisognava essere così fedeli?

Eh.

Non voglio fare il bastian contrario, anche perché al momento non abbiamo tutti gli elementi a disposizione per portare avanti una critica sincera. Il primo impatto tuttavia non è stato dei migliori nonostante mi sia trovato davanti dei giochi esteticamente piacevoli e che con molta probabilità saranno maggiormente rifiniti una volta usciti sugli scaffali. Avevo tanta voglia di tornare a Sinnoh, anche se non proprio così, quindi in parte son contento lo stesso. Sperando in nuovi e più incoraggianti aggiornamenti.

Leggende Pokémon: Arceus

Devo ammetterlo, non ce l’ho fatta a resistere ai leak prima della presentazione, quindi una spulciata a questo progetto l’avevo già data al momento del reveal. Senza un contesto attorno sono ovviamente rimasto confuso dai video trapelati, ma non credevo che lo sarei stato di più alla chiusura di Pokémon Presents.

Leggende Pokémon: Arceus vuole fare qualcosa di completamente diverso dalla serie main, proponendo anzitutto un incipit narrativo per nulla scontato, che farà di certo fibrillare i lore-maniaci attaccati alla mitologia dell’universo mostriciattoloso. Eppure tutto, ma proprio tutto, del nuovo progetto di Game Freak è in uno stato che sarebbe un eufemismo definire embrionale.

Emerge la volontà della software house di offrire un’avventura in un mondo selvaggio, dove la strumentazione degli allenatori è ancora arcaica, dove è facile perdere se stessi e lo sguardo. Ma a parte questo? L’estetica del gioco è appena abbozzata e aiutata malissimo da un comparto tecnico che sembra aver fatto passi avanti rispetto agli ultimi capitoli, ma che pare ancora arrancare se si pensa alle possibilità (comunque limitate rispetto alla concorrenza, sia ben chiaro) offerte dall’hardware. Vi sfido ad affermare il contrario soffermandovi sul reveal-trailer del gioco in pausa.

Ho male agli occhi.

Quindi, cosa si può evincere da questa presentazione? Lo scopo principale del giocatore, stando a quanto dichiarato, sarà completare il Pokédex della Sinnoh che fu. Sarà quindi la cattura il presunto elemento cardine dell’esperienza, ma non si sa in che modo sarà valorizzata. Il trailer mostra delle sequenze — passatemi il termine — “stealth”, dove l’allenatore, nascosto nell’erba alta, lancia una Ball a un Pokémon selvatico. In un’altra sequenza si vede una lotta che presumibilmente non vedrà transizioni centrali (basterà lanciare la Ball col proprio Pokémon in prossimità di un selvatico per dare inizio allo scontro), a favore della continuità, con la classica interfaccia delle quattro mosse utilizzabili.

Ciò che stupisce è la mancanza apparente di un disegno, di una struttura portante. Tutto, dalle animazioni alle texture, finendo con l’open world di Sinnoh, è estremamente grezzo, appena abbozzato, in versione alfa. Alfa di un gioco che, vorrei ricordarlo, dovrebbe uscire tra un anno o poco più. Sono quindi queste le condizioni attuali del gioco? O Game Freak ci ha generosamente mostrato i risultati raggiunti dal team diverso tempo addietro? Quale che sia la risposta, ho paura di conoscerla. Nel primo caso, i mesi che ci separano dall’uscita sarebbero a mio avviso pochini per compiere un netto passo avanti e rispettare tutte le premesse. Nel secondo caso, non vedo perché mostrare al mondo la visione ancora acerba di un gioco che in realtà ha già assunto una forma più consistente.

Un mondo Pokémon come non l’abbiamo mai visto? Chissà.

Ragionamenti che, mi rendo conto, si basano su aria fritta, ma trattandosi appunto di first impressions lo scopo è di discutere di quel che si ha davanti agli occhi, e Game Freak, a parte un paio di citazioni a Breath of the Wild, ci ha dato davvero poco su sui speculare. Leggende Pokémon: Arceus è di certo un progetto che vuole distaccarsi dalla classica esperienza JRPG e che forse sarà inglobato in futuro nell’ecosistema dei titoli di prossima generazione. Al momento mi sento di considerarlo un semplice tassello verso la definitiva, e si spera consacrante, evoluzione della serie, ma spero vivamente di essere smentito.

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