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Super Meat Boy Forever: una recensione… senza fine

Game

Sono passati poco più di 10 anni dall’uscita di Super Meat Boy, cattivissimo platform che per un periodo si è preso carico di diffondere il Verbo dell’indie gaming, riportando in auge l’immagine romantica del gruppo […]

Sono passati poco più di 10 anni dall’uscita di Super Meat Boy, cattivissimo platform che per un periodo si è preso carico di diffondere il Verbo dell’indie gaming, riportando in auge l’immagine romantica del gruppo […]

Nintendo Switch
Gennaio 25, 2021
Genere
Platform
Lingua
Tedesco, Inglese, Spagnolo, Francese, Italiano, Giapponese, Coreano, Olandese, Portoghese, Russo, Cinese

Sono passati poco più di 10 anni dall’uscita di Super Meat Boy, cattivissimo platform che per un periodo si è preso carico di diffondere il Verbo dell’indie gaming, riportando in auge l’immagine romantica del gruppo di ragazzi che dal proprio garage, mossi da passione e talento, avrebbe cambiato il mondo. O almeno creato un ottimo titolo.

Edmund McMillen e Tommy Refenes riuscirono nell’impresa di creare un titolo arcade dal sapore d’altri tempi, pieno di stile e citazioni dal mondo videoludico e non solo, ma soprattutto senza pietà. Grazie al respawn pressoché istantaneo, il level design si permetteva di essere quanto di più diabolico ci potesse essere ai tempi (e a dire la verità, ancora oggi) senza che le continue morti spezzassero il ritmo di gioco. Un tripudio di trial & error per chi mangiava pane e platform dai tempi del NES. Controlli perfetti, un look inconfondibile che sarebbe poi diventato un marchio di fabbrica, una marea di livelli, tanti collezionabili e una colonna sonora leggendaria di Danny Baranowsky – purtroppo del tutto assente nella versione Switch (di cui potete qui trovare la recensione del buon Demetrio) per problemi di diritti e sostituita con una alternativa – ne hanno decretato il successo.

In Super Meat Boy Forever vestiremo ancora i panni di Meat Boy (o di uno dei personaggi alternativi sbloccabili durante l’avventura), un pezzo di carne che per vari motivi (di solito il rapimento di qualcuno… dove l’ho già sentita questa?) si ritrova a dover attraversare varie ambientazioni piene di pericoli e lame rotanti cercando di raggiungere e sconfiggere – di nuovo – il malvagio Dr. Fetus. Stilisticamente parlando il gioco mantiene l’aspetto del predecessore, fumettoso e colorato.

La prima grossa differenza col predecessore, pad alla mano, non sarà però particolarmente gradita ai fan del primo capitolo: il gioco è ora un endless runner, stile Bit Trip Runner o Super Mario Run, e con quest’ultimo condivide alcune delle piattaforme: esce infatti non solo su console e PC, ma anche su smartphone Android e iOs, il che spiega la radicale differenza di design rispetto a SMB.

La seconda grande differenza risiede nei livelli stessi che sono ora generati proceduralmente, il che se da una parte è un ottimo esercizio di ingengeria ludica e aiuta sicuramente la longevità, dall’altro manca un po’ dell’artigianalità dei livelli creati a mano tanto apprezzata dagli estimatori del genere.

L’unione di questi due elementi crea un’esperienza sicuramente più frenetica (non che SMB fosse lento, comunque) che lascia spazio più all’improvvisazione attimo per attimo che alla pianificazione, cosa possibile solo quando si conosce un livello a memoria. La libertà negata dal non poter controllare direttamente il proprio avatar si fa sentire, ma è compensata da livelli – composti da singole micro-sezioni create a mano e combinate da un apposito algoritmo – che risultano di buona fattura quanto a level design, sicuramente un ottimo risultato per un genere che si poggia quasi del tutto sulla qualità dei singoli livelli.

Come in ogni platform che si rispetti non mancano i Boss di fine livello, unici e decisamente ardui, che richiederanno sicuramente molti tentativi per essere superati, anche perché in questi casi morire significa ricominciare tutto da capo.

La difficoltà generale è infatti rimasta brutale, e per i più masochisti c’è poi la modalità Dark Side, dove la visibilità risulta ridotta e i riflessi del giocatore sono messi a dura prova.

Non mancano anche qui gustose citazioni al mondo videoludico, sia in molte delle cutscene presenti tra i livelli che in forma di livello “a tema” (uno per mondo di gioco).

Nella mia esperienza col titolo i controlli si sono rivelati ottimi e con un input lag adeguato al tipo di gioco (ma non il più rapido che abbia provato), il tutto coadiuvato da 60fps fissi (e ci mancherebbe aggiungerei) e caricamenti fulminei.

Il comparto audio rimane fedele allo stile dell’originale, con melodie sia rockeggianti che elettroniche, un buon accompagnamento che non raggiunge le vette della prima OST di SMB ma che fa il suo senza stonare.

Insomma, Super Meat Boy Forever è un seguito che da una parte raccoglie degnamente l’eredità del capitolo originale ma dall’altra porta la serie in direzioni inesplorate ma non per forza apprezzate da chi ha amato il titolo d’esordio del Team Meat. Un titolo pensato per un pubblico più ampio ma che perde alcune delle caratteristiche che l’hanno reso così amato dai fan più accaniti del platform hardcore.

0
10
8
Gameplay preciso e divertente, longevità assicurata dai livelli generati proceduralmente
La formula endless runner non è per tutti ed è in qualche modo un passo indietro, livelli con meno "artiginalità" dell'originale

MODUS OPERANDI

Titolo giocato su Nintendo Switch grazie ad un codice gentilmente fornito dal distributore

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