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Nexomon: Extinction vs Pokémon Spada & Scudo, qualità contro superficialità

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Sfida tra titani tra Nexomon: Extinction, rivale al trono e sua maestà Pokémon Spada & Scudo: Davide contro Golia

Sfida tra titani tra Nexomon: Extinction, rivale al trono e sua maestà Pokémon Spada & Scudo: Davide contro Golia

Dicembre 28, 2020

Quando il “clone” Davide sfida il Gigante Golia…

Data stellare 2020.
Anno infausto per la razza umana, storico per il mondo videoludico, principalmente per il lancio delle nuove console e quindi inizio della nona generazione. Nintendo Switch sta nel mezzo e ormai da anni, la casa di Kyoto segue una propria strada, costellata di successi alternati a errori lungo il cammino. Il cambio di politiche aziendali ha portato ad annunci lampo di nuovi titoli ed uscite a pochissima distanza, quello che sembrava un anno povero di titoli ha, fortunatamente, regalato numerose opere di qualità. E in mezzo a tutto il caos mondiale, una certezza: Pokémon.

Il brand più potente e dal maggiore valore dell’intero pianeta non ha mancato la sua uscita ormai annuale, con i due DLC che hanno sostituito la terza versione di Spada & Scudo: L’Isola Solitaria dell’Armatura e Le Terre Solitarie della Corona. Non abbiamo mancato di parlarne e di coprire le uscite, recensendo le due espansioni e parlando in maniera approfondita numerose volte dei loro pregi e dei loro difetti e di come tentano di sopperire ai problemi dei titoli base, riuscendoci con risultati altalenanti.
Intanto, il 2020 ha visto il parco titoli dell’ibrida Nintendo arricchirsi di un altro “monster capturing”, sviluppato dalla canadese VEWO Interactive Inc., Nexomon: Extinction, secondo titolo della saga e seguito di Nexomon, uscito nel 2017 per dispositivi mobile.

Un’avventura 2D con uno stile grafico accattivante e moderno, una presentazione accattivante, una trama interessante, varietà di gameplay e un enorme numero di mostri, questo è quel che emerge dal trailer che presenta il gioco. Teoricamente, i tasti giusti da toccare per incuriosire parte del pubblico deluso dai recenti capitoli di Pokémon.
Prova alla mano, come se la cava Nexomon: Extinction?
Come finirebbe una sfida tra i due titoli in un ring di pugilato?
In fondo, Pokémon ha dalla sua parte la forza di un brand prossimo a festeggiare i 25 anni e un’esperienza che nel mondo videoludico poche saghe hanno e le vendite confermano che la saga Game Freak non ha niente da temere, avendo negli anni seppellito numerosi cloni e reso innocui brand un tempo popolari come Digimon.
Che la sfida abbia quindi inizio…

Round 1: Grafica e animazioni

In tutto e per tutto, l’evoluzione della saga 2D di Pokémon

2D contro 3D.
Evolvere o conservare lo stile che ha contraddistinto e reso famosa la saga? Forse, in una timeline alternativa Pokémon Spada & Scudo avrebbero l’aspetto di Nexomon: Extinction. Ma non nella nostra.
Non è un mistero che probabilmente i due titoli erano stati concepiti per Nintendo 3DS, poiché sembrano una diretta evoluzione di Sole & Luna piuttosto che titoli costruiti per Nintendo Switch come i due Let’s Go.
E non è un mistero che tecnicamente, siano pieni di problemi.
Le famose texture degli alberi sono solo l’ultima voce di un elenco che comprende pop-in di elementi su schermo a distanza ravvicinata, pressapochismo nella costruzione delle aree e povertà di dettagli negli ambienti, modelli poligonali che si ripetono con estrema pigrizia animati riciclando le stesse animazioni utilizzate su Nintendo 3DS (alla faccia delle “animazioni di qualità”), per non parlare dell’interno delle case, costruite con un elementare copia-incolla. Frame-rate problematico nelle Terre Selvagge e inesistente quando siamo connessi online, enormi città ben caratterizzate all’apparenza ma in realtà, poco più che corridoi stretti con zero possibilità di esplorazione e nel complesso, un titolo che sembra indietro di un paio di generazioni tecnicamente.

E se col 3D siamo ai livelli di un Nintendo 64…

Nexomon: Extinction al contrario stupisce in positivo sin da subito, puntando su un mondo colorato e su ambientazioni ricchissime di dettagli, su sfondi in due dimensioni dai tratti morbidissimi che ricordano un capolavoro come The Legend of Zelda: Minish Cap.
In campo aperto, nelle città, nelle grotte o nei sotterranei, il livello di dettaglio è altissimo e la cura è maniacale: le ombre degli alberi, delle rocce o delle nuvole sopra di noi si muovono così come l’acqua dei fiumi, la dinamicità degli elementi contribuisce a creare un mondo ricco e caratterizzato, piacevole e appagante. La scelta di puntare sul 2D è vincente in questo caso, poiché supportata da un grande lavoro nello sviluppo e nella caratterizzazione del vasto mondo che ci troviamo ad esplorare.
VEWO Interactive Inc. non si è risparmiata in nessun dettaglio, variando anche i tratti distintivi degli avversari che affronteremo e caratterizzandoli uno a uno, battendo Game Freak agevolmente in quello che da anni ormai, rappresenta uno dei talloni d’Achille della saga.

Nexomon: Extinction vince agevolmente il Round 1 assestando una raffica vincente di colpi in 2D mentre l’avversario, palesemente confuso, cerca di rispondere con scarso successo con animazioni di qualità.

Stile, varietà, un’esplosione di colori, Nexomon: Extinction è delizioso visivamente

Round 2: Trama e caratterizzazione dei protagonisti

Dal punto di vista della trama, Pokémon Spada & Scudo presentano probabilmente la storia più debole e semplice dell’intera saga, se rapportata alle ambizioni del titolo. Gli eventi che accadono durante l’avventura restituiscono sensazioni contrastanti, riuscendo difficilmente a far sentire coinvolto il giocatore e creando buchi di trama fino ad arrivare all’espediente del principale avversario dell’avventura. Il movente che muove le sue azioni, senza entrare nel dettaglio, è semplicemente privo di senso e coerenza e sembra scritto, senza esagerare, da un bambino.

E un’ulteriore prova dell’inconsistenza della trama dei due titoli la troviamo nella voce Pokédex di uno dei nuovi leggendari presenti nel DLC Le Terre Innevate della Corona: la sua esistenza e la sua caratteristica peculiare sono un controsenso, poiché da solo basta a risolvere la trama di Pokémon Spada & Scudo. Debole se paragonata ai precedenti capitoli, insulsa se accostata a Pokémon Bianco & Nero e Bianco 2 & Nero 2, quasi universalmente riconosciuti come la vetta più alta raggiunta qualitativamente dal franchise.
E purtroppo, non c’è coraggio nel tentare di proporre protagonisti ben caratterizzati, si finisce per riciclare cliché e figure viste e riviste nei capitoli 3DS, riciclando le medesime animazioni negli stessi ruoli, che sia un comprimario, un personaggio importante o un nemico.

Coco è semplicemente game, set, match!

La sola presenza al nostro fianco di Coco per tutta l’avventura permette a Nexomon: Extinction di vincere il secondo round.
Il nostro partner dalle sembianze simili a quelle di un Ewok è sarcastico, geniale, citazionista e tende a evidenziare il lato comico e assurdo delle situazioni che ci troveremo di fronte.
Durante tutta l’avventura ci troviamo di fronte a un gran numero di dialoghi e personaggi con cui interagire, gli sprite in 2D vengono rappresentati con immagini statiche durante le conversazioni, con una buona varietà nella mimica facciale e nei gesti.

I protagonisti sono espressivi e la trama parte subito forte, con il risveglio di Nexomon leggendari vaganti chiamati Tyrant, una vera e propria minaccia da sventare e non mancando di coinvolgere man mano, mantenendo attivo il giocatore e non annoiando.
Il primo passo per scrivere una buona storia è creare protagonisti ben caratterizzati, ben scritti, in grado di coinvolgere il giocatore e spingerlo con le loro interazioni ad andare avanti. Nexomon: Extinction regala numerose risate e stupisce in positivo, riuscendo nell’intento di far rimpiangere ancora di più una storia matura e profonda per i capitoli di Game Freak, dalla potenziale lore che non è seconda a nessuna saga videoludica ma che davvero, non viene sfruttata come si dovrebbe.

Coco, co-protagonista di Nexomon: Extinction vince da solo il secondo round, svettando su un cast di buon livello in modo brillante e con una spiccata ironia. 2-0.

Il Nendoroid di N che fissa la sua Poké Ball ha più carisma e spessore della quasi totalità dei personaggi di Spada & Scudo…

Round 3: Gameplay, livello di difficoltà e qualità dell’avventura

La main quest di Pokémon Spada & Scudo si dipana lungo un lasso di tempo variabile tra le 15 e le 20 ore e il livello di difficoltà è probabilmente il più basso dell’intera saga Game Freak.
La maggior parte degli allenatori che incontreremo non rappresenta una reale sfida, avanzare risulta un’esperienza piuttosto lineare e per sfidare avversari con un team completo di 6 Pokémon dobbiamo attendere le fasi finali dell’avventura. Il livello di difficoltà è unico, senza possibilità di scelta o senza offrire una sfida ai veterani della serie, tale caratteristica è apparsa per la prima volta nella quinta generazione ed è purtroppo andata perduta poco dopo, con la fine della quinta generazione. Ironico vero?
Terminata la main quest, la longevità si allunga a dismisura, dipanandosi lungo centinaia di ore, principalmente per tre obiettivi presenti nel gioco: completare il Pokédex, dare la caccia alle varianti cromatiche dei Pokémon (shiny) oppure dedicarsi alle lotte in ambito competitivo online, contro altri allenatori.

Per i giocatori che non hanno interesse a perseguire uno dei tre obiettivi o hanno già completato il Pokédex in passato e possono trasferire i mostri tramite Pokémon HOME, rimane ben poco da fare, con poco più di un paio d’ore extra di trama. Un avventura single player gradevole ma che lascia con l’amaro in bocca, che senza dubbio può essere apprezzata notevolmente di più dai giocatori che non hanno mai provato l’esperienza Pokémon su console (benvenuto popolo di GO), o che non giocano un titolo della saga da diversi anni.
Ogni generazione di Pokémon ha avuto all’interno dei capitoli meccaniche esclusive, spesso abbandonate successivamente o modificate, in modo da offrire ogni volta un’esperienza differente e variegata.

A partire dalla sesta, ognuna ha offerto una meccanica chiave, per cambiare sensibilmente il gameplay. Con X & Y e i successivi remake abbiamo avuto le Megaevoluzioni, con Sole & Luna e i sequel abbiamo avuto le Mosse Z e con Spada & Scudo le forme Dynamax e Gigamax.
Visivamente spettacolari e (quasi tutte) ispirate, prova alla mano rendono il combattimento fin troppo imprevedibile e sbilanciato a causa della loro potenza, tanto da essere state bannate da Smogon, la più grande comunità non ufficiale di giocatori del mondo in ambito competitivo.
Per fare un parallelismo, nella sesta generazione Smogon considerò solamente Mega Rayquaza estremamente sbilanciato e troppo più forte di qualsiasi altra Mega, creando un rank a se stante dove utilizzarlo.
Le forme Dynamax e Gigamax vengono ovviamente utilizzate e la loro creazione va ben oltre la novità di gameplay, potendo generare enormi introiti di merchandising, soprattutto nell’ambito della carte collezionabili e potendo sfruttare ancora, per l’ennesima volta, il fascino della prima generazione.

Dynamax e Gigamax: dureranno una sola generazione?

Nexomon: Extinction, al momento non dispone di una modalità multiplayer. L’avventura è totalmente incentrata sul single player, rendendolo a tutti gli effetti differente dalla saga Game Freak e avvicinandolo al classico filone dei giochi di ruolo giapponesi.
Completare l’avventura principale richiede all’incirca 30 ore di gioco, che diventano oltre il doppio per completare le numerose side quest presenti e collezionare tutti i 381 Nexomon esistenti. E, per quanto sembri incredibile, sono tutti presenti all’interno del gioco, niente DLC necessari o doppie versioni con differenze all’interno senza contestualizzazione.
E Nexomon: Extinction offre un’esperienza single player interessante e appagante ma soprattutto difficile e impegnativa.

Il livello dei Nexomon degli avversari non è fisso ma scala in base al nostro, in battaglia cercheranno di utilizzare counter efficaci contro quello che abbiamo schierato e nelle sfide contro i boss e i Nexomon leggendari ci ritroveremo facilmente sconfitti o senza risorse, senza ricevere mai pietà da parte dell’avversario. A differenza di Pokémon, non si può terminare l’avventura allenando un unico Nexomon, bisogna realmente allenare la squadra per non venire sopraffatti.
Le similarità tra i due titoli si fermano, a conti fatti, all’aspetto esteriore e al genere di appartenenza poiché, come detto, l’esperienza è radicalmente diversa.

Per aumentare le chance di catturare un Nexomon dovremo risolvere un minigioco di velocità, le trappole per catturarli richiedono parecchio denaro all’inizio e i mercanti possono darci oggetti utili con un sistema di scambi, oltre alla semplice possibilità di pagare.
Gli attacchi dei Nexomon possiedono un proprio valore di velocità variabile in base alla potenza, aggiungendo un ulteriore componente strategica alle battaglie. Ogni mostro può tenere fino a quattro oggetti/potenziamenti in battaglia, forgiabili utilizzando minerali provenienti da rocce presenti nel mondo di gioco; un vero e proprio sistema di equipaggiamento, equivalente all’equipaggiare armi o armature.
Un’esperienza single player completa e appagante, con un altro grado di sfida, rivolta agli amanti del genere alla ricerca di una sfida.
Ah, all’inizio dell’avventura è possibile scegliere tra nove, si, NOVE nexomon di tipo differente, una totale rottura dall’ormai classico schema dei tre starter, una grande libertà di scelta per il giocatore.

Laddove Pokémon Spada & Scudo si rivelano un’esperienza principalmente multiplayer, Nexomon: Extinction è un’esperienza single player nettamente più completa, curata, interessante e appagante. A causa della loro diversità d’approccio, si potrebbe dire che il round termina in pareggio, dipende da cosa cercate, sostanzialmente.

Poter scegliere tra 9 starter per cominciare l’avventura sembra un sogno

Round 4: Pokémon vs Nexomon, mostri tascabili a confronto

Non un confronto, ma il confronto dei confronti.
Pokémon vs Nexomon, la sfida dal punto di vista dei veri protagonisti dei giochi, i mostri tascabili.

Premessa: ci troviamo sul 2-0 per Nexomon: Exctintion ed essendo il quarto l’ultimo round, potremmo già decretarlo come vincitore della sfida. Tuttavia, l’appeal dei mostri tascabili può ancora fare la differenza, rappresentando per tanti giocatori il motivo principale per affrontare il viaggio… e infatti l’ottava generazione rappresenta anche l’aspetto più positivo di Spada & Scudo, assieme alla colonna sonora.
Fine digressione.

Dal punto di vista della qualità e dell’appeal dei mostri tascabili, Pokémon è semplicemente irraggiungibile. Non si tratta di gusti, quanto di considerazioni oggettive basate sui dati. A partire dal 1996, la serie nata per Game Boy ha potuto godere di una serie animata arrivata oggi a contare oltre 1300 episodi, numerosi film, una quantità incredibile di carte collezionabili, peluche, qualsiasi tipo di merchandising venga in mente.
Pikachu, Charizard, Blastoise, Venusaur e tanti altri sono diventate icone a livello mondiale grazie alle loro rappresentazioni in un’universo mediatico che esula dal semplice videogame, dove semplicemente per molti anni non hanno avuto pressoché nessun tipo di caratterizzazione o background che andasse oltre a poche righe scritte nel Pokédex o alla loro tipologia e ancora oggi, la maggior parte dei mostri rimangono generiche creature da catturare.

Dal punto di vista del carisma, i Pokémon, semplicemente non hanno rivali e non ne avranno mai…

Le avventure di Ash hanno affascinato generazioni di ragazzini, nel corso di oltre vent’anni di vita dell’anime praticamente ogni singolo Pocket Monster ha avuto spazio e la sua possibilità di brillare. Per qualsiasi titolo appartenente allo stesso genere, confrontarsi con il fascino dei Pokémon è semplicemente impossibile, significa sfidare un impero creato in oltre vent’anni e letteralmente esploso in popolarità con l’avvento di Pokémon GO per dispositivi mobile quasi cinque anni or sono.
Lo stesso brand di Digimon, per breve tempo concorrente della saga di Satoshi Tajiri, ha potuto godere di tale titolo grazie alla propria serie anime, capace di valorizzare le creature meccaniche e dar loro molta visibilità.
Puntare sulla qualità nel mondo videoludico si rivela spesso la strategia vincente, in questo caso è l’unica cosa che VEWO Interactive Inc. potesse fare per avere un’occasione col secondo capitolo della sua serie, puntare a migliorare un prodotto già buono e spingere sui tanti punti deboli dell’irraggiungibile avversario.

I 381 Nexomon sono interessanti e tutti da scoprire, alternano forme base generiche ad evoluzioni dal design ricercato e sia i draghi che i tiranni fanno la loro figura come creature leggendarie. Nella Nexopedia possiamo trovare informazioni su di loro e sull’equilibrio interno degli ambienti in cui vivono. I draghi per esempio, sono estremamente potenti e temuti, guardiani dell’equilibrio della natura, in netta contrapposizione con i tiranni, praticamente araldi del caos, in lotta tra di loro per il predominio e per la sovranità, solitari e dominatori della scala gerarchica.
Il numero di mostri da collezionare è notevole e catturarli tutti è un’impresa non da poco, considerate le difficoltà per trovarli e il livello di sfida, come detto in costante crescendo con il nostro aumentare di livello.

Il round di sfida del diretto confronto tra i mostri termina con la vittoria dei Pokémon, ma analizzandoli SOLO all’interno del medium videoludico, il distacco nella qualità e nella caratterizzazione è meno netto di quanto si possa credere.
Risultato finale: 2-1 per Nexomon: Extinction.

I (tantissimi) leggendari di Nexomon hanno una storia interessante e rappresentano un’ardua sfida

Considerazioni finali

Numerose volte ci siamo trovati negli anni ad analizzare il brand Pokémon nella sua interezza e abbiamo cercato di farlo nel modo più lucido e oggettivo possibile, analizzando pregi e difetti di un brand la cui popolarità è oggi inversamente proporzionale alla qualità della saga videoludica.
I videogiochi sono solo la punta dell’iceberg e la loro (sigh) cadenza annuale serve a muovere un impero di merchandising che oggi vale come nessun altro brand al mondo. Non vi è al momento e probabilmente non vi sarà a lungo il tempo di prendersi il tempo necessario a sviluppare un titolo di qualità, che rivoluzioni il brand e che renda giustizia a tutto il suo potenziale inespresso. Basta prendere in mano il manga “Pokémon – La Grande Avventura” del 1997 per rendersi conto di quanto ci sarebbe da raccontare di un mondo affascinante come pochi altri ma sviluppato ancora in modo troppo semplicistico.

Ed è qui che entra in gioco Nexomon: Extinction. Il titolo sviluppato da VEWO Interactive Inc, secondo capitolo dell’omonima saga, è fondamentalmente l’avventura Pokémon single player che non abbiamo mai avuto e che molti di noi sognano di avere da ben otto anni.
Un titolo divertente, appagante, dall’alto livello di sfida e che non vuole somigliare al “rivale” Game Freak ne passare per un semplice clone, mostrando una propria identità, un forte carattere e una cura per i dettagli notevole. Un clone che può essere definito tale solamente dal punto di vista visivo, ispirandosi ai titoli 2D tanto amati e celebrati di Pokémon, ma dimostrandosi nettamente più curato tecnicamente.

Pokémon è un brand che non ha rivali al mondo oggi, i videogiochi sono solo la punta dell’iceberg del merchandising…

Personalmente, amo il brand Pokémon mi sta a cuore al pari di The Legend of Zelda, Final Fantasy, Dragon Quest, Xeno e Metroid.
Sono cresciuto con Pokémon e sottolineare ogni volta i problemi di Pokémon Spada & Scudo non è piacevole ma ritengo che sia giusto farlo, senza chiudere un occhio o soprassedere sulla situazione odierna o mentire a riguardo, nascondendo superficialità davvero difficili da credere per un titolo di punta Nintendo che, da sempre, fa della qualità il suo marchio di fabbrica.
E Nexomon: Extinction dimostra quando potenziale ci sia nell’esperienza single player del genere e se un piccolo studio è in grado di ottenere un risultato così interessante, è giusto pretendere molto, molto di più da Game Freak. Ma, in fondo, le vendite danno loro ragione e sono l’unica cosa che conta…

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