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Oceanhorn 2: Knights of the Lost Realm – Una recensione zeldiana

Game

Cornflox and Bros. ci riprovano, Oceanhorn 2 sarà riuscito laddove il precedente capitolo aveva fallito?

Cornflox and Bros. ci riprovano, Oceanhorn 2 sarà riuscito laddove il precedente capitolo aveva fallito?

Nintendo Switch
Novembre 12, 2020
Genere
Action GDR
Lingua
Italiano, doppiaggio solo in inglese.

Finalmente un clone ben fatto?

Quando un titolo si propone di essere uno “zelda-clone” i timori sono sempre tanti: vuoi per la formula di gioco, tanto semplice quanto complessa da realizzare, vuoi per le aspettative troppo alte. Molto spesso, infatti, le cose vanno male. Oceanhorn 2: Knights of the Lost Real è, tuttavia, un prodotto riuscito che, sebbene il brand abbia ancora molta strada da fare, si avvicina decisamente più alle atmosfere e alle dinamiche di The Legend of Zelda rispetto al suo predecessore.

Benvenuti ad Arcadia

Oceanhorn 2 è un action RPG sviluppato e pubblicato da Cornflox & Bros. Originariamente pensato come esclusiva Apple Arcade, il gioco è arrivato su Nintendo Switch solamente da pochi giorni. Per l’ibrida Nintendo era già, però, disponibile il capitolo originale (di cui Knights of the Lost Realm è prequel), Monster of the Uncharted Seas. Come potrete vedere dalla nostra recensione, allora non è entusiasmo molto la nostra redazione – tanto che gli fu assegnato un voto insufficiente – e devo dire di trovarmi abbastanza d’accordo. Il primo Oceanhorn era, infatti, decisamente noioso e poco curato. Con il secondo capitolo gli sviluppatori hanno, però dimostrato di aver appreso la lezione. Vediamo perché.

Aiuto! Ci invadono!

Partiamo dalla trama, nel gioco vestiremo i panni di un giovane cavaliere – in vero molto simile al Link di Breath of the Wild – che, accompagnato dalla principessa-cavaliere Trin, dal robot Gen e dal maestro di armi Mayfair, dovrà sventare la temibile minaccia di misteriosi invasori provenienti dal cielo. Partiremo così per un viaggio attraverso terre sconosciute, facendo la conoscenza di popoli antropomorfi (purtroppo solamente due, i classici uomini-uccello e simil-zora). La storia prende, poi, risvolte inaspettati e, da semplice viaggio per restituire gli Emblemi divini ai rispettivi popoli, diventa un’esplorazione del conflitto tra tradizione ed innovazione, tra scienza e religione, che valica persino i confini del tempo.

Il tutto è condito con una lore ben costruita che fa da sostrato narrativo e da carattere alle vicende che via via vedremo succedersi a schermo oltreché, nel finale, riuscire a collegare abbastanza coerentemente questo capitolo con il precedente. Il lato narrativo è dunque solido, forse anche più di alcuni Zelda. Unica pecca a riguardo è l’eccessiva velocità con cui sono trattati alcuni eventi personali che avvengono ai protagonisti. Mi sto mantenendo volontariamente sul vago per non fare spoiler ma, a un certo punto, un personaggio importante viene mancare e la cosa si risolve in qualche dialogo di circostanza.

Fortunatamente piove meno spesso che in BotW

Anche sul versante del gameplay, Oceanhorn 2 non è affatto niente male e riesce a proporre una via di mezzo tra le dinamiche esplorative open-world di Breath of the Wild e quelle più classiche degli altri Zelda. Sebbene il gioco non proponga un mondo davvero aperto, le varie zone che ci troveremo ad esplorare sono molto ampie, collegate tra loro da caricamenti brevissimi e nascondono diversi segreti e scuse per divagare dalla trama principale. A tal proposito, ho trovato davvero un peccato il fatto che Oceanhorn 2 non abbia né un sistema di quest secondarie né modo di tornare ad esplorare il gioco una volta battuto il boss finale. I

noltre, la mappa centrale che funge da collegamento tra le varie “macrozone” è fin troppo vuota e con ben poche cose da fare, nulla di grave dato che giocando ci si passa poco ma, data la sua grandezza, sicuramente avrebbe offerto un valore aggiunto al gioco. Piccolezze, considerando il genere e l’identità che Oceanhorn 2, ma che, sicuramente, andrebbero prese in considerazione dagli sviluppatori per un eventuale terzo capitolo.

I boss sono belli cattivi

Ma ludicamente Oceanhorn 2 da il meglio di se nei puzzle e nei dungeon. Il gioco è, infatti, pieno zeppo di labirinti ed enigmi ambientali molto zeldiani, da risolvere utilizzando oggetti (bombe, rampino e casco da sub) e con l’uso della pistola. Oggetto quest’ultimo decisamente peculiare: oltre a sparare proiettili classici, potrà essere potenziato mano a mano nella storia aggiungendogli le “magie” di fuoco, elettricità e ghiaccio. Ogni oggetto, comunque, necessiterà di dei tempi di ricarica, che potranno essere diminuiti solamente proseguendo nell’avventura e nell’esplorazione.

Il sistema di combattimento, invece, è abbastanza basilare ed è, essenzialmente, una copia 1:1 di quello dei classici Zelda in tridimensioni. Col protagonista potremo solamente combattere con fendenti e parate, ogni tanto utilizzando la pistola per prendere tempo nelle situazioni più concitate. Unica variazione, di stampo ruolistico, è la possibilità di potenziare le armi e gli oggetti tramite “cristalli“, trovabili nei forzieri, che vanno a potenziarne una caratterista determinata tra forza, ricarica e magia.

Giocando con l’elettricità

Oceanhorn 2 se la cava bene persino, e soprattutto, sul versante tecnico. Rispetto al capitolo precedente, che adottava una grafica minimal con vista a volo d’uccello, l’ultima fatica di Cornfox & Bros. ci trasporta in un mondo colorato e vivace, interamente in tre dimensioni. Sorvolando sul character design un po’ scricchiolante, Oceanhorn 2 offre delle viste meravigliose e dei panorami vari e particolarizzati. E ciò che stupisce ancora di più è che, salvo qualche minimo calo sporadico di frame rate, il gioco scorre fluidissimo sia in versione portatile che docked.

L’esplorazione è, inoltre, accompagnata da una colonna sonora non particolarmente originale ma, comunque, quantomeno adatta. Forse, l’esperienza nel suo complesso avrebbe giovato di una miglior realizzazione del doppiaggio (solo inglese) ma, in fin dei conti, può essere accettabile se si considera la natura indie del gioco.

NICE WATER EFFECT

In conclusione, Oceanhorn 2: Knights of the Lost Realm è il miglior tentativo di “clonazione” a basso budget degli Zelda 3D che chi scrive abbia visto negli ultimi anni. Un’avventura ricca e varia, con tanti enigmi ambientali da risolvere e terre da esplorare. Graficamente allettante e tecnicamente fluido, avrebbe giovato di maggior cura in alcuni dettagli. E, visti i miglioramenti rispetto al precedente Monster of Uncharted Seas, siamo sicuri che un possibile Oceanhorn 3 potrà sopperire alle poche mancanze di questo secondo capitolo. Non mi resta che consigliare l’acquisto a chi, in attesa del tanto atteso sequel di Breath of the Wild, abbia voglia di un’avventura dalle tinte zeldiane ma al contempo originale, da provare.

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Un action-gdr vecchio stampo coi fiocchi con una trama che sa incuriosire e catturare. Graficamente vivace e colorato, non soffre di problemi tecnici rilevanti. Essenzialmente è uno Zelda.
Alcuni dettagli curati con un po' troppo di pressapochismo, mappa centrale open-world essenzialmente inutile. Si poteva fare di più con la colonna sonora.

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