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Remothered: Broken Porcelain – Una recensione terrorizzata

Game

Per attitudine, da sempre sono attento alla creatività delle realtà più piccole, emergenti nella migliore delle fortune. Me ne occupo a livello musicale, letterario, artistico, e la cosa non poteva ovviamente lascare escluso il mondo […]

Per attitudine, da sempre sono attento alla creatività delle realtà più piccole, emergenti nella migliore delle fortune. Me ne occupo a livello musicale, letterario, artistico, e la cosa non poteva ovviamente lascare escluso il mondo […]

Nintendo Switch
Ottobre 31, 2020
Genere
Survival horror
Lingua
Italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, cinese, coreano
Multiplayer
No

Per attitudine, da sempre sono attento alla creatività delle realtà più piccole, emergenti nella migliore delle fortune. Me ne occupo a livello musicale, letterario, artistico, e la cosa non poteva ovviamente lascare escluso il mondo videoludico, altra componente portante della mia vita. Tanto più se queste creazioni poi sono nostrane, dal momento che il Bel Paese è in mano ai boomer e ogni produzione parallela e distante dalla tradizione o dal mainstrem – fattori che in Italia marciano rigorosamente, noiosamente a braccetto – deve essere accolta almeno con curiosità.

L’assegnazione della recensione di Remothered: Broken Porcelain mi ha quindi caricato anche più del solito, trattandosi di un lavoro originato in Sicilia dalla mente del trentunenne Chris Darril (aka Mario Christopher Darril Valenti) negli studi di Stormind Games, precisamente ad Acireale, in provincia di Catania. La Trinacria è d’altronde una delle poche lande italiche in cui l’arte videoludica poggi su basi importanti, come a Messina NAPS team da Shadow Fighter alla saga di Gekido all’ultimo Baldo, o sempre nel catanese la più giovane Rimlight Studios il cui Zheros esordì su Xbox One tra i Games with Gold, giusto per menzionare un paio di poli. L’hype per il nuovo Remothered deriva dal pluripremiato primo episodio (Remothered: Tormented Fathers), aspettativa testimoniata dall’interesse dei videogiocatori – il Gameplay Trailer pubblicato su YouTube da PlayStation ad esempio ha superato il mezzo milione di visualizzazioni.

È con questo spirito che accendiamo dunque il nostro Nintendo Switch, speranzosi di rimanere terrorizzati.

Ed è quello che succede, si rimane terrorizzati, ma non per motivi di riuscita ludica. Non ci girerò intorno, non creerò quella suspance che una narrazione horror protocollare richiederebbe: Remothered: Broken Porcelain è un prodotto devastato da problemi tecnici mostruosi – questi sì spaventosi. Procediamo con ordine.

La storia – i cui antefatti possono essere recuperati a inizio avventura attraverso una pagina praticamente illeggibile giocando in modalità portatile – ci catapulta tra le mura dell’Ashmann Inn, albergo in cui l’atmosfera sembra da subito esser tutto fuorché ospitale. Nei panni della giovanissima Jennifer ci troveremo quindi a vagare per le tetre stanze dell’albergo, risolvendo enigmi e tentando di sopravvivere ai cosiddetti stalker lì celati. La modalità principale a sostenere il survival è quella stealth: numerosi sono i nascondigli in cui cercare riparo, e l’incedere dell’avventura è dettato da passi silenziosi e pavide perlustrazioni. Il resto dell’azione è scandito da quick time event, crafting de raccolta di collezionabili. Le idee di fondo e l’ambientazione di Broken Porcelain riescono a farci credere nella loro promessa: riuscitissima l’atmosfera, immersiva la location, la tensione non manca così come la curiosità di andare avanti e scoprire cosa ci riserva la storia.
Promessa che purtroppo rimane tale.

Perché tutto questo risulta terribilmente ingiocabile, che è il vero orrore di questa produzione. Il primo jump scare si ha appena iniziata l’avventura: Broken Porcelain presenta un comparto grafico e audio scarsissimo, che probabilmente avrebbe sfigurato anche 15 anni fa. Ho dato un’occhiata alle edizioni per le altre piattaforme e la resa sembrerebbe essere migliore, ma su Switch è un no no no; in dock le prestazioni sono superiori, ma in portatile c’è davvero del grottesco in quanto a definizione e fluidità delle animazioni. La situazione è così grave che intacca il gameplay: in certi momenti diventa addirittura ostico individuare gli oggetti con cui interagire, la telecamera è imprecisa, i bug video non mancano. Il suono potrebbe anche avere del potenziale dal punto di vista dell’efficacia ambientale, ma la qualità audio è scadente. Ça va sans dire, se l’aspetto sensoriale in un gioco horror non punta alla perfezione, allora una parte del risultato è stata inevitabilmente assassinata.

Sarebbe stato anche interessante essere accoltellati alla testa con una forbice, se solo i poligoni del nostro personaggio non fossero svaniti.

Eppure non si rimarrebbe così turbati da Broken Porcelain se il resto della produzione funzionasse, ma anche qui è raccapriccio. Il gameplay è martoriato: i movimenti sono macchinosi, non c’è coerenza nell’interazione con gli elementi dell’ambiente, e neanche coi meccanismi stealth, l’intelligenza artificiale dei nemici è snervante, i bug ci costringono a tornare al menu principale. Persino l’approccio al gioco è ostile: il titolo presenta dei caricamenti sinceramente intollerabili nel 2020, e questo è un aspetto sul quale non si può essere clementi, soprattutto su Nintendo Switch, che fa del gioco rapido e immediato uno dei suoi punti di forza e di differenza. Lo sanno davvero tutti che il gaming non è più – e da un bel pezzo, va aggiunto – un’attività riservata ai pomeriggi casalinghi dei ragazzini, ma viene piuttosto diluito nel tempo e nello spazio a seconda delle possibilità e necessità personali. Io ad esempio, come tanti di voi lettori, amo Nintendo Switch anche perché consente di conciliare la mia vita di lavoratore pendolare col gaming.
Immaginiamo questo contesto: abbiamo una mezz’oretta libera tra una faccenda e l’altra della giornata, quindi quale modo migliore per stendere i nervi se non una partita? Accendiamo la console e facciamo partire Remothered. Tre minuti di attesa prima di poter giocare – dati reali, non scherzo. Ma va bene, può succedere all’avvio. Iniziamo. Il gioco ha molte caratteristiche stealth, quindi il processo di avanzamento richiede tempo e pazienza. Poi un bug, un comportamento insensato della CPU, ed è game over. Altri due minuti di caricamento. Di nuovo, è un survival, si rischia di morire spesso, infatti si muore, e sono altri due minuti di caricamento.
Appare chiaro come uno scenario tristemente verosimile con questo titolo sia quello che ci vede passare tanto tempo alla console senza giocare, e di conseguenza senza divertirci, ancora più grave senza emozionarci. In questo senso, un videogioco può dirsi fallito.

È così che doveva essere.

Se poi guardiamo al prezzo 39,99 euro, allora davvero questo secondo Remothered è orrore. La creatività richiede tempi che devono essere seguiti per rispetto di sé stessa, del suo creatore e del suo pubblico, e appare chiaro, forse oggi più che mai, come questo processo possa non sempre essere in linea con le richieste del mercato. Stormind Games avrà avuto le proprie motivazioni e possiamo sperare che abbia lavorato col massimo impegno, ma non si può fare a meno di pensare che Broken Porcelain sia un prodotto incompleto.

Un vero peccato, dal momento che l’ambientazione, il concept e le meccaniche erano davvero intriganti. Ma occorre ricordare che, ad esempio, Lincoln sperimentò in prima persona più di un fallimento prima di diventare presidente degli USA, o che Michael Jordan ebbe diverse interruzioni di carriera sportiva che non impedirono l’esplosione del suo talento di cestista. Questo per dire che attendiamo con curiosità il nuovo titolo già annunciato ma non ancora rivelato dello studio siciliano, nella speranza che a tante buone idee venga affiancata una produzione di equivalente livello.

0
10
3
Idea di fondo molto interessante ed ambientazione riuscita...
... ma il tutto sviluppato in maniera insufficiente.

MODUS OPERANDI

Sia in portatile - rigorosamente con le cuffie - che al televisore di casa attraverso un codice download inviatoci da Stormind Games.

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