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Tiny Racer – una recensione che è un incidente di percorso

Game

“Il Dark Souls dei giochi di guida” si può dire? Che pazza voglia di re-immaginare le mie fantasie infantili che mi ha scatenato questo Tiny Racer! Dopo aver visto il trailer ho davvero pensato che […]

“Il Dark Souls dei giochi di guida” si può dire? Che pazza voglia di re-immaginare le mie fantasie infantili che mi ha scatenato questo Tiny Racer! Dopo aver visto il trailer ho davvero pensato che […]

Nintendo Switch
Agosto 28, 2020
Genere
Corse
Lingua
inglese
Multiplayer
2 (locale)

“Il Dark Souls dei giochi di guida” si può dire?

Che pazza voglia di re-immaginare le mie fantasie infantili che mi ha scatenato questo Tiny Racer! Dopo aver visto il trailer ho davvero pensato che questo gioco potesse regalarmi un po’ di quella spensieratezza che è propria di chi si diverte con poco, in quanto capace di prendere il minimo indispensabile e costruirci sopra castelli, arcobaleni e draghi.

Il mood c’era tutto, dai modelli semplici alle piste ricche di riferimenti all’epoca Micromachines, e installare il gioco ha generato in me quella frizzante aspettativa da titolo incompreso che solo persone come me potevano capire e apprezzare.

Mi sbagliavo.

Pictures Taken Moments Before Disasters

Tiny Racer è invero un gioco molto semplice, a tratti fin troppo basilare, come si può evincere dai menù direttamente estrapolati dalla versione mobile: selezionare con leve e tasti le varie opzioni può essere ben più impegnativo del previsto, perdendo un sacco di tempo nel capire se ciò che vogliamo fare è stato evidenziato dal cursore.

Un gioco nel gioco, in pratica, che ci porta ad esplorare i menù alla ricerca di qualche forma di personalizzazione dell’esperienza o di extra (spoiler: quasi nulla e nulla) e trovare con sorpresa un selettore della qualità grafica.

Wow.

Attenzione, non sto criticando: l’idea è buona, in quanto queste tre opzioni permettono di ottimizzare il rendering in modo da impattare meno sulla batteria (buono in portatile) o rinunciare ai compromessi per tirare fuori il meglio della grafica. L’ho trovata una possibilità intrigante, che molti dovrebbero esplorare/seguire. La freddezza è dovuta alla sensazione che anche questa sia frutto di un porting diretto dalla versione iOs/Android.

Il pulmino fa sempre simpatia. Finché non ti butta fuori strada.

La possibilità di alternarsi tra gioco portatile e non è un must per questo genere di titoli, i quali fanno dell’esperienza singola e condivisa il proprio punto di forza: ore e ore di allenamento in privato trovano la propria massima espressione una volta che la console viene collocata nella dock e gli amici sono radunati davanti allo schermo.

Qui è diverso. L’esperienza è più riservata, personale… direi “intima”. Causa forza maggiore, tra l’altro: il supporto a due giocatori è esclusivamente locale e richiede necessariamente una seconda coppia di Joy-Con per funzionare. Utilizzare la dotazione standard offre l’illusione di potersi divertire in modo classico – dopo tutto servono solo sterzo, acceleratore e freno – ma una volta avviata la gara in split screen solo il secondo giocatore dispone dei tasti per dare gas e rallentare.

Epico.

Ragazzi rallentate che c’è la pula!

Ma se di amici non ne hai o semplicemente hai voglia di ignorare il mondo, tranquillo, perché ce n’è anche per te: se vuoi startene comodo davanti alla TV e usare il tuo Pro Controller puoi cambiare gioco, in quanto non viene assolutamente riconosciuto. Recupera il tuo Joy-Con Grip e utilizzalo (finalmente… da quanto tempo non lo facevi) perché è l’unico modo per giocare in modalità TV/Dock.

Wow (2).

Stavolta è disappunto, sia chiaro. Non abbiamo ancora iniziato a parlare del gioco in sé e già sento il bisogno di un barattolo di gelato e un cucchiaio per consolarmi. È un momento difficile.

Ma sì, lasciamoci alle spalle delusioni e malumori e tuffiamoci in pista provando la modalità arcade, prima di affrontare il “torneo” che consente di sbloccare le varie piste.

Ecco… io non lascerei maneggiare detersivi e altro ad un bambino.

È il momento di scegliere la nostra vettura tra una manciata di autoveicoli di varia tipologia (coupé, pick-up, jeep, pulmino, etc.), ognuno caratterizzato da differente peso, tenuta di strada… e forse altro? Non saprei, non c’è nessun dettaglio in merito alle loro prestazioni e ho scoperto provando con mano che alcuni veicoli stringono meglio le curve e altri si cappottano malissimo durante i salti senza possibilità di recupero (bello, vero?)

Sarebbe divertente fare un time trial per ogni veicolo sulla stessa pista per vedere le differenze comportamentali, così da sprecare le prime 2-3 ore di gioco per venire a capo di informazioni che gli sviluppatori avrebbero potuto inserire direttamente nei menù di selezione.

E invece no, lasciamo tutto al caso che il divertimento del giocatore non è certo messo in discussione da queste scelte, vero? Potremmo ridiscuterne dopo sessioni di gioco in cui mi è stato impossibile essere minimamente competitivo (trad: sempre ultimo) perché ogni salto col coupé si traduceva in un cappottamento – si può rientrare in gioco premendo ZR, ma è sempre tempo perso.

Uno degli scorci più interessanti tra le varie piste, piuttosto carine.

Dopo aver guardato come la CPU affrontasse i salti ho optato per il pick-up e da lì ho iniziato quantomeno a rimanere con le quattro ruote a terra – un buon inizio per un racing. In seguito ho fatto conoscenza con il modello di guida piuttosto semplice e intuitivo, per nulla minato da incertezze tecniche legate a bizzarre collisioni.

Ho detto per nulla? Scusate. Il gioco è TERRIBILMENTE minato dalle incertezze tecniche legate alle collisioni. Che si tratti di un semplice scontro con un’altra vettura o con elementi tipo coni del traffico, il risultato è che spesso le vostre gare saranno irrimediabilmente compromesse senza che abbiate colpa, quando per colpa di un affiancamento che vi farà roteare come neanche il fidget spinner del vostro cuginetto nel 2016 (a proposito… ricordate quando i fidget spinner erano una moda? Come passa il tempo!) e quando perché i vostri salti vi faranno scontrare contro qualcosa.

Sì, qualcosa. Non si sa bene cosa, ma spesso sbatterete contro ostacoli non ben definiti. Quando sulla strada, quando in curva, quando per aria (sbattendo contro l’aria, chiaramente). E il risultato sarebbe la lettura dei santi del calendario se solo vi interessasse davvero portare a termine le gare.

C’è tutto per una colazione come si deve.

È proprio quello il punto: al primo impatto Tiny Racer è anche carino, perché pur nei suoi limiti (enormi) tecnici la corsa è solida, la risposta ai comandi è curiosamente (quanto a imprevedibilità) super-responsiva e consente di creare un modello di sfida interessante in quella che può essere la gestione del veicolo nella carreggiata.

Il problema arriva nell’esatto momento in cui iniziate a sentirvi padroni del gioco: la sfida si alza e si riduce la possibilità di sbagliare, rendendo ogni gaffe del motore di gioco un drammatico inciampo in gare altrimenti perfetti.

Si patisce anche l’assenza di effetto elastico o della differenziazione delle prestazioni tra i primi e gli ultimi, cosa che vi porta a rimanere nelle retrovie anche correndo nel modo migliore che possiate immaginare e spinge a fare il restart della gara subito dopo il primo grosso incidente/errore – per fortuna durante il torneo è possibile riavviare le gare un numero infinito di volte senza incorrere in malus.

Ecco a voi l’unico screen preso dalla mia partita. Il resto sono video di in cui faccio incidenti.

È però giusto definire questa esperienza “divertente”? Non credo sarebbe corretto farlo, indipendentemente dalla volontà dei creatori e dai momenti intriganti che ogni tanto si possono vivere, in particolare per la creatività delle piste. Anche se, sinceramente, al giocatore viene preclusa molta visibilità per rendere più impegnativi del dovuto alcuni tratti invece molto semplici.

Se avete voglia di una sfida tosta, “bastarda” e al limite dello sclero, benvenuti: Tiny Racer è un gioco che ha tutto per trasformare un sereno pomeriggio di gaming in una gara di imprecazioni che appassionerà il vostro vicinato.

E purtroppo in fase di valutazione non è possibile valutare positivamente un titolo solo in relazione alla probabilità con cui è possibile superarne le sfide – visto così potrebbe davvero essere una prova di forza – ma va principalmente considerato il divertimenti che ne si può trarre e qui, purtroppo, non ci siamo per niente. Soprattutto se si pensa che si debba pagare ben 10€ per acquistarlo.

0
10
4.0
Idea carina, piste fantasiose, macchine che offrono un'interessante sfida per essere padroneggiate
Interfaccia pessima, errori tecnici, gravi problemi di gameplay in pista... non ci siamo per niente.

MODUS OPERANDI

Fino a quando giocarci non mi è sembrato una mancanza di rispetto per il mio tempo. Poi ho iniziato a scrivere la recensione e testare i controlli.

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