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La produzione di Nintendo Switch sta vivendo un periodo di alti e bassi

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La situazione della produzione di Nintendo Switch sta incontrando alti e bassi a causa della pandemia in corso.

La situazione della produzione di Nintendo Switch sta incontrando alti e bassi a causa della pandemia in corso.

Nintendo Switch aggiornamento 8.1.0 NintendOn
Maggio 14, 2020

La situazione è rosea per qualcuno ma difficile per altri

Nintendo Switch sta vivendo un periodo davvero memorabile nelle ultime settimane, tutto riconducibile all’effetto del coronavirus sul mercato. Contestualmente, l’aumento della domanda da parte dei consumatori, unito alla chiusura delle fabbriche in Cina, ha portato a una maggiore tensione sulle linee di produzione.

Molti siti produttivi sono stati colpiti da blocchi regionali ma già da qualche tempo, Nintendo ha trasferito buona parte della produzione fuori dalla Cina, in paesi come la Malesia o le Filippine. Adesso che la Cina sta ricominciando ad avviarsi verso la normalità, in altre nazioni la situazione resta ancora complicata. Questa disparità ha fatto si che l’approvvigionamento di componenti per la produzione della console rimanga piuttosto impegnativo per Nintendo.

Secondo un rapporto di Bloomberg, i componenti essenziali sono costituiti principalmente dai circuiti stampati (PCB), che arrivano dalla Malesia, mentre i componenti che collegano i PCB sono prodotti nelle Filippine. In entrambi i paesi, la situazione sanitaria non permette ancora un funzionamento a pieno regime delle fabbriche che quindi non riescono a tenere il passo della produzione di console in modo da poter soddisfare la domanda del mercato.

Tuttavia, la situazione non è completamente negativa. L’aumento della domanda sta mettendo a dura prova alcuni siti di produzione ma altri stanno vivendo il miglior periodo che abbiano mai avuto, dal punto di vista commerciale.

Quest’ultimo, è il caso di Taiwan: sito designato per l’approvvigionamento delle memorie di Nintendo Switch. Nello scorso mese di aprile, il paese ha esportato memorie per un valore complessivo di quasi 2 miliardi di dollari. Macronix, il maggiore produttore di memorie taiwanese, ha visto un cospicuo aumento del suo business e gli ordini di Nintendo hanno avuto un ruolo importante in questo.

Tra l’altro, l’impennata della domanda dovuta alla pandemia deve ancora placarsi, motivo per cui la situazione è destinata a non cambiare nel breve periodo. Le cose non torneranno alla normalità fino a che tutte le aziende coinvolte nella produzione della console giapponese non si saranno completamente ristabilite.

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