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Andrzej Sapkowski parla a ruota libera del fenomeno The Witcher

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L’autore della Saga di Geralt di Rivia ha parlato senza peli sulla lingua dell’adattamento televisivo e dei videogiochi tratti dalla sua opera.

L’autore della Saga di Geralt di Rivia ha parlato senza peli sulla lingua dell’adattamento televisivo e dei videogiochi tratti dalla sua opera.

Gennaio 29, 2020

Parole dure da parte dello scrittore

I libri della Saga di Geralt di Rivia sono ormai dei classici nel mondo della letteratura fantasy ma, da quando è sono stati pubblicati i videogiochi, la serie e i suoi personaggi hanno acquisito tutto un altro livello di popolarità.

Recentemente, la serie TV “The Witcher” prodotta da Netflix, è anch’essa diventata un fenomeno di massa (è la serie di maggior successo di tutti i tempi sulla piattaforma), tanto da aver avuto ricadute positive anche sulle vendite del videogioco, a distanza di cinque anni dal rilascio sul mercato.

Si potrebbe pensare che tutto questo possa far piacere all’autore dei libri, Andrzej Sapkowski che però si è sempre dimostrato abbastanza sprezzante nei confronti dei tentativi di adattamento della sua opera ad altre forme di intrattenimento.

Nonostante abbia recentemente siglato un nuovo accordo con CD Projekt per i diritti della serie, in una recente intervista con io9, ha affermato di essere ancora fermamente convinto che i videogiochi e gli spettacoli televisivi non debbano avere alcun impatto sul materiale originale che a suo avviso sarà sempre la parte più importante del “puzzle”:

Andrzej Sapkowski

Non posso fare un paragone con i videogiochi perché non li ho mai giocati. Da quando ero piccolo non ho mai giocato ad alcun gioco, con l’unica eccezione del bridge e del poker. I videogiochi semplicemente non fanno per me: preferisco i libri per intrattenermi. Ad ogni modo, credo che la serie TV e i videogiochi non possano essere confrontati. Sono troppo diversi nell’approccio, nella realizzazione e nell’obiettivo. Non puoi paragonare una carbonara ad una bicicletta, anche se entrambi hanno vantaggi e svantaggi.

Ad una domanda sulla sua opinione riguardo la serie TV di Netflix ha detto:

Andrzej Sapkowski

Il mio nome appare nei titoli di coda. Non posso elogiare la serie: non sarebbe decoroso. Sarei un idiota a parlare di cosa ho avuto l’impressione che non sia stato trasferito con successo nello show.

In seguito gli è stato chiesto cosa pensasse del fatto che la serie aveva innescato una ristampa da 500’000 copie dei suoi libri:

Andrzej Sapkowski

Come vi aspettate che risponda? Che mi sono disperato? Che ho pianto? Che ho considerato il suicidio? I miei sentimenti sono stati piuttosto ovvi e non eccessivamente complessi.

Anche riguardo al tema di una seconda stagione, non si è risparmiato:

Andrzej Sapkowski

Consentitemi di citare Joe Abercrombie, un autore di mio gradimento: “La vita è, fondamentalmente, una fo***ta merda. Meglio mantenere basse le tue aspettative. Forse sarai piacevolmente sorpreso. “

Sapkowski ha una specie di reputazione quando si parla di questo genere di commenti. Nel 2012 si è lamentato con Eurogamer del mix di mezzi di intrattenimento:

Andrzej Sapkowski

Mi rendo conto che i tempi attuali ci abbiano abituato alla convergenza dei media e alla libertà di mescolarli – cosa che trovo terribile. Per me come scrittore, l’idea di produrre contenuti che “aiutino” a creare qualcosa di “complementare” a un gioco o a un fumetto è l’apice dell’idiozia.

In passato ha parlato anche del suo timore che gli adattamenti dei libri potessero farlo dimenticare; una paura fondata, visto che qualcuno ha erroneamente assunto che stesse scrivendo libri su un universo di videogiochi e non viceversa:

Andrzej Sapkowski

Ricordo la mia reazione: conosco molte parolacce e le ho usate tutte, in molte lingue. Tra vent’anni qualcuno chiederà:”The Witcher il gioco… ma chi è l’autore?”. Nessuno se lo ricorderà.

Un’intervista senza esclusione di colpi per un personaggio che sicuramente non ha paura di dire quello che pensa!

Fonte: Gizmodo,

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