Pokémon Spada e Pokémon Scudo: Game Freak ha ragione, sempre, comunque

Game Freak, Galar, rimpianti del passato e sogni infranti

27 febbraio 2019.
La data in cui tutto è cominciato. Il Pokémon Direct, il reveal dell’attesissimo secondo titolo main per Nintendo Switch, la tanto agognata ottava generazione. Settimane di rumor, voci, gente che aveva visto tutto manco fosse Herbert Ballerina e si era strappata i vestiti piangendo arcobaleni e paragonandolo a Breath of the Wild.

Milioni di fan nel mondo sognanti come non mai, stava finalmente per arrivare il momento in cui Game Freak ha deciso di impegnarsi e sfruttare al 100% (ma anche 80% andrebbe bene) il brand economicamente più forte al mondo? Stava finalmente per tornare la cometa di Halley a novembre regalandoci per l’occasione due giochi in grado di farci cadere la mascella spingendo la saga verso vette assolute di qualità e divertimento?
E poi, ecco l’affascinante regione di Galar, ispirata alla Gran Bretagna e a Westeros, ecco il motore grafico (il motore grafico, non, la grafica) di Sole & Luna, ecco i nuovi starter, ecco i probabili incontri casuali e poco altro, per ora. Un primo tour attraverso la terra che saremo chiamati ad esplorare questo autunno, alla ricerca delle nuove creature tascabili.

Abbiamo già parlato di Spada e Scudo, ne abbiamo parlato tanto, con differenti punti di vista e analizzando in ogni modo possibile i singoli dettagli di un video durato pochi minuti. Un primo articolo che analizza i contenuti presenti nel Direct e quanto poco ci sia, ancora, in termini di contenuti da analizzare; un editoriale ancora incompreso che in modo analitico incarna la delusione di milioni di fan e prova a spiegarla e motivarla; uno speciale che fa leva sui sentimenti e tira fuori il giocatore che è in noi, invitandoci a riflettere se sia la serie che dovrebbe crescere o siamo troppo cresciuti noi.

Una verità assoluta, incontrovertibile, ufficiale, è che, come detto, Pokémon è il franchise più redditizio del mondo, il brand più solido e che ha guadagnato di più nel tempo, superando qualsiasi cosa. Superando l’Impero di Topolino capitanato da Marvel e Star Wars, superando Hello Kitty e Harry Potter. Gli oltre 800 mostri creati da Game Freak hanno marciato senza sosta negli anni, spaziando tra merchandising di ogni tipo e attraversando ogni media possibile, presto anche al cinema con due film, uno live-action e uno totalmente in CGI.
E la potenza del brand, cresciuta esponenzialmente negli anni senza rallentare, porta a una riflessione semplice a cui non è possibile ribattere: Game Freak ha ragione, sempre, comunque.

Prima di partire per un nuovo viaggio dobbiamo ricordare cosa ci lasciamo indietro. Wint… Galar is Coming.

I nostri dubbi da fan o amanti della serie, i nostri timori, i nostri sogni e le nostre speranze e, soprattutto le nostre opinioni e critiche contano poco, per non dire niente. Anche se Pokémon Spada e Pokémon Scudo uscissero con una trama marginale, novità poco convincenti e passi indietro nel gameplay come incontri casuali o Pokémon non presenti sulla mappa, niente impedirebbe loro di vendere ancora una volta 16 milioni di copie.
E di proseguire con un eventuale remake della quarta generazione o un nuovo Let’s Go nel 2020 e chiudere la generazione seguendo il modus operandi classico, con il seguito di Spada e Scudo, per altro già esistente secondo i media spagnoli.

Analizziamo alcuni momenti chiave dell’evoluzione del brand: siamo nel 2010, Pokémon Bianco e Pokémon Nero escono su un Nintendo DS nel suo ultimo ciclo di vita, la regione di Unova propone per la prima volta scorci di un mondo tridimensionale, le stagioni, combattimenti a 60fps, una storia appassionante con personaggi memorabili e un post-game mai prima d’ora così ricco. Due anni dopo escono Bianco 2 e Nero 2, molto più di una terza versione, veri e propri sequel cronologici che chiudono il cerchio e completano la saga di N. Per la maggior parte dei fan e per la critica, la quinta generazione rimarrà il picco più alto raggiunto dalla serie, l’apice sotto molti punti di vista della saga di Game Freak.

L’artwork di Zerochan rende giustizia al personaggio migliore di tutta la saga, N, protagonista di Bianco e Nero

Ma l’attesa è tutta per la nuova generazione, per l’approdo su Nintendo 3DS. E come oggi, sogni e speranze attraversano le menti dei fan. Pokémon X e Pokémon Y puntano su un motore grafico intrigante, conquistano i fan con le Mega Evoluzioni, accattivanti graficamente e potentissime da usare in combattimento e vendono nel complesso più di Bianco e Nero.
Un successo clamoroso, la saga si conferma più in forma che mai pur facendo a meno di alcuni dettagli importanti come la trama, il post-game e proponendo un’avventura da giocare spesso a 10fps, praticamente in slow-motion.

La trama non è mai stata fondamentale nei capitoli della saga, non ha mai rappresentato il cuore dell’avventura ma i risultati pregevoli ottenuti con Bianco e Nero hanno dimostrato che può essere un valore aggiunto davvero importante. Ma a cosa serve in fondo elaborare antagonisti complessi e credibili, un mondo coerente e cominciare a riflettere sul ruolo dei Pocket Monsters nel mondo, sulla loro condizione sociale e sui loro sentimenti se facendo a meno di tutto questo la risposta del pubblico è addirittura migliore? Perché dare un background a Reshiram e Zekrom quando basterebbe infilarli in un tronco e farceli trovare dentro un laboratorio senza alcun motivo o senso logico? In sintesi, perché sprecare energie e risorse per offrirci un prodotto più coinvolgente se la risposta del pubblico non cambia? Non serve, semplicemente. Le vendite dicono che Game Freak ha ragione e per averla, basta impegnarsi il minimo indispensabile.

I dati di vendita parlano chiaro, Game Freak vince, sempre

Le Mega Evoluzioni vengono poi dimenticate in Sole & Luna, troppe e poco sfruttate, amalgamate in modo non ottimale nel gameplay del titolo. Bisogna valutare anche l’aspetto competitivo, fondamentale, e proprio nel competitivo difficilmente ne vengono usate più di due su oltre trenta possibili. Inutile provare a cambiare il gameplay o a ribilanciarle, meglio fare tabula rasa e ricominciare. Ed ecco le mosse Z.
Z come Zygarde, terzo leggendario di X&Y, senza alcun background nei due titoli e ancora con meno senso in Sole e Luna con nuove forme e poteri, un probabile scarto riciclato di una terza versione della sesta generazione mai  realizzata. Le mosse Z, con i loro balletti strambi riscuotono un grande successo, soprattutto tra i più giovani che imparano a memoria le coreografie. Abbiamo nuovamente una trama, finalmente la meccanica delle prove per trionfare nella Lega viene svecchiata, abbiamo una nuova regione tropicale affascinante e altri 16 milioni di copie vendute.

Funziona, va tutto bene e critica e pubblico rispondono in modo unanime. Fino all’anno successivo, quando escono Ultra Sole & Ultra Luna. Terza versione? No. Seguito? No.
Lo stesso gioco, con trama e contenuti espansi. L’opinione della maggior parte dei giocatori, perfettamente condivisibile, è che Ultra Sole e Ultra Luna non sono altro che la versione completa dei due giochi, la vera settima generazione. Due titoli splendidi che purtroppo lasciano nel giocatore la sensazione di essere stato preso in giro, di aver giocato e comprato una beta per avere successivamente il vero titolo, a prezzo nuovamente pieno. Otto milioni di copie vendute, tanto malumore ma anche questa volta, le vendite danno ragione a Game Freak.

Il solo Episodio Delta aveva più trama che tutto X e Y. E introduceva per molti il Pokémon più bello mai creato…

Pokémon è un brand troppo forte economicamente per non dover rispettare delle scadenze annuali, troppo forte per non presentare almeno un titolo main all’anno per muovere tutto il merchandising che gli orbita intorno.
Per vedere un titolo rivoluzionario al pari di Breath of the Wild serve tempo e tanto lavoro, praticamente impossibile quando non puoi concederti pause e tempo. Rinviare un capitolo main e prendersi tempo sarebbe un disastro economico, uno scenario alla Metroid Prime 4 è completamente impensabile.
E analizzando questi fattori è facile comprendere perché escano titoli palesemente incompleti o terze versioni che aggiungono novità che avremmo dovuto avere dall’inizio.

Let’s Go Pikachu & Eevee sono stati un successo commerciale con 10 milioni di copie vendute e hanno apportato la rivoluzione probabilmente più grossa vista nel brand, i Pokémon sempre presenti sulla mappa.
La sensazione di avere un mondo vivo, la percezione che i mostri non venissero generati da un cespuglio d’erba minaccioso e soprattutto la fine degli incontri casuali, accettabili vent’anni fa ma non oggi.
Tenendo presente che l’assenza di tale feature non è ancora confermata in Spada e Scudo, moltiplicarla per otto generazioni e oltre 800 creature è difficile e indubbiamente richiederebbe tempo. Ogni Pokémon dovrebbe avere la sua area di spawn, magari alternandosi con un ciclo giorno/notte credibile, con abitanti che non restano davanti alla stessa fontana 365 giorni l’anno a qualsiasi ora, sfruttando un calendario settimanale o con il procedere delle stagioni. Il gioco che sogniamo, il gioco che vogliamo ma difficilmente il gioco che avremo, perché sarebbe un cambiamento epocale per la saga, perché non si potrebbe tornare indietro e soprattutto, ci sarebbe meno spazio per una novità da inserire nella generazione successiva o nella terza versione.
O più probabilmente, i Pokémon presenti nella mappa rimarranno una feature esclusiva della saga Let’s Go, con spin-off attraverso Johto o Sinnoh. Due saghe parallele per venire incontro a un maggior numero di giocatori, destinate a non incontrarsi nel breve periodo.

Sarebbe davvero accettabile rinunciare a un mondo in cui Pokémon e umani convivono insieme, finalmente, sulla stessa mappa?

Ben due anni fa proprio su Nintendon uscì uno speciale diviso in due parti con tutto quello che abbiamo perso per strada, con la speranza di rivedere una parte degli elementi in Sole & Luna. Speranze vane, riproposte successivamente prima del reveal di Let’s Go Pikachu & Eevee. Oggi, la lista dei desideri è ancora li, quasi intatta e la sensazione è che rischia di arricchirsi nuovamente degli elementi che hanno reso rivoluzionari i due remake di Kanto. Se esistessero davvero nuove forme Armored dei Pokémon, potrebbero rappresentare la novità in termini di gameplay dei nuovi titoli, al pari delle Mega Evoluzioni nella sesta generazione e delle mosse Z nella settima.

Differenziare maggiormente le due versioni, renderle diverse in termini di difficoltà, di gameplay, dare un senso al doppio acquisto oltre al semplice collezionismo potrebbe essere una strada per avere le risposte che cerchiamo e per accontentare tutti quanti.
Come reagirebbero quei 16 milioni di acquirenti di fronte alla scelta tra una versione leggera, spensierata e godibile senza eccessivo impegno e una con un livello di sfida maggiore e improntata maggiormente sulla storia, indirizzata ai fan di lunga data che cercano la sfida? Non lo sapremo mai, perché conti e vendite alla mano, non esiste il reale bisogno per Game Freak di provare soluzioni e strade alternative.

E se il futuro della saga fosse veramente un… ritorno alle origini?

Pokémon Spada & Scudo sono titoli destinati a far discutere, parlare e sognare nei mesi a venire. Sono destinati a vendere oltre 15 milioni di copie, a far innamorare i giocatori e a generare malumori.
Sono destinati a sorprendere, nel bene o nel male. Le nostre speranze, i nostri sogni e le critiche come fan della saga nascono dall’amore verso il brand e dal desiderio di vederlo splendere come non mai e sfruttare tutto il potenziale inespresso, generazione dopo generazione. Sogniamo la rivoluzione, sogniamo il titolo definitivo ma fino a quando l’immenso impero che ruota attorno al brand non subirà un calo, probabilmente non vedremo mai un reale cambiamento.

Non avrebbe alcun senso rivoluzionare il franchise economicamente più forte esistente, capace di registrare guadagni astronomici qualsiasi media tocchi.
La speranza, come sempre, è che Spada & Scudo ci sorprendano e sappiano regalarci un’avventura memorabile, senza rivelare troppo del viaggio a Galar nei mesi a venire e riuscendo a sorprenderci nelle decine di ore che vi passeremo. In ogni caso, Game Freak avrà ragione, sempre e comunque, in ogni caso.

Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli sviluppatori emergerà, in cui abbandoneremo i sogni per vederli realizzati e spezzeremo i legami con un passato di delusioni, ma non è questo il giorno! Ci sarà l’ora delle spade e degli scudi frantumati quando l’era di Galar giungerà tra noi, ma non è questo il giorno! Quest’oggi ancora speriamo, sogniamo, lanciamo le nostre Poké Ball e teniamo duro per tutto ciò che riteniamo caro, per i dolci ricordi di 23 anni passati insieme.