Scalebound o Scaledown? Quando si ridimensiona il cervello e non la tecnica

Scaglie di platino e tavolette di silicio

Una doppietta di hype mica da ridere quella che in questo fine settimana ha investito il mondo di Nintendo Switch, con le voci in merito ad un fantomatico titolo  “morto e sepolto” pronto a riemergere su Switch (con bonus Kingdom Hearts, sempre interessante) divenute poco dopo un incredibile rumor relativo al passaggio di Scalebound da promettente titolo Xbox a esclusiva Nintendo Switch.

Woah, fermate il mondo un attimo: questa fanfiction da tumblr in cui Nintendo e Microsoft vanno d’amore e d’accordo sta sfuggendo di mano! Un tempo i poli diametralmente opposti per quel che concerne ricerca, sviluppo, filosofia e target, oggi i due colossi del gaming sembrano aver trovato più di un punto d’incontro per costruire una sinergia commerciale del tutto nuova in un mondo così “ermetico” come quelle delle console. A cominciare dal cross-play tra i giochi multipiattaforma, passando per i continui ammiccamenti di Phil Spencer, pare che sia davvero scoppiato l’amore tra Super Mario e Cortana (dai su, Master Chief non è più rilevante…).

Grande sorpresa in casa Nintendo e Microsoft.

Detto tra noi, nutro seri dubbi sulla possibilità che “realmente” la nuova IP targata Microsoft Studios presentata nel 2014 possa compiere un’inversione a U di questa portata e trasformarsi da cicciosissimo progetto incentrato sul multiplayer drop-in/drop-out ad esclusiva Nintendo Switch. Almeno non prima di uno stravolgimento tecnico legato all’infrastruttura online di Nintendo che attualmente sarebbe incapace di sostenere un progetto similile.

Messa così, lo scenario ideale vedrebbe la tanto vociferata unione d’intenti Redmond/Kyoto prendere finalmente forma per portare Xbox Live (e tutti i vantaggi correlati per l’utenza) sulla piccola console ibrida. Un’utopia videoludica che però porterebbe finalmente nel 2019 i tanti giocatori che fanno del gioco online la loro ragione di vita e che allo stato attuale invece soffrono tra compromessi tecnici, funzionalità ridotte, connessioni scadenti e lag disarmante (sì Super Smash Bros. Ultimate, sto guardando te).

E comunque, fantasia sfrenata a parte, poi il tutto dovrebbe funzionare a dovere.

Però un gioco brutto rimarrebbe tale anche su Switch, eh!

La forma più diffusa di cautela in merito all’arrivo di Scalebound su Nintendo Switch, però, è quella “disillusa”, ancorata ai limiti tecnici dell’hardware Nvidia che costringerebbero il progetto ad un ridimensionamento eccessivo.

“Eh ma per vederlo su Switch dovrebbero stravolgerlo, ridimensionarlo, castrarlo, etc.” (cit.)

Ed è qui che uno abbandona le speranze di una discussione seria in merito, quando la ragione lascia il passo a luoghi comuni, pregiudizi e banalissime considerazioni spicce legate alla piattaforma.

Vi svelo un segreto: se il primo pensiero che vi siete posti davanti a questo rumor è come “adattare” il gioco, allora state guardando la vostra passione dal lato sbagliato e siete tra quelli a cui è dedicato il titolo del pezzo. Questo perché negli anni vi siete persi tutti i precedenti – pure quelli recentissimi, per diana – che dovrebbero farci guardare oltre il semplice “Scaledown” che tanto fa ridere sulle board.

Non ho voglia di sentire certe cose…

Il rumor vede Nintendo prendersi carico del progetto in prima persona, investendo “a la Bayonetta” su un franchise rivolto ad un pubblico molto di nicchia. Bene. Già qui dovrebbe suonare il primo campanello d’allarme: vi pare che Nintendo possa investire soldi e tempo su un progetto solo per un beneficio di immagine senza però poi andare ad impattare in modo deciso sulle dinamiche di sviluppo?

Non stiamo parlando un titolo già consolidato o con alle spalle un franchise valido – Bayonetta 2 aveva alle spalle un prequel da 10/10 – ma di qualcosa che merita una profonda presa di coscienza e di ristrutturazione in relazione alla piattaforma.

Se Scalebound nasceva su Xbox One per sfruttare l’architettura online al 100% e chissà magari anche la “POTENZA DEL CLOUD COMPUTING” (da leggere ad alta voce con tono baritonale), perché mai dopo il dirottamento su Switch dovrebbe mantenere questa filosofia?

Stiamo parlando della stessa Nintendo che bocciò (per mano di Miyamoto) brutalmente l’originale Metroid Prime e lo rimise in carreggiata. Cosa che a quanto pare è successa pure di recente… o sbaglio?

No, non di nuovo!

Se mai questo rumor dovesse rivelarsi veritiero, la cosa più concreta che potremmo trovarci tra le mani sarà un prodotto che attinge a piene mani dal lavoro di pre-produzione, recuperando assets creativi e tecnici il più possibile, per trovarsi però poi a dare forma a qualcosa di completamente diverso.  Così su due piedi, anche per natura della console, è più facile immaginare un gioco con una campagna single player corposa e un comparto multiplayer legato ad istanze o lobby specifiche (a la Monster Hunter, per capirci).

Tutto ciò si sposerebbe in maniera efficace con un restyle stilistico (Breath of the Wild, Bayonetta 2 e Astral Chain dimostrano che c’è margine per creare mondi vasti, credibili e ricchi di stile) che possa abbracciare in modo coerente un gameplay action che si affida non solo ad un avatar ma anche ad una mount molto ingombrante. Continuare a guardare il trailer (perché è uno solo, ma spezzato su due anni diversi – LOL) per immaginare il risultato sulla console Nintendo è controproducente e poco sensato.

Magari, eh, ma solo nel mondo dei sogni!

L’unica cosa che “spiace” è che non sapremo presto quanto di vero di ci sia in questi rumor: tra il prossimo Astral Chain e l’atteso Bayonetta 3, Platinum Games ha decisamente le mani occupate e al tempo stesso non può permettersi che l’attenzione mediatica venga spostata dai titoli di più vicina release verso progetti ancora misteriosi e ben lungi dal raggiungere una forma giocabile e completa.

L’interesse è enorme, l’hype pure ogni volta che si pronunciano i nomi “Platinum Games” e “Kamiya”, ma è meglio mettere da parte l’hype o le considerazioni da bar. Speriamo solo che Nintendo ci dia ancora una volta un motivo nuovo per stimarla.