Evoland Legendary Edition, recensione di un videogioco che si evolve

    • Sistema Nintendo Switch
    • Genere Avventura
    • Sviluppatore Shiro Games
    • Distributore Shiro Games
    • Rating PEGI 10
    • Lingua/e Inglese
    • Multiplayer Assente

Un mondo in evoluzione e tante citazioni

Io ho una memoria un po’ schifosa, ma del tipo che per abbinare nomi e volti ci posso impiegare anche mesi e, in casi specifici, addirittura non riuscire MAI ad abbinarli. Oppure non ricordarmi dove ho parcheggiato la macchina. Insomma, cose così. Però la prima volta che vidi Evoland me la ricordo benissimo. Ero andato a casa di un amico per girare un video, che non vi linkerò in quanto il cringe scorrerebbe potentissimo, e lo vedo giocare a ‘sto giochino pixelloso, bruttino, senza nulla. Nel frattempo mi spiega che era “un gioco che si evolveva e che spiegava un po’ la storia dei videogiochi”. Ok, sul momento mi attirò molto ma no, non “spiega la storia dei videogiochi”, è più un citazionismo all’ennesima potenza ma andiamo con ordine. Finii il gioco in poco tempo e ne rimasi piuttosto affascinato, il lavoro fatto dal piccolo team di Shiro Games mi aveva convinto ed oggi ne torniamo a parlare grazie a Evoland Legendary Edition, collezione che include i due capitoli della saga arrivata anche su Nintendo Switch.

I genovesi saranno contenti

Cominciamo quindi a parlare del primo titolo della saga. Evoland venne pubblicato su PC nel 2013 ed è alquanto particolare. Appena avviata la partita non c’è un’introduzione, musica o altro. Il nostro anonimo personaggio può muoversi solo verso destra ed aprire uno scrigno che gli conferisce l’abilità… di muoversi a sinistra. Ovviamente a sinistra è presente un altro scrigno, che questa volta consente di muoversi per le quattro direzioni e così via. Tramite questo metodo otteniamo la possibilità di muoverci liberamente per la mappa, una spada, i colori, i punti salute, l’esperienza, i compagni, i combattimenti a turni, l’openworld e miglioramenti grafici insieme a tantissimi altri elementi. Insomma, è un titolo che, a suo modo, vuole raccontare l’evoluzione dei giochi di ruolo tramite una lunga, lunghissima serie di citazioni geniali a svariati esponenti del genere, The Legend of Zelda in testa, e di soluzioni stilistiche azzeccate.

Una vista dell’overworld

Si arriva pure al punto di scoprire la storia del gioco, super stereotipata e che fa il verso a quelle tipiche di questo genere: è comparso un malvagio, tu sei l’eroe che deve sconfiggerlo. Perché? Perché sei l’eroe, sei il protagonista, è il tuo destino! Ma non è questa la storia principale che il titolo vuole narrare quanto più quella del genere che vuole rappresentare. Il titolo si sviluppa lungo una serie di cliché, tra un dungeon e l’altro, fino alla fine. Piuttosto breve, è possibile portarlo a termine in circa quattro ore, ha comunque il suo perché. Le citazioni strappano spesso più di un sorriso e l’evoluzione che è possibile ammirare al suo interno può indurre anche qualche giocatore a fare delle ricerche sul genere, ad esempio sull’introduzione del Mode 7, tanto per dirne una.

Mmm, dove l’ho già sentita questa?

È da sottolineare comunque che non ha assolutamente intenzione di educare o insegnare qualcosa al giocatore data anche la mancanza di una sorta di enciclopedia, soluzione che secondo me, in un gioco del genere, sarebbe calzata a pennello andando ad inserire effettivamente delle possibilità educative verso il giocatore. E probabilmente una scelta del genere non sarebbe nemmeno stata troppo dispendiosa. Il gioco nasce infatti durante un Ludum Dare, un evento Game Jam in cui sviluppatori creano un titolo ex novo, ed è stato sviluppato comunque da un piccolo team. La longevità estremamente ridotta è quindi dovuta ad una effettiva mancanza di fondi della piccola software house che ha però tentato di “rimediare” con il secondo titolo della serie.

INDOVINATO!

Evoland 2, il cui titolo completo è l’altisonante Evoland 2: A Slight Case of Spacetime Continuum Disorder, è stato pubblicato due anni dopo, nel 2015.  Se nel primo le citazioni si limitavano al genere dei giochi di ruolo in senso ampio, questa volta Shiro Games osa ancora di più spaziando quanto più possibile. E questo è visibile già dai primi istanti di gioco, in cui ci viene sottoposto un enigma la cui soluzione è visivamente rappresentata come le soluzioni del Professor Layton, con la scena che si avvicina e il protagonista che da la soluzione giusta. Identica! Ma non è l’unico genere a cui viene reso omaggio. Sono presenti anche sezioni platform, da fighting game 2D e addirittura da rhythm game. Ovviamente sono tutte appena che accenate ma la prima volta che ci sia ha a che fare risulta molto divertente. Anche in questo caso gli sviluppatori hanno voluto giocare con diverse soluzioni grafiche utilizzando uno stratagemma molto semplice, i viaggi nel tempo. Si spazia dagli 8 ai 16 bit fino ad arrivare ad una grafica tridimensionale. Tale soluzione è più elegante ed intelligente rispetto all’evoluzione monodirezionale del primo titolo ed è meglio integrata. E sostanzialmente il gioco si basa su questi salti, dato che anche questa volta la trama risulta alquanto inconsistente, con i soliti demoni cattivi e il mondo da salvare.

L’inizio del primo capitolo è davvero carino

Entrambi i titoli sono due piccole perle adatte a chiunque. I vecchi giocatori sorrideranno nel cogliere tutte le citazioni presenti ed i nuovi magari avranno voglia di approfondire un po’ la storia, l’evoluzione del genere. Purtroppo parliamo anche di due giochi la cui longevità complessiva si assesta sulle 25/30 ore circa, con il primo che dura complessivamente 4/5 ore e le restanti occupate tutte dal secondo capitolo. La soluzione, senza dubbio vintage, dei salvataggi manuali sparsi per il mondo di gioco non invoglia certamente a fare delle partite mordi e fuggi dato che non si sa quando arriverà il prossimo save point ed in questo modo perde un pochino di appeal per quanto riguarda le partite in modalità portatile. Complessivamente i giochi non hanno alcun problema di esecuzione su Nintendo Switch ma parliamo anche di giochi pubblicati sei e quattro anni fa e pubblicati anche su telefono. Alla luce di questo, il prezzo di 19,99 € per il pacchetto, a mio parere, è forse un pelo eccessivo. Qualche euro in meno avrebbe certamente invogliato maggiormente.

7

Evoland Legendary Edition

"Evoland e la sua evoluzione vi aspettano, tra pixel e poligoni"

Due giochi particolari, unici ed intrisi di umorismo e citazioni

Il primo è troppo breve e il secondo non osa quanto dovrebbe

Modus Operandi: Ho ricevuto il codice dalla software house ed ho giocato per qualche ora, valutando il porting realizzato per Nintendo Switch

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