I dipartimenti di sviluppo alla Nintendo si tingono di rosa

Nintendo coccola le sue lavoratrici

Un tempo i videogiochi sembravano essere prodotti relegati ai soli maschietti, soprattutto agli esordi, quando il termine “nerd” era inevitabilmente associato al classico spilungone paffutello e un tantino emarginato. Il medium nel corso degli anni si è diffuso in tutto il mondo, affermandosi grazie alla sua capacità d’intrattenere nei modi più disparati e conquistando fette di pubblico sempre più ampie ed eterogenee.

Nel momento in cui il termine “nerd” diveniva fascinoso, erano già tantissime le videogiocatrici. E da una recente analisi, il pubblico su Nintendo Switch, oggi, sarebbe perfettamente equiparato tra maschi e femmine. Così come per l’utenza, sembra che anche nel dipartimento di sviluppo della Grande N le donne siano riuscite a ritagliarsi il proprio spazio.

Nell’ultimo report finanziario, infatti, il director Shinya Takahashi ha avuto modo di esprimersi sulla proporzione tra impiegati ed impiegate e sulla qualità del lavoro alla Nintendo.

Ecco le sue parole:

Ci sono molte donne che lavorano nei reparti di sviluppo. Molte di loro lavorano allo sviluppo di software e un gran numero sono nostre designer. Molte hanno dei bambini, e quindi abbiamo creato un ambiente che permette a chi ha bambini di lavorare con tutti i comfort. Credo sia un bel posto per lavorare, dove le donne possono partecipare attivamente e trovare soddisfazione nel loro lavoro.

A Takahashi si è poi aggiunto anche Shigeru Miyamoto:

Ci sono anche molte donne coinvolte nello sviluppo. Il director della serie Animal Crossing è una donna e molte designer lavorano attivamente. Quando ho avuto l’opportunità di guardare alle altre compagnie di sviluppo in Europa e negli Stati Uniti, ho percepito una schiacciante predominanza di uomini. In confronto alle altre compagnie, Nintendo ha tante donne sviluppatrici che si danno molto da fare.

Insomma, c’è tanta femminilità anche nei prestigiosi laboratori della Grande N. Una notizia che non dovrebbe sorprendere più di tanto, ma che purtroppo assume una strana e contorta risonanza. Spero vivamente che più aziende si allineino a questa filosofia e che tutti coloro che un giorno sperano di lavorare in questo fantastico mondo possano avere le stesse possibilità di riuscita a prescindere dal sesso di appartenenza.

Fonte: Kotaku