La Twenty Years Challenge di Crash Team Racing: Nitro Fueled

La sfida nella sfida

Potrebbe sembrare la solita remaster, ma l’approdo di Crash Team Racing: Nitro Fueled su Nintendo Switch è una doppia sfida: non si tratterà infatti soltanto di scontrarsi con le difficoltà che comporta la produzione di una edizione con grafica rinnovata, ma la conquista di un pubblico di corridori il cui amore per ora è devotamente riservato a Mario Tanuki e Shy Guy.

A livello puramente tecnico la visione della video comparison pubblicata da IGN tra la versione del 1999 e la visione del 2019 fa ben sperare. La pulizia grafica può rivaleggiare con i migliori prodotti per Nintendo Switch: nitidezza, colori e fluidità esaltate dall’hardware della portatile Nintendo.

Quello che quindi mi incuriosisce maggiormente è se veramente può funzionare un prodotto così ancorato al progetto di “operazione nostalgia” su una console che ha già il suo re indiscusso del kart-racing in Mario Kart 8 Deluxe. Quale può essere quello che in termini di puro marketing si definisce il “vantaggio competitivo” di del brand del marsupiale contro l’idraulico?

Innanzitutto l’originale Crash Team Racing possedeva una storia, il cosiddetto “Adventure Mode”: certo, non stiamo parlando del plot di Red Dead Redemption 2, ma una trama che lega le varie gare sicuramente aiuta a rafforzare l’immersività per il giocatore. CTR possedeva un secondo livello di power-up e armi una volta collezionati 10 Wumpa Fruit nel circuito: oltre a ricevere di base un aumento alla velocità massima raggiungibile, le casse TNT diventavano le potentissime NITRO e il Warp Orb poteva distruggere tutti i giocatori che si avevano di fronte, non solo il primo della corsa.

In generale Crash Team Racing premiava maggiormente la bravura del giocatore, laddove in Super Mario privilegiava l’accessibilità. Sebbene anche CTR tendesse ad “aiutare” gli ultimi giocatori di una corsa con i power-up e le armi più forti, qualsiasi protezione poteva comunque bloccarle, rendendo difficilissimo da battere il giocatore più esperto e veloce. Sicuramente parte della core fanbase di Crash adesso è adulta e ha scelto Switch come console portatile che permette di proseguire la propria passione in qualsiasi momento. Il successo del marsupiale su Nintendo Switch è stato già decretato nella sua versione platform, quindi è ragionevole pensare che anche CTR trovi pronti diversi fan ad accoglierlo.

Il sottoscritto preferisce il remake al remaster, e tendenzialmente adora il gioco che mantiene lo stile originale di un dato genere e non si limita a un mero update grafico, ma cerca di ampliare il gameplay (si gioca con gli occhi sì, ma soprattutto con il cervello e con le mani): il lavoro svolto da Beenox però almeno dalle prime immagini sembra di quelli che permettono al materiale originale di diventare un classico odierno (portatile) e questo non può non catturare la nostra attenzione.

Chissà che questa concorrenza non risvegli ulteriormente Nintendo stimolandola a produrre un nuovo kart-racer. Sarà interessante allora seguirne l’uscita per capire se ci sia abbastanza spazio per Mario e Crash sulla stessa console e per seguire la risposta di Mario. Start your engines, and stay tuned!

Fonte: IGN