Gunman Clive HD Collection – Recensione

    • Sistema Nintendo Switch
    • Genere Platform, Action
    • Sviluppatore Hörberg Productions
    • Lingua/e Multilingua

C’è odore di polvere da sparo nell’aria

Sviluppati dallo studio indipendente svedese Hörberg Productions, i due capitoli della serie Gunman Clive non suoneranno nuovi a chi ha vissuto l’era del Nintendo 3DS e del Nintendo Wii U. I due action game a scorrimento orizzontale si fecero apprezzare per una ben riuscita commistione di generi e un level design studiato in modo intelligente. Dopo qualche anno ci tocca impersonare il coraggioso pistolero anche su Nintendo Switch: vediamo insieme se sa ancora come si spara.

Dritto al cuore.

Siamo nell’anno 18XX e il west è costantemente afflitto dai fuorilegge. Non sorprende quindi che, un giorno, un gruppo di banditi rapisca la figlia del sindaco seminando il panico tra la gente. Gunman Clive viene incaricato di recuperare la donzella rapita e di sbattere tutte le canaglie che gli si parano davanti in prigione. O, nella peggiore delle ipotesi, dritte all’inferno.

La storia dell’agguerrito pistolero parte dunque nel primo capitolo della serie per concludersi nel secondo, in un continuo susseguirsi di nemici agguerritissimi e luoghi sempre diversi e unici a loro modo. Il titolo si ispira agli storici sparatutto a scorrimento orizzontale e propone stuzzicanti sessioni platform che ben riescono a spezzare il ritmo dell’azione, talvolta abbastanza intensa da richiedere un’alta dose di concentrazione.

Inseguimenti tra le miniere. Alle spalle!

Le azioni che Gunman Clive può compiere sono molto semplici: un tasto è deputato al salto e l’altro alla pistola. La direzione dei colpi è orizzontale e il giocatore è quindi costretto, soprattutto nel caso di nemici sopraelevati e semoventi, a prendere le dovute misure prima di premere il grilletto. Sbagliare il tempo porta ad incassare colpi che, alla lunga, azzerano una generosa barra dei Life Points.

La struttura dei livelli è piuttosto lineare, soprattutto nel primo gioco: si procede a testa alta sparando a tutto ciò che si muove o che sputa proiettili e nel mentre si balza da un dirupo all’altro cercando di non ritrovarsi con le gambe all’aria. L’esperienza fa largo uso del trial and error, che costringe alla memorizzazione di tutta una serie di pattern e di trappole poste talvolta in punti davvero infidi, impossibili da prevedere.

I boss richiedono la memorizzazione di più pattern d’attacco.

Il gameplay , principalmente nel primo capitolo, segue una linea piuttosto classica, a tratti enciclopedica, mentre nella seconda avventura tenta di proporre approcci distaccati dalla tradizionale sparatoria su binari. Si solcano i cieli e si cavalcano dinosauri — esatto, dinosauri — e si lotta contro boss dagli schemi imprevedibili.

Il tutto viene poi condito da un comparto estetico impattante, un cel-shading fumettoso e dalle tinte forti, quasi caricaturale. Giocando si ha la costante sensazione di muoversi tra decine e decine di bozzetti, che prendono vita e diventano parte integrante dello sfondo. La direzione artistica compie un ulteriore balzo in avanti quando s’inizia a far largo uso dei colori e di constrasti di toni davvero ben riusciti.

Sfrecciare tra colonne ghiacciate in mezzo al mare dà modo di assaporare ancor più il comparto artistico.

La difficoltà generale si tiene su ottimi livelli, vuoi per una struttura che costringe al salto millimetrico, vuoi per la costante sensazione di non essere mai pronti a ciò che segue. La conclusione di ogni stage porta sempre una buona dose di soddisfazione, anche se alcuni passaggi potevano essere strutturati in modo da rendere la campagna più fruibile.

Al netto di una solida impalcatura, è necessario tuttavia prendere atto della breve durata delle due avventure. Mettendo insieme i livelli di entrambi i capitoli non si sfiorano infatti le tre ore di giocato. Certo, arrivati ai titoli di coda si sblocca una simpatica Hard Mode ed è possibile impersonare anche altri personaggi, ma la campagna principale scorre via in un battito di ciglia e lascia il giocatore con una strana sensazione di vuoto.

Più tramonto di così…

Gunman Clive HD Collectionsi è rivelato, senza dubbio, un buon passatempo. La mancanza di originalità nelle meccaniche viene compensata da una direzione artistica di tutto rispetto e da un prezzo di listino davvero contenuto. La durata dell’esperienza potrebbe non soddisfare tutti — forse proprio nessuno — ma quelle poche ore in compagnia del cartoonesco pistolero saranno ben spese, magari in portatilità.

7.0

Gunman Clive HD Collection

"Ne rimarrà solo uno, alla fine."

Gameplay divertente e appagante, comparto estetico curato e originale.

Molto breve. Non propone nulla di sostanzialmente nuovo per il genere.

Modus Operandi: Completate le due campagne principali grazie ad un codice gentilmente offerto per la recensione.

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