Goat Simulator: The GOATY, adesso le capre vi urlano anche in tasca

    • Sistema Nintendo Switch
    • Genere Capra Simulator/Casual
    • Sviluppatore Coffee Stain Studios
    • Distributore Coffee Stain Studios
    • Rating PEGI 12+
    • Lingua/e Caprina/Italiano
    • Multiplayer 1-2 giocatori

Ma dovete avere delle tasche grandi per tenervi dentro Nintendo Switch.

Cioè, siete entrati davvero sperando di leggere una recensione seria e composta su

Goat Simulator: The GOATY?

Non vedete che me ne sto fregando pure della formattazione del testo? Per stemperare un po’ l’atmosfera ecco una capra che urla.

Ci tengo ad informarvi che a 0:28 e 0:56 ci sono quelle che mi fanno ridere di più. Ma adesso parliamo del gioco.

Così come nella realtà, anche nel gioco la fisica non si applica alle capre

Goat Simulator è un trattato post-moderno sull’anarchia. No dai, torniamo davvero seri. Anche se il discorso potrebbe anche belar… ehm, filare… no, lasciamo perdere.

Goat Simulator è un gioco pubblicato nel 2014 dai ragazzi di Coffee Stain Studios e viene pubblicato sull’onda del successo dei vari simulator. Non so se vi ricordate ma, in quel periodo, vi era un florilegio di pubblicazioni del tipo simulativo. Potevate diventare alberi, rocce, pezzi di pane, boscaioli, robottino che pulisce la casa, qualsiasi cosa! Immaginate un oggetto, un lavoro. Ecco, ne esiste il simulator. E quindi, cosa mancava? Le capre, ovvio. Ed ecco Goat Simulator. Bene, la genesi del titolo è tutta qua. Aprite il gioco, avviate la vostra partita ed eccovi pronti a belare e distruggere ogni cosa. Adesso scusatemi se salto un po’ e scrivo giusto per riempire spazio ma trovarmi l’immagine a sinistra e la scritta a destra mi sta destabilizzando e confondendo quindi saltiamo subito al prossimo paragrafo vi prego. Nel frattempo rimettete play al video di sopra che fa sempre bene.

 

 

Oh perfetto, siamo tornati alla normalità. Dunque. All’interno della GOATY sono presenti quattro diversi pacchetti, tutti a base di capre e di strani esseri con gambe lunghissime. No davvero, leggete e avrete tutto chiaro e mettetevi comodi che qua c’è da parlare per un bel po’.

L’animazione usata per salire le scale è interessantissima

Goat Simulator

La modalità classica, la regina caprina tra tutte le modalità, quella che emana la vera puzza di capra bagnata, i belati più sonori e classici, quella che tutti abbiamo imparato ad amare all’uscita. Che poi, pensandoci: non ho mai assaggiato del formaggio di capra, né la capra vera e propria, stasera vado a cercare un posto che la propone. Scusate per le digressioni. Vi starete chiedendo come si gioca. Ma è semplice: chiudete gli occhi e immaginate di essere una capra e troverete la risposta. Se non la trovate, cercatela bene. Se continuate a non trovarla, leggete. Sostanzialmente si tratta di un casual game, un vero e proprio scacciapensieri, e il nostro scopo è quello di raggranellare il maggior numero di punti con un sistema che ricorda quasi quello dei vecchi Tony Hawk. Stavo anche per scrivergli se gli piacessero le capre ma mi sono fermato, scusate, non ce l’ho fatta.

Due minuti fermo a pensare

Collezionare punti è molto semplice: potete seguire lo schema degli obiettivi, facilmente raggiungibile dal menù di pausa e con il quale siamo indirizzati a compiere certe imprese, oppure dar libero sfogo alla creatività. Prendete a testate le persone, leccate gli oggetti e portateveli dietro per tutto il livello però, vi raccomando, fateli clippare e glitchare in ogni angolo possibile e immaginabile. Perché il divertimento sta anche in questo. Qua non si sta parlando di un gioco ben realizzato in cui un bug potrebbe anche risultare fastidioso. Qua avete davanti un gioco VOLUTAMENTE mal realizzato all’interno del quale la caccia al bug ed alla compenetrazione più strana è fonte di risate, soprattutto se siete in compagnia. Portando a termine gli obiettivi presenti è possibile sbloccare anche nuove capre da utilizzare, come ad esempio la balena, che sappiamo tutti essere la capra più grande del mondo, oppure la giraffa, cioè la capra più alta di tutte, oppure un delfino in sedia a rotelle. Questo non ve lo so spiegare, l’ho visto nell’espansione dedicata a PayDay e mi ha lasciato stranito e spaesato, per un attimo ho avuto anche una sensazione di vuoto ed un calo di pressione ma è passato tutto molto velocemente. In caso non vogliate perdere tempo a sbloccare roba è presente un comodo menù in-game che permette di modificare subito la capra e applicare anche una serie di gadget o filtri strani, a mò di mod.

Excanzabar… excapratan… exapp… EXCAPRIBUR!

Oltre a tutti questi splendidi elementi, a farla da padrone nel gioco sono gli easter egg ed i collezionabili. I primi sono disseminati in ogni angolo così come è possibile anche trovarli nei nomi degli obiettivi. Trovate un cerchio demoniaco a terra? Perfetto, portate li sopra cinque cadaveri e scoprite cosa accade. Uno strano buco nel terreno? Perché non provare a saltarci dentro! Strane torrette con piccole porticine che conducono a luoghi ancora più strani, lo studio della software house presente dentro il gioco con all’interno un altro minigioco ispirato ad un’app divenuta celebre per i motivi più sbagliati. Insomma, una vera e propria caccia al tesoro che, dopo tutti questi anni dall’uscita, è oramai giunta al termine da un bel po’ ma se siete dei cacciatori esperti avrete pane per i vostri denti, a patto di non cercare soluzioni online. Discorso più striminzito per i collezionabili. Sono delle statuette sparse nel mondo, e basta. Infatti non c’è nulla di divertente a cercarle ma in compenso, dopo averne trovate un buon numero, sbloccate nuove capre.

Questa, in sostanza, è la struttura di base che gli sviluppatori hanno applicato a tutte le espansioni, con qualche piccola aggiunta a tema. Questa è la GOATY, giocando a questa versione non avete che annusato giusto il pelo superficiale della vostra capretta da compagnia. E se vi state chiedendo che cosa sia una capretta da compagnia fermatevi subito, perché quasi tutti avete una capretta da compagnia a casa, io ad esempio ne ho due:

Questa è una capra demoniaca.
Questa è una capra sbavosa. Si vede poco ma c’è.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma ragazzi, io non ne capisco poi tanto di capre, ed è per questo che ho chiesto una mano al mio aiuto Peppino, vediamo cosa ne pensa lui:

Ciao sono Peppino il pastore, il buon Vincenzo mi ha invitato per parlare di questo Goat Simulator. Io per ringraziare mi sono permesso di portare questo bel formaggio di capra. Dove lo metto? Va bene. Pure una bottiglia di vino ho portato. E anche del salame che lo fa mio cugino. Eh lo so, purtroppo solo questo in casa avevo per l’appuntamento. Come “quale appuntamento”?  Quello di Goat Simulator! Ah… Pensavo fosse uno di quei giochi che piacciono a mio nipote, quelli dove cerchi di concludere con le donnine, però con le capre. Che io ne ho portate fuori a cena molte e non è facile. Mangiano solo insalata, mai una soddisfazione.

Quindi mi stai dicendo che il gioco ci mette nei panni di una capra? Mah, io c’ho un gilet di caprone quindi non mi sembra niente di speciale. Anche quelle acrobazie che fa, cosa vuoi che siano: dovresti vedere quando provo a mungere la mia Gianna! Si mette a saltare di qua e di la, mena un sacco di calci. Forse il problema è che è una gatta. Sì, lo so che non si mungono i felini. In teoria non bisognerebbe neanche giocare col letame ma noi siamo qui. Dai su Vincé, lo sai che scherzo! Assaggia una fetta di salame, senti che buono. E’ di gatto.

Ma no, Gatto è il nome di mio cugino! Se vuoi un salume strano, prova quello di piccione. E’ grigio, nauseante e unico. Come Goat Simulator. Quando lo vedi ti viene da prenderlo in giro, però non riesci a smettere di guardarlo. Proprio come Goat Simulator. Sai che comincia a piacermi? Senti Vincé ma quante capre vuoi per darmi quella? Mi sembra bella resistente, non si ammazza neanche se cade da un palazzo! Pensa che latte che fa! Secondo me viene fuori frizzante. A proposito, lo apriamo questo vino?

(Per l’intervento di Peppino il Pastore si ringrazia Alessandro Vampirolol Molinari)

E apriamolo dai, ma prima fammi finire ‘sta recensione dai che tanto nessuno se la leggerà, potrei riempire il resto dell’articolo con parole a caso tipo MIMICCHIO, PISTONE, DURLINDANA e nessuno se ne accorgerebbe. Potrebbe essere un’idea in effetti…

CAPO, m’è venuta st’idea di scrivere cose a caso, posso farlo?
NO!
E vabbè scusa.

E dopo Goat Simulator classico, diviso in due diverse zone, ecco arrivare le varianti come, ad esempio,

Goat Simulator: PAYDAY

Prendete l’essenza della capra e applicatela a PayDay, in questo modo otterrete questa nuova espansione. Parliamoci chiaro, gli sviluppatori tutto si aspettavano tranne che un enorme successo ma sono stati bravi, hanno colto la palla al balzo ed hanno sfornato una buona serie di aggiornamenti per il gioco standard. Li andiamo quindi ad esaminare in ordine di bellezza, partendo da quella che, secondo me, è l’espansione meno riuscita. Ai ragazzi di Overkill, sviluppatori di PayDay, piacevano le capre ed hanno deciso di inserirle all’interno di una missione (piccolo fun fact: la missione in oggetto è stata quella che ho affrontato durante il primissimo streaming realizzato da NintendOn, oramai andato perso) e così anche gli sviluppatori di Goat Simulator hanno voluto omaggiare PayDay.

Una gran bella capra con una gran bella maschera

L’espansione inizia con la vostra squadra, composta da quattro capre, che deve fuggire dal luogo in cui è imprigionata. Una volta presa a testate la gabbia, indossate la maschera, dirigetevi ad una macchina BAAAA e scegliete una quest da seguire. Ecco, il problema sta qua. Goat Simulator è follia, è libertà, è caos. Strana macchina, tu non mi puoi dire cosa fare. Soprattutto se una volta scelta la quest non fai comparire nemmeno un indicatore sulla mappa ma mostri giusto un micro video di pochissimi secondi che mostra dove andare! Insomma, il meccanismo delle quest è male implementato… anzi, non è implementato affatto. Inoltre è possibile anche guidare i veicoli, anche se il sistema di guida è scandalosamente mal realizzato ma è risaputo, le capre non possono avere la patente per colpa della loro posizione degli occhi e quindi hanno sempre problemi a guidare, almeno questo è giustificato.

Potete anche comprare nuove maschere per la vostra squadra

Ma non perdiamoci in chiacchiere inutili, passiamo subito alla prossima espansione, questa volta a tema zombie!

Goat Simulator: GoatZ

Un altro cambio di ambientazione per la nostra capra che, questa volta, si trova alle prese con una parodia di DayZ vista dalla parte degli zombie. Come da tradizione per i survival open world a tema zombie, durante le nostre folli scorribande dobbiamo tenere sott’occhio la barra della fame e la barra della salute, incredibilmente funzionanti. Giuro che all’inizio pensavo fossero due riquadri messi lì nell’angolo giusto per fare scena e invece si può morire davvero, sono passi avanti importantissimi per una capra!

La piattaforma di creazione degli oggetti mi ha lasciato di sasso, pensavo fosse finta

Questa espansione è divisa in tre, anche se non c’è una reale motivazione logica dietro questa divisione. Una funge da tutorial e spiega come infettare gli esseri umani tramite il belato della capra, come prendere a testate gli zombie fino ad ucciderli ed altro. È anche possibile creare oggetti tramite un apposito banco, ed è un processo molto semplice: prendete due oggetti diversi, poggiateli sul banco ed ecco a voi un terzo oggetto, di solito un’arma, con cui uccidere le orde di zombie che vi trovate davanti. Un’altra sezione permette di avviare l’espansione vera e propria mentre l’ultima avvia sempre l’espansione… ma senza il prologo. Ecco, il punto è che il prologo consta semplicemente nell’avviare l’epidemia zombie contagiando cinque persone. È una cosa che fate, se perdete tempo, in cinque minuti. Credo che questa divisione inutile serva soltanto a riempire il menù di scelte ma passiamoci pure oltre.

Ehm… e mò?

Come sempre, il gameplay rimane immutato. Dobbiamo portare caos e distruzione acquisendo sempre più punti ma con un livello di difficoltà in più. Questa volta infatti, dobbiamo stare attenti a sopravvivere più giorni possibili. Gli zombie attaccano a vista e non si capisce mai bene quante testate servano per abbatterli definitivamente. La fame scende inesorabilmente ma è possibile saziarsi facilmente trovando cibo in giro, piuttosto comune e diffuso.

E giustamente, dopo aver attraversato una cittadina zombie con, in lontananza, delle navicelle aliene impegnate a distruggerne un’altra, è normale passare allo spazio con l’ottimo

Goat Simulator: Waste of Space

Già qua le cose cominciano a cambiare radicalmente. Dalle tipiche ambientazioni cittadine delle prime espansioni ci si ritrova catapultati su una base spaziale, con tanto di dialoghi e scelte multiple in pieno stile Mass Effect. Anche se il font ed i colori del titolo dell’espansione all’interno del gioco ricordano Star Wars. Così, robe a caso perché sì. Qui lo scopo è… indovinate un po’? Esatto, ricostruire la base spaziale raccogliendo denaro. EH, vi ho fregati! Stavate per rispondere “prendere a testare la gente e fare casino” vero? E invece no, qua sono presenti anche dialoghi a scelta multipla. Siete comunque una capra quindi vi lascio immaginare quali risposte potete dare alla gente, sono un po’ a senso unico.

Salire sulla navicella per la prima volta è emozionante

Il denaro, giustamente, si guadagna rompendo delle casse e prendendo a testate le persone. In questa versione è presente un elenco di strutture che vengono sbloccate man mano che si guadagna sempre più denaro. Si tratta questa volta di un elemento ben inserito e che spinge effettivamente a giocare per vedere sempre nuove aree. Inoltre, dopo poco, viene sbloccata anche la possibilità di utilizzare una nave spaziale. Sul serio. Saliti a bordo della nave tutto cambia e sembra quasi di trovarsi all’interno di un Elite: Dangerous creato in mezza giornata. Vi potete spostare nello spazio e far fuoco contro le navi nemiche per continuare a raccogliere soldi oppure sparare contro i mercantili civili e diventare voi stessi dei ricercati. Profondità su profondità. I nostri viaggi sono però afflitti da costanti cali di frame che portano a rallentamenti spesso terribili e che a volte rendono l’esperienza di gioco davvero frustrante. Se questa è una costante che si può ritrovare in tutto il pacchetto, qua raggiunge veramente il suo apice.

Ehm… sì… e mò quindi?

Il sistema di guida è, purtroppo, davvero mal realizzato. Gli spostamenti della navicella sono comandati tramite la levetta destra e risultano estremamente “scivolosi”, è davvero difficile indirizzare la nave verso il punto che si vuole effettivamente raggiungere. Per aumentare e diminuire la velocità dobbiamo utilizzare la zampetta della nostra capra, che dobbiamo spostare fisicamente sopra due tasti presenti nella plancia di comando premendoli. Ovviamente la reattività ne risente tantissimo ma, a conti fatti, si tratta comunque di un ottimo elemento di distrazione dal classico caos che siamo oramai abituati a portare ovunque, anche su altri pianeti.

Ma ragazzi, qua dobbiamo parlare del vero capolavoro. Conoscete tutti giochi come World of Warcraft, Guild Wars, Final Fantasy XIV, Tera e cose del genere no? Perfetto, qua però parliamo di un capolavoro, qua parliamo di un simulatore talmente ben realizzato che appena avviato, mi stavano scendendo le lacrime. Qua stiamo parlando di

Guardate, è così bello che non ho nemmeno scritto il titolo, ho messo direttamente l’immagine. Casomai non fosse chiaro, ecco a voi

Goat MMO Simulator

Questo è indiscutibilmente il punto più alto mai raggiunto da Coffee Stain Studios. Un simulatore di Capra MMO come mai visti prima d’ora. Avete mai pensato a come possa essere la vita di una capra in un mondo fantasy? Molti di voi penseranno che sia una vita normale. Anzi, di solito in alcuni MMO le capre (o animali similari) sono i protagonisti delle primissime quest del gioco. Sapete no, le solite quest per far pratica che poi son sempre noiosissime e costituiscono il primo scoglio da superare. Uccidi duecento capre. Tosa quarantatré capre. Riporta nel recinto sette coccò. Ah no questo è un altro gioco. Bene, qui però le capre sono protagoniste, e sono lo a compiere le grandi gesta di cui si vantano gli eroi. Sono loro a salvare il mondo dalle oscure forze del male ecc. ecc. trama standard di metà degli MMO che si riduce poi in un farming dei pezzi migliori per aumentare il DPS di mezzo punto perché è ridicolo che quello stregone mi stia ancora davanti quando usa quattro skill in croce e mette solo DOT. Eh Blizzard, EH, CHE DOBBIAMO FARE CON ‘STI NERF AI PG CHE QUA IO MI SONO COMPRATO FINAL FANTASY XIV TANTO CHE WOW M’ANNOIATO EH BLIZZARD ma torniamo al discorso principale.

Ecco il potentissimo attacco del mago! Vicino a una spada che sembra la Master Sword ma che non lo è.

Come volete iniziarlo un MMO se non con la scelta delle classi tra le quali troviamo quelle più banali, come il tank o il cacciatore, e quelle più particolari, come la capra normale ed il microonde. È una capra strana formata da un microonde, due lunghissime gambe bianche e che attacca sparando pizze congelate.

 

 

Ma devo continuare davvero?
Sì, dai, oramai sta finendo.
Ma puoi usare un microonde, che altro devo dire?
E parla un altro po’ dell’espansione e poi chiudi tutto dai
Vabò

 

 

Quindi.

Le catapulte sono il mezzo di spostamento più veloce in assoluto

Si compare all’interno di un classico villaggio fantasy, con la classica chat in basso a sinistra, le classiche icone delle abilità ed i classici personaggi che si muovono per lo scenario, con i classici nomi da PNG o PG e le classiche barre verdi ad indicare la vita. Sì, tutto un classico ma realizzato in maniera così convincente che mi ha lasciato interdetto per un paio di minuti buoni. A partire dalla schermata di caricamento dell’avventura fino ad arrivare al gioco vero e proprio, tutto è realizzato in maniera così convincente che ho dovuto chiedere aiuto alla mia compagna perché ero sinceramente convinto di trovarmi in un MMO e che quelle capre davanti a me fossero davvero comandate da delle persone vere. Purtroppo il sogno è presto destinato a svanire esaminando più a fondo cosa ci circonda. Tutto è simulato. Soprattutto la chat, che sputa fuori messaggi di vendor, di persone che cercano gente per raid, di inviti a clan. Realizzata in maniera magistrale.

CI RUBANO IL LAVORO

Una volta passata la magia ci si accorge comunque che questa è l’espansione che è stata effettivamente curata di più. Tanti punti esclamativi sulla mappa ci indicano delle quest da compiere ma, anche qui, una volta accettata la quest manca purtroppo il punto da raggiungere per completarla. L’atmosfera del gioco però è magica, con capre bardate che gironzolano per il mondo realizzato in stile Signore degli Anelli, con tanto di citazioni a Diablo. E ragazzi, anche se ho girato abbastanza per il mondo, credo di avere ancora molti, moltissimi easter egg e citazioni da scoprire e questa cosa mi porta a rigiocarlo sempre di più


Tutto questo, a conti fatti, è Goat Simulator. Non esiste una storia, non esiste un motivo per giocarlo. Siete avviliti, stressati, annoiati? Perfetto, aprite Goat Simulator, spegnete il cervello e godetevi un po’ di devastazione e di glitch. Certo, il pacchetto è omnicomprensivo di ogni pubblicazione a base di capre ma speravo sinceramente di averlo ad un prezzo leggermente ridotto. Dopo anni, trovarlo a trenta euro fa storcere un po’ il naso. Inoltre potrebbe annoiare chi non ha il giusto senso dell’umorismo ma se apprezzate il no sense, i glitch random e la caccia all’easter egg e, soprattutto, non avete avuto modo di giocarlo da nessun’altra parte, questo è il titolo che fa per voi. Un simpatico scacciapensieri a base di belati che, giocato in compagnia, assicura ore di risate.

7

Goat Simulator: The GOATY

"Bbbaaaaaa! *Belato adirato*"

Bbbbaaaaaaaaa!!!!! (Sempre divertente, uno scacciapensieri pieno di easter egg da trovare e persone da prendere a testate)

Baaa! >:/ (Tecnicamente pietoso, cali di frame costanti, prezzo troppo alto)

Modus Operandi: Ho ricevuto il codice dalla software house ed ho urlato alle persone per un po' esaminando ognuno dei pacchetti presenti, che avevo già avuto modo di giocare tempo fa.

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