Super Smash Bros. compie venti anni e il messaggio di Sakurai ripercorre la nostra vita

Dalle sole icone Nintendo al “Ci sono proprio tutti!”

Avevo otto anni quando mio padre, tornato da lavoro, si presenta con la copia del primo Super Smash Bros. per Nintendo 64, perché “almeno qui si danno le botte ma non è violento“. Grazie papà per questa tua premura e per avermi fatto scoprire e diventare poi fan di questa fantastica serie.

Certo, all’epoca giocavo un po’ a caso e lo stesso Super Smash Bros. era ben lontano da quello che conosciamo oggi, avendo visto con Melee un vero punto di svolta. Ed è proprio con il capitolo per GameCube che posso iniziare a definirmi un appassionato del picchiaduro più atipico che conosco. Le partite a casa con gli amichetti si sono poi trasformate in vere e proprie sfide all’ultimo sangue per la supremazia, anche online, grazie a Super Smash Bros. Brawl.

La serie è cresciuta con noi ed è lo stesso Sakurai a dirlo oggi, 21 gennaio 2019, a 20 anni esatti dal sui arrivo nel mercato giapponese (21 gennaio 1999):

Lo so che non ci avete capito nulla, d’altronde il tweet è in giapponese, ma sono qui per voi così come lo è sempre stato Mario quando ho tentato di mainare un altro personaggio fallendo miseramente:

Oggi è il 20° anniversario di Super Smash Bros. Per vent’anni, ho visto un sacco di modi di giocare intensamente e felicemente. A casa, nei raduni, concorsi e uffici.
Naturalmente è stato un duro lavoro, ma ciò mi ha reso molto felice. Grazie per aver giocato.

Grazie a te Sakurai, per aver pensato più al nostro divertimento che alla tua salute, per esserti messo in gioco con il solo scopo di creare non un picchiaduro, ma un’enciclopedia virtuale (della gran parte) dei videogiochi. Ora possiamo goderci Super Smash Bros. Ultimate con il suo roster infinito e i 1300 spiriti da prendere, i sei personaggi DLC di cui quattro ancora da rivelare e chissà cos’altro ancora in futuro.

Son passati 20 anni ma il divertimento è andato sempre ad aumentare; le parole di Sakurai hanno espresso tutto il loro amore verso questa serie che gli ha tolto tempo e salute, ma che lo ha ripagato con tanta soddisfazione nel vedere milioni di fan in tutto il mondo.

PS: meno male che mio padre all’epoca non vide questa pubblicità, altrimenti con il cavolo che “almeno qui si danno le botte ma non è violento“.

Fonte: Twitter