Luigi’s Mansion – Recensione

    • Sistema Nintendo 3DS
    • Genere Action Adventure
    • Sviluppatore Grezzo
    • Distributore Nintendo
    • Rating PEGI 7
    • Lingua/e Italiano
    • Multiplayer 1 - 2

Entrerà nelle vostre case, ma non è della Folletto…

Era il 3 maggio del 2002 in Europa quando una dolce e ancora giovine panda stava festeggiando il suo compleanno nel migliore dei modi: correndo dal suo negoziante di fiducia a prendere il cubetto viola (nel mio caso nero, quel negoziante brucerà tra le fiamme degli inferi per questo), desio più grande di ogni nindendaro che si rispetti e, soprattutto, la mia copia di Luigi’s Mansion. Finalmente Nintendo aveva deciso di dare una personalità al fratello sfigato di Mario e, diciamocelo, non potevano fare di meglio: buffo, pavido, goffo e sempre allegro qualsiasi cosa gli potesse capitare, anche fosse salvare suo fratello attraversando una magione piena di presenze ectoplasmatiche una più monella dell’ altra, stanza dopo stanza. Questa la premessa del gioco più fantasmico di Nintendo, ora come allora, e nonostante i suoi diciassette anni sul groppone (in giappone uscì nel 2001) il gioco rimane una perla, un vero e proprio gioiellino da godersi fino all’ultimo istante di gioco.

Questa breve, ma intensa, avventura solitaria (nonostante la compagnia del prof. Strambic e qualche Toad qua e là) del nostro baffetto verde è un’esperienza da affrontare almeno una volta nella nostra vita da videogiocatori, con la sua atmosfera unica e un’idea di gioco diversa dalle classiche avventure Mariesche fino ad allora, e con un prof. un po’ strambo con una passione particolare, quella del collezionismo di opere d’arte atipiche, con veri e propri “defunti” su tela. L’ atmosfera è cartoonesca (scelta vincente) con giochi di chiaroscuri e pregievoli effetti di illuminazione che da una parte creano atmosfera, dall’altra convincono della bontà hardware di gamecube allora, e di Nintendo 3DS oggi, soprattutto per una retroscopia al massimo della maturazione.

Tutte queste suggestioni vengono date anche dai personaggi secondari che Luigi incontrerà lungo la sua avventura poltergaistosa, tutti quei fantasmi che cercheranno di ostacolare il cammino del nostro verde idraulico, da quelli più “anonimi” a quelli principali che ci daranno più filo da torcere per catturarli, tutti caratterizzati in maniera deliziosa e che si confà al loro carattere, ora più simpatici e tondeggianti ora più smilzi e depressi, ma sempre disposti a dispenzare burle ai danni del nostro amato Luigi, e insieme agli abitanti del palazzo abbiamo anche topini e pipistrelli, ovviamente tutti in salsa spiritica: gli unici vivi sono Luigi e qualche Toad spaventato. Il professore infatti non varcherà le mura del proprio laboratorio ma ci dispenserà utili consigli tramite Game Boy Horror (funzione dotata di giroscopio interno del 3DS).

Oggi forse c’è più sensibilità verso l’art direction dei videogiochi, ma allora l’approccio da cartoon di Luigi’s Mansion (e più avanti di The Legend of Zelda: Wind Waker) sollevò qualche critica, insieme ad altre più sensate per un’eccessiva cortezza del gioco, critica che non condivido del tutto: non ho mai badato alla quantità di ore passate nella villa spettrale quanto alla loro qualità. E di qualità ce n’è tanta, soprattutto se si parla di Level Design. Non essendo un platform, Luigi non può neanche saltare, piuttosto siamo messi alla prova da una serie di enigmi e da prove di riflessi. Infatti il nostro eroe è unicamente dotato di Poltergust 3000 (un’aspirapolvere che aspira fantasmi come nelle peggiori televendite) e torcia per stordire i morti lenzuolini.

Se per i fantasmi più semplici che infestano i corridoi basta un colpo di torcia e il nostro fidato aspiradefunti, questo non vale per i fantasmi più particolari, con cui bisogna capire in che modo interagire, per dire, se uno dei residenti della tetra magione si sta facendo una doccia, quale modo migliore per disturbarlo che un colpo di ghiaccio? Sì, perchè durante la storia si sbloccheranno come potenziamenti della Poltergust 3000 anche tre elementi (fuoco, acqua, ghiaccio) da poter usare per andare avanti stanza dopo stanza. Una cosa notevolmente giocosa di questa avventura è che molti degli elementi che ci sono nelle stanze sono interattivi, così aspirare vari oggetti ci porterà denaro o anche pietre preziose, cosa che non servirà durante l’avventura ma solo per vedere il perfect score alla fine dell’avventura, o altre primizie come annaffiare piante per vederne solo in seguito l’effetto. Tutto lineare insomma ma non troppo dopotutto, visto la grande varietà di situazioni e personaggi con cui si ha a che fare. Questa riedizione di Luigi’s Mansion comunque, porta con sé anche qualche piccola novità.

Se nulla è stato spostato a livello di trama, troviamo modalità aggiuntive come le Boss battle accessibili in Galleria o la presenza di Gommiluigi, ovvero un clone di Luigi che sarà possibile utilizzare per giocare in co-op locale, ma servono due cartucce altrimenti si potrà affrontare solo un piccolo tutorial (e la galleria coi boss): non avendo una seconda cartuccia ho solo sperimentato il download play e purtroppo il secondo giocatore è legato alle azioni del primo giocatore, quindi se il Luigi principale lascia una stanza, l’altro si sposterà in automatico. Altra novità sono gli amiibo, pochi da poter usare e con effetti bonus trascurabili. Son tutti fantasmi quelli che luccicano? Purtroppo il fianco a qualche difetto Luigi’s Mansion lo mostra.

Il sistema di controllo è un po’ legnoso da padroneggiare appieno, soprattutto col vecchio 3DS che non ha nemmeno il mini analogico introdotto nei modelli New. Il risucchio dell’aspirapolvere è veramente scomodo da gestire con la croce direzionale e lo Stick C è comunque piccolo e troppo vicino agli altri tasti. La situazione migliora molto con il controller PRO (quello lanciato con Resident Evil Revelation) ma la perfezione dei controller del Gamecube rimane comunque un miraggio. Ovviamente la risoluzione è stata riadattata ma tutto è fluido, salvo qualche calo di frame rate qua e là (ma niente che infici la godibilità generale), mentre la colonna sonora era ed è ancora in stato di grazia, con un unico motivetto riarrangiato per tutta l’avventura e Luigi da interprete principale a fischiettare in maniera limpida o tremolante a seconda di quanta energia possiede. E letteralmente memorabile il richiamo al fratellone, emesso con voce timida e tremeabonda: “Ma-ma-mariooooo?”.

Un gioco che se non giocato ai tempi deve essere ASSOLUTAMENTE recuperato, una piccola perla che più di altri titoli può vantarsi della vera Nintendo difference (come molti titoli ai tempi del cubotto del resto). Non ho mai nascosto il mio amore spassionato per questo gioco che ai tempi ho finito qualcosa come una ventina di volte senza esagerare e che con il secondo capitolo mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca (crocifiggetemi pure), e che spero riprenda i fasti col capitolo che uscirà per Switch e che aspetto come il più avido e bavoso dei panda.

8.0

Luigi's Mansion

"M-M-M-MAAAARIOOOOO!"

Un’avventura unica, concepita da una Nintendo in stato di grazia: sperimentale e alle prese con un hardware potente. Un’atmosfera cupa vera per finta, e un level design da applausi rendono questo gioco un must anche oggi, ricco di dettagli e musiche che ricorderete anche quando farete la maglia con nonna Sferruccia. E come al solito, lodevolissimo il lavoro di Grezzo, che non si limita al ritocchino, ma affonda le sue mani nel codice per riadattarlo alla capacità del piccolo 3DS, anche a costo di rifare texture e aggiungere la modalità co-op a due giocatori

Sistema di controllo un po’ macchinoso e durata media troppo breve, seppur da segnalare la presenza del new mode plus con la magione da rifare al contrario

Modus Operandi: Ho giocato a Luigi’s Mansion grazie a un codice gentilmente fornito da Nintendo completando l’avventura in 6 ore su un vecchio modello di Nintendo 3DS a cui successivamente ho messo il controller Pro