Nintendo Labo – Domande e risposte ad un mese dal lancio

Il Nintendo Labo che verrà

Dopo il clamoroso annuncio di metà gennaio che ha preso tutti alla sprovvista – dai, chi l’avrebbe detto? – Nintendo si è mossa con convinzione per far conoscere al pubblico e alla stampa il suo nuovo e coraggioso progetto, Nintendo Labo. Un sito ufficiale, un canale Youtube, comunicazione ed eventi: il mondo di cartone ha raggiunto sempre più persone, confrontandosi con tipologie di potenziali clienti davvero variegate.

Oggi, ad un mese di distanza dal lancio ufficiale, iniziamo il nostro cammino di avvicinamento con un articolo che racchiude le esperienze vissute dal sottoscritto nei Labo Camp di Milano (23-24-25 febbraio) e Roma (2-3-4 marzo). In queste occasioni tantissimi visitatori hanno potuto compiere un cammino attraverso le fasi “Monta, Gioca, Scopri” che rappresentano anche la struttura dell’esperienza, confrontandosi con lo staff per quel che concerneva curiosità e dubbi.

Considerato però come l’esperienza di chi ha “mostrato” è probabilmente più tecnica che emozionale rispetto ad un visitatore, ho pensato di raccogliere quelle che potevano essere le domande più utili per chiarire le idee di chi è intenzionato a dare a Nintendo Labo una chance. Di seguito quindi trovate le mie risposte a Damiano, Francesco, Alessandro, Demetrio, Marco, Daniele, Vincenzo, Diego, Simone, Riccardo, Andrea ed Elena (in rigoroso ordine di arrivo nel porre le domande).

Ovviamente c’è sempre margine per scoprire qualcosa in più, per questo vi invitiamo a porre a vostra volta le domande che pensate non siano state ancora fatte per rispondere a dovere alle vostre curiosità negli articoli che seguiranno. E non formalizzatevi! Anche le domande buffe sono ben accette… come potete scoprire in seguito.

Potete vedermi dire al collega: “Guarda Simba! Tutto ciò che è illuminato dal sole, è il nostro regno!”

DOMANDE GENERICHE

– Le istruzioni di montaggio sono a prova di bambino o comunque serve un adulto che “ci sappia fare”?

Le istruzioni a schermo sono estremamente chiare e possono essere “navigate” andando avanti e indietro al nostro ritmo, con la possibilità di ruotare/zoomare l’immagine a piacimento per cogliere ogni dettaglio. A conti fatti è davvero difficile sbagliare, ma l’idea è proprio quella di affiancare un adulto ad un bambino per creare un’esperienza che parta già dalla fase “Monta”.

Va comunque sottolineato che molti bambini si sono rivelati estremamente svegli e capaci di montare i Toy-Con senza troppi aiuti e in breve tempo.

– C’è possibilità che costruendo si possa rompere qualcosa o il cartoncino e i vari componenti sono abbastanza resistenti?

Utilizzando i Toy-Con secondo la loro concezione è materialmente impossibile romperli: le due (2, in 6 giorni) situazioni in cui sono stati danneggiati seriamente dei Toy-Con hanno visto movimenti totalmente errati (e.g. manubrio della moto tirato con forza verso di sé nonostante le indicazioni fornite in merito dallo staff dicessero diversamente) alla base del danno. Se i Toy-Con vengono maneggiati e utilizzati correttamente, il rischio di romperli è davvero minimo, prossimo allo zero.

Da non sottovalutare che la costruzione dei Toy-Con ti porta a conoscere il funzionamento degli stessi, i punti di forza, i perni, i cardini, le resistenze, etc. ovvero tutta una serie di informazioni che vengono memorizzate inconsciamente e contribuiscono a capire quale sia poi il corretto approccio in fase “Gioca”.

– Ok è cartone, ma quanto resistente? E il resto del Kit?

Cartone. Puro e semplice cartone, resistente come del cartone di buona qualità. I timori in merito alla resistenza possiamo averli principalmente perché non passiamo dalla fase “Monta”: una volta in mano i nostri kit, ci renderemo conto di come ogni elemento “cardine” si poggi su incastri e pieghe molto solide. In più occasioni il cartone viene ripiegato più volte su sé stesso per ricreare strutture tubolari su cui è possibile imprimere una discreta forza.

Avete presente quanto è fragile un foglio di carta e a quanto, invece, possa diventare resistente piegandolo più volte e arrotolandolo? Ecco… è un esempio un po’ forzato ma penso renda l’idea.

Il resto dei kit prevede cordicelle molto solide, passanti/asole di plastica e a incastro, adesivi catarifrangenti ed elastici – forse questi ultimi sono l’elemento meno resistente del pacchetto, ma sono ampiamente sostituibili.

Ovviamente alle moto avevamo il sosia di Valentino! (ciao Luca!)

– Le parti in cui il cartone rotea, sono resistenti o finiscono per rompersi in fretta?

Tra tutti i Toy-Con in uscita, considerando quindi Kit Assortito e Kit Robot, solo nel caso degli spallacci di quest’ultimo il cartone viene “curvato” forzando un po’ la resistenza del materiale (che viene però prima piegato più volte su sé stesso per garantire solidità), mentre in tutte le altre situazioni qualsiasi rotazione o curva chiama in causa elastici, corde e passanti, senza impattare direttamente sul cartone.

– La possibilità di smontare il tutto è fattibile o è così faticoso e difficile montare che non ne vale la pena?

Con molta attenzione è effettivamente possibile smontare ogni pezzo, ma si tratta di un’operazione molto “fastidiosa” e con buone possibilità di logorare giunture e incastri, rendendo poi meno gradevoli alla vista i Toy-Con una volta ricomposti. Tutto questo senza considerare che di base i Toy-Con, una volta montati, andrebbero lasciati… montati. Non ha realmente senso smontare i Toy-Con a meno di non essersi resi conti di aver commesso un errore o si sia deciso solo dopo il montaggio di personalizzare alcuni elementi specifici.

– Hai potuto montare le parti? Se sì, qual’è il rapporto difficoltà/divertimento? (Tipo: troppo facile quindi noioso, facile ma divertente, ecc…)

Ne ho montati davvero tanti! Senza entrare nei dettagli, ho comunque potuto montare più volte tutti i Toy-Con che saranno disponibili il 27 aprile.
Non ci sono momenti della fase “Monta” realmente difficili, ci vuole solo un po’ di pazienza. La procedura in sé ha un qualcosa di zen ed è estremamente rilassante, a patto di superare i primi istanti in cui si ha paura di rompere qualcosa – salvo poi accorgersi al primo pezzo staccato che è tutto estremamente solido e sicuro.

Bisogna prestare MOLTA attenzione a tutte le indicazioni fornite dal software e da disegni presenti sul cartone per essere sicuri di creare il Toy-Con perfetto, ma non c’è una reale difficoltà nel montarli.

Nessun riferimento ai personaggi Nintendo se non nel Kit di personalizzazione

– Quanto è facile aggiustare i Toy-Con?

Molto. L’unico limite può essere estetico, ma a meno che i danni non siano strutturalmente molto gravi (e.g. cartone strappato nella sua interezza) si corre ai ripari facilmente con il nastro adesivo e con il cartone che avanza dalle matrici – i fogli prestampati contenuti nei kit.

– Dopo l’entusiasmo iniziale il software tiene abbastanza motivati a lungo o è poco più di una demo dimostrativa?

Prendendo in considerazione il “Kit Assortimento”, che contiene cinque diverse esperienze di gioco (Pianoforte, Canna da Pesca, Moto, Casa, Macchinina RC), il numero di cose da fare è effettivamente consistente – a patto di non porsi di fronte al gioco come se si trattasse di una produzione tradizionale.

La Moto rappresenta probabilmente quanto di più simile ai titoli a cui siamo abituati (quasi ricorda Mario Kart) senza però disporre di un numero di piste e sfide tali da renderla interessante come “offerta stand-alone”, ma può vantare anche una componente di creazione delle piste davvero potente e intrigante nelle sue possibilità. Se pensiamo a tutta la fase di montaggio, di scoperta, di adattamento al sistema di controllo e – poi – al perfezionamento delle proprie abilità in pista, otteniamo nel complesso una durata che va a confrontarsi senza timori con quella di alcune produzioni AAA.

– Target: giochi per bambini, o in realtà anche per grandi?

Parlando di software in sé, effettivamente un “adulto” potrebbe limitare la propria esperienza a qualche ora di scoperta e di gioco insieme al figlio, difficile che ci si metta da solo. Anche se il potenziale del pianoforte è davvero immenso, così come illimitate le possibilità offerte dalla sezione Garage – vero riferimento per chi ha qualche annetto in più sulle spalle.

Tanta gente in attesa di provare il Kit Robot

– I software offrono un senso di libertà o si percepiscono i binari sui quali sono progettati?

Presi a sé stante, i software possono mostrare dei limiti all’occhio del giocatore tradizionale, ma Nintendo Labo – in particolare nel caso del Kit Assortito – va visto nell’insieme “Toy-Con + Software”: lo schermo non è la finalizzazione dell’esperienza, ma solo una delle componenti che la caratterizzano. Il feedback tattile, i sistemi di gioco originali e impossibili da ricreare altrimenti, l’immedesimazione, la personalizzazione, etc. sono tutti elementi che danno forma a Nintendo Labo. Concentrarsi troppo sul software per valutare il prodotto potrebbe essere visto come giudicare una pizzeria dalla sua birra alla spina.

– Reazione di causa-effetto: è immediata? Soprattutto nei giochi della Casa o del Piano.

Istantanea. Le tecnologie chiamate in causa sono precisissime ed estremamente responsive, oltre ad affidarsi ad un’ingegneria che fa della semplicità il suo punto di forza: la telecamera visualizza senza lag i suoi riferimenti e gli adesivi catarifrangenti che sono alla base dei comandi inviati dai tasti del Piano o dagli interruttori della Casa, con una reattività degna di un tasto tradizionale.

– Batteria? Quanto dura Switch con tutte quelle funzioni accese (rivela calore, infrarossi ecc)?

Sono tutte funzioni standard di Switch. La console si mantiene sulla durata standard di gioco, mentre i Joy-Con grazie alla durata di 15-20 ore ca. garantiscono un utilizzo prolungato anche con impiego intensivo della telecamera IR.

Sia a Milano che a Roma, gli eventi si sono tenuti in collaborazione con lo IED.

– Gli scompartimenti dove viene inserito Switch lo tengono ben saldo o c’è il rischio che possa scivolare via/cadere?

Sono ideati in modo da inserirsi facilmente ma al tempo stesso usare le estremità dei Joy-Con (tasti, leve, curve, etc.) come fermi di sicurezza. In particolare ZL e ZR. No, nessun Joy-Con è volato fuori durante la Pesca né è rimasto intrappolato dentro un Robot.

– È un prodotto che sfrutta il massimo potenziale dei Joy-Con?

Sfrutta al 100% tutto Nintendo Switch nel complesso: giroscopi, accelerometri, telecamera IR, sensori, tasti, schermo touch… senza troppi giri di parole Nintendo Labo è il prodotto che sfrutta in modo più completo e intensivo la console.

– Ci sarà possibilità di espandere il software in futuro, anche a cura della community?

Domanda ottima, ma al momento non ci sono info in merito. Di sicuro a livello “client” (personale, della propria console) la modalità Garage rappresenterà il modo migliore per estendere l’esperienza nel tempo e nelle possibilità. Nessuna info in merito all’eventuale condivisione di progetti però.

– Rapporto qualità prezzo, è giusto per tutti i kit?

Domanda tostissima: c’è il software, ci sono i materiali di montaggio, c’è l’esperienza unica nel suo genere. Piuttosto sarebbe da chiedere i perché di eventuali riserve sul prezzo.

DOMANDE SULL’EVENTO

– Come hanno reagito i bambini alla prova?

Molto soddisfatti, con tanta voglia di provare tutto. Robot e Canna da pesca hanno ottenuto i migliori feedback per via della dinamicità dell’esperienza. In generale però molti sorrisi e curiosità.

– Può divertire anche un adulto?

Sì, ma direi principalmente sulla Moto per il miglior senso di progressione/traguardo e con il Pianforte per via dell’estrema potenza degli strumenti. C’è anche Garage, va sempre ricordato (che approfondiremo in separata sede)

– Quanto sono profondi i giochi che permettono di creare (tipo il piano)? È possibile cimentarsi in robe complesse, volendolo?

Puoi memorizzare sequenze da te eseguite su più canali, puoi personalizzare il suono in modo che replichi altri strumenti (e.g. una sorta di “sintetizzatore” che possa ricreare il violino, ad esempio), utilizzare la struttura del Toy-Con come cassa armonica per suonare grazie alla vibrazione del Joy-Con appoggiato su di esso… il numero di possibilità è immenso, si tratta di uno strumento davvero potente!



– La prova consisteva nel costruire dei pezzi e provare quelli o c’erano molte postazioni con pezzi pre-assemblati da far provare?

L’evento prevedeva una prima fase conoscitiva con il prodotto in cui montare e personalizzare il Toy-Con più semplice, la Macchinina RC. In seguito era data la possibilità di testare i Toy-Con completi in postazioni dedicate.

A piacere del visitatore era possibile ritornare nell’area di creazione per montare altri Toy-Con a piacimento, ma visto il cospicuo tempo richiesto per l’assemblaggio non si trattava di un’opzione ideale in alcuni casi.

– Il kit del robot quanto è scalabile su diverse forme corporee in altezza ed ampiezza?

È stato testato da bambini molto piccoli (sia per età che corporatura) e da adulti piuttosto corpulenti e alti: il grado di scalabilità è piuttosto elevato grazie a cinghie e corde regolabili.

– La prova era a maggioranza adulta/stampa o c’erano anche bambini?

Si trattava di una prova “equilibrata”, con alcuni slot dedicati principalmente alla stampa ma in generale la volontà di far vivere l’esperienza ad adulti e bambini. Gli ospiti erano molti e di diverse età.

Tanta gente, tanti bambini, tanti adulti!

– Quali sono stati i Toy-Con e/o minigiochi che hanno avuto maggiore presa tra gli adulti?

La canna da pesca, probabilmente perché è il Toy-Con con cui è più facile replicare un’attività “realistica”  e quindi accettabile dal proprio immaginario di persona “con qualche anno sulle spalle”.
È effettivamente anche uno dei software più azzeccati per quel che concerne tempo di apprendimento e risultati.

– Quali sono stati quelli che hanno avuto maggior presa tra i bambini?

Robot, Robot e Robot. Troppo divertente per i bimbi lavorare sull’immedesimazione. In seconda battuta la canna da pesca per via delle funzionalità dello scanner e la semplicità dell’utilizzo.

– Se c’è una discrepanza tra le scelte, a cosa la attribuiresti?

L’adulto deve scendere a patti con il proprio lato “bambinesco” e al tempo stesso deve essere certo di ritrovarsi in un passatempo che in qualche modo lo gratifichi e dia valore al tempo impiegato. In situazioni che non coinvolgono i figli, quindi, è difficile che un adulto si dedichi ad esplorare l’esperienza in profondità, ricercando dunque qualcosa di simpatico e poco impegnativo.

I bambini invece aggiungono tutta la componente di creatività e immedesimazione che trasforma anche l’esperienza semplice in una ripetibile all’infinito.

Una foto del contenuto del Kit Assortito: rende l’idea?

– La modalità di costruzione è abbastanza facile ? In media quante persone che si sono cimentate con la costruzione ha trovato l’esperienza piacevole e parte del divertimento?

Per via del poco tempo a disposizione non molti hanno voluto andare oltre la costruzione prevista per tutti (la Macchinina RC) e poi, considerando che sono i bambini il traino dei genitori attraverso i vari stand, era anche difficile convincere i piccoli a soffermarsi sul montaggio quando nell’altra stanza si potevano provare i Toy-Con già pronti. In condizioni ideali, in casa e con il kit da montare, ovviamente non ci sarebbero distrazioni.

– Percezione del prezzo da parte di qualcuno? Il Kit Robot, siccome è venduto singolarmente, è riuscito a strappare consensi di essere un prodotto “che sta in piedi da solo” o il Kit Assortito ha preso il sopravvento come esperienza per la sua poliedricità?

In realtà è proprio la complementarietà delle due esperienze a rendere Nintendo Labo efficace: il Kit Assortito è realmente uno showcase della tecnologia che si può gustare con il proprio ritmo e in relazione alle attitudini personali, rendendolo un regalo che si può conservare e utilizzare in qualsiasi momento.

Il Kit Robot nasce per offrire – a livello di videogioco – qualcosa di più tradizionale e la cosa si percepisce in particolare dal numero di opzioni di gioco, modalità e progressione. L’offerta era chiara ed è stata capita.

– Quanto incide la bontà del software nell’esperienza? Il Toy-Con di cartone riesce a mistificare ed elevare dei minigiochi al di sopra del loro valore in modo efficace?

Più che altro è l’unione tra il software e la progettazione a conquistare: una volta svelati i segreti dei vari Toy-Con e il loro funzionamento, sui volti dei visitatori appariva un emblematico “sguardo illuminato” che testimoniava la presa di coscienza.

È fin troppo forte la concezione comune che un gioco di cartone sia simile ad una scatola ripiegata in modo strano, ma una volta aperti ed esplorati i Toy-Con mostrano creatività e solidità ingegneristica, conquistando la gente.

L’esempio che facevo più spesso riguardava la Canna da Pesca: in molti, rapiti da sensori e vibrazioni, non capivano come venisse restituita la sensazione del filo “tirato” dal pesce… e si trattava solo di un paio di elastici che riavvolgevano un nottolino di cartone.



– C’è stato spazio per creatività all’interno della prova o si è preferito rimanere su binari?

I Toy-Con erano mostrati nelle loro condizioni ideali, senza uscire dal seminato: il messaggio al pubblico doveva arrivare chiaro e senza incertezze.

– Avete mai dovuto effettuare riparazioni o cambi dovute a rottura? Ci sono stati casi di uso improprio da parte di chi provava gli oggetti?

Un paio di sostituzioni per rottura, per la Moto e il Robot (una a testa) proprio a causa di un uso scorretto dell’utente.

– Sono passati in tante mani diverse, qual era la loro condizione a fine giornata?

Buonissima salvo, come accennato sopra, nel caso fossero stati inferti danni per uso scorretto. I tasti della Casa forse hanno patito più del dovuto, ma si trattava comunque di prodotti usati senza averli montati in prima persona (fondamentale per capirne funzionamento, resistenza e miglior utilizzo) e stressati oltre il loro reale utilizzo – in particolare la condizione critica si era ricreata dopo aver impresso più forza del dovuto.

La Canna da Pesca ha riscosso un discreto successo!

– Qual è il valore che il pubblico attribuisce al prodotto?

In generale il feedback iniziale è quello comune, ovvero lo spiacevole “70€ per del cartone?”. Ma una volta attraversate le diverse fasi (presentazione, montaggio, gioco, scoperta, condivisione, etc.) dell’evento la quasi totalità dei visitatori ha convenuto sull’effettivo valore del prodotto nel suo complesso, considerando lecito il prezzo al pubblico.

– Che impatto può avere non solo per i bambini, ma anche per gli adulti che vogliono divertirsi con i figli?

Nintendo Labo racchiude diverse anime del rapporto tra genitori e figli: scoperta, condivisione, confronto e sfida. Difficile trovare altri prodotti nel settore (ma anche fuori) capaci di offrire la stessa ampiezza di possibilità. Il genitore deve ovviamente entrare in un processo mentale da… genitore, appunto, per affiancarsi e vivere ogni momento come qualcosa di valore e da ricordare. Le occasioni per sorridere, insieme, sono molte.

DOMANDE… BUFFE!

– Essendo il materiale fatto di cartone, può esserci il rischio di farsi male tagliandosi?

Lo stesso che può esserci nel maneggiare in modo inadatto della carta o del cartone.

– Il cartone si può gettare nella differenziata?

Sì… decisamente!

– Posso riparare i Toy-Con con il cartone della pizza?

Se non è unto e non ci sono pestilenziali residui di una quattro formaggi puoi provare! Ricalca le matrici e prova a ricreare una Moto Margherita!

– Ci si può nascondere dentro un gatto? Sennò è un cartone inutile!

Nel Kit Robot credo di sì.

– È abbastanza spazioso per gatti grassi?

Decisamente. Non lasciarlo aperto o potresti trovarne più d’uno!

– Che odore ha il cartone? E che sapore?

Odore mobilificio e di libreria insieme!  Sul sapore non saprei, ma ti consiglio di bere un po’ d’acqua per mandarlo giù (se proprio devi, eh!)


Per oggi le nostre risposte terminano qui: avete altre domande? Vorreste approfondire altri argomenti? Bene! Scrivete tutto nei commenti e nei prossimi giorni vi daremo nuove informazioni su Nintendo Labo!