La lezione che Nintendo ha imparato dall’E3 – Opinioni OpiniOnabili

La lezione che Nintendo ha imparato dall’E3 – Opinioni OpiniOnabili

Agli occhi di un distratto, l’Electronic Entertainment Expo per Nintendo è la festa o la riunione col parentado a cui non può proprio dire no, pur volendo tantissimo. Questo era l’E3 perfetto, quello della riscossa in pompa magna, strombazzamento di grandi annunci e cotillion. Nintendo Switch è stata lanciata in un periodo, quello di Marzo, che non è proprio il mese caldo per il settore, ed è andata meglio del previsto: Nintendo ha difficoltà a rifornire i negozi, tanto è alta la domanda, e rinuncia a parte degli introiti pur di non far calare il momentum e rimandare la data del Nintendoom e l’avvento di Mario su console Sony.

Per questo tra i giornalisti aleggiava il dubbio sul formato di comunicazione che la direzione di Nintendo avrebbe scelto in occasione dell’E3. Prediligere una conferenza live anziché una pre-registrata sarebbe stato interpretato come un segnale forte, un modo per dire “siamo tornati, e alla grande”. Il che però presume che Nintendo se ne sia andata per poi ritornare, e forse l’ha fatto, perché l’anno scorso non è stato nemmeno trasmesso il Digital Media dedicato all’E3, preferendo concentrare (quasi) tutti gli sforzi solo su un gioco, The Legend of Zelda: Breath of the Wild, e questa era sembrata una rinuncia, una vera e propria defezione al Natale dei videogiocatori. O alla riunione col parentado. Col senno di poi, avrebbero dovuto annullare E3, Festival di Sanremo ed Eurofestival, Natale, Pasqua e Ferragosto per parlare solo di Zelda, ma il mondo non è mai come lo vorrei. Meno male che esistono le banane a consolarmi.

 


Chi si aspettava un ritorno alla forma classica di press conference, non ha colto gli indizi che Nintendo stessa ha lasciato in occasione proprio dello scorso E3 2016, rinunciando al reveal di Switch per poi affidarlo ad un concept trailer a novembre e a un evento dedicato svoltosi a meno di due mesi dal lancio della nuova console. Nintendo non voleva rischiare. Non poteva permettere che qualcosa fosse andata storta sul palco e nemmeno gettare l’argomento Switch nella fossa dei leoni, sperando che i giornalisti, confusi da mille notizie da pubblicare, avrebbero dedicato lo spazio che si conviene al futuro dei (almeno/si spera) prossimi cinque anni di Nintendo. Di nuovo, col senno di poi, il messaggio è arrivato, e il pubblico ha risposto.

Grazie a questo, Nintendo Switch sta godendo di un momentum positivissimo e viene percepita davvero come il futuro di Nintendo, contrariamente a quanto accaduto a Nintendo Wii U, con una presentazione divisa tra direct pre-e3 del giorno prima, con un Iwata non in formissima (toglie il fiato a guardarlo adesso, a sapere il motivo di tutti quegli stacchi di montaggio e dell’occhio sinistro poco vispo), e della conferenza in diretta più odiata nella storia di Nintendo, se non  prendiamo in considerazione quelle in cui la prima metà della conferenza veniva dedicata ai dati di vendita di giochi e console. O se togliamo quella con Wii Fit. A dire il vero anche quella dove hanno mostrato Wiii Music. Ok va bene, ci sono stati più momenti imbarazzanti di quanto mi ricordassi, però abbiamo le gif!

Avrà forse deluso in contenuti ma la presentazione è stata fantastica
Questa edizione avrà forse deluso in contenuti ma la presentazione è stata fantastica

Recentemente ho guardato proprio quella press conference del 2012, in cui è stata presentata più dettagliatamente Nintendo Wii U e non mi capacito di come una multinazionale come Nintendo, investendo così tanti soldi e risorse, abbia ottenuto un risultato così scadente. Poi ripenso a “599 dollars” e a “TV sports – sports TV” e mi rassereno. Semplificando e generalizzando (non me ne vogliate, ma è per rendere bene l’idea): cosa non deve mancare a un evento in cui presenteranno la nuova  attesissima console? Un buon inizio, dettagli su cosa troverà in negozio, una line up che annoveri almeno un titolo di interesse e fresco + titoli riempitivi sparsi per i mesi e un finale col botto. Ritmi serrati, tanti annunci.

Dopo un buon inizio, con Miyamoto a presentare Pikmin 3, la conferenza ha iniziato a perdere la sua flemma, calando per ritmo e interesse. A chi sarebbero mai potute interessare conversioni di giochi vecchi da almeno un anno? Perché dettagli fondamentali, come il prezzo e la dotazione di Wii U sono stati lasciati nell’ombra, destinati a un direct successivo? Perché di Nintendo Land, gioco lanciato in bundle con la console e portabandiera del rivoluzionario gamepad, è stato mostrato solo uno dei dodici minigiochi e per giunta negli ultimi dieci minuti della conferenza? Perché fare salire sul palco ospiti delle terze parti, che ammazzano il ritmo più di un suonatore di mazurca in disco? Ma soprattutto, perché è stato dedicato ampio spazio al vecchio Batman Arkham City (armoured “fico solo per loro” edition) invece di dedicarlo a Zombie U, non solo una nuova IP in esclusiva, ma anche un ottimo gioco con delle idee di gameplay che valorizzano il gamepad? E il finale col botto sarebbe Nintendo Land?

 

My body is ready - zombified version
My body is ready – zombified version

Ok, ecco come sarebbe stata la conferenza con la mia regia: inizio con New Super Mario Bros U (un Mario al lancio!!!), presentazione console, Zombie U e Lego City Undercover, breve filmato per annunciare The Wonderful 101 (già presente nello showfloor) e Scribblenauts (e magari annunciando qualche gioco che va oltre la finestra di lancio), momento lol con i programmatori di Sing sbeffeggiati in pubblica piazza, Nintendo Land con dimostrazione del multiplayer asimmetrico e transizione shock tra minigioco di Pikmin di Nintendo Land e Pikmin 3. BOOM! Oscar per la migliore conferenza E3 2012 a me, grazie.

Memori di quel fallimento su tutta la linea, il reveal di Nintendo Switch è andato ben diversamente per fortuna. Comunicazione serrata, dettagli sulla console chiariti subito e in maniera inequivocabile. Annuncio di titoli forti che si spingono oltre la finestra di lancio e la bomba finale: Zelda al lancio. Ironicamente, i momenti più deboli della presentazione, sono quelli affidati alla presentazione dal vivo: Suda51, che con il suo discorso improvvisato ha mandato in tilt la traduzione simultanea e l’imbarazzante posa di Hisahi Nogami, producer di Splatoon 2.

 

Aspetto con ansia la posa per Splatoon 4
Aspetto con ansia (e preoccupazione) la posa per Splatoon 4

 

Questo potrebbe aver dato ancor più vigore alla scelta del filmato preregistrato, formato forse meno spettacolare di una conferenza live, ma più controllabile e con minimo margine di errore. Nintendo ha smesso di partecipare alla gara di chi ha i riflettori più grossi puntati sul palco e la musica trance più a palla: il suo digital media – o come si chiamerà stavolta- sarà interessante quanto lo saranno i titoli mostrati all’interno, e scusate se non ci sono effetti speciali. In compenso non ci saranno interferenze che colpiscono i controller wireless, giochi dal dubbio finanziamento e altri annunci al limite della presa in giro.

 

Shigeru sorride imbarazzato. Prima di licenziare gran parte dello staff,
Shigeru sorride imbarazzato. Prima di licenziare gran parte dello staff,

 

Nel frattempo lo spazio di Nintendo nell’e3 showfloor aumenta di parecchio e ci aspettano intere giornate full immersion nel mondo Nintendo e tra direct, tornei di arms e splatoon, e Treehouse non staccheremo gli occhi dallo schermo. Certo, questo non risparmierà le accuse di assenteismo da parte di quella fetta di fan che vorrebbe il ritorno delle conferenze live, ma cosa lo farebbe?

Non vi nego che inizia a salirmi un po’ di hype, mi aspetto pochi giochi ma di qualità  (a dire il vero mi basterebbe Animal Crossing, ognuno ha le sue esigenze), e magari un’esclusiva third party giapponese. Malissimo che vada mi godrò tanti gameplay di Super Mario Odyssey, il cui unico dubbio per quel che mi riguarda è come fare a resistere fino a dicembre.