Pittanza dice #2 – Fire Emblem Fates e la censura

Premessa: questo episodio di “Pittanza dice” è stato pianificato, ideato e girato prima che venissero alla luce numerosi dettagli aggiuntivi sull’opera di trasposizione di Fire Emblem Fates per il mercato americano da parte della Treehouse.

Come segnalatoci dal nostro gentilissimo lettore Jacopo Vanin, pare che l’adattamento si stia rivelando di giorno in giorno sempre più simile ad uno stravolgimento. Alla luce di questo i contenuti del video potrebbero non essere ritenuti adeguatamente completi, sebbene molte delle valutazioni finali e i giudizi etici permangano nonostante tutto.

Invito comunque ad affrontare il tema guardando l’episodio e comunicando ogni suggerimento parere sulla questione: avremo così modo di creare una puntata chiarificatrice più esaustiva sulla questione, come è giusto che sia per fornire il servizio migliore ai nostri lettori.


Seconda puntata per “Pittanza dice“, la rubrica che in questa occasione non definirò in maniera ironica in modo da non bruciarmi l’idea per un’eventuale prossima intro.

Dopo un esordio che ha colpito nel segno i fan di Zelda, parliamo di un argomento scottante che sta a cuore a diversi appassionati del gaming giapponese, ovvero la censura – o meglio, l’adattamento – dei titoli nel passaggio dal mercato di origine a quello occidentale, prendendo come riferimento Fire Emblem Fates.

Sono balzate all’occhio alcune incertezze stilistiche e scelte di traduzione definibili quantomeno “curiose” e ho ritenuto opportuno discuterne per capire se siano alcuni fan scontenti ad ingigantire problemi in realtà minori o se effettivamente siamo di fronte ad un prodotto finale altamente discutibile.

Buona visione!



Come di consueto per consigli, annotazioni e insulti vari, utilizzate la sezione commenti dell’articolo o di Youtube, oppure scrivetemi direttamente alla mail pietro.spina@nintendon.it, anche solo per suggerire un argomento che vorreste fosse trattato.

Alla prossima puntata!