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Extreme Exorcism – Recensione

Game

Il platform è certamente il genere videoludico che vanta le tradizioni più antiche: a partire dal lontano 1980 con l’avvento di Space Panic della Universal Entertainment e, subito a seguire, di un buffo idraulico panciuto […]

Il platform è certamente il genere videoludico che vanta le tradizioni più antiche: a partire dal lontano 1980 con l’avvento di Space Panic della Universal Entertainment e, subito a seguire, di un buffo idraulico panciuto […]

Wii U
Settembre 30, 2015
Genere
Platform
Lingua
Italiano
Multiplayer
locale, fino a 4 giocatori

Il platform è certamente il genere videoludico che vanta le tradizioni più antiche: a partire dal lontano 1980 con l’avvento di Space Panic della Universal Entertainment e, subito a seguire, di un buffo idraulico panciuto ideato da Nintendo, i titoli basati sulla pressione del tasto del salto sono cresciuti in numero e popolarità fino a diventare il simbolo stesso del medium videoludico. Tale successo è dovuto ad alcune peculiarità, la cui principale è l’essenzialità di tutti i suoi elementi: sono sufficienti un accenno di trama, una manciata personaggi anche scarsamente caratterizzati e un mondo fantasioso a piacere per avere in mano tutto ciò che serve (anche se modellare un buon gioco è tutta un’altra faccenda).

L’avvento del circuito indie sul mercato ha dato nuova linfa vitale al genere che, dopo anni di onorata carriera, incominciava a mostrare segni di cedimento, un po’ per mancanza di idee, un po’ a causa della crescita in popolarità di altri generi e un po’ anche per la difficoltà a evolvere e rinfrescare un impianto di gioco semplice ed immediato che mal si presta a troppi rimaneggiamenti.

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Una villa spettrale e una notte di luna piena: il setting ideale per cacciare un po’ di fantasmi!

Extreme Exorcism, sviluppato da Golden Ruby Games, fa proprio parte della pletora di titoli che hanno invaso gli store digitali e che fanno capo proprio al platform. Il perché questo genere sia particolarmente amato dalle piccole software house indipendenti è da ricercare in quanto esposto poc’anzi, ovvero essenzialità e semplicità concettuale. Dopo però più di trent’anni di salti e piattaforme non è sufficiente piazzare un personaggio sullo schermo e farlo saltare come un forsennato per pensare di aver creato un titolo di successo: serve almeno uno spunto, un’intuizione, un’idea originale per distinguere la propria produzione dalle altre. Come si comporta Extreme Exorcism rispetto a tali questioni?

L’impianto generale del gioco è abbondantemente in linea con gli standard di questo genere di produzioni giacché essenzialità e semplicità sono spinte allo stremo (anche troppo verrebbe da dire), a partire dallo stile grafico in pieno stile anni 80, con grossi e spigolosi pixel a fare bella mostra di sé sullo schermo.

L’effetto nostalgia assicurato ma è pur vero che la scelta di adottare tale veste grafica (che, peraltro, spesso mal si adatta agli schermi televisivi moderni) molte volte è un semplice stratagemma per mascherare limiti tecnici e artistici altrimenti difficilmente camuffabili, sacrificando però leggibilità e chiarezza di quanto accade a schermo: non che in Extreme Exorcism sia richiesto un grado di precisione particolarmente elevato, ma la sensazione è che il titolo fosse decisamente più adatto ai piccoli schermi del 3DS che non ai mastodontici 40” e più che campeggiano nei nostri salotti.

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Il re spettro si avvicina minaccioso con una mazza: che intenzioni avrà?

Per quel che concerne gli aspetti legati al gameplay, anche qui il team di sviluppo non ha voluto spingersi troppo in là e ha dunque deciso per un’impostazione dei livelli a schermata singola e statica entro la quale uno dei quattro esorcisti tra cui è possibile scegliere dovrà operare la sua opera di purificazione dagli spiriti maligni.

Come il titolo lascia infatti intuire, il cuore dell’esperienza è rappresentato dalla caccia ai fantasmi che noi, nei panni di un novello padre Karras, dovremo portare a termine, liberando tutti e dieci gli ambienti della villa in cui è ambientato il gioco.

I vari livelli mettono il giocatore di fronte a ondate di fantasmi in numero crescente, per eliminare la quali avremo a disposizione un armamentario a prima vista inadatto allo scopo: pistole, fucili, lanciarazzi, spade e mazze funzionano invece inaspettatamente bene e porranno presto fine alle sofferenze delle anime in pena.

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Come dite, non è l’arma migliore per cacciare fantasmi? Eppure funziona, garantito!

Il guizzo originale, che è poi anche l’unico su cui si basa l’intera produzione, in questo panorama piuttosto ordinario è rappresentato dal fatto che i fantasmi nei round successivi al primo ricalcheranno alla perfezione i pattern di movimento e le armi utilizzate da noi stessi nel round precedente. L’idea non è per niente male perché costringe a ragionare un po’ fuori dagli schemi e incoraggia il giocatore a variare continuamente tattica, innalzando così il livello tattico dello scontro.

Gli entusiasmi si spengono però dopo poco tempo: gli spazi nei livelli sono angusti e, se inizialmente è possibile imbastire un abbozzo di tattica, col crescere del numero dei nemici e della loro velocità, il tutto si trasforma ben presto in un caos generalizzato in cui sarà il tipo di armi messe a disposizione più che la vostra abilità a decretare successo o sconfitta.

La campagna principale del gioco, terminabile nel giro di una manciata di ore, non offre purtroppo niente più di quanto descritto e, a parte l’obiettivo di migliorare il proprio score di fantasmi eliminati in ogni livello, anche la rigiocabilità è nulla.

Molto divertente è invece il multiplayer locale, in cui fino a 4 giocatori si possono sfidare in versione arcade (quindi collaborativa) o deathmatch: confusione e divertimento sono assicurati. Degna di menzione è anche la sezione sfide composta da 50 livelli da completare a determinate condizioni: a conti fatti la parte meglio riuscita del gioco.

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I livelli non sono molto ariosi e sfuggire ai fantasmi non è semplice…

Un ultimo paio di considerazioni riguardano il Gamepad e il prezzo di vendita. La mancanza dell’off screen è francamente inaccettabile: abbiamo capito che, in linea generale, le software house non sanno cosa farsene dello schermo sul Gamepad, ma avere la possibilità di sfruttarlo per giocarci in maniera indipendente dal televisore è il minimo sindacale che si pretende da un titolo per Wii U. Un altro aspetto che non può non incidere sulla valutazione finale del prodotto è il prezzo: 12,99 € sono un’esagerazione per quello che il gioco ha da offrire e, anche considerando lo sconto del 15% (usufruibile se avete scaricato l’Event Preview), la cifra richiesta è spendibile altrove in maniera molto più proficua.

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6.3

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