Spaccio di Second Opinion #3 – Hunter Island

Eccoci qua, Dorghyeriosi! Tutto bene? Siete pronti? Sicuri? Se dovete andare in bagno andateci ora.

Fatto?

Avete un dispositivo Apple ma avete la sensazione che qualsiasi app su cui posiate i vostri ditini nutellosi siano patetiche e arraffagrana a tradimento? Non sapete galleggiare nel mare di percolato che infesta gli store del mondo dei telefonintelligenti? Ebbene, la Droghyeria vi salverà ancora una volta (?).

In questo appuntamento parleremo di un gioco sviluppato per una piattaforma che non ha nulla a che vedere con Nintendo. Il videogioco però .
Si tratta di Pokémon Island, un gioco per…

…Cosa? Ho sbagliato? È vero, si chiama Hunter Island, un gioco indie apparso recentemente su AppStore. Lo store di iOS. (Come avrete argutamente intuìto si gioca su dispositivi Apple).
I giochi per iOS, di norma, sono per lo più scarni (per non dire scarsi). Specifico: rispetto ai videogiochi tradizionali. Anche gli sviluppatori sanno che quello che inonda gli store per smartòfoni sono a esser franchi roba di terza qualità (relativamente parlando, vi ricordo). Insomma, sono dei passatempi, ma non sono dei videogiochi, o almeno non vorrete chiamarli così se siete degli abituati videogamer. Così come ci sono videogiochi che non meritano tale nome. Il guaio è che è una tendenza, perché una cosa può essere orrenda

Ma che intendo con “roba di terza qualità”?
Intendo questo:

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QUESTI PULSANTI.

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QUESTI STRAMALEDETTI PULSANTI CON DENTRO IL SEGNO PIÙ.

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CHE TI FANNO SGANCIARE PECUNIE PER TAPPARE CAROTE.

CAROTE SU CAROTE.

MONETE SU MONETE.

GEMME SU GEMME.

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E UOVA DI MOSTRICIATTOLI E PEZZI DI RICAMBIO PER ROBOT E CARAMELLE E GIOIELLI E POWER-UP PER FARE I BISOGNINI AL SUPERSUONO.

E GIÙ PECUNIE.

«Vediamo, il tempo di rigenerazione di questa Fabbrica di Sciampo all’alito di panda è di 244 secoli dei secoli, aspetta che adesso tappo sul magico pulsantino col PIÙ e così al fine ultimo di rendere il processo maggiormente celere, mi decarico dall’Inter-rete quantità industriali di gemme CON LE PECUNIE».

DRACME.

SESTERZI.

DANARI E DOLLARONI.

MA SOPRATTUTTO…

EURI.

Datemi il gioco a 15 euro. Ve lo compro. Lo giuro.

Ogni volta che vedo quel pulsante una zona a caso del mio corpo perde delle cellule. VE LO COMPRO A PREZZO PIENO.

TUTTAVIA!
C’è un ma, perché stiamo per parlare di PokHunter Island. Qui il più non c’è. Non è che non si possano effettuare microtransazioni, badate bene, sarebbe folle, SEMPLICEMENTE FOLLE, ma almeno non c’è quel fastidioso pulsante in overlay per tutta la durata del gioco.

Veniamo al secondo aspetto positivo. I Pokémon sono fa-

Come? Ho sbagliato ancora? Scusate, è questione di esercizio. Gli Arkadion sono fatti davvero, devo dirlo, bene™. Per essere un gioco che da grande vorrà essere un clone di Pokémon, ha le sue carte e le gioca senza vergogna. Addentriamoci più nel dettaglio.

 

ARKADION

Della serie anche sbattere il mignolino contro la gamba del letto può essere fonte d’ispirazione per un nome.

Come ormai sarà palese lapalissiano e cristallino, gli Arkadion sono i Pokémon di Hunter Island. Sono deliberatamente ispirati alle creature intelligentemente acquistate da Nintendo molti anni orsono, ma attenzione, Hunter Island non si limita a proporre creature collezionabili in stile Poketto-Monsutaa, ma vi sommerge sotto circa 360 bestie e bestiole, il triplo di una normale generazione di Pokémon, più tutte le invenzioni e le creazioni del caso (si tratta di un gioco creato da individui che certamente sono fan della serie, è legittimo aspettarsi fuochi d’artificio e fighitudini aggiuntive). Ad esempio, due Arkadion possono essere combinati per crearne uno nuovo, e qui esondiamo nel territorio dei Digimon, come potete evincere dalle loro protuberanze tecnologiche e ricche di particolari. (Va puntualizzato che esiste un numero limitato di combinazioni e la ricetta necessaria va acquistata od ottenuta. Volete invece darvi alla pazza gioia combinanto tutti i Pokémon della prima generazione tra di loro? Dovreste già conoscere questo sito).

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Per fare ciò vi servirà però una formula, ottenuta come reward dalle quest oppure acquistata in una città.
Vale la pena menzionare che la qualità artistica delle creature è del tutto soddisfacente. Diciamocelo, alcuni sono anche meglio degli ultimi Pokémon. Ciò che deficita semmai sono i nomi. Formiche-soldato chiamate Firesoldier o simil-tori anagrafati Bullhorn fanno facilmente cachinnare: per la maggior parte sono coppie di parole inglesi.

All’inizio è possibile scegliere tra ben quattro starter, ognuno dei quali con ben tre evoluzioni. Ma, per quanto riguarda gli Arkadion selvatici, dimenticatevi le Sfere Poké, mettetele sullo scaffale e pijateve ‘na scorta de argenti perché durante i combattimenti con PokéArkadion casuali avrete la possibilità di comprare all’istante un… coso.

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Lanciando il coso sull’Arkadion quello viene incorniciato (catturato) con una probabilità crescente in maniera inversamente proporzionale alla sua quantità di punti vita (ma va?) ma direttamente proporzionale alla quantità di euri (vedi poche righe più su).
Ogni Arkadion ha una sorta di ranking che gli permette con una certa probabilità di avere turni bonus durante i combattimenti (bello!). E per farli salire di livello potete combattere, oppure…
Vi ricordate la caramella rara?
Bene, dimenticatevela.

Pronti? Arriva la creepypasta. Comprare un uovo di Arkadion può essere un buon modo di allargare la rosa di combattimento. In tutti i sensi. Non siete soddisfatti da ciò che è uscito dall’uovo? Potete sempre darlo in pasto a un altro Arkadion.

PER FARLO SALIRE DI LIVELLO.

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UN ARKADION NE FAGOCITA UN ALTRO PER SALIRE DI TRE LIVELLI.

E I MIEI FIGLI (?) DOVREBBERO GIOCARE A QUESTA COSA QUA? MIO DIO. UN PO’ DI UMANITÀ.

Altro che Animal Planet.

I guai cominciano quando gli allen… i cacciatori nemici vi forzeranno a conoscere la loro personalissima e cattivissimo manipolo di Arkadion. Battaglie doppie? Seriously? Pff.

PFF.

In Hunter Island gli Arkadion presenti sul campo sono sempre tre, fino a esaurimento scorte.

Massimo 5 Pokémon in panchina? Seriously? Pff.

 

PFF.

 

 

 

 

PFF.

 

 

 

 

 

 

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In Hunter Island, a seconda dell’Ocarina in nostro possesso, possiamo incrementare i membri della squadra fino a un numero virtualmente illimitato di Arkadion, giacché tutto dipende dall’Ocarina, un dispositivo in grado fra l’altro di aumentare o diminuire statistiche generali come attacco, difesa e velocità.
Insomma, un po’ di Pokémon, un po’ di Digimon, un po’ di The Legend of  Zelda, un po’ di Pifferaio magico, un bel minestrone che entro certi limiti promette bene e si lascia giocare.
Ma, come ricorderete, all’inzio ho esaurito una breve digressione sul fatto che i “videogiochi” pubblicati su iOS e colleghi siano (relativamente) poveri. I motivi sono tanti, ad alcuni piace pensare che sia perché sono indie, ma anche le grandi software house sfornano ludotransazioni da far impallidire. Nel caso specifico, lo sviluppo si è concentrato sui mostriciattoli e sulle battaglie (comprensibile e anzi incoraggiabile per far decollare il progetto). Per quanto riguarda qualsivoglia altro aspetto, be’…

Be’.

I PROBBLÈMI

A.k.a. Sembrava più meglio da lontano

Se vogliamo parlare di trama, una storia c’è, è solo… raccontata un po’ malino. Non “malino” alla Pokémon, dove è quasi del tutto marginale. Qui non solo è marginale ma se ne farebbe volentieri a meno. I messaggi e i dialoghi in generale non sono certo entusiasmanti.
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Non manca il solito problema dei font poco ispirati buttati in fretta e furia su una message box leggermente più artistica con cui fa letteralmente a pugni. Perché nessuno vuole usare dei maledetti caratteri di tipo pixel/bitmap come in ogni gioco 2D che si rispetti? Perché? In che lingua devo pregare? Chi devo pagare?

E, se pensavate di potervi muovere liberamente, be’…

Be’.
In realtà ci sono dei punti prestabiliti sulla mappa, che il nostro protagonista raggiunge una volta toccati.

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Una sorta di sistema di movimento punta e clicca, solo peggiore. Ma siamo pur sempre sul sottile limitare tra il videogioco e l’app.
All’interno delle città muoversi non è nemmeno possibile. Si possono cliccare gli edifici per avere dei suggerimenti, acquisire nuove quest secondarie, andare avanti nella storia, comprare nuove Ocarine, acquistare formule per PokArkadion da fondere, e gold (coi soldi veri).

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Non c’è modo di curare gli Arkadion durante i combattimenti. Quello che hai, hai. Muori? Riprovi e sali di livello finché sei abbastanza badass. Ciò non significa che non ci si possa costruire una propria strategia, viste le mosse Accelera, che aumenta la velocità di acquisizione del turno, Addormenta, e così via.
A proposito delle mosse, qui la pecca è la noiosa predeterminatezza, la sconfortante impossibilità di farle dimenticare o insegnarne di nuove al proprio Arkadion. L’unica occasione di rinnovo è l’evoluzione della propria creatura, che gli conferirà un set più o meno nuovo di abilità, specialmente a bersaglio multiplo (tra le più utili). Qui possiamo trovare vecchi amori come Eruzione o Sfuriata, o ancora Foglielama, opportunamente rivisitati cosicché poco c’entrano con le originali, ma anche molte tecniche create ad hoc.

Che altro dire? Oh sì, esiste naturalmente una modalità multiplayer, ma, come in ogni gioco, le probabilità vogliono che molto facilmente incontriate giocatori che hanno comprato più gold di voi, garantendosi uova e fusioni di Arkadion migliori, per non parlare dei nerd duri e puri che semplicemente expano la propria squadra fino alla nausea. L’idea di avere una squadra potente e allenata per il PVP è in ogni caso allettante, ma richiede una buona dose di farming.

Quello che emerge dalla critica a questo giocherello è che prima di chiamarlo giocherello bisogna come minimo pensarci due volte. Sicuramente si salva dal trash tipico dell’AppStore, anche se ne condivide diversi aspetti. Volete un gioco in cui si collezionano creature da combattimento che si evolvono? Non avete o non volete comprare Pokémon? Eccovi la risposta. Il lavoro dietro agli Arkadion è in definitiva più che buono, direi sorprendente, vale di certo la pena spendere quegli 89 centesimi di euro per farsi qualche partita. (Vi ricordo che con un euro comprate un cheeseburger™, e quello, oltre a non essere un capolavoro di culinaria, dura meno di cinque minuti). Pensate con in mano un bel gruzzolo cosa potrebbero tirar fuori gli ZigZaGame!

VERDETTO

Volete collezionarli tutti™ su iPhone e parenti? Compratelo.

Volete “provarlo” tanto per? Evitate.

 

Giochi simili: Sempre dagli stessi sviluppatori, Dragon Island. (E Pokémon, non dimenticate Pokémon).

E anche per questa Droghyopinione è tutto, ci vediamo alla prossima! (Ma come, di già? Sì, mi scade lo zenzero!).

Sesterzi a tutti!