Deus Ex Human Revolution: Director’s cut

    • Sistema Nintendo WiiU
    • Genere First Person Stealth
    • Sviluppatore Eidos Montreal; Straight Right
    • Distributore Square Enix
    • Rating PEGI 18
    • Lingua/e Italiano
    • Multiplayer -
    • Data di uscita 25 Ottobre 2013

 

“Ho visto cose che voi umani non potete immaginare”


Blade Runner

Se siete qui a leggere è perché siete dei nerd.

Dei nerd che evidentemente conoscono quel meraviglioso gioco che è stato il primo Deus Ex.
Evenienza per la quale mi sentirei esonerato dal dovervi spiegare cos’è Deus Ex (DE da qui in poi).

Poi c’è la remota ipotesi che voi non abbiate giocato il primo DE (CORRETE A FARLO SCIOCCHI!), allora spero che quantomeno siate quella tipologia di persone che han giocato allo splendido gioco di ruolo che è Cyber Punk.
Evenienza per la quale mi sentirei esonerato dal dovervi spiegare cos’è Deus Ex.

E poi abbiamo la più che remota possibilità che nessuna delle due suddette condizioni siano state rispettate… allora vorrei poter affermare con certezza che voi abbiate almeno visto lo splendido capolavoro della celluloide che è “Blade Runner” o letto quello splendido capolavoro da cui è tratto: il libro di P. K. Dick: “Ma gli Androidi sognano pecore elettriche?”.
Evenienza per la quale mi sentirei esonerato dal dovervi spiegare cos’è Deus Ex.

Se nessuna di queste ipotesi è ancora priva di un sì… sappiate che siete persone orrende e che avete, in modo assolutamente gratuito e non richiesto, ferito in profondità il mio povero cuore nerd.
Evenienza per cui siete caldamente invitati a spegnere il vostro PC ed allontanarvi da questo articolo perché lui vi odia!

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35 ore e 53 minuti più tardi

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Ancora qui? Ok, vi concederò la bellezza di farvi spiegare dal sottoscritto cos’è Deus Ex.

Ora immaginate

Immaginate un mondo futuro, la tecnologia ha raggiunto livelli impensabili, l’inserzione di componenti cyborg (innesti) in corpi umani è alla portata dei portafogli più gonfi e questo modifica il mondo un pezzo alla volta.

Le corporazioni lottano di sovente tra loro in un eterno scontro al di fuori ed al di dentro di ciò che è legale.

Ovunque c’è il rischio di cospirazioni, intrighi, mazzette, furti, hackeraggi, rapimenti, omicidi. A  questo si va ad aggiungere una buona dose di criminalità e squallore, di tensione tra chi è a favore delle nuove frontiere di questa “evoluzione” umana (rigetti da innesti permettendo) e chi preferisce lasciare che l’evoluzione vada avanti da se, senza che l’uomo si intrometta per piegarne gli effetti a proprio favore.

In questa cornice voi siete un semplice capo della sicurezza (Adam Jensen) di una delle suddette corporazioni ( la “Sarif industries”) all’alba di quella che sarà forse una delle più grandi scoperte che il genere umano abbia visto da anni. Da questo nascerà la serie di eventi che catapulterà il nostro Adam nel mondo degli innesti e dei potenziamenti senza possibilità di scelta, immergendolo di fatto in quel contesto così duplice ed ambivalente che è proprio il rispecchiarsi interiore della crisi che la società sarà chiamata a vivere negli eventi che seguiranno. Tutto diventa interiorità oltre che plot e saranno le stesse emozioni a far da tema principale allo sviluppo di quella che dovreste già aver capito essere una gran trama e non un semplice pretesto di gioco.

Tutto ci travolgerà, sballonzolerà per il globo, confonderà e sopratutto ci immergerà in un universo enorme, dettagliatissimo e curato in ogni sua parte.

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Un universo organico

Per l’intera durata dell’avventura si hanno ottime sensazioni, come detto il mondo appare concreto e solido (forte anche delle basi gettate già dal primo DE) e la trama ci accompagna da intrigo ad intrigo. Il tutto è portato avanti con profondità e libertà di scelta per il giocatore. Libertà che si palesa, se non negli eventi principali della trama (che ci porteranno comunque ad affrontare alcune scelte importanti), quantomeno in molti eventi secondari alla stessa (ma non meno importanti per l’esperienza complessiva) e soprattutto nelle alternative di gameplay che i livelli, di volta in volta, ci concederanno (grazie soprattutto ad un’elevata cura per il level design a tratti quasi labirintico).

Oltre alle missioni principali (che scandiranno il progredire della trama) ed alle missioni secondarie (anch’esse molto curate) ci viene data anche la possibilità di esplorare il mondo di gioco, curiosare con tutto e tutti, hackerare porte e sistemi di sicurezza vari, rubare ogni cosa possibile e, a voler essere sadici, anche disseminare il mondo di cadaveri.

Insomma, la libertà d’azione c’è ed è ancora una volta davvero curata, come appaiono molto curati anche i dettagli di un mondo organico e reale che potremo approfondire attraverso la lettura di trilioni di palmari, ebook o riviste (che potranno apportare dettagli alla trama, aiutare il progredire del gioco stesso attraverso  codici e/o password o semplicemente farci curiosare nelle mini sotto-trame dell’universo di DE).

Il tutto appare solidamente costruito, organico, completo. Se siete giocatori di lunga data come il sottoscritto magari vi ritroverete a ricordare quei vecchi bei giochi di una volta, quelli che erano profondi, quelli che avevano una trama “che levati proprio!!!”, quelli che erano in grado di accompagnarci per giorni e non per una misera manciata (alle volte anche scarsa) di ore.

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Come moderni Gray Fox

E veniamo al gameplay.

Il gioco mostra tre elementi principali: una componente da stealth game, una componente da smanettone/hacker ed una possibilità di azione più o meno violenta in pura salsa FPS.

Diciamo subito che queste componenti in realtà appaiono ben miscelate e di volta in volta potrete scegliere con assoluta libertà se essere furtivi come futuristici “Diabolik”, smanettoni come “Zero Cool” (un orsacchiotto a chi becca la citazione sioriesiore) o brutali come “Rambo” (prima di vedere il suo corpo cominciare a decomporsi in diretta tv).

Va sottolineato comunque che, malgrado la visuale in prima persona possa ricordare i più classici sparatutto, la vera anima del gioco risulta essere quella stealth che, di fatto, vi dispenserà di notevoli quantitativi di EXP oltre che di grasse soddisfazioni. Riuscire a superare ogni sbarramento di forze in “modalità spettro” vi farà sentire davvero cazzuti e le mini cut-scene in terza persona potranno partire qualora, sgusciati silenziosamente alle spalle della nostra sfortunata guardia, decideste se atterrarla in modo silenzioso o farla fuori definitivamente (evitando così che un compagno possa risvegliarla in un secondo momento). Questa componente risulta poi essere ottimamente integrata con quella di hacking (un vero e proprio minigame), dandoci tutti gli strumenti per superare di slancio soldati, telecamere, torrette financo robot da guardia (ANCORA! MANDATEMENE ANCORA!!!).

Come già detto il gioco è portato avanti per la sua interezza (cut-scene, coperture e filmati esclusi) in prima persona, ma va subito evidenziato come questa parte del gioco risulti essere la “peggio implementata” (questo dovrebbe fermare gli amanti dei vari “callovvduti” prima che escano urlanti e seminudi diretti verso il più vicino punto vendita). Insomma, volete usare l’artiglieria a tutti i costi? Ok, v’è concesso farlo ma sappiate che non è questo a rendere DE un ottimo gioco. Per quanto l’uso occasionale di armi varie in alcuni frangenti possa risultare in effetti gustosa e semplificativa, alla lunga la non troppo alta I.A. dei nemici e il loro disinteresse rapido, in seguito al nostro sgusciare in un condotto d’areazione, tende a far perdere il divertimento tipico dell’impallinare un soldato.

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Le guardie si intonano con lo stile dell’arredamento…

Un difetto? Si, di certo un difetto, ma un difetto in parte bilanciato dalla totale rapidità della nostra morte al sopraggiungere di quantitativi superiori al normale di piombo. Un difetto che, a voler ben vedere, risulta essere più che altro una precisa scelta di gameplay, richiedendoci di fatto la più attenta discrezione ed invisibilità possibile (un obbiettivo opzionale ci richiede di completare tutto il gioco senza uccidere ninguno, una sfida che, ve lo dico da ora, non è per nulla facile da completare).

Per cui a voi la scelta: essere silenziosi come un albero che cade mentre nessuno lo sente (ma quindi è caduto?) ed avanzare stordendo le guardie, ucciderle con un colpo assestato dalla nostra arma preferita, farlo attraverso l’uso delle letali lame a corto raggio a rischio di qualche urlo di troppo, o approfittare della splendida tecnica “Jerusalems”, ossia mettere KO un soldato per poi in assoluto silenzio piazzargli una pallottola nel cranio con la propria fida pistola silenziata (si, sono una persona orrenda).

Ma facciamo un passo indietro. Abbiam parlato di varie componenti di gioco per cui il mistero da svelare è: come accedere a queste possibilità? Ma attraverso un trilione di innesti e potenziamenti per il nostro supercazzuto Jensen! Potenziamenti che, in puro stile GDR, potrete liberamente aggiungere e migliorare (attraverso l’uso di “kit Praxis” sbloccati al raggiungimento di un dato quantitativo di EXP). Tali upgrade’s sono tra i più svariati (seppur non tutti ugualmente utili) e daranno, oltre alla possibilità di far progredire il personaggio secondo il vostro capriccio, anche la certezza di sbloccare nuove strade da poter seguire in modo indiretto (dandovi per esempio la capacità di sfondare i muri più sottili, respirare gas tossici, cadere da esorbitanti altezze, saltare fino a tre metri). Tutto questo vi farà assaporare la netta sensazione di star diventando effettivamente più che umani, rendendo di fatto il vostro incedere decisamente più comodo (ovviamente tutto questo sarà bilanciato da un aumento nella difficoltà delle missioni).

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Gamepad alla mano

Come già detto il gamepad permette di gestire il proprio personaggio in ogni modo, così come di affrontare il minigioco di hacking un tocco alla volta, o ancora mantenere sempre sott’occhio una comoda mappa e gestire i vari riquadri dell’inventario. Il tutto darà all’opera un complessivo maggior senso di compattezza .

Director’s cut

Ed eccoci alle novità, perché uscendo a distanza di due annetti dalla sua prima incarnazione la software house ha ben deciso di introdurre dei miglioramenti (oltre al già citato uso del gamepad) per rendere più sensato l’acquisto di questa nuova (e nuovamente costosa) edizione.

E’ stata migliorata l’originale IA dei nemici (se pur come già sottolineato non si abbia ancora a che fare con dei nobel) così com’è stato ritoccato uno dei punti più criticati in passato: i (pochi) boss. In fatto di scontri con gli stessi la prima edizione del gioco offriva la possibilità di scegliere fra scontri frontali o scontri frontali, cosa che, inutile dirlo, fece storcere il naso ai più.

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Il gadget più ricercato del 2027

Questi confronti tornano con qualche modifica atta ad aumentare le nostre possibilità. Sarà sempre necessario dispensare una razione di morte agli stessi, ma ci sarà offerto un ventaglio più ampio nella scelta di quale ricetta applicare per curare il fastidioso stato di viventi in cui i nostri nemici versano (almeno prima del nostro incontro). Va segnalato che non sempre queste alternative appaiono ben implementate e spesso risultano essere comunque non di facile lettura (caratteristica da attribuire alle fasi concitate dello scontro e non ad un errore da parte di chi le ha pensate). L’aggiunta appare quindi gradita anche se non riesce a stravolge troppo il risultato finale.

In questa nuova edizione vengono in oltre fatti confluire i due DLC usciti in passato sulle altre consolle e su pc (“Tong’s Rescue” e “The Missing Link”) questa volta perfettamente integrati nella trama del gioco.

Ultima nota di merito per l’edizione è la presenza, dopo il completamento della storia, della modalità “NUOVA PARTITA +” (non presente nella vecchia edizione) che ci permetterà un “Second run” con tutti i potenziamenti del caso acquisiti entro la fine della prima partita. Ci verrà quindi data la possibilità di diventare un vero terminator ninja!

Tecnicismi?

Dal punto di vista tecnico il gioco mostra la provenienza dal 2011 malgrado sia stato rispolverato e tirato a lucido per l’occasione. Il tutto si mostra comunque piacevolmente realizzato e modellato senza grossi orrori tra effetti e texture ed un level design davvero curato (il vero punto di forza della produzione). Le incertezze principali si evincono nei modelli poligonali degli NPG secondari, sia per varietà (soprattutto di nemici) che per dettaglio, e nella modellazione delle espressioni facciali (un vero peccato visto che l’emotività in questo gioco è una parte stessa dell’esperienza complessiva).

Il tutto comunque avanza bene senza mostrare orrori di inquadrature o odiosi cali di frame rate anche nelle situazioni più complesse.

Nota di plauso finale spesa per l’ottimo lavoro di doppiaggio dell’edizione italiana, io personalmente nel finale ho avuto i brividi …

E per la cronaca 35 ore e 53 minuti è il tempo che ho impiegato per terminare il gioco la prima volta per cui … anche la longevità è decisamente ottima!

Quasi dimenticavo, ovviamente per le tre domande iniziali io sono un triplo “SI” … ma … almeno Asimov lo conoscete, vero???

9.2

Deus Ex: Huma Revolution Director's Cut

  • Trama avvicente
  • Universo di gioco ottimamente realizzato
  • Buon uso del Gamepad
  • Componente stealth eccellente
  • I.A. nemica non sempre ottimale
  • Fasi FPS non all'altezza
  • Scontri Boss tutt'ora migliorabili

Modus Operandi: