Opinioni Opinionabili: Riflettiamo sui VG #2 – E se fosse Nintendo a non poter fare la Difference con Wii U?

Hardcore gamer, Casual Gamer, Indie Gamer, Sonaro, Boxaro, Nintendaro, Nintendo Difference, Quaqquaraqquà. Quanti termini esistono per recintare i videogiocatori? Per scelta di marketing Sega cercava di inneggiare alla superiorità della razza già con il Master System e con il Game Gear, con pubblicità tanto aggressive quanto offensive ma il bullismo videoludico ha iniziato a reclamare il proprio ruolo di spartiacque seriamente dall’era 16 bit quando si giocava a chi ce l’aveva più lungo fra SuperNintendo e MegaDrive. Oggi ci siamo dimenticati che il giocatore è una specie sopravvissuta ai Dinosauri spillasoldi dei Coin-Op e che siamo alla ricerca di un linguaggio universale che unisca il popolo giocante.

Se i cabinati sono i dinosauri, per la quale sparizione gli scienziati stanno ancora cercando una risposta(la teoria della crisi per i meteoriti devastanti e il clima estremo non convince; un po’ più accreditata quella per la migrazione delle software house e per la trasformazione da sala ricreativa per gamer in bettola per la mala), ci siamo fatti illudere che le console abbiano segnato le varie fasi della nostra evoluzione: dallo scimmione che non arriva al joystick del secondo giocatore ma vuole comunque fare una doppia, all’homo ludens odierno.

Per l'evoluziona abbisogna il gettone. Che credevate?
Per l’evoluzione abbisogna il gettone. Che credevate?

Ehi, ciccio, io videogioco da quando mettevo le cartuccione nel tostapane. Da quando dovevi cercare il canale, scrivere una formula magica per far partire la cassetta e recitare dei sutra affinché il caricamento andasse a buon fine. Ho vissuto cose che voi adoratori delle tette quadrate di Lara ignorate e lo dico come se mi dispiacesse per voi. La realtà è che i pollici opponibili mi sono spuntati per adeguarsi alla croce direzionale, Mario è venuto dopo. Ho scoperto il mio umanesimo constatando che non c’era il vuoto dopo i tasti L e R del Supernintendo perché l’analogico è rotondo.

La grandezza di Nintendo è fatta di materia plastica e immaginifica: nutrivo rancore nel guardare il joystick del commodore64(io avevo il Lenoir comprato sul catalogo Vestro/Postalmarket, perché quando uscivo con mia madre doveva comprarmi qualcosa ma anche quando si ordinava i vestiti via posta) quando potevo usare il D-Pad. E ricordo il mondo intorno a me farsi concreto e il mio canto libero con il funghetto dell’N64 e SuperMario64. Tutto è avvenuto in maniera intangibile e ingannatoria; non la bionda chioma di Samus ma il level design e la collocazione dei power-up. Non una cotta per la Zeta di Zelda ma per quella dello Z-Target. E chi è onesto con sé stesso deve ammettere che WiiSports offre tutt’oggi un esempio che nessuno ha saputo seguire, costringendo le altre aziende a correre ai ripari e cibando gli haters.

Nintendo ha sempre alzato l’asticella dello standard come Cameron in South Park, anche nei momenti in cui il bilancio non era dei più favorevoli, riuscendo nel contempo a portare a casa la pagnotta cioé finire l’anno fiscale in attivo. Ai miei occhi Nintendo ha sempre lasciato la fanbase con la pancia piena, offrendo sempre una ventina di titoli only for in ogni gen, magari con fastidiosi buchi neri nella line-up in uno degli anni di vita, ma sempre piazzando sul mercato un numero notevole di giochi dal rapporto qualità/quantità lodevole per chiunque, tenendo sempre presente che le console da sfamare sono sempre due. Alla luce di questo(e altro) me la sento di consigliare oggi un Wii U?
Sì perché ha titoli ottimi e quel dannato gamepad ha riacceso il luccicore nei miei occhi come non accadeva da tempo, infatuandomi prima dell’hardware e POI dei giochi come non accadeva quando ero piccino e dicevo di essere io ad averlo più lungo perché Street Fighter era arcade perfect sulla mia console.

E Nintendo fa quello che fa perché è Nintendo.
E Nintendo fa quello che fa perché è Nintendo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da un altro punto di vista però è l’atteggiamento di Nintendo che ha creato questo peso sul cuore che i Direct non hanno saputo dissipare.
Sia per Wii che per Wii U Nintendo ha avuto il problema di dover chiedere alla gente uno sforzo in più nell’approccio con l’interfaccia di gioco. Scordatevi i vecchi pad e aprite la mente. Mentre il telecomando e WiiSports garantivano elementi semplici da assimilare a prescindere dall’esperienza del gamer, il suo equivalente su Wii U, NintendoLand sopperisce a una mancanza di profondità con sfide sensate in single e affidando al multi la necessità di rendere manifeste le potenzialità del Gamepad.

NintendoLand è la scommessa vinta di Nintendo e lo è anche il Gamepad: con il suo ampio scenario di possibilità messe in mano ai developers è il vecchio che si rinnova e brucia sul nastro gli altri pad. Questo incanto però non può essere mostrato in pubblicità(contrariamente a quanto accaduto con WiiSports) e mancando anche questa attrattiva rimane un prezzo altino per una console che offre qualcosa che non si capisce forse appieno.
Un prezzo così alto che nemmeno il migliore dei New Super Mario ha saputo incentivare l’acquisto. Metroid Prime 3 ha illuminato la mente di chi sbeffeggiava i motion controller mentre Pikmin 3 fa un uso del Gamepad ficcante, ma in combo con TelecomandoPlus+Nunchuk. Ed è così che l’ombra del Wii si allontana e quella del Gamecube si avvicina

Nintendo-Land-Mario-Acchiappa

I pezzi grossi di Nintendo per il futuro(Zelda Wind Waker HD, SuperMario3DWorld, Donkey Kong Country Tropical Freeze, Mario Kart 8 e Smash Bros next) sono tutti titoli sulla cui bontà è difficile dubitare anche senza prova alla mano, ma che non mostrano nulla di nuovo sul versante controlli: il Gamepad ha già dimostrato il suo quid? O è più importante piazzare titoli dal forte richiamo per boostare le vendite? È l’atteggiamento che ha generato lo Zelda, quello lì che gli mancano i dungeon e lo Zelda, quello lì che l’overworld è vuoto e piatto perché hanno dovuto ribaltare tutto, Zelda (bellipercarità) ben lontani dalla perfezione/innovazione di quelli N64. Ancora peggio nessuno di questi titoli cerca di alzare l’asticella della qualità di Cameron: Donkey Kong è il seguito di uno dei migliori platform della trascorsa gen che è una cosa buona, ma è un seguito, appunto. Il Mario3DWorld ha le carte per essere un gioco con il quale scolorirò la plastica attorno ai tasti, ma Mario Galaxy ha portato quella asticella nello spazio, è un gioco da 11/10, ed è una donna la cui bellezza e fascino ti impediscono il tradimento perché ti spinge a chiedere l’impossibile alle altre.

Nella necessità(o meno) di condurre la propria battaglia nella maniera più personale possibile,come da tradizione, vedo più Difference in quello che la casa di Kyoto non fa: uno Story Telling con la concretezza dell’incipit di The Last of Us, uno svolgimento delle cose che si evolve prendendo in esame le conseguenze delle proprie scelte come in The Walking Dead, un gioco che offre spunti umani come Deus Ex, un open-world che offra una sensazione di libertà senza deragliare sulla violenza gratuita, un’ambientazione fascinosa alla Rapture, un sistema di online che ti garantisca da un lato di giocare usando tecnologie che dovrebbero essere garantite di base come la cross-chat e gli istant messages e dall’altro l’opportunità della fruizione di titoli tramite pagamento di un canone annuale come su PSN, un sistema di trofei, per me superfluo, ma per molti indispensabile.

Alla base di quello che Nintendo non fa e non sta facendo mi chiedo: sono io un essere presuntuoso a chiedere di più, sto semplicemente ignorando dettagli che Nintendo non ha reso ancora noti e che in parte appagano le esigenze di cui sopra o Nintendo sta lentamente deviando dal fattore Difference per quanto riguarda lo sviluppo di giochi?