Spaccio di Second Opinion #1 – Animal Crossing: New Leaf

[ATTENZIONE] L’articolo che state per leggere è un articolo politically-incorrect, quindi non adatto a tutti. Ai deboli di cuore e agli iper-sensibili buonisti che ad ogni post su facebook tipo quello di Hitler che canta Moving On Up dei Robinson si lanciano in invettive sganascia maroni che non c’entrano un cavolo, prego di tenersi a debita distanza.

Dicono di Droghy:
“Droghy è un ragazzo madre, alto 3 chili a cui piace mangiare i biscotti con il ketchup.

Saltuariamente recensisce videogiochi per proporre al mondo la sua visione dell’intrattenimento, con particolare incoraggiamento da parte del Dalai Lama.”
Ecco la sua personale visione di Animal Crossing.

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Checché ne possiate pensare, Animal Crossing è un videogiuoco e, probabilmente, l’unico simulatore di vita quotidiana a parte Harvest Moon privo di microtransazioni. Il che significa che è puroh, non corrotto dalla moderna strategia di marketing che pervade il mondo videoludico come un cancro, anzi, come una droga, visto il successo che ha (altrimenti probabilmente l’idea di far pagare pochi euro alla volta sarebbe sparita dalla mente di qualsivoglia sviluppatore).

Veniamo al gioco, visto che ci piace. O anche non ci piace. Pensate che a volte a me piace e non piace insieme. Ma andiamo con ordine.

Parliamo per quelle persone brutte che non conoscono la saga. Anzi, sapete che vi dico? Non ve la spiego, la saga. Parlerò di New Leaf e se non capite qualcosa ciò non farà che aggiungere mistero alla già intricata trama.

New Leaf, ancor più dei suoi predecessori, parte in sordina. È una caratteristica intrinseca di un gioco del genere, perché di fatto, il principio più basilare che lo muove, è che non si sa che cosa succederà domani, cosa si potrà fare, cosa gli abitanti si inventeranno, cosa la vostra assistente Fuffi vi comunicherà di poter fare. Assistente, già, perché in New Leaf siete il sindaco della vostra città. UAU!!! (cit.) Ma non permettiamo che l’entusiasmo ci scaraventi nel primo Gamestop a portata di mano a comprare 3DS munito di AC:NL, e ci distolga dal continuare la nostra recensione. In qualità di sindaco potrete costruire opere pubbliche, come lampioni, fontane, sorgenti termali, e altra roba per lo più inutile. Inoltre, potrete emettere le fantastiche ordinanze, che vi permetteranno di abbellire la vostra città, per esempio, o di tenere aperti i negozi fino a tardi. Che negozi, direte voi? Se lo dite siete, come già accennato, persone brutte, ma farò un’eccezione. Negozi di mobili, di cappelli, maschere, occhiali, vestiti, acconciature (leggasi parrucchiere) e da questo capitolo anche calze, scarpe, esterni per la propria casa, fiori o alberi. E anche biscotti della fortuna in cui trovare le cose più nintendose del gioco, compresi cannoni di Pallottolo Bill, il Blue Falcon e altre chicche.

Ogni giorno i prodotti esposti cambiano, ed è sostanzialmente questo che vi fa accendere il 3DS ogni mattina. Ma come facciamo a permetterci tutta questa fantastica roba? Fare stelline è noioso!

Eh sì, lo è. Però questa volta abbiamo un’isola tropicale su cui poter andare ogni volta che ne abbiamo la necessità, dove troveremo grappoli di squali, pesci sega, squali balena, e di insetti, quelli che si posano sulle palme, che valgono dalle circa 2.000 alle 12.000 stelline. Un buon affare, e in una sera si possono fare più di 500.000 stelline, più che sufficienti per qualsiasi mansione vogliate svolgere il giorno successivo.

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Calma… calma… aspettiamo il BLURP
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HA PRESO! STUPRARE IL PULSANTE A COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI NE’ PER LUI NE’ PER ME NE’ PER LO SQUALO!
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CAPPERI!!!111 Stavolta sono stato meglio io, Squalobalena.

Animal Crossing, si sa, va di pari passo con le stagioni (a meno che qualche furbacchione si incapsuli in una macchina del tempo artigianale), e in ogni periodo dell’anno, in giorni particolari, accadono eventi particolari, come la caccia agli insetti, in cui è possibile vincere coppe e premi.

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GODO

E ovviamente a seconda della stagione cambierà non solo il paesaggio (variando su splendidi colori del fogliame e dell’erba) ma anche la fauna trovabile andando a caccia. Sul paesaggio va detto qualcosa. Intanto, la grafica di AC:NL è palesemente la migliore della serie, sia come particolari che come effetti di luce. È semplicemente stupendo vedere come splende il berretto del nostro villager sotto il sole dell’isola tropicale (dove potete rifugiarvi quando nel vostro villaggio fa brutto tempo), e con la possibilità di aggiungere opere pubbliche al proprio villaggio, spostare i fiori, piantare frutteti, il tutto acquisisce un’estetica incredibilmente accattivante, specialmente quando la vostra casetta è piena zeppa di ciarpame.

A proposito di casetta, stavolta Tom Nook non è più un bastardo usuraio capitalista strozzino, ma un usuraio capitalista strozzino e BASTA!!! Già, ora i debiti da pagare per ampliare la casa, invece che aumentare oltre le 498.000 stelline, rimangono sempre su quella cifra, scendendo addirittura a 348.000 stelline nel caso in cui vogliate semplicemente aggiungere una stanza (e salendo di un po’ una volta effettuati un certo numero di upgrade). Insomma, più facile fare le stelline, più facile ampliare. Che sollievo! (Ora sì che la vita ha un altro sapore). No davvero sembra sarcasmo ma è bello. Sono contento.

Veniamo agli abitanti. Un attimo, vedo una mano alzata?

“Scusi signor maestro, ma a me Animal Crossing New Leaf (che è un gioco Bello™), sembra una ciofeca! Un gioco homosex! Per homosex! O per donnicciole cicciccì e gnegnegnè!”

Bene, figliuoli, è chiaro che per giocare ad Animal Crossing dovete essere nel mood. Non è il gioco che aprite quando avete voglia di sparare agli alieni, macellare teste, compiere stragi, commettere omicidi, o guidare aeroplani. Se avete voglia di fare una di queste cose, forse Animal Crossing non è il gioco di cui avete bisogno in questo momento. Vi suggerisco quindi altri giuochi come: Gears of War, Bioshock Infinite, Batman Arkham taldeitali, Dead Space, Fifa caio e sempronio, e via discorrendo. Wow, ho nominato i primi che mi venivano in mente e sono già un bel numero di bei giochi per gente àrdcor!

Addentriamoci ora nei difetti del gioco di cui parliamo. Fare stelline, tutto sommato, è ancora noioso. Il multiplayer è stato migliorato, poiché ora, sull’isola tropicale, potremo sfidare i nostri amici in minigiochi di vario genere, ma il problema è che niente di importante si è ancora mosso nella direzione in cui si dà al gioco quella necessità di essere multiplayer, di avere persone da aggiungere, se non il fatto che altra gente può darci mobilia e vestiario (eccetera) che noi non abbiamo. E la chat non è delle migliori.

Un altro problema è… ah, sì, la

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COMPENETRAZIONE POLIGONALA!!!! DEL RETINOH!!! Se non la vedete, credetemi, c’è. Oddio, non è che si veda molto. Forse non c’è. Forse l’asta del retino è finita tra una banana e l’altra. Il che ha senso. Inquietante. Vabbè.

Gli abitanti, purtroppo, mi sento di doverli annoverare tra i difetti. Intendiamoci, hanno un paio di bei pregi: sono variegatissimi e hanno un modo di parlare sempre riconoscibile (anche per via del suono che emettono, in sostanza parole italiane velocizzate e modulate sul pitch), ma risultano, alla fin fine, poco utili e poco entusiasmanti. Ma soprattutto poco utili. Ad esempio, mentre starete sgrullando gli alberi per appropriarvi delle più fantasiose meraviglie che possono caderne, inclusi occasionalmente satelliti veri, aspirapolveri, comò e quant’altro, succederà che cadranno dei simpaticissimi alveari ripieni di api assassine, e chi ci sarà allora, a salvarvi le chiappe? Basta entrare nella casetta di un abitan-

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LI MORTACCI TUA BOB HO LE API AL CULO

Inoltre è possibile insegnare agli abitanti, quando richiesto, una parola, un motto, una frase che essi ripeteranno ogni volta che vi saluteranno.

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Come ad esempio frasi di indubbia potenza illocutiva come quella quassopra.

Ma, insomma, che cos’è Animal Crossing? Perché dovrei giocarci? Dov’è la gratificazione?

Bene, brutti impertinenti, Animal Crossing è un gioco in cui si accumula roba. Ogni roba ha le sue animazioni, i suoi particolari, la sua storia, i suoi riferimenti, le sue citazioni, apostrofi e altre figure retoriche che non starò a menzionare. Riempire casa propria di queste cianfrusaglie di qualità è la parte più gratificante insieme al perfezionamento dell’estetica della propria città, oltre che del proprio personaggio, che può letteralmente indossare di tutto, perfino modelli grafici pixellati da voi sullo schermo inferiore del 3DS.

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Sì, quella è una Nike di Samotracia, barboni!

Altre novità worth mentioning? Ah sì, ora K.K. Slider (noto anche come Totakeke) è un DJ. YEEAH! SU LE MANI!

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Che c’è? Sì ok, sono da solo, ma tra poco avrò una marea di AMIKI CON CUI SBALLARMI GIURO (quello nella foto è Gigi D’Agostino)

 

LA CORTE SI ESPRIME.

VOTO85

 Un gioco che Tom Nook vorrebbe avere nel suo negozio.

Droghy