Mario & Luigi Dream Team: Nessun riciclo, 3 anni di duro lavoro e tante novità

Durante una recente sessione di “Iwata Asks“, il Presidentissimo della grande N, ha rivolto le sue interessanti domande agli sviluppatori del titolo in uscita il prossimo 16 Luglio, “Mario & Luigi: Dream Team”.

Dall’intervista sono emerse molte curiosità ed interessanti dettagli sull’attesissimo nuovo capitolo portatile dei fratelli baffuti.

Il titolo è passato addirittura attraverso 3 fasi di sviluppo, gamma, alfa e beta (solitamente un titolo abbraccia soltanto le ultime due fasi citate). La realizzazione dei fondali in 3D è stata una delle principali cause di appesantimento lavorativo, insieme alla grandissima longevità del titolo che và ben oltre le 30 ore di gioco.

Il lavoro più arduo è stato appunto quello di rendere l’idea di tridimensionalità, attraverso personaggi realizzati in 2D. Per regalare il miglior effetto 3D possibile, gli sviluppatori hanno pensato e bocciato molto idee, ed alla fine hanno deciso di insistere su particolari colori che accentuassero l’effetto in tre dimensioni, su interazioni con l’ambiente e particolari tecniche di disegno. Il tutto, è riuscito a mantenere intatta l’impronta inconfondibile degli AlphaDream (creatori della serie), maestri degli sprites 2D, regalando però al giocatore un’ottima esperienza che non escludesse la terza dimensione del divertimento.Una simpatica curiosità è che gli AlphaDream, non avendo programmatori in grado di lavorare in 3D, hanno affidato l’unico personaggio tridimensionale del gioco, ossia quello di Luigi che dorme ad un team esterno.

Il passaggio delle animazioni dalle 8 alle 16 direzioni ha reso impossibile qualunque idea di “riciclo” ed altamente impegnativo il lavoro del team. Infatti i modelli di Mario e Luigi hanno alcune caratteristiche, apparentemente banali, che in realtà sono impossibili da clonare a specchio, poiché ad esempio il braccio destro alzato di Mario ad ogni salto e la “L” sul cappello di Luigi, sarebbero venute fuori al contrario.

Dall’intervista si evince anche che la presenza di Luigi proprio nel suo “Anno Videoludico” è del tutto casuale. Infatti inizialmente i Mario ed il fratellino avrebbero dovuto avventurarsi all’interno dei sogni di Bowser ma alla fine ha vinto l’idea di dar più spazio ai due fratelli.

Infine, gli sviluppatori hanno cercato di accontentare proprio tutti, inserendo una modalità “facile”, dove riceveremo dei suggerimenti quando non riusciremo a proseguire ma anche una modalità “difficile”, che si sbloccherà terminando il gioco la prima volta. Tale modalità è riuscita a mettere in crisi gli sviluppatori stessi.

Sono state inserite anche delle “sfide” da sbloccare, come ad esempio non utilizzare determinati oggetti durante una battaglia, o non subire danni. Queste sfide una volta completate ci assegneranno punti per acquistare oggetti in-game.

 

Insomma, davvero tantissima carne al fuoco ma soprattutto emerge cristallino l’impegno che gli AlphaDream hanno messo nella realizzazione di questo titolo.Ora non ci resta che provare Mario & Luigi: Dream Team, per constatare se questi 3 anni di duro lavoro siano davvero serviti a realizzare un vero e proprio sogno, per noi videogiocatori.