Qui si vivono sogni!

Un tempo si vivevano sogni.

Il punto è semplicemente questo.

Sogni talmente reali da non sembrarlo, ma sogni erano.

Di quelli veri, vissuti, sentiti. Di quelli che prendevano le tue viscere di ragazzo romantico in crescita le annodavano e te le restituivano.

E poi…

Poi qualcosa è successo, magari siam solo cresciuti e ci siam persi qualcosa nel viaggio, magari è  la concezione stessa di quel viaggio che è cambiata al punto da non permetterci di riconoscerci in essa.

Ma facciamo un passo indietro.

Cominciamo dall’analisi del momento, perché scrivere ora, perché farlo proprio in questi giorni.

Domanda sciocca, la risposta è semplice e prevedibile.

E3, ossia “Electronic Entertainment Expo” … 2013.

Ecco il perché, sono cresciuto ovviamente, ma anche in età adulta l’E3 è stato sempre un tuffo nei sogni d’infanzia in prospettiva del futuro, la bellezza dell’attesa e della scoperta, l’Hype e l’inevitabile delusione da Hype (che a ben vedere andrebbe aggiunta nelle malattie cronache da Nerd).

GDC_iwatabombomb

Ovunque nel mondo, uomini di ogni classe d’età (o quasi) si ritrovano fanciulli fin le 4 di notte per seguire una conferenza. Poco importa che sia questa, quella, quell’altra.

Fanciulli per il tempo determinato di una manciata di minuti, ore o, se si è fortunati,giorni.

Ora si può tornare al tema principale che il perché ed il per come dovrebbe essere quantomeno intuibile da voi, miei affezionati e nostalgici videogiocatori (attempati e non).

Un tempo la nostra industria videoludica fabbricava sogni stupendi che noi, pad alla mano (a quei tempi non si sapeva nemmeno cosa fosse “l’ergonomicità del pad”, a ben vedere, alle volte non si sapeva nemmeno cosa fosse un “pad”, ai miei tempi si diceva “il ggioistick” così come l’ho scritto, così come lo si pronunciava) vivevamo, nelle pause fra una corsa con gli amici, una lezione, una visita a nonna e quant’altro, brevi momenti da sogno rubati dalla mente del suo creatore e da li per sempre nei nostri cuori.

Loro li realizzavano e noi li vivevamo … Cristo dico chi di voi non si è sentito spezzare al saluto con Saria alla partenza di Link sul 64? (io ad oggi serbo ancora la voglia di chiamare mia figlia “Saria” per dio!).

tumblr_l705jkU24p1qbzf0vo1_500

E poi …

Poi qualcosa s’è rotto, poi siam cresciuti e qualcosa è successo, in parte colpa nostra di certo ma in buona parte gli orrori van cercati anche nell’espansione dell’industria videoludica.

Ora mi sento un consumatore incallito, divoro un gioco alla volta con svogliata fretta, come se fosse un cazzo di romanzo Harmony ed io una vecchia signora rincoglionita dagli antidepressivi (perdonatemi il moto di stizza ma rendeva l’idea).

Per ordine recentemente ho recuperato ME3, spolpato ed apprezzato, Darksiders2, pasto frettoloso poco impegnativo e variabile ma comunque apprezzabile, ora è il turno di AC3.

Il primo (AC dico) mi aveva letteralmente fatto schifo, una serie di: “Vai nel punto A, fai l’azione B, spostati al punto B e compi l’azione A, Ora vai al punto C e ricomincia, ancora ed ancora, ed ancora ed ancora e poi fai una faccia da cazzo per la fine che non è manco una fine”.

Perché la storia non si racconta più; la storia ora è come minimo una trilogia deludente,  dopo il signore degli anelli tutti amano le trilogie e forse per i vg è cominciata anche prima.

Ora il mio non è un attacco ad AC, MAGARI LO FOSSE, magari fosse solo una pessima recensione di un gioco che sto spolpando (e devo dire che i miglioramenti si vedono notevolmente). La mia è la denuncia di un dato di fatto che (esclusi una manciata di giochi ) mi sembra si viva sempre più in quest’industria che un tempo era magia, allo stato puro, di quella buona, di quella che i compiti, la nonna, i problemi con la prima fidanzata di un tempo, tutto andava fuori dalla stanza.

C’eri tu, solo tu ed un mondo fantastico e magico.

Ok, la grafica era un’altra cosa, ma a quei tempi l’amore c’era e trasudava da ogni spigoloso pixel, da ogni poligono con texture che ad oggi farebbero svenire un “bimbominkia” qualsiasi.

Ora abbiamo la stupenda e dettagliatissima texture del bicipide di Chris un tempo avevamo Epona e l’emozione di correre liberi senza scopo o obbiettivo sulla sua groppa; Si non vedevi i peli della criniera fluttuare a dovere questo è sicuro, ma li sentivi, sentivi il pelo sotto i polpastrelli … eccome se lo sentivi.

Torniamo a noi, che si sta divagando.

Ad oggi l’industria videoludica sembra aver preso un indirizzo diverso, tutto deve essere spettacolare e da “WOWPORCAPUTTANAMAGUARDACHEFICATACHEFASEPREMOZREVADOAVANTI!!!!!!”

Oggi è tutto un … o cazzo … aspetta … rileggi … “che ficata che fa se premo un ZR E VADO AVANTI????

COSA?????

ZR ED AVANTI????

E no, io sono cresciuto ai tempi di “Prince of persia”, ai tempi di “Another world” cacchio io sputavo sangue anche solo per fare “il giusto salto al giusto momento  della giusta grandezza” altrimenti ZACK, da un principe si arrivava ad avere solo carne tagliata grossolanamente, BYE BYE DEAR, SEE YOU!

Inspiravi, espiravi (non bestemmiavi perché ai tempi dio era sacro e non lo si offendeva), e ricominciavi.

Ed ecco la prima cosa che davvero mi dispiace, ma non è solo il problema della facilità, giochi che per dar una parvenza di difficoltà non ti richiedono di esser bravo, aumentano solo la frustrazione del tutto; Ed ecco che: “se hai fatto esplodere il barile di polvere da sparo e l’armeria con esso, ucciso il bersaglio prestabilito e fuggito poco prima di ammainare la bandiera per rifugiarti fuori nel modo migliore” … eccoti che torni, quando rimetti piede nel forte per ammainarla … ecco che … aspetta …  i morti son magicamente nuovamente vivi e di ronda (neanche un buco o uno schizzo di sangue dove la tua lama li ha trapassati), e oltre a non avere la decenza di rimanere cadaveri ti han anche ritirato su in fretta e furia l’armeria che avevi distrutto  e ,perché la morte non ha memoria a quanto pare, quegli sciocchini hanno anche messo un barile di polvere da sparo nello stesso identico punto! … ma che? … ma che … diamine … *_* … basito … F4 …

assassins-creed-ii-20091207115955714

Ok, questo è un esempio ma mille altri se ne potrebbero fare (e lo sapete meglio di me, rancorosi ed amareggiati videogiocatori che non siete altro!).

Per cui, un tempo avevamo i sogni, ora abbiam personaggi strafichi che fan cose strafiche in giochi strafichi, e se si è fortunati (o nintendari 😉 ) ogni tanto ci arriva anche un frammento di sogno da rivivere.

Per carità non ho nulla contro i giochi strafichi anzi mi piaccion pure.

Ma è la massimizzazione e l’omogenizzazione di generi e stili che mi sembra stia sempre più uccidendo la vera vena creativa che amavo nei giochi.

Insomma … la verità e che si va avanti, qualche sogno resta questo si, ma alla lunga si diventa dei consumisti di giochi, quello che era un momento di estraneazione positiva diventa una manciata di ore occupate a divorare un gioco uguale a mille altri, e poi un altro, e poi un altro.

Ed un altro …

Ed un altro ancora …

Ora scusatemi, ho “Assassin creed 3” da finire, che poi devo passare a “Ninja Gaiden”.

Un saluto, il vostro Jerus.