Shin Megami Tensei IV – Recensione

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Sebbene non si possa affermare che il genere dei giochi di ruolo per console si sia pienamente affermato in un passato ormai sempre più remoto, sicuramente ha vissuto periodi molto più felici di quello attuale. Per questo Shin Megami Tensei IV è come l’oasi nel deserto per un appassionato di questo genere: si tratta di un titolo destinato all’affezionata utenza hardcore, che non tenta di allontanarsi dagli stilemi classici dei jrpg ma ne ribadisce la forza intrinseca legata a doppio filo con il giocatore, bastano ovvero il combat system e il demon building a fare di SMTIV un prodotto vincente, così come lo sono le reiterazioni precedenti. Atlus in questo senso è l’esatto opposto di Squarenix: non ha mai tentato di allungare con l’acqua il suo vino per rendere l’esperienza meno inebriante e più digeribile dai palati meno fini. Come a dire: il gdr funziona e va bene così com’è, semplificare i dungeon e rendere stylish le acconciature dei protagonisti non renderà il genere più amato o più seguito.

Character Design ancora una votla affidato a Masayuki Doi

Character Design ancora una volta affidato a Masayuki Doi

Questa dichiarazione d’intenti viene perseguita con una coerenza stoica in tutti gli aspetti, a partire dalla trama e dalle diverse ambientazioni, sparsi tra la regione natale dai connotati fantasy di Flynn, l’ Eastern Kingdom of Mikado, e una Tokyo cyberpunk, sporca e quasi in macerie. Flynn e il suo amico Issachar arrivano al castello di Mikado per sottoporsi a un test per diventare samurai, i guardiani di Mikado in grado di controllare e sconfiggere i demoni. Il superamento della prova avviene quando lo schermo del gauntlet, una protezione per l’avambraccio in metallo con uno schermo indossata per l’occasione, si accenderà e interagiremo con Burroughs, un’intelligenza artificiale che da lì in poi sarà al nostro servizio. Una delle prime missioni consiste nel catturare il Samurai Nero, un’enigmatica figura che viaggia per il reame distribuendo libri maledetti che trasformano in demone chi li legge. Ad accompagnare Flynn durante l’avventura ci sono i samurai Jonathan, Walter e Isabeau, pronti a dispensare consigli morali in varie situazioni in cui sarà indispensabile prendere una scelta. Come per gli altri giochi di questa splendida saga, sono disponibili diversi finali, a seconda delle scelte e dei comportamenti che intraprenderemo durante il gioco.

Come di norma, la mappa sul touch screen aiuta parecchio

Oramai è un classico ma la mappa sul touch screen aiuta parecchio

I compagni sono un’aggiunta marginale nell’economia dei combattimenti. Il combat team sarà composto infatti da Flynn più tre demoni da scegliere da una rosa che accompagna il giocatore. Per catturarli è necessario affrontare una negoziazione durante il combattimento. Sorprendente, non solo la quantità di demoni, ma anche la loro caratterizzazione. Alcuni si concederanno per una vile somma di macca, valuta del gioco, altri ci convinceranno a cedere oggetti senza farsi catturare, altri ancora si offenderanno, facendo perdere turni. I demoni sono davvero come dovrebbero essere: cattivi, spietati, ingannatori. Non esiteranno a chiedere la vita di altri demoni al nostro seguito per poterli assoldare, così come saranno servili solo per convenienza.

Abbondante anche l’elenco delle abilità/magie, il cui utilizzo influenzerà tantissimo l’esito delle battaglie. Fare critico in attacco (potrete usare spade o pistole) e usare la magia dell’elementale in cui il demone affrontato è più debole, farà guadagnare un turno extra. La CPU ha lo stesso privilegio, quindi non sempre avere più demoni al vostro fianco sarà un bene e questo aggiunge un ulteriore livello di profondità al combat system. Ci si ritroverà a imparare il bestiario e a seguire con attenzione la fase di level up dei comprimari. Già in questa maniera abbiamo un background ricchissimo per quantità e qualità ma gli appassionati di statistica potranno gioire di un altro dei punti forza di SMTIV: la fusione di due (o più!) demoni per dar vita a un demone ancora più spietato.

Il motore di ricerca della fusione è dettagliatissimo e ordina i demoni anche per abilità

Il motore di ricerca della fusione è dettagliatissimo e ordina i demoni anche per abilità

I demoni potranno insegnarci le abilità e questo, insieme all’App di Burroughs, permette una customizzazione del nostro alter ego eccellente. “App? Ma che siamo all’Android?” direbbe l’infaticabile Pino Cammino. Quasi: il gauntlet fungerà da tablet e, oltre a integrare tutti i menù ingame, sarà il nostro strumento per la customizzazione non solo dei demoni, ma del protagonista stesso. Tramite l’App sopracitata potremo spendere i 10 App point guadagnati per ogni avanzamento di livello, scegliendo nuove skill. Queste sono molto costose ma anche molto remunerative e aggiungono un’ulteriore complessità nella caratterizzazione del personaggio. Potrete scegliere abilità che facilitano le conversazioni con i demoni, o che vi faranno guadagnare MP (mana) mentre si cammina (consigliatissima), e così via. Il gioco non è per niente generoso. Non troverete fiumi di macca in giro, e i negozianti sono tanto esosi quanto poco forniti. In altre parole: spingerete il pedale sull’esplorazione e i combattimenti perché tramite questi troverete oggetti migliori, sia come uso istantaneo che come equipaggiamento.

Questo rende il titolo da un certo punto di vista frustrante ma da un altro sicuramente appagante, dato che ogni combattimento è pericoloso, è anche prezioso, e l’arguzia tattica è l’unica arma da sfoggiare. Anche ai livelli più avanzati c’è il rischio di farsi soverchiare da demoni comuni e la presenza di Caronte, pronto a riportarvi in vita in cambio di vil denaro (o monete 3DS), è superflua se consideriamo quanto sia importante avere sempre un certo gruzzolo da parte, molto meglio ricorrere al save aggressivo. Ergo, non è consigliato essere lascivi e la tensione si taglia con una mannaia; ne consegue la necessità di diventare bravi a giocare, ed è una cosa tutt’altro che scontata nel panorama videoludico odierno.

Sfruttare la possibilità di copiare le abilità dei demoni è indispensabile

Sfruttare la possibilità di imparare le abilità dai demoni è indispensabile

Ricapitoliamo: l’IA Burroughs, la fusione dei demoni, la profondità del combattimento sono il cuore del gioco, la parte meglio riuscita e i motivi che lo rendono un acquisto imprescindibile per tutti gli hardcore gamer, a maggior ragione se ponderiamo che tanta ciccia viene proposta a 19,99€, prezzo eShop. Quindi l’elenco dei difetti che segue rientra nel classico dovere di cronaca. Il gioco arriva da noi con un ritardo di un anno, e lo si vede tutto. Per quanto infatti l’effetto 3D sia gradevole (ma superfluo) e l’atmosfera resa bene, sia quando si cammina nella pacifica e bucolica Mikado, che nella post-apocalittica e devastata dalla lotta demoni-angeli Tokyo, la staticità degli ambienti rimanda ai giochi PC anni ’90.

Quando parliamo di illustrazioni 2D siamo nella media della serie (ma distanti dai fasti di un gioco qualsiasi dello spin-off Persona), ma quando l’azione passa al 3D in terza persona gli elementi con cui interagire si limitano all’oggetto trovato occasionalmente e agli avversari da colpire in anticipo per avere l’iniziativa. Il character design dei demoni poi è davvero particolare, e per una volta farà felici più gli appassionati di gdr occidentale che di quello orientale. L’atmosfera generale non è solo cupa: è horror. I demoni di SMTIV non sfigurerebbero in Devilman e anche buona parte degli umani è tutt’altro che amichevole.

Dai, magari non è così male portarsi in giro una così...

Dai, magari non è così male portarsi in giro una così…

Le musiche sono stranamente sottotono per gli standard della serie Atlus, rivelandosi adatte e perfettamente calate nel contesto, ma mai orecchiabili, figuriamoci memorabili. Gran qualità troviamo invece nella recitazione del doppiaggio in lingua inglese, anche se, visto l’esigente fascia di pubblico a cui si rivolge il titolo, sarebbe stata più che gradita avere anche la possibilità di scegliere il parlato in Giapponese.

Quando ci si sposta da un quartiere di Tokyo a un altro, lo si fa tramite una mappa in isometrica dalla dubbia leggibilità, accrescendo lo spaesamento con incontri casuali tutt’altro che graditi, specie nei frangenti in cui si cerca di capire dove si dovrebbe andare per proseguire nel gioco – ricordo che ogni battaglia può rivelarsi utile quanto mortale. A mitigare la brutalità della lotta ci sono la modalità Auto, grazie alla quale la cpu farà il lavoro sporco (ma non sempre con esiti positivi) e la possibilità di parlare con i demoni: possedendone uno uguale, questi ci lasceranno andare, talvolta con qualche omaggio.

La narrazione pone un accento mastodontico sulle missioni e la trama, valida ma timida nell’entrare nel vivo, sembra quasi di contorno a questi. L’elenco delle missioni è consultabile in qualsiasi momento grazie a Burroughs, tuttavia sarebbe stato d’aiuto un sistema di indizi o quantomeno un riassunto della trama per ovviare ai vuoti di memoria tipici dei recensori con una certa età. Nessun indicatore si illuminerà per indicarvi la via, relegando gli indizi alla descrizione della missione e a qualche occasionale passante fisso sulla mappa.

Quel simbolo avvisa che le possibilità di ricevere un turno extra sono elevate

Quel simbolo avvisa che le possibilità di ricevere un turno extra sono elevate

La mancanza di localizzazione chiude il cerchio: i fan di SMT non avrebbero nemmeno dovuto leggere questa recensione perché tutto quello che hanno sempre cercato nella loro serie preferita SMTIV ce l’ha e ve lo sbatte in faccia con prepotenza, se poi siete puristi del genere non avete motivo di farvelo scappare. Tutti gli altri farebbero meglio a stare alla larga da questo gioco perché lo troverebbero troppo frustrante e complesso da mandare giù e in un mondo più bello di quello in cui stiamo vivendo adesso gli sviluppatori di Bravely Default dovrebbero impararlo a memoria dalla schermata di New Game fino all’ultimo copyright dei titoli di coda per capire finalmente cosa si aspetta un appassionato di giochi di ruolo dai loro videogiochi.

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Che ne pensa NintendOn?

recensisceShin Megami Tensei IV"Non è un gdr per vecchi"

8.5

Pro

  • Toni cupi e maturi
  • Burroughs e sistema di fusione dei demoni
  • Combat system brillante e profondo
  • Scelte morali, finali multipli
  • Un gdr corposo, soddisfacente e ad un prezzo abbordabile

Contro

  • Frustrante
  • Grafica e sonoro non spiccano
  • Momenti di stallo
  • Frustrante. Senso di deja-vù voluto e giustificato

Galleria immagini

  • CapRichard

    Io direi più l’incontrario. é un GDR per vecchi, nel senso, di vecchia scuola XD. Ottima review comunque!

    In disaccordo sulla musica, a me piace davvero tanto.

    Non sono come quelle della serie Persona perché è proprio diverso il tono. Anzi, per essere un SMT della serie principali è forse quello con le musiche migliori, forse solo Nocturne ne ha un paio meglio. Sarà che mi piacciono molto le musiche piene di schitarrate e questo ne è pieno.

    Però, de gustibus, ci sta.

  • NicknameAcaso

    Per me gli unici veri difetti sono la facilità con cui ci si perde a volte per la mappa e il sistema dell’alignement. Strange journey era in questo senso giustificato perché la propria inclinazione law/chaos/neutral incideva sui demoni. Era complesso, ma aveva un suo perché. Questo giro invece si tratta di rispondere a domande morali che non avranno un riscontro in termini di trama se non decine di ore dopo. Problema ulteriore è la mancanza di un sistema valido per determinarlo. Il vero problema è che per ottenere il finale che ritengo sensato sono costretto a dare risposte che non condivido. O, viceversa, rispondendo come meglio credo mi ritrovo ad avere un finale poco sensato. Il sistema basato su indici numerici nelle conversazioni va bene per i social link di persona, qui avrei preferito un sistema alla devil survivor dove alla fine il finale te lo scegli tu fra quelli che si è riusciti a sbloccare.

    • CapRichard

      Si vero è un casino. In teoria bisognerebbe rispondere la prima cosa in ogni conversazione ma sa davvero di poco ruolato e molto di forzato. Peccato perché con gli altri giochi ci stava molto il ruolaggio puro.

  • Fenrir

    Quindi ad un fan degli RPG, ma che non ha mai giocato un titolo della serie, questo titolo è consigliato o no?
    O forse sarebbe meglio iniziare da Overclocked, in sconto proprio in questi giorni?

    • CapRichard

      Overclocked è più abbordabile ma è anche fondamentalmente diverso, malgrado le similarità. Onestamente se si è fan degli RPG e strategici, sono entrambi validi. Forse prenderei Overclocked ora visto che è in saldo e poi più in là recuperare SMTIV.

      • Fenrir

        Esattamente quello che pensavo di fare io xD

      • Zapp Brannigan

        Più abbordabile dici? Leggevo recensioni (che hanno “premiato” Overclocked con un poco lusinghiero 4/10) in cui si diceva invece che si tratta di un gioco molto ostico…
        Me lo consigli comunque?
        Tieni conto che di jRPG ne ho giocati a pacchi ma, per quanto concerne Atlus, le mie conoscenze sono limitate a Persona 3…

        • CapRichard

          Per me è uno dei migliori spi off della serie SMT. Concordo con nickname a caso, ma se ti servisse un secondo parere, si lo consiglio vivamente

    • NicknameAcaso

      In generale penso che ds sia migliore di smt4, in particolare per un outsider del brand. È stato anche il primo smt a cui ho giocato. Al tempo ero ancora preso da pokemon, quando giocai per la prima volta a ds pensai “ma che è stammerda?”. E alla fine diventò il mio rpg preferito in assoluto. Penso che questa mia preferenza dipenda dal fatto che gli smt in generale sono giochi basati sulla gestione delle risorse. È li la difficoltà. Su smt4 devi gestire equipaggiamento, item, demoni, soldi hp ed mp. E devi entrare nelle meccaniche specifiche del gioco tipo la fusione, i dialoghi coi demoni. Ci si ritrova davanti ad un muro ostico di informazioni da assorbire. Ds è molto più leggero in tal senso, ha una trama migliore, personaggi migliori e molta replay value, visto che di finali ce ne sono 5-6 contro i 3 (di cui uno incasinatissimo) di smt4.

      • Fenrir

        Grazie mille 🙂

  • Lo recupererò

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